> Nel caso un soggetto sottoscriva un contratto di lavoro (trattasi
> presumibilmente di consulenza libero professionale occasionale) con una
> società britannica, essendo egli residente in italia, e svolgendo tale
> prestazione nel nostro stato, immagino sia tenuto ad applicare ai propri
> compensi una tassazione Irpef ordinaria. Ma la società in questione può
> applicargli le ritenute in acconto ? E se no (cosa che credo possibile
xchè
> dubito che una società operante all'estero possa essere sostituto
d'imposta
> in italia), cosa succede..?? il poveretto in questione è costretto a
tassare
> l'intero reddito a conguaglio...???
Se la società inglese non ha stabile organizzazione in Italia, non assume la
figura di sostituto d'imposta, e conseguentemente non deve effettuare alcuna
ritenuta: il soggetto residente in Italia pagherà le imposte in
dichiarazione dei redditi.
"Roberto Cattivelli" <robcattivelli@katamail.com> ha scritto nel messaggio
> Se la società inglese non ha stabile organizzazione in Italia, non assume
la
> figura di sostituto d'imposta, e conseguentemente non deve effettuare
alcuna
> ritenuta: il soggetto residente in Italia pagherà le imposte in
> dichiarazione dei redditi.
Difatti, era il dubbio che avevo io, ma, a Tuo avviso, la società come dovrà
documentare il compenso erogato..?? e il soggetto come dovrà dichiararlo..??
Grazie per il gentile parere.
La società Inglese (se ha VAT) riceverà una fattura non imponibile IVA art.
7 o una mera ricevuta. La società Inglese si scaricherà quello come costo ed
il soggetto dichiarerà quale reddito occasionale quadro L.
Comprare valuta estera
il Luca: Premetto che la mia è la domanda di una persona che non ha nessunissima
competenza riguardo il topic del ng e l'economia in generale.
Il dollaro è ai minimi storici sull'euro ma tutto mi fa pesare...