l'on. Gramazio di An a Gerusalemme ha dichiarato: "L’Italia fascista
non condivise le leggi razziali". Mi chiedo come si possa negare una
pagina così nera della nostra storia.
Vittime delle "leggi razziali", poi, non furono solo gli ebrei, ma gli
sloveni, i croati e i serbi che vivevano nelle zone della ex-Jugoslavia
occupate dall'Italia (entroterra istriano, fiumano, Dalmazia, parte
dell'Erzegovina). Contro di loro si scatenò l'odio del fascismo, che li
considerava popoli inferiori. Morirono a migliaia nei campi di
concentramento (voluti dai fascisti e non dai tedeschi) di Gonars
(Udine) e Arbe (Dalmazia). Un vero e proprio crimine contro l'umanità
per il quale la "Norimberga italiana" non c'è mai stata e del quale non
è traccia nei libri di scuola. Perché?
Il fatto che gli italiani non condivisero quelle leggi è storicamente vero e
facilmente dimostrabile.
Infatti la maggior parte degli ebrei italiani sopravvisse all'olocausto,
non sarebbe stato possibile se la popolazione italiana non li avesse
"coperti" in
vari modi
"George Klotz - il martellatore della Val Passiria" <suedtirol@yahoo.com> ha
scritto nel messaggio news:41f78787$0$137$5fc30a8@news.tiscali.it...
> l'on. Gramazio di An a Gerusalemme ha dichiarato: "L’Italia fascista non
> condivise le leggi razziali". Mi chiedo come si possa negare una pagina
> così nera della nostra storia.
> Vittime delle "leggi razziali", poi, non furono solo gli ebrei, ma gli
> sloveni, i croati e i serbi che vivevano nelle zone della ex-Jugoslavia
> occupate dall'Italia (entroterra istriano, fiumano, Dalmazia, parte
> dell'Erzegovina). Contro di loro si scatenò l'odio del fascismo, che li
> considerava popoli inferiori. Morirono a migliaia nei campi di
> concentramento (voluti dai fascisti e non dai tedeschi) di Gonars (Udine)
> e Arbe (Dalmazia). Un vero e proprio crimine contro l'umanità per il quale
> la "Norimberga italiana" non c'è mai stata e del quale non è traccia nei
> libri di scuola. Perché?
>
"IWIS VFN" <pino@aliceposta.it> ha scritto nel messaggio
news:qbMJd.455571$b5.21744854@news3.tin.it...
> Il fatto che gli italiani non condivisero quelle leggi è storicamente vero
> e
> facilmente dimostrabile.
> Infatti la maggior parte degli ebrei italiani sopravvisse all'olocausto,
> non sarebbe stato possibile se la popolazione italiana non li avesse
> "coperti" in
> vari modi
8000 morti, tra cui la mia bisnonna e sua madre. Il 30% degli ebrei
italiani. I nomi sono scritti uno per uno sul Libro della memoria, che trovi
anche qui: http://www.internetbookshop.it/ser/s...=LYI7W0WLM74JD
Gli italiani considerati di razza ebraica sono stati sbattuti fuori dalle
professioni pubbliche e dalle scuole, i loro nomi sono stati tolti dagli
elenchi telefonici e gli è stato proibito di possedere e ascoltare la radio.
Italiani, brava gente.
IWIS VFN wrote:
> Il fatto che gli italiani non condivisero quelle leggi è storicamente vero e
> facilmente dimostrabile.
> Infatti la maggior parte degli ebrei italiani sopravvisse all'olocausto,
> non sarebbe stato possibile se la popolazione italiana non li avesse
> "coperti" in
> vari modi
>> Il fatto che gli italiani non condivisero quelle leggi è storicamente
>> vero e
>> facilmente dimostrabile.
>> Infatti la maggior parte degli ebrei italiani sopravvisse all'olocausto,
>> non sarebbe stato possibile se la popolazione italiana non li avesse
>> "coperti" in
>> vari modi
>
> 8000 morti, tra cui la mia bisnonna e sua madre. Il 30% degli ebrei
> italiani. I nomi sono scritti uno per uno sul Libro della memoria, che
> trovi anche qui:
> http://www.internetbookshop.it/ser/s...=LYI7W0WLM74JD
> Gli italiani considerati di razza ebraica sono stati sbattuti fuori dalle
> professioni pubbliche e dalle scuole, i loro nomi sono stati tolti dagli
> elenchi telefonici e gli è stato proibito di possedere e ascoltare la
> radio. Italiani, brava gente.
Grazie, confermi dunque la mia tesi : il 30% di morti italiani è molto
inferiore alle %
di Germania (ovvio) , ma anche di Polonia e Francia.
Se il 70% si è salvato è perchè ha potuto godere di protezioni, dal Vaticano
ai semplici vicini di casa che non denunciavano a repubblichini e tedeschi i
loro vicini ebrei.
Lo stesso Primo Levi ne "I sommersi ed i salvati" lo ha riconosciuto.
> Io sono solito discutere solo di argomenti che conosco, sulla questione
> slava so poco e quindi mi astengo.
questa e' l'ennesima dimostrazione dell'oblio di cui la pulizia etnica
italiana anti-slava ha goduto per decenni, tanto gli slavi sono essere
inferiori e quindi vittimi di serie b...
beh, cominciate a conoscere la questione:
Pulizia etnica all'italiana
10.02.2004
Tra il '42 ed il '43 il nostro esercito internò nel campo di Gonars migliaia
di persone: quasi 500 morirono in pochi mesi. Il progetto: ripopolare il
territorio sloveno con italiani. Un articolo di Alberto Bobbio pubblicato su
Famiglia Cristiana.
Partigiani Sloveni uccisi da soldati italiani E' una storia rimossa che
emerge oggi, 65 anni dopo, con grande difficoltà dalle pieghe della memoria.
E' la storia della pulizia etnica all'italiana, che ha lo stesso linguaggio,
nasce dalle stesse intenzioni e procede con le stesse azioni dei signori
della guerra nei Balcani dell'ultimo decennio del secolo appena passato.
Cambiano i nomi, ma quello dell'alto commissario fascista di Lubiana,
annessa al Regno d'Italia nel 1941, Emilio Grazioli, potrebbe essere
equivalente a quelli di Milosevic o Karadzic, e a quelli dei generali Mario
Robotti e Mario Roatta al generale serbo Ratko Mladic o al croato Ante
Gotovina, criminali di guerra.
Ma nessun militare né civile italiano è mai stato processato da un
tribunale. L'Italia si è assolta e l'amnistia del dopoguerra non ha permesso
neppure di conservare la memoria giudiziaria dei fatti. Ora qualcosa
lentamente riemerge e il difetto di conoscenza e di coscienza collettiva è
tragico. Alessandra Kersevan, ex insegnante di scuola media in Friuli,
ricercatrice a contratto in didattica delle lingue all'Universit? di
Trieste, ha pubblicato, con il contributo del Comune di Gonars, uno
straordinario studio sul campo di concentramento fascista di quel paese,
ricostruendo tutta la storia della "pulizia etnica all'italiana" in Slovenia
e in Croazia.
Spiega la Kersevan: "Ho lavorato per 15 anni negli archivi sloveni a
Lubiana, all'archivio di Stato di Udine e in quelli dell'Esercito italiano a
Roma. Gonars è una faccenda tutta italiana. Tra il 1942 e il '43 vennero
internate migliaia di persone, rastrellate dall'Esercito italiano, donne,
vecchi, bambini. Quasi 500 morirono in pochi mesi".
Ma Gonars, come le altre decine di campi di concentramento fascisti, rimase
invisibile nell'Italia del dopoguerra. Spiega il professor Spartaco
Capogreco, docente alla facoltà di Scienze politiche dell'Università della
Calabria, il maggior esperto dei campi di concentramento fascisti, di cui a
febbraio uscir? per Einaudi il volume I campi del Duce: "E' una storia di
minimizzazioni e amnesie, che hanno offuscato gravi e precise responsabilità
e che hanno contribuito all'affermazione di un pregiudizio, quello della
naturale bontà del soldato italiano. Va anche rilevato il potente effetto
assolutorio di Auschwitz nei confronti degli altri campi di concentramento.
Ma ciò non giustifica l'oblio, né della politica di internamento fascista né
della pulizia etnica all'italiana".
Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 1942, Roatta, Robotti e Grazioli
fanno circondare Lubiana con reticolati di filo spinato: la citt? diventa
così un immenso campo di concentramento. Robotti spiega al Duce il suo
"metodo deciso": "Gli uomini sono nulla", e comunica la sua intenzione di
"arrestare in blocco gli studenti di Lubiana". I rastrellamenti sono operati
dai Granatieri di Sardegna. Il generale Orlando, comandante della divisione,
prevede lo sgombero delle persone "prescindendo dalla loro colpevolezza".
Alla fine di giugno Orlando comunica che con l'arresto di "5.858 persone si
è tolto dalla circolazione un quarto della popolazione civile di Lubiana".
Scrive il tenente dei Carabinieri Giovanni De Filippis in un promemoria che
Alessandra Kersevan ha rintracciato a Roma: "Continua caotico e disorientato
il procedimento dei fermi. La popolazione vive in uno stato di vero incubo".
La filosofia della pulizia etnica era stata indicata nella circolare "3C"
del generale Roatta: "Internamento di intere famiglie, uso di ostaggi,
distruzione di abitati e confisca di beni".
"Internamento di massa" Il 24 agosto 1942 Grazioli prospettava al ministero
dell'Interno "l'internamento di massa della popolazione slovena" e la sua
"sostituzione con la popolazione italiana". Robotti spiega ai comandanti:
"Non importa se all'interrogatorio si ha la sensazione di persone innocue.
Quindi sgombero totalitario. Dove passate, levatevi dai piedi tutta la gente
che può spararci nella schiena. Non vi preoccupate dei disagi della
popolazione. Questo stato di cose l'ha voluto lei, quindi paghi".
In un altro rapporto, Robotti lamentava: "Si ammazza troppo poco". Roatta
raccomandava l'uso dell'aviazione e dei lanciafiamme per distruggere i
paesi.
Il campo di Gonars, allestito per gli arrestati sloveni, in poche settimane
è pieno. In estate viene approntato in fretta e furia il campo di tende sull'isola
di Rab: donne, vecchi e bambini sono ospitati in condizioni disumane.
Il vescovo di Krk, monsignor Srebnic, il 5 agosto 1943 in una lettera al
Papa parlerà di più di "1.200 internati morti". Alla fine del 1942 il
sottosegretario all'Interno Buffarini d? notizia al Duce che "50.000
elementi sloveni" sono stati internati in Italia.
Nell'autunno 1942 la diocesi di Lubiana fa arrivare alla Santa Sede un
documento dal tono molto preoccupato, che chiedeva interventi per evitare
che i campi "diventino accampamenti di morte e di sterminio". Il Vaticano la
inoltra al ministero dell'Interno fascista. Risponde proprio il generale
Roatta, minimizzando la situazione, contestando i dati e rimproverando il
Vaticano: "Molte delle lagnanze affacciate dal Vaticano sono destituite di
fondamento. I comandi militari non hanno bisogno di suggerimenti per quanto
riguarda i doveri di umanità".
Più volte la Chiesa cattolica interviene a favore degli internati sloveni
nel campo di Gonars, che alla fine del 1942 sono oltre 6.000. I vescovi di
Lubiana, Rozman, di Gorizia, Margotti, e di Krk, Srebnic, sollecitano un'iniziativa
della Santa Sede. Il segretario di Stato vaticano, cardinale Luigi Maglione,
invia a Gonars il nunzio apostolico in Italia Borgoncini-Duca, il quale però
non riesce a capire le reali condizioni di vita e scrive che "il vitto non
manca e l'acqua è abbondante".
Altre testimonianze raccolte da Alessandra Kersevan sono assai diverse. Il
segretario dell'arcivescovo di Zagabria Stepinac, don Lackovic, nel '43
denuncia alla Croce Rossa italiana che a "Gonars si trovano oltre 4.000
croati, in maggioranza donne e bambine che soffrono molto e muoiono in gran
numero". Il salesiano padre Tomec descrive al Comitato di assistenza di
Gorizia la terribile situazione di Gonars in una lunga relazione: "La gente
muore di fame. La minestra è acqua nella quale nuotano due chicchi di riso e
due maccheroni". E chiede la possibilit? di inviare pacchi di viveri ai
prigionieri.
Il 27 marzo 1943 il prefetto di Udine impone all'Autorità ecclesiastica di
bloccare i pacchi per evitare che "aiuti siano prodigati a una razza
siffatta che non ha mai nutrito, né nutre, sentimenti favorevoli all'Italia".
E a Lubiana Grazioli ordina di "far cessare ogni assistenza in favore degli
internati".
Punizioni, torture, orrore Slavko Malnar, ex internato a Gonars, ha
raccontato alla Kersevan: "Avevo 6 anni e pesavo 13 chili. Con altri bambini
cercavamo il cibo nei bidoni della spazzatura. Se trovavamo qualche grosso
osso lo spaccavamo per succhiare il midollo. Mia madre era incinta. Mio
fratellino è nato il 3 febbraio 1943. E' morto qualche mese dopo". Poi c'erano
le punizioni, le torture, insomma, l'orrore di ogni campo di concentramento.
Oggi non c'è più traccia del campo di Gonars. Nel cimitero del paese sono
sepolti 400 internati, ricordati da un grande sacrario costruito nel 1973.
Spiega il sindaco Ivan Cignola: "Ricordare la tragedia e riconoscerne le
responsabilit? italiane non è solo un problema storico, ma anche di
sensibilità civile". Tutti i protagonisti di questa vicenda non sono mai
stati incriminati: Emilio Grazioli venne arrestato dopo la guerra per due
eccidi commessi in provincia di Ravenna. Le accuse circa il suo operato a
Lubiana non vennero menzionate. Tornato subito in libertà, sparì.
Dei vari comandanti del campo di Gonars solo l'ultimo, il capitano Macchi,
noto per la sua ferocia, venne ucciso dai partigiani nel 1944. Il generale
Robotti è morto ed è stato dimenticato.
Il generale Roatta riparò in Spagna. Poi usufruì di un'amnistia. Una sua
foto è tuttora appesa alle pareti dell'Archivio storico dello Stato Maggiore
dell'Esercito.
Alberto Bobbio - Famiglia Cristiana
Vedi anche:
Le "vacanze al confino" viste dalla Slovenia
I lager in Italia
"IWIS VFN" <pino@aliceposta.it> ha scritto nel messaggio
news:qbMJd.455571$b5.21744854@news3.tin.it...
> Il fatto che gli italiani non condivisero quelle leggi è storicamente vero
> e
> facilmente dimostrabile.
e le leggi sull'italianizzazione forzata delle genti alloglotte di Istria e
Dalmazia? E i 20.000 jugoslavi fatti morire di stenti a Gonars ed Arbe? Ecco
qua un po' di notizie:
I campi italiani
1941-43: i campi di concentramento nella Jugoslavia occupata
Il 6 aprile 1941 l'esercito italiano e quello nazista invasero
la Jugoslavia. La Slovenia viene smembrata fra Italia (il territorio che
diventa provincia di Lubiana) e Germania. Per quanto riguarda la Croazia il
18 maggio Aimone di Savoia, diventa re di Croazia, con il collaborazionista
Ante Pavelic come primo ministro.
Le prime formazioni partigiane slovene iniziarono la loro azione
nel luglio 1941, con effettivi molto limitati (vengono successivamente
indicate in 8-10 mila). Il primo tentativo di annientamento del movimento di
liberazione jugoslavo, con un'azione congiunta italo-tedesca, viene
realizzato nell'ottobre 1941. Esso termina con un totale fallimento,
malgrado l'uso sistematico del terrorismo verso le popolazioni civili, le
stragi e la distruzione, le rappresaglie feroci verso i partigiani e le loro
famiglie (solo a Kragulevac, furono fucilate 2300 persone).
Con l'inasprimento della lotta, i nazifascisti tentano una
seconda grande offensiva, con 36.000 uomini. Scarsi risultati, moltissime
vittime. I partigiani riescono a sfuggire al tentativo di accerchiamento.
La terza grande offensiva si svolge dal 12 aprile al 15 giugno
1942, sotto la direzione del generale Roatta. Ancora una volta grandi
perdite, stragi e distruzioni: non viene raggiunto l'obiettivo di
annientamento.
Intensificazione delle azioni contro guerriglia in Slovenia da
parte delle forze del XI^ Corpo d'Armata (quattro Divisioni italiane, con
l'aggiunta dei fascisti sloveni della "Bela Garda" (Guardia Bianca). Sempre
feroci le azioni di terrorismo contro i civili e la deportazione delle
popolazioni di intere zone, senza distinzioni di sesso e di età.
Bilancio delle vittime slovene in 29 mesi di terrore
fascista, nei 4.550 Km quadrati di questo territorio:
Ostaggi civili fucilati ..............................
n. 1.500
Fucilati sul posto........................................
n. 2.500
Deceduti per sevizie..................................
n. 84
Torturati e arsi vivi......... n. 103
Uomini, donne e bambini morti nei campi
di concentramento........... n. 7.000
Totale ............. n. 13.087
In Slovenia, già dall'ottobre del 1941, il tribunale speciale
pronuncia le prime condanne a morte, il mese dopo entra in funzione il
tribunale di guerra. La lotta contro i partigiani, che diventano una realtà
in continua espansione, si sviluppa nel quadro di una strategia
politico-operativa rivolta alla colonizzazione di quei territori. Con l'intervento
diretto dei comandi militari italiani la politica della violenza si esercita
nelle più svariate forme: iniziano le esecuzioni sommarie sul posto, incendi
di paesi, deportazioni di massa, esecuzioni di ostaggi, rappresaglie sulle
popolazioni a scopo intimidatorio e punitivo, saccheggiamento dei beni,
setacciamento sistematico delle città, rastrellamenti. prende corpo il
progetto di deportazione totale della popolazione, con il trasferimento
forzato degli abitanti della Slovenia, progetto che i comandi discutono con
Mussolini in un incontro a Gorizia il 31 luglio 1942 e che non si realizza
solo per l'impossibilità di domare la ribellione e il movimento partigiano.
Nel clima di repressione instauratosi con l'occupazione militare nel
territorio jugoslavo, per il regime fascista nasce inevitabilmente l'esigenza
di creare delle strutture per il concentramento di un gran numero di civili,
deportati da quelle regioni.
In una lettera spedita al Comando supremo dal generale Roatta in
data 8 settembre 1942 (N. 08906), viene proposta la deportazione della
popolazione slovena. "In questo caso scrisse si tratterebbe di trasferire al
completo masse ragguardevoli di popolazione, di insediarle all'interno del
regno e di sostituirle in posto con popolazione italiana".
I campi di concentramento e deportazione italiani furono almeno
31 (a Kraljevica, Lopud, Kupari, Korica, Brac, Hvar, ecc.), disseminati
dall'Albania all'Italia meridionale, centrale e settentrionale, dall'isola
adriatica di Arbe (Rab) fino a Gonars e Visco nel Friuli, a Chiesanuova e
Monigo nel Veneto. Solo nei lager italiani morirono 11.606 sloveni e croati.
Nel lager di Arbe (Yugoslavia) ne morirono 1.500 circa. Vi furono internati
soprattutto sloveni e croati (ma anche "zingari" ed ebrei), famiglie intere,
vecchi, donne, bambini.
A proposito ecco un documento del 15 dicembre 1942, in quella
data l'Alto Commissariato per la Provincia di Lubiana, Emilio Grazioli,
trasmise al Comando dell'XI Corpo d'Armata il rapporto di un medico in
visita al campo di Arbe dove gli internati "presentavano nell'assoluta
totalità i segni più gravi dell'inanizione da fame", sotto quel rapporto il
generale Gastone Gambara scrisse di proprio pugno: "Logico ed opportuno che
campo di concentramento non significhi campo d'ingrassamento. Individuo
malato = individuo che sta tranquillo".
Sempre nel 1942, il 4 agosto, il generale Ruggero inviò un
fonogramma al Comando dell'XI Corpo in cui si parlava di "briganti comunisti
passati per le armi" e "sospetti di favoreggiamento" arrestati, in una nota
scritta a mano il generale Mario Robotti impose; "Chiarire bene il
trattamento dei sospetti, cosa dicono le norme 4C e quelle successive?
Conclusione: si ammazza troppo poco!".
L'ultima frase è sottolineata, il generale Robotti alludeva alle
parole d'ordine riassuntive del generale Mario Roatta, comandante della II
Armata italiana in Slovenia e Croazia (Supersloda) il quale nel marzo del
1942 aveva diramato una Circolare 3C nella quale si legge:
"Il trattamento da fare ai ribelli non deve essere sintetizzato
dalla formula dente per dente ma bensì da quella testa per dente".
E infatti furono migliaia i civili falciati dai plotoni di
esecuzione italiani, dalla Slovenia alla "Provincia del Carnaro", dalla
Dalmazia fino alle Bocche di Cattaro e Montenegro senza aver subito alcun
processo, ma in seguito a semplici ordini di generali dell'esercito, di
governatori o di federali e commissari fascisti.
Il campo di concentramento di Arbe (Rab in croato)
"IWIS VFN" <pino@aliceposta.it> ha scritto nel messaggio
news:NuMJd.455652$b5.21746280@news3.tin.it...
>>> Il fatto che gli italiani non condivisero quelle leggi è storicamente
>>> vero e
>>> facilmente dimostrabile.
>>> Infatti la maggior parte degli ebrei italiani sopravvisse all'olocausto,
>>> non sarebbe stato possibile se la popolazione italiana non li avesse
>>> "coperti" in
>>> vari modi
>>
>> 8000 morti, tra cui la mia bisnonna e sua madre. Il 30% degli ebrei
>> italiani. I nomi sono scritti uno per uno sul Libro della memoria, che
>> trovi anche qui:
>> http://www.internetbookshop.it/ser/s...=LYI7W0WLM74JD
>> Gli italiani considerati di razza ebraica sono stati sbattuti fuori dalle
>> professioni pubbliche e dalle scuole, i loro nomi sono stati tolti dagli
>> elenchi telefonici e gli è stato proibito di possedere e ascoltare la
>> radio. Italiani, brava gente.
>
> Grazie, confermi dunque la mia tesi : il 30% di morti italiani è molto
> inferiore alle %
> di Germania (ovvio) , ma anche di Polonia e Francia.
Quattro gatti, il 30%, 8000 persone, donne, vecchi portati via in barella,
le delazioni: ogni ebreo denunciato 5000 lire di allora, il rabbino cieco di
Venezia picchiato dalle squadracce fasciste, respinto alla frontiera
Svizzera, tormato a Venezia e deportato con i vecchi della casa di riposo.
Hai bisogni di conferme? Ti confermio che 8000 innocenti sono morti grazie
al fascio. Grazie.
> Se il 70% si è salvato è perchè ha potuto godere di protezioni, dal
> Vaticano ai semplici vicini di casa che non denunciavano a repubblichini e
> tedeschi i loro vicini ebrei.
Certo qualcuno si è salvato, i più ricchi che sono riusciti a salvarsi
scappando in Svizzera (quelli che non sono stati respinti alla frontiera),
qualcuno ha trovato rifugi più o meno sicuri, ma 1 su 3 sono stati presi e
deportati con la collaborazione fattiva dei fascisti e non sono più tornati.
> Lo stesso Primo Levi ne "I sommersi ed i salvati" lo ha riconosciuto.
Lo stesso Primo Levi si è accorto che c'era gente come te, e sfiduciato è
"caduto" dalle scale e dicono che si sia ucciso perché c'erano personaggi
come il buon Gramazio.
>
>> Io sono solito discutere solo di argomenti che conosco, sulla questione
>> slava so poco e quindi mi astengo.
>
> questa e' l'ennesima dimostrazione dell'oblio di cui la pulizia etnica
> italiana anti-slava ha goduto per decenni, tanto gli slavi sono essere
> inferiori e quindi vittimi di serie b...
Prendo per buono quanto da te postato.
Mi sembra cmq esistano 2 differenze fondamentali tra la situazione slava e
quella ebraica:
1) un campo di internamento non è un campo di sterminio, tanto per dire
anche
i Giapponesi residenti negli Usa furono internati allo scoppio della guerra
2) Gli ebrei subirono e basta, e quindi hanno il diritto di rammentarci il
credito quantomeno morale che vantano nei nostri confronti (diritto
legittimo di cui si avvalgono peraltro con una certa frequenza) .
Gli slavi invece prima suibirono, ma alla fine della guerra ci ripagarono
abbondantemente con gli interessi, ovviamente mi riferisco agli infoibamenti
esodi forzati da Istria e Dalmazia
Con un'ulteriore sottile differenza: l'internamento egli slavi era
giustificato almeno in parte da esigenze belliche : stroncare la resistenza
slava (lo fecero anche gli inglesi nella guerra boera di inizio secolo)
mentre quella slava fu pura vendetta visto che avvenne a freddo a guerra
ormai finita.
Conclusione: quando gli slavi ci chiederanno scusa per gli infoibamenti e
restituiranno Istria e Dalmazia potranno pretendere scuse per quanto da loro
subito durante la guerra
> Lo stesso Primo Levi si è accorto che c'era gente come te, e sfiduciato è
> "caduto" dalle scale e dicono che si sia ucciso perché c'erano personaggi
> come il buon Gramazio.
Quindi secondo te Primo Levi si sarebbe suicidato perchè accortosi che c'era
gente che sosteneva quanto lui stesso aveva sostenuto in un suo libro. Non
ho parole .
le dichiarazioni redditi sono su P2P !!
RG: Leggo questo articolo sul corriere
http://www.corriere.it/economia/08_maggio_01/redditi_ancora_in_rete_1430a932-17a8-11dd-8da7-00144f02aabc.shtml
provo il tutto e per il mio comune funziona...
Dichiarazioni di B.
Stardust®: Il signor B. ha dichiarato: "Io volevo stabilire la normalita' della
vita politica italiana. Ma come si e' risposto a questo mio principio?
Con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno,...