da Finanza&Mercati del 14-01-2005
[Nr. 9 pagina 2]
Il forte rialzo in Borsa rende poco appetibile l'Opa cash sul mobile che
rischia l'insuccesso Da escludere la sola offerta carta contro carta che
diluirebbe Olimpia sotto il 10%
L'eccezionale performance di Telecom Italia rischia di mandare a monte l'
offerta di acquisto e scambio sulla controllata Tim. Ieri le azioni del
gruppo di telefonia fissa sono salite a 3,13 euro (+1,75%) mentre le Tim -
che sono legate alla controllante da un concambio di 1,73 - hanno chiuso a
5,55 euro (+0,36%), ovvero ormai al limite del valore dell'Opa parziale che
è di 5,6 euro. Così, dati gli attuali valori di mercato di Telecom, aderire
all'offerta sulla controllata non sembra molto conveniente. Tuttavia, si
tratta di una strada senza uscita perché i titoli del colosso della
telefonia sono saliti proprio grazie all'Opa, al miglior utilizzo della leva
e all'integrazione della controllata wireless che creerà valore per tutti
gli azionisti. Se invece l'offerta non raggiungesse il quorum dei due terzi
del capitale delle Tim ordinarie (ieri le adesioni erano pari al 3,1% dell'
offerta globale sulle ordinarie) e Telecom non ritirasse le azioni
consegnate all'Opa, la creazione di valore verrebbe meno e il titolo
tornerebbe sui livelli di 2,8-3 euro cui trattava prima dell'annuncio dell'
operazione che risale al 7 dicembre. E, in caso di insuccesso dell'Opa cash
su Tim, decadrebbe anche l'offerta carta contro carta: in questo caso,
infatti, Olimpia si diluirebbe dal 17,2% a poco meno del 10% del capitale
della nuova Telecom, una quota inaccettabile per gli uomini di Tronchetti
Provera.
Gli investitori sono dunque intrappolati nel cosiddetto dilemma del
prigioniero. Considerato il recente trend di Borsa, aderire all'offerta cash
sembra decisamente meno conveniente del concambio con azione della nuova
Telecom. D'altra parte non aderire significa invece rinunciare all'intera
operazione. La terza via, ovvero sperare in un rilancio appare pura
speculazione. Anche perché un rialzo dell'offerta finirebbe per scombinare
la struttura finanziaria di Telecom Italia, che si troverebbe con un
indebitamento eccessivo. L'operazione è stata infatti concepita per
ottimizzare la leva, pur attestando a oltre 14,5 miliardi il debito del
gruppo che nascerà dalla fusione. Secondo gli analisti, Telecom potrebbe al
massimo mettere sul piatto altri 500 milioni alzando la posta su Tim da 5,6
a 5,8 euro per azione. Ma tra i broker l'ipotesi viene giudicata assai poco
probabile. Viceversa, se il risultato dell'Opa non venisse centrato e
aumentasse la componente in carta dell'operazione, la leva sarebbe
eccessivamente bassa, mentre la diluizione a livello di eps sarebbe troppo
alta. Il consiglio degli analisti resta quello di aderire all'offerta nei
termini proposti dal gruppo, ovvero consegnare i due terzi delle Tim
detenute in portafoglio e reinvestire parte dei proventi percepiti
acquistando nuove azioni del gruppo di tlc. Un'opinione, questa, su cui
insiste con vigore lo stesso management della società. In un'intervista al
settimanale Economy, il presidente Marco Tronchetti Provera ha infatti
ammonito che «se l'Opa su Tim non dovesse andare in porto, ci potrebbe
essere un importante ridimensionamento dei valori di Telecom Italia». Infine
ieri, il brillante andamento delle due società di tlc, ha rilanciato
nuovamente le speculazioni circa un futuro delisting di Telecom Italia Media
(+6,53% a 0,37 euro). Se per qualche ragione l'integrazione tra la società
di telefonia fissa e quella mobile non venisse perfezionata, secondo la
molla che ha spinto ieri gli investitori, Telecom potrebbe accorciare i
tempi di raccolta di quel 37,5% del capitale di TiMedia che ancora non
possiede.
Nell'ultimo mese le tim non hanno seguito il rialzo dell'indice, bloccate
dal prezzo dell'opa.
Finita l'opa seguiranno l'indice al ribasso o rialzo.
"Geronimo&Scalper®" <12yeah1@scalperes.ch> ha scritto nel messaggio
news:%NNFd.83646$C94.14539@tornado.fastwebnet.it.. .
> da Finanza&Mercati del 14-01-2005
> [Nr. 9 pagina 2]
>
> Il forte rialzo in Borsa rende poco appetibile l'Opa cash sul mobile che
> rischia l'insuccesso Da escludere la sola offerta carta contro carta che
> diluirebbe Olimpia sotto il 10%
>
>
> L'eccezionale performance di Telecom Italia rischia di mandare a monte l'
> offerta di acquisto e scambio sulla controllata Tim. Ieri le azioni del
> gruppo di telefonia fissa sono salite a 3,13 euro (+1,75%) mentre le Tim -
> che sono legate alla controllante da un concambio di 1,73 - hanno chiuso a
> 5,55 euro (+0,36%), ovvero ormai al limite del valore dell'Opa parziale
> che
> è di 5,6 euro. Così, dati gli attuali valori di mercato di Telecom,
> aderire
> all'offerta sulla controllata non sembra molto conveniente. Tuttavia, si
> tratta di una strada senza uscita perché i titoli del colosso della
> telefonia sono saliti proprio grazie all'Opa, al miglior utilizzo della
> leva
> e all'integrazione della controllata wireless che creerà valore per tutti
> gli azionisti. Se invece l'offerta non raggiungesse il quorum dei due
> terzi
> del capitale delle Tim ordinarie (ieri le adesioni erano pari al 3,1%
> dell'
> offerta globale sulle ordinarie) e Telecom non ritirasse le azioni
> consegnate all'Opa, la creazione di valore verrebbe meno e il titolo
> tornerebbe sui livelli di 2,8-3 euro cui trattava prima dell'annuncio
> dell'
> operazione che risale al 7 dicembre. E, in caso di insuccesso dell'Opa
> cash
> su Tim, decadrebbe anche l'offerta carta contro carta: in questo caso,
> infatti, Olimpia si diluirebbe dal 17,2% a poco meno del 10% del capitale
> della nuova Telecom, una quota inaccettabile per gli uomini di Tronchetti
> Provera.
> Gli investitori sono dunque intrappolati nel cosiddetto dilemma del
> prigioniero. Considerato il recente trend di Borsa, aderire all'offerta
> cash
> sembra decisamente meno conveniente del concambio con azione della nuova
> Telecom. D'altra parte non aderire significa invece rinunciare all'intera
> operazione. La terza via, ovvero sperare in un rilancio appare pura
> speculazione. Anche perché un rialzo dell'offerta finirebbe per scombinare
> la struttura finanziaria di Telecom Italia, che si troverebbe con un
> indebitamento eccessivo. L'operazione è stata infatti concepita per
> ottimizzare la leva, pur attestando a oltre 14,5 miliardi il debito del
> gruppo che nascerà dalla fusione. Secondo gli analisti, Telecom potrebbe
> al
> massimo mettere sul piatto altri 500 milioni alzando la posta su Tim da
> 5,6
> a 5,8 euro per azione. Ma tra i broker l'ipotesi viene giudicata assai
> poco
> probabile. Viceversa, se il risultato dell'Opa non venisse centrato e
> aumentasse la componente in carta dell'operazione, la leva sarebbe
> eccessivamente bassa, mentre la diluizione a livello di eps sarebbe troppo
> alta. Il consiglio degli analisti resta quello di aderire all'offerta nei
> termini proposti dal gruppo, ovvero consegnare i due terzi delle Tim
> detenute in portafoglio e reinvestire parte dei proventi percepiti
> acquistando nuove azioni del gruppo di tlc. Un'opinione, questa, su cui
> insiste con vigore lo stesso management della società. In un'intervista al
> settimanale Economy, il presidente Marco Tronchetti Provera ha infatti
> ammonito che «se l'Opa su Tim non dovesse andare in porto, ci potrebbe
> essere un importante ridimensionamento dei valori di Telecom Italia».
> Infine
> ieri, il brillante andamento delle due società di tlc, ha rilanciato
> nuovamente le speculazioni circa un futuro delisting di Telecom Italia
> Media
> (+6,53% a 0,37 euro). Se per qualche ragione l'integrazione tra la società
> di telefonia fissa e quella mobile non venisse perfezionata, secondo la
> molla che ha spinto ieri gli investitori, Telecom potrebbe accorciare i
> tempi di raccolta di quel 37,5% del capitale di TiMedia che ancora non
> possiede.
>
>
>
>
>
> YEEAAHHHHHHHHHHHH
>
>
>
>
>
> da Finanza&Mercati del 14-01-2005
> [Nr. 9 pagina 2]
>
> Il forte rialzo in Borsa rende poco appetibile l'Opa cash sul mobile che
> rischia l'insuccesso Da escludere la sola offerta carta contro carta che
> diluirebbe Olimpia sotto il 10%
>
>
> L'eccezionale performance di Telecom Italia rischia di mandare a monte l'
> offerta di acquisto e scambio sulla controllata Tim. Ieri le azioni del
> gruppo di telefonia fissa sono salite a 3,13 euro (+1,75%) mentre le Tim -
> che sono legate alla controllante da un concambio di 1,73 - hanno chiuso a
> 5,55 euro (+0,36%), ovvero ormai al limite del valore dell'Opa parziale
che
> è di 5,6 euro. Così, dati gli attuali valori di mercato di Telecom,
aderire
> all'offerta sulla controllata non sembra molto conveniente. Tuttavia, si
> tratta di una strada senza uscita perché i titoli del colosso della
> telefonia sono saliti proprio grazie all'Opa, al miglior utilizzo della
leva
> e all'integrazione della controllata wireless che creerà valore per tutti
> gli azionisti. Se invece l'offerta non raggiungesse il quorum dei due
terzi
> del capitale delle Tim ordinarie (ieri le adesioni erano pari al 3,1%
dell'
> offerta globale sulle ordinarie) e Telecom non ritirasse le azioni
> consegnate all'Opa, la creazione di valore verrebbe meno e il titolo
> tornerebbe sui livelli di 2,8-3 euro cui trattava prima dell'annuncio
dell'
> operazione che risale al 7 dicembre. E, in caso di insuccesso dell'Opa
cash
> su Tim, decadrebbe anche l'offerta carta contro carta: in questo caso,
> infatti, Olimpia si diluirebbe dal 17,2% a poco meno del 10% del capitale
> della nuova Telecom, una quota inaccettabile per gli uomini di Tronchetti
> Provera.
> Gli investitori sono dunque intrappolati nel cosiddetto dilemma del
> prigioniero. Considerato il recente trend di Borsa, aderire all'offerta
cash
> sembra decisamente meno conveniente del concambio con azione della nuova
> Telecom. D'altra parte non aderire significa invece rinunciare all'intera
> operazione. La terza via, ovvero sperare in un rilancio appare pura
> speculazione. Anche perché un rialzo dell'offerta finirebbe per scombinare
> la struttura finanziaria di Telecom Italia, che si troverebbe con un
> indebitamento eccessivo. L'operazione è stata infatti concepita per
> ottimizzare la leva, pur attestando a oltre 14,5 miliardi il debito del
> gruppo che nascerà dalla fusione. Secondo gli analisti, Telecom potrebbe
al
> massimo mettere sul piatto altri 500 milioni alzando la posta su Tim da
5,6
> a 5,8 euro per azione. Ma tra i broker l'ipotesi viene giudicata assai
poco
> probabile. Viceversa, se il risultato dell'Opa non venisse centrato e
> aumentasse la componente in carta dell'operazione, la leva sarebbe
> eccessivamente bassa, mentre la diluizione a livello di eps sarebbe troppo
> alta. Il consiglio degli analisti resta quello di aderire all'offerta nei
> termini proposti dal gruppo, ovvero consegnare i due terzi delle Tim
> detenute in portafoglio e reinvestire parte dei proventi percepiti
> acquistando nuove azioni del gruppo di tlc. Un'opinione, questa, su cui
> insiste con vigore lo stesso management della società. In un'intervista al
> settimanale Economy, il presidente Marco Tronchetti Provera ha infatti
> ammonito che «se l'Opa su Tim non dovesse andare in porto, ci potrebbe
> essere un importante ridimensionamento dei valori di Telecom Italia».
Infine
> ieri, il brillante andamento delle due società di tlc, ha rilanciato
> nuovamente le speculazioni circa un futuro delisting di Telecom Italia
Media
> (+6,53% a 0,37 euro). Se per qualche ragione l'integrazione tra la società
> di telefonia fissa e quella mobile non venisse perfezionata, secondo la
> molla che ha spinto ieri gli investitori, Telecom potrebbe accorciare i
> tempi di raccolta di quel 37,5% del capitale di TiMedia che ancora non
> possiede.
>
>
>
>
>
> YEEAAHHHHHHHHHHHH
>
>
>
>
>