Qyalcuno potrebbe dirmi se il Ministro degli Interni Beppe Pisanu è lo
stesso che una ventina di anni fa fu travolto da uno scandalo per i
suoi rapporti con il banchiere bancarottiere e piduista Roberto Calvi,
presidente del banco Ambrosiano e con il Gran Maestro della massoneria
Armando Corona e con il faccendiere Flavio Carboni, plurinquisito,
pluriarrestato, legato a varie esponenti della banda della Magliana?
E' questo Pisanu quel sassarese, ex amico del cuore di Francesco
Cossiga, già capo della segreteria Zaccagnini negli anni del
compromesso storico DC-PCI, diventò sottosegretario al tesoro e alla
Difesa in vari governi, ma che già ai tempi di Fanfani V (1983),
saltarono fuori le sue "liasons dangereuses" con alcuni imbarazzanti
compagni di vacanze in barca: Flavio Carboni e Silvio Berlusconi
quando nell'estate del 1980 il Berlusconi e Flavio brigano per
regalare a Porto Rotondo una bella colata di cemento (progetto "Olbia
2")?
L'estate seguente, quel Beppe Pisanu lì fece un'altra conquista:
veleggiò, sempre sulla barca di Carboni, al largo della Costa Smeralda
ma stavolta a bordo c'era pure il bancarottiere Calvi, fresco di
condanna, in libertà provvisoria.
Memorabile la testimonianza di quel Pisanu là davanti al PM milanese
Pier Luigi Dell'Osso che indagava sul crac ambrosiano e che lo
interrogò per sei ore l'11 settembre 1982 (mentre Carboni si trovava
in carcere da qualche giorno a Milano perchè coinvolto nelle indagini
sulla fuga e sulla morte di Calvi):
"Carboni -spiegò quel Pisanu là - "era un interlocutore valido per le
forze politiche richiamantesi alla ispirazione cattolica " (?).
Insomma, il pio terzetto non discuteva di affari ma di teologia e
mariologia.
Il pio sodalizio Carboni-Pisanu (quel Pisanu là, si intende!) si
estese poi miracolosamente all'affaire Ambrosiano.
Il sottosegretario al Tesoro portato dall'amico Flavio incontrò Calvi
per ben 4 volte, e subito dopo l'8 giugno 1982, rispose alla Camera
alle allarmate interrogazioni delle opposizioni sul colossale buco
dell'Ambrosiano, aggravato dai debiti miliardari del Banco Andino:
"Niente paura - rassicurò Pisanu - è tutto sotto controllo! Nessun
allarme: le indagini esperite all'estero sull'Ambrosiano non hanno
dato alcun esito".
La sera dopo, 9 giugno, quel Pisanu là era di nuovo a cena con
Carboni: pare che il tema della serata fosse la nomina a nuovo
procuratore Generale di Milano di un "amico", il giudice Consoli,
presente al convivio.
L'indomani, 10 giugno, Calvi fuggì dall'Italia per finire come
sappiamo, impiccato sotto il Ponte dei Frati neri a Londra!
Nove giorni dopo, il Governo dichiarò insolvente l'Ambrosiano,
mettendo sul lastrico migliaia di risparmiatori. Pochi mesi dopo sia
l'Ambrosiano sia l'Andino fecero bancarotta.
Racconterà Angelo Rizzoli alla Commissione Parlamentare di inchiesta
sulla P2: "A proposito dell'Andino, Calvi disse a me e a Tassa Din che
il discorso dell'on. Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui.
Qualcuno mi ha detto che per quel discorso PISANU AVEVA PRESO 800
MILIONI da Flavio Carboni".
Accusa mai dimostrata, anche se il portaborse di Calvi, Emilio
Pellicani, dirà all'Espresso che Calvi aveva stanziato - per
"comprare" il proprio salvataggio 100 miliardi, dei quali "poche
decine di milioni" sarebbero finite anche nelle tasche di Pisanu,
tramite Carboni" e aggiunSe che Pisanu si interessò attivamente del
progetto di cessione del Corriere della sera da parte di Calvi,
tentando di pilotare l'operazione "in favore dell'on.Piccoli".
Cioè di garantire una sorta di controllo DC sul primo quotidiano
d'Italia.
Quel Pisanu là smentì e querelò Pellicani. Memorabili gli attacchi
che gli sferrarono in quel periodo i due membri più battaglieri della
Commissione P2: il missino Mirko Tremaglia e il radicale Massimo
Teodori.
Tremaglia denunciava "l'assalto partitocratico" al Corriere della Sera
tramite manovre che di volta in volta erano passate attraverso
Andreotti, Bagnasco, Pisanu, Carboni o Rizzoli". E quanto
all'Ambrosiano appena dichiarato insolvente, puntava il dito sulle
"gravissime responsabilità degli organi di Governo", compreso "il
sottosegretario Pisanu (sempre quel Pisanu là, per carità...) amico
non per caso di Carboni, che aveva dichiarato alla Camera che nulla
era emerso di irregolare nell'Ambrosiano(!!!). Senonchè esattamente 9
giorni dopo il Tesoro disponeva lo scioglimento degli organi
amministrativi dell'Ambrosiano.
E Teodori tuonava : "Alcuni fatti sono incontrovertibili: i rapporti
strettissimi e continuativi tra Pisanu e Carboni; i rapporti di Pisanu
con Calvi tramite Carboni, i rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni
per la sistemazione del Corriere della Sera; i rapporti di Pisanu con
Calvi e Carboni quando, sottosegretario al Tesoro, il ministero
prendeva importanti decisioni sull'Ambrosiano; il sottogretario
rispose per due volte alla Camera sulla questione Ambrosiano!". Poi,
il 19.1.1983 aggiunse "il sottosegretario Pisanu deve dimettersi: SE
C'E' ANCORA UN MINIMO DI MORALITA' E' INCONCEPIBILE CHE L'ON. PISANU
RESTI AL GOVERNO ! (Ma forse anche lui non era il teodori di oggi, era
quel Teodori là...)
"Non mi dimetterò su richiesta di Teodori", schiumava Pisanu. Poi però
cambiò idea, o gliela fecero cambiare: 2 giorni dopo il 21 gennaio si
dimise da sottosegretario "per consentire il chiarimento della mia
posizione senza condizionamenti legati all'incarico di governo
ricoperto" .... ma il caso di quel Pisanu là continuò ad arroventare
la Commissione P2 nei mesi avvenire.
In febbraio Teodori tornò a denunciare "l'arroganza socialista e
democristiana che vuole affossare la commissione dd'inchiesta e
pretene una condizione di speciale intoccabilità per tutti i politici,
da Pisanu a Piccoli a Andreotti" (era certamente un altro Teodori...)
Pisanu venne ascoltato una seconda volta dalla Commissione Anselmi, e
lì - pur rivenicando l'assoluta correttezza e "trasparenza" (!) dei
suoi rapporti con Carboni e Calvi - ammise di avere UN PO'
SOTTOVALUTATO la delicatezza di certe frequentazioni.
Dopo un breve purgatorio, se questo Pisanu è sempre lo stesso,
ricicciò in sella nel 1987: sottosegretario alla Difesa del nuovo
governo Fanfani. poi un altro po' di oblio, e la resurrezione
"azzurra" grazie all'inseparabile Silvio, sempre riconoscente con i
vecchi compari: nel 1994 lo promuove "vicecapogruppo vicario" alla
Camera, nel 1996 capogruppo al posto di Vittorio Dotti (colpevole di
essere l'uomo della signora Ariosto e di non averla mai smentita e
quindi colpevole di avere sbagliato fidanzata e sopratutto di non
essere mai stato amico nè di Calvi nè di Carboni).
Nel 2001 l'ultimo balzo: ministro nel Berlusconi 2, un'occasione per
rivedere i suoi integerrimi accusatori........come il ministro per gli
Italiani all'Estero Mirko Tremaglia e il neo deputato di F.I, Massimo
Teodori , ah come passa il tempo.... ma saranno tutti e stesse
persone, o omonimi???
Chi può sciogliere questo dubbio angoscioso?
€
"Il confino era una vacanza": mandiamo SUBITO il laido piduista in vacanza!
>€rnesto ha scritto:
>
>> Chi può sciogliere questo dubbio angoscioso?
>
>No no, sara' sicuramente un caso di omonimia.
>
>Figurati se un personaggio come quello che hai descritto
>potrebbe mai diventare ministro degli interni in una
>nazione civile e occidentale...
Mi levi un peso, però la tua è solo un'illazione.
Io vorrei qualche prova.
Magari il ministro Tremaglia che fu il grand accusatre di quel Pisanu
là potrebbe chiarirci il dubbio? Mo' gli scrivo una e-mail...
C'era anche un altro grande accusatore, il radicale Teodori che è però
radicalmente cambiato e come un camaleonte è passato nella gang di
Forza Italia: ma che fa? E' senatore? Bo...!
€
Pisanu venne cacciato 20 anni perchè corrotto da Calvi. Non è lui il maramaldo?
Re: ricordatevi questo....
Penelope º: "WonderKI$$®" <WonderKI$$@net.com> ha scritto nel messaggio
news:3f33a90a@x-privat.org...
> http://promito.supereva.it/images/djia.png
>
> test a 9170
superato...
e ora?