Ricordate l'inizio del film "Underground" del regista E.Kusturica? Era
più o meno questo: "C'era una volta un Paese...": si parlava
dell'ex-Jugoslavia.
Oggi, dopo la cacciata di Mentana dal Tg5, potremmo esordire così:
"C'era una volta un Paese democratico...": parleremo dell'ex-Repubblica
democratica italiana, diventata Repubblica Nazional-Berlusconista italica...
Il telegiornale
normalizzato
di CURZIO MALTESE
ROMA - È arrivato per primo anche l'ultima sera. Stavolta la notizia era
lui, Enrico Mentana cacciato dal Tg5, il notiziario che aveva fondato e
diretto per tredici anni. Una brutta notizia per l'informazione
italiana, già molto malconcia. Un segnale di disperazione politica da
parte di Berlusconi.
Stavolta non ci sono state finzioni. Il tono del messaggio di addio di
Mentana era inequivocabile: "Venerdì i vertici dell'azienda mi hanno
convocato per comunicarmi la decisione di cambiare direttore". È stato
epurato per far posto a Carlo Rossella, reduce dalla berlusconizzazione
forzata di Panorama.
Berlusconi voleva "levarsi dai piedi" il fondatore del Tg5 da almeno un
anno.
Non ha mai mantenuto una promessa ma le minacce sì, tutte, dai tempi di
Montanelli. Aspettava soltanto "un'occasione decente" che poi non è
arrivata.
In fondo ormai l'indecenza è la normalità e "certe cose non si fanno
sotto elezioni". Per la primavera del 2006 gli elettori avranno
dimenticato la cacciata di Mentana come oggi non ricordano quasi più
quelle di Biagi e Santoro.
Le epurazioni cominciano dai nemici e finiscono con gli amici, partono
dai troppo liberi e si chiudono con i non abbastanza servi. Enrico
Mentana non era abbastanza servo per i gusti del padrone, assai volgari
in materia ma molto assecondati dalla corte giornalistica. Il Tg5 ha
sempre difeso gli interessi fondamentali del Cavaliere: la guerra alla
giustizia, la difesa di Previti e Dell'Utri, il conflitto d'interessi.
Ma l'ha sempre fatto nel quadro di una decenza personale e professionale
e di una grande tecnica televisiva. In Mentana alla fine è forte
l'istinto del cronista. Non ha quasi mai cancellato le notizie sgradite
a Berlusconi, come fanno molti suoi zelanti colleghi, al massimo le ha
un po' nascoste. L'effetto paradossale è che negli ultimi tempi una
quota di pubblico di sinistra preferiva il telegiornale di Canale 5 a
quella specie di filmato Luce del berlusconismo che è diventato il Tg1
di Mimun. Per anni la quantità minima e a uso personale di decenza
esibita dal tg di Mentana è stata la foglia di fico del conflitto
d'interessi. In qualche modo il Tg5 ha incarnato, con tutte le sue
ambiguità, la finzione liberale del berlusconismo nascente, l'illusione
che portasse "più libertà di scelta".
Oltre a costituire di fatto l'unica identità forte di Canale 5, rete
ammiraglia del gruppo e quindi l'ideologia incarnata del gruppo. Ora s'è
deciso che persino la foglia di fico non era più sopportabile per
fronteggiare le urgenze pre-elettorali del Cavaliere. Nel tardo
berlusconismo fatto regime perfino la parvenza del pluralismo, non
parliamo della sostanza, è diventata intollerabile. Tanto più con i
sondaggi in caduta libera e le promesse di tagli fiscali che slittano
all'anno prossimo, per il quarto anno consecutivo. Rossella ha il
compito di trasformare il Tg5 in un puro strumento di lotta e propaganda
politica, come fece Vittorio Feltri quando accettò di scippare a
Montannelli, suo "caro maestro", il giornale che aveva fondato. Il nuovo
direttore è in grado di compiere la missione.
Si calcola, forse a torto, che gli spettatori rimarranno perché non
hanno scelta. Se in Italia esistesse un libero mercato
dell'informazione, domani Mentana verrebbe strappato a suon di milioni
da un'altra rete televisiva e probabilmente replicherebbe altrove il
successo del Tg5. Ma in Italia chi osa fare uno sgarbo al padrone unico?
La Rai è più governativa di Mediaset, la Sette è una specie di premio di
consolazione per i cortigiani non adatti alla prima serata. Sky News,
che pure è proprietà dell'amico Murdoch, è in questi giorni oggetto di
un pestaggio da parte della stampa berlusconiana e finirà per inchinarsi
all'avvertimento dei bravi. Si parla già di editori spaventati e di un
probabile allontanamento del direttore, accusato di essere
"politicamente corretto". Non stupisce che nelle classifiche
internazionali sulla libertà d'informazione l'Italia figuri nel gruppo
dei Paesi africani, oltre il sessantesimo posto.
Il clamoroso licenziamento di Mentana conferma che se qualcuno in Italia
sopravvaluta il peso delle televisioni non sono gli antiberlusconiani ma
lo stesso Berlusconi. È di queste ore la notizia che il premier avrebbe
barattato l'ennesima e grottesca retromarcia sulle tasse con
l'abrogazione della par condicio e la conferma del vertice monocolore
alla Rai, vincendo i dubbi di Fini e Follini. È convinto che gli
italiani credano alla televisione più che alle loro tasche. Se il
calcolo è sbagliato l'operazione Mentana si rivelerà un boomerang
colossale e forse anche l'ultimo utile idiota pseudo liberale dovrà
ammettere l'esistenza di un vero e proprio regime dell'informazione. Se
invece ha ragione Berlusconi, toccherà un giorno ricominciare dalle
scuole dell'obbligo, una volta rimosse le macerie culturali e materiali
di questa brutta avventura. In ogni caso dobbiamo prepararci ad
assistere, da qui alla primavera del 2006, alle più squilibrate e
irregolari campagne elettorali che si siano mai viste in una democrazia
occidentale
Avanti ragazzi di Buda !
Avanti ragazzi di Pest !
Studenti braccianti e soldati , il sole non sorge piu' all'est !
Abbiamo aspettato una notte, la notte di cento e piu' mesi, sognando
quest'alba di ottobre
l'alba dei giorni ungheresi.
Non dire a mia madre compagna, che non tornerò questa sera , ma dille che
vado in montagna e che tornerò in primavera, anch'io tra i libri di scuola
nascosta avrò la pistola.
Re: C'era una volta un Paese democratico...pieno di comunisti
con il cervello all ammasso e tutto e' ancora come prima
"And Anarchy for all!" <anarchy@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:cn1ls8$8r0$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Ricordate l'inizio del film "Underground" del regista E.Kusturica? Era
> più o meno questo: "C'era una volta un Paese...": si parlava
> dell'ex-Jugoslavia.
>
> Oggi, dopo la cacciata di Mentana dal Tg5, potremmo esordire così:
> "C'era una volta un Paese democratico...": parleremo dell'ex-Repubblica
> democratica italiana, diventata Repubblica Nazional-Berlusconista
italica...
>
> Il telegiornale
> normalizzato
> di CURZIO MALTESE
>
> ROMA - È arrivato per primo anche l'ultima sera. Stavolta la notizia era
> lui, Enrico Mentana cacciato dal Tg5, il notiziario che aveva fondato e
> diretto per tredici anni. Una brutta notizia per l'informazione
> italiana, già molto malconcia. Un segnale di disperazione politica da
> parte di Berlusconi.
>
> Stavolta non ci sono state finzioni. Il tono del messaggio di addio di
> Mentana era inequivocabile: "Venerdì i vertici dell'azienda mi hanno
> convocato per comunicarmi la decisione di cambiare direttore". È stato
> epurato per far posto a Carlo Rossella, reduce dalla berlusconizzazione
> forzata di Panorama.
> Berlusconi voleva "levarsi dai piedi" il fondatore del Tg5 da almeno un
> anno.
>
> Non ha mai mantenuto una promessa ma le minacce sì, tutte, dai tempi di
> Montanelli. Aspettava soltanto "un'occasione decente" che poi non è
> arrivata.
> In fondo ormai l'indecenza è la normalità e "certe cose non si fanno
> sotto elezioni". Per la primavera del 2006 gli elettori avranno
> dimenticato la cacciata di Mentana come oggi non ricordano quasi più
> quelle di Biagi e Santoro.
>
> Le epurazioni cominciano dai nemici e finiscono con gli amici, partono
> dai troppo liberi e si chiudono con i non abbastanza servi. Enrico
> Mentana non era abbastanza servo per i gusti del padrone, assai volgari
> in materia ma molto assecondati dalla corte giornalistica. Il Tg5 ha
> sempre difeso gli interessi fondamentali del Cavaliere: la guerra alla
> giustizia, la difesa di Previti e Dell'Utri, il conflitto d'interessi.
> Ma l'ha sempre fatto nel quadro di una decenza personale e professionale
> e di una grande tecnica televisiva. In Mentana alla fine è forte
> l'istinto del cronista. Non ha quasi mai cancellato le notizie sgradite
> a Berlusconi, come fanno molti suoi zelanti colleghi, al massimo le ha
> un po' nascoste. L'effetto paradossale è che negli ultimi tempi una
> quota di pubblico di sinistra preferiva il telegiornale di Canale 5 a
> quella specie di filmato Luce del berlusconismo che è diventato il Tg1
> di Mimun. Per anni la quantità minima e a uso personale di decenza
> esibita dal tg di Mentana è stata la foglia di fico del conflitto
> d'interessi. In qualche modo il Tg5 ha incarnato, con tutte le sue
> ambiguità, la finzione liberale del berlusconismo nascente, l'illusione
> che portasse "più libertà di scelta".
>
>
> Oltre a costituire di fatto l'unica identità forte di Canale 5, rete
> ammiraglia del gruppo e quindi l'ideologia incarnata del gruppo. Ora s'è
> deciso che persino la foglia di fico non era più sopportabile per
> fronteggiare le urgenze pre-elettorali del Cavaliere. Nel tardo
> berlusconismo fatto regime perfino la parvenza del pluralismo, non
> parliamo della sostanza, è diventata intollerabile. Tanto più con i
> sondaggi in caduta libera e le promesse di tagli fiscali che slittano
> all'anno prossimo, per il quarto anno consecutivo. Rossella ha il
> compito di trasformare il Tg5 in un puro strumento di lotta e propaganda
> politica, come fece Vittorio Feltri quando accettò di scippare a
> Montannelli, suo "caro maestro", il giornale che aveva fondato. Il nuovo
> direttore è in grado di compiere la missione.
>
> Si calcola, forse a torto, che gli spettatori rimarranno perché non
> hanno scelta. Se in Italia esistesse un libero mercato
> dell'informazione, domani Mentana verrebbe strappato a suon di milioni
> da un'altra rete televisiva e probabilmente replicherebbe altrove il
> successo del Tg5. Ma in Italia chi osa fare uno sgarbo al padrone unico?
> La Rai è più governativa di Mediaset, la Sette è una specie di premio di
> consolazione per i cortigiani non adatti alla prima serata. Sky News,
> che pure è proprietà dell'amico Murdoch, è in questi giorni oggetto di
> un pestaggio da parte della stampa berlusconiana e finirà per inchinarsi
> all'avvertimento dei bravi. Si parla già di editori spaventati e di un
> probabile allontanamento del direttore, accusato di essere
> "politicamente corretto". Non stupisce che nelle classifiche
> internazionali sulla libertà d'informazione l'Italia figuri nel gruppo
> dei Paesi africani, oltre il sessantesimo posto.
>
> Il clamoroso licenziamento di Mentana conferma che se qualcuno in Italia
> sopravvaluta il peso delle televisioni non sono gli antiberlusconiani ma
> lo stesso Berlusconi. È di queste ore la notizia che il premier avrebbe
> barattato l'ennesima e grottesca retromarcia sulle tasse con
> l'abrogazione della par condicio e la conferma del vertice monocolore
> alla Rai, vincendo i dubbi di Fini e Follini. È convinto che gli
> italiani credano alla televisione più che alle loro tasche. Se il
> calcolo è sbagliato l'operazione Mentana si rivelerà un boomerang
> colossale e forse anche l'ultimo utile idiota pseudo liberale dovrà
> ammettere l'esistenza di un vero e proprio regime dell'informazione. Se
> invece ha ragione Berlusconi, toccherà un giorno ricominciare dalle
> scuole dell'obbligo, una volta rimosse le macerie culturali e materiali
> di questa brutta avventura. In ogni caso dobbiamo prepararci ad
> assistere, da qui alla primavera del 2006, alle più squilibrate e
> irregolari campagne elettorali che si siano mai viste in una democrazia
> occidentale
>
"And Anarchy for all!" <anarchy@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:cn1ls8$8r0$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Ricordate l'inizio del film "Underground" del regista E.Kusturica? Era più
> o meno questo: "C'era una volta un Paese...": si parlava
> dell'ex-Jugoslavia.
>
> Oggi, dopo la cacciata di Mentana dal Tg5, potremmo esordire così: "C'era
> una volta un Paese democratico...": parleremo dell'ex-Repubblica
> democratica italiana, diventata Repubblica Nazional-Berlusconista
> italica...
Erano tredici anni che la sinistra dava addosso a Mentana tacciandolo di
fare notizie per il padrone. Adesso saranno contenti.
Cmq il Chicco ha dato una lezione di dignità ai vari santoro, bigi e baudo.
> > Oggi, dopo la cacciata di Mentana dal Tg5, potremmo esordire così:
"C'era
> > una volta un Paese democratico...": parleremo dell'ex-Repubblica
> > democratica italiana, diventata Repubblica Nazional-Berlusconista
> > italica...
>
> Erano tredici anni che la sinistra dava addosso a Mentana tacciandolo di
> fare notizie per il padrone. Adesso saranno contenti.
> Cmq il Chicco ha dato una lezione di dignità ai vari santoro, bigi e
baudo.
What about Emilio Fede?
il Chicco ha dato una lezione di dignità ai vari santoro, bigi e
> > baudo.
> > What about Emilio Fede?
>
> Resta. :-)
>
Oh beh!
.... non è che la cosa sia così allegra.
"Geos" <no.spam@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Xr4ld.30204$Es2.646119@twister2.libero.it...
>
>
>> > Oggi, dopo la cacciata di Mentana dal Tg5, potremmo esordire così:
> "C'era
>> > una volta un Paese democratico...": parleremo dell'ex-Repubblica
>> > democratica italiana, diventata Repubblica Nazional-Berlusconista
>> > italica...
>>
>> Erano tredici anni che la sinistra dava addosso a Mentana tacciandolo di
>> fare notizie per il padrone. Adesso saranno contenti.
>> Cmq il Chicco ha dato una lezione di dignità ai vari santoro, bigi e
> baudo.
> What about Emilio Fede?
Il 12 Nov 2004, 15:00, "Ciccio Brambilla" <cicciobrambillatoglimi@yahoo.it>
ha scritto:
>
> "And Anarchy for all!" <anarchy@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:cn1ls8$8r0$1@lacerta.tiscalinet.it...
> > Ricordate l'inizio del film "Underground" del regista E.Kusturica? Era
più
> > o meno questo: "C'era una volta un Paese...": si parlava
> > dell'ex-Jugoslavia.
> >
> > Oggi, dopo la cacciata di Mentana dal Tg5, potremmo esordire così:
"C'era
> > una volta un Paese democratico...": parleremo dell'ex-Repubblica
> > democratica italiana, diventata Repubblica Nazional-Berlusconista
> > italica...
>
> Erano tredici anni che la sinistra dava addosso a Mentana tacciandolo di
> fare notizie per il padrone. Adesso saranno contenti.
> Cmq il Chicco ha dato una lezione di dignità ai vari santoro, bigi e
baudo.
Che Mentana fosse uomo dignitoso lo si sapeva, uno dei pochi a Medias. Ma
nella fattispecie non ne vedo il bisogno di sottolinearlo, dal momento che
Santoro e Biagi sono stati allontanati mentre a lui è stato "solo" tolta la
responsabilità editoriale del TG (chissà perchè). Lo stipendio, qualora
fosse possibile, è stato aumentato. Ma credo che Mentana non resterà, a
queste condizioni.
Vorrei in ultimo aggiungere che Rossella è l' uomo che pochi mesi fa ha
avuto il coraggio di aggiungere del pelo sulla chierica del Pres. del Cons.,
su una copertina di Panorama! Capito il personaggio?
Resta il fatto che Berlusconi delle sue aziende può, e deve, fare ciò che
ritiene più giusto.
Altro discorso è pensare che il medesimo individuo è anche azionista della
RAI e gestore delle licenze di frequenza TV, conflitto d' interesse? Ma che
palle sti comunisti!!!!
Lasciatelo lavorare............
C'era una volta....
Peppuzzo: .... un tipo che "faceva il verso" molto allegramente ai vari personaggi che
popolavano ieb.
Li prendeva in giro, e tanto ha fatto che son scomparsi.....
Ora sta reiniziando la sua attività (a...
Borsa
5
25-05-2004 14.16.22
c'era una volta ....
ghost66: Fino a qualche tempo fa .... nel nostro caro e amato IEB
si postavano info, analisi, richieste...
ora il massimo che leggo e' ... "YAHOOOOOOOOOO"
oppure .... "MATTANZA ALE' " ....
Diciamo che a...