Qualche settimana fa i produttori italiani di pomodori si erano lamentati
per l'arrivo in Italia di conserve di pomodoro provenienti dalla Cina. Se ne
era parlato anche qui su IEB.
Ora viene fuori che sul prezzo al consumatore di un barattolo di conserva il
costo del pomodoro (italiano) è solo il 9% del totale. E per molti altri
generi alimentari le cose non vanno poi tanto meglio di così.
Quindi che il pomodoro venga o non venga dalla Cina in fondo cambia poco,
almeno per quanto riguarda il prezzo per il consumatore.
Da qui alcune riflessioni personali.
1) Visto che la materia prima incide in modo marginale sul prezzo, tanto
vale cercare di acquistare prodotti fatti con materie prime di qualità (non
è detto che ciò sia facile, in particolare non è detto che i pomodori cinesi
siano sempre e comunque peggiori dei nostri).
2) Come per altri settori il prezzo dei generi alimentari è regolato da
meccanismi che poco hanno a che vedere con le leggi di mercato.
Situazioni come quella descritta per il pomodoro sarebbero inconcepibili se
il mercato per quelle merci funzionasse davvero.
Se per sgonfiare certe bolle speculative e riportare un po' di sana
concorrenza sul mercato servono i cinesi, ben vengano i cinesi. In molti
casi le spinte neoprotezioniste usano l'alibi della tutela del consumatore
per tutelare invece le lobby esistenti e lo status quo su cui quelle lobby
prosperano.
Infatti da questi dati pare evidente che, ad esempio, il pomodoro cinese non
arriva nei discount a prezzi stracciati per via della bassa qualità della
materia prima, ma essenzialmente perché segue un percorso distributivo molto
più efficiente.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:6sJed.78571$b5.3838517@news3.tin.it...
> Qualche settimana fa i produttori italiani di pomodori si erano lamentati
> per l'arrivo in Italia di conserve di pomodoro provenienti dalla Cina.
i conservieri campani inscatolano anche (la maggior quantità) prodotto
cinese da oltre 10 anni......e lo sanno bene....lo fanno !!! - il pomodoro
S. marzano a ....S. marzano lo vedono in fotografia..non cresce più..ciao.
> i conservieri campani inscatolano anche (la maggior quantità) prodotto
> cinese da oltre 10 anni......e lo sanno bene....lo fanno !!! - il pomodoro
> S. marzano a ....S. marzano lo vedono in fotografia..non cresce più..ciao.
Non sono solo i campani ma tutte le industre, è vero che sono decenni
che condiamo la la pasta con conserva cinese.
Anche l'olio commerciale non è nostro lo chiamano mediterraneo (ma è Greco)
Insomma i fessi sono coloro che acquistano la roba di marca pagandola il
doppio
pensando che la qualità sia migliore, non è sempre vero!
ogni mucca europea ha un euro (o forse più) al giorno di sussidi dall'unione
europea, motivo per il quale la carne argentina sebbene migliore non è
competitiva con quella europea e per lo stesso motivo con quella americana.
e molti milioni di persone nel terzo mondo vivono con meno di un euro al
giorno
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:6sJed.78571$b5.3838517@news3.tin.it...
> 1) Visto che la materia prima incide in modo
>marginale sul prezzo, tanto vale cercare di acquistare
> prodotti fatti con materie prime di qualità (non
> è detto che ciò sia facile, in particolare non è detto
> che i pomodori cinesi siano sempre e comunque
> peggiori dei nostri).
> 2) Se per sgonfiare certe bolle speculative e riportare
> un po' di sana concorrenza sul mercato servono i
> cinesi, ben vengano i cinesi. In molti casi le spinte
> neoprotezioniste usano l'alibi della tutela del
> consumatore per tutelare invece le lobby esistenti e lo
> status quo su cui quelle lobby prosperano.
> Infatti da questi dati pare evidente che, ad esempio, il
> pomodoro cinese non arriva nei discount a prezzi
> stracciati per via della bassa qualità della
> materia prima, ma essenzialmente perché segue un
> percorso distributivo molto più efficiente.
Ben detto, ed aggiungerei pure, per quanto concerne il discorso "qualità
italiana", che circa il 50% dei pomodori italiani proviene dalla zona del
Sarno i cui terreni sono irrigati con l'acqua di quel fiume o con acqua di
falda adiacente a quel fiume (il + inquinato d'Europa !) senza che autorità
alcuna se ne preoccupi.
X quanto concerne il percorso distributivo e le lobbies che prosperano
grazie allo "status quo" non serve fare riferimento ad un prodotto specifico
ne andare fino in Cina: nei paesi con noi confinanti si trova
tranquillamente frutta e verdura italiana di prima qualità a prezzi
nettamente inferiori a quelli praticati nel nostro paese, il che costituisce
la prova del nove x coloro che vogliono negare l'evidenza dei fatti...
"Omar Mukhtar" <omarmukhtar@illeonedeldeserto.net> ha scritto nel messaggio
news:2u1geeF2402sgU1@uni-berlin.de...
> ogni mucca europea ha un euro (o forse più) al giorno di sussidi
E un miliardo e mezo di individui vive con uno-due dollari al giorno. Il
Signore punirà quelli che hanno creato il sistema di aiuti all'agricoltura
europea
"prozac pan e vin" <fluoxetin@tina.it> ha scritto nel messaggio
news:clfror$u72$1@news.newsland.it...
> vedrete che bel botto faremo..
> tira tira la corda si spezzerà
> altro che 29'
"Claudio Bianchini" <fgvbi@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:j0Oed.79734$b5.3880826@news3.tin.it...
>
> "Omar Mukhtar" <omarmukhtar@illeonedeldeserto.net> ha scritto nel
> messaggio news:2u1geeF2402sgU1@uni-berlin.de...
>
>> ogni mucca europea ha un euro (o forse più) al giorno di sussidi
>
> E un miliardo e mezo di individui vive con uno-due dollari al giorno. Il
> Signore punirà quelli che hanno creato il sistema di aiuti all'agricoltura
> europea
Qui non sono affatto d'accordo.
Pensa se l'Europa non producesse neanche un Kilo di carne.
Credi che l'Argentina ci venderebbe la sua ottima carne allo stesso prezzo
di oggi ?
SCORDATELO !!!
Ce la venderebbe almeno al doppio sapendo che sarebbe in grado di
ricattarci.......niente gli euro che vogliamo noi ?.............niente
carne.
E non dirmi che potremmo rivolgerci all'America perchè sarebbe la
stessissima cosa.
Tanto per farti un esempio,noi Europei siamo fortunati che l'America NON ha
petrolio a sufficienza se no, fregandosene del prezzo del petrolio Arabo, lo
lascerebbe andare a 100 $ al barile.
Meditare bene prima di sparare fregnacce !!!
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:6sJed.78571$b5.3838517@news3.tin.it...
> Qualche settimana fa i produttori italiani di pomodori si erano lamentati
> per l'arrivo in Italia di conserve di pomodoro provenienti dalla Cina. Se
> ne era parlato anche qui su IEB.
>
> Questa mattina ho letto questa notizia.
>
> http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...054171319.html
>
> Ora viene fuori che sul prezzo al consumatore di un barattolo di conserva
> il costo del pomodoro (italiano) è solo il 9% del totale. E per molti
> altri generi alimentari le cose non vanno poi tanto meglio di così.
>
> Quindi che il pomodoro venga o non venga dalla Cina in fondo cambia poco,
> almeno per quanto riguarda il prezzo per il consumatore.
>
> Da qui alcune riflessioni personali.
>
> 1) Visto che la materia prima incide in modo marginale sul prezzo, tanto
> vale cercare di acquistare prodotti fatti con materie prime di qualità
> (non è detto che ciò sia facile, in particolare non è detto che i pomodori
> cinesi siano sempre e comunque peggiori dei nostri).
>
> 2) Come per altri settori il prezzo dei generi alimentari è regolato da
> meccanismi che poco hanno a che vedere con le leggi di mercato.
> Situazioni come quella descritta per il pomodoro sarebbero inconcepibili
> se il mercato per quelle merci funzionasse davvero.
> Se per sgonfiare certe bolle speculative e riportare un po' di sana
> concorrenza sul mercato servono i cinesi, ben vengano i cinesi. In molti
> casi le spinte neoprotezioniste usano l'alibi della tutela del consumatore
> per tutelare invece le lobby esistenti e lo status quo su cui quelle lobby
> prosperano.
> Infatti da questi dati pare evidente che, ad esempio, il pomodoro cinese
> non arriva nei discount a prezzi stracciati per via della bassa qualità
> della materia prima, ma essenzialmente perché segue un percorso
> distributivo molto più efficiente.
Quindi traducendo e sintetizzando al massimo il tuo scritto, L'ITALIA E'
LA SOLITA FOGNA.
Tieni poi presente che il lunghissimo trasporto dalla Cina, essendo il
pomodoro un prodotto *povero*, il prezzo finale al pubblico dovrebbe essere,
diciamo, il doppio del prodotto Italiano.
Pensa che L'Italcementi non si sognerebbe mai di esportare nella lontana
India il cemento prodotto in Italia perchè il costo del trasporto lo
renderebbe *inacquistabile* .
Ciao Neo
>
>
> Pensa se l'Europa non producesse neanche un Kilo di carne.
> Credi che l'Argentina ci venderebbe la sua ottima carne allo stesso
prezzo
> di oggi ?
> SCORDATELO !!!
il prezzo lo dovrebbe fare l'incontro tra domanda e offerta e se qualcuno
non si comporta in modo corretto in un mercato efficente verrebbe espulso
dal mercato, perchè arriverebbe qualche altro produttore ad offrire carne ad
un pprezzo migliore
"Omar Mukhtar" <omarmukhtar@illeonedeldeserto.net> ha scritto nel messaggio
news:2u1uioF24g4v7U1@uni-berlin.de...
>> Pensa se l'Europa non producesse neanche un Kilo di carne.
>> Credi che l'Argentina ci venderebbe la sua ottima carne allo stesso
> prezzo
>> di oggi ?
>> SCORDATELO !!!
>
> il prezzo lo dovrebbe fare l'incontro tra domanda e offerta e se qualcuno
> non si comporta in modo corretto in un mercato efficente verrebbe espulso
> dal mercato, perchè arriverebbe qualche altro produttore ad offrire carne
> ad
> un pprezzo migliore
La tua affermazione è corretta dal punto di vista teorico.
Nel caso specifico ti scordi che nel mondo esiste UN SOLO grande
produttore che è l'Argentina e un secondo produttore che da solo non è in
grado di servire tutta l'Europa.
Questi due produttori, e solo questi, fanno si che il mercato della carne
*NON è un mercato efficiente*.
Quindi, ripeto, dici bene in teoria e dici male in oratica.
>
>
>> Meditare bene prima di sparare fregnacce !!!
>
> allora medita
>
>
"kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
news:S0Ped.194215$35.9289135@news4.tin.it...
>
> Quindi traducendo e sintetizzando al massimo il tuo scritto, L'ITALIA
E'
> LA SOLITA FOGNA.
> Tieni poi presente che il lunghissimo trasporto dalla Cina, essendo il
> pomodoro un prodotto *povero*, il prezzo finale al pubblico dovrebbe
essere,
> diciamo, il doppio del prodotto Italiano.
> Pensa che L'Italcementi non si sognerebbe mai di esportare nella lontana
> India il cemento prodotto in Italia perchè il costo del trasporto lo
> renderebbe *inacquistabile* .
> Ciao Neo
> >
Guarda che il trasporto non incide poi così tanto come credi tu. Arriva al
massimo ad un 10 15% del costo e, se fai degli ottimi accordi, anche molto
meno.
Il 24 Ott 2004, 12:20, "Geronimo & Scalpers®" <totem@aughaugh.sm> ha
scritto:
> > Anche l'olio commerciale non è nostro lo chiamano mediterraneo (ma è
Greco)
"Sirtaki" <grigorios@georgatos.gr> ha scritto nel messaggio
news:139Z149Z1Z195Y1098686989X10070@usenet.libero. it...
> Il 24 Ott 2004, 12:20, "Geronimo & Scalpers®"
<totem@aughaugh.sm> ha
> scritto:
> > > Anche l'olio commerciale non è nostro lo chiamano mediterraneo (ma è
> Greco)
>
> Perché la Grecia dove sta, nel Mar Baltico?
>
Il 25 Ott 2004, 09:07, "Geronimo & Scalpers®" <totem@aughaugh.sm> ha
scritto:
> > > > Anche l'olio commerciale non è nostro lo chiamano mediterraneo (ma è
> > Greco)
> >
> > Perché la Grecia dove sta, nel Mar Baltico?
> >
>
> E invece l'italia dove sta nel Mar dei sargassi?
C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto nel
merditerraneo?
> Tieni poi presente che il lunghissimo trasporto dalla Cina, essendo il
> pomodoro un prodotto *povero*, il prezzo finale al pubblico dovrebbe
> essere, diciamo, il doppio del prodotto Italiano.
Dalla Cina non si importano pomodori (cosa che sarebbe un suicidio
economico) ma fusti di conserva di pomodoro già bella e pronta.
Il trasporto della conserva è infinitamente meno problematico (e costoso) di
quello del pomodoro fresco.
>
> C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto nel
> merditerraneo?
Qualcuno ha parlato di frode o disonestà?
infatti viene imbottigliato senza un filo di olio italiano.
quindi continuamo a mangiare pomodoro cinese e olio Mediterraneo (greco)
e grano transgenico e un bichiere di buon vino Californiano ed un'arancia
spagnola
ed un bel cappuccino fatto - con latte freschissimo tedesco in polvere
della famosa ditta appena bancarotatta -
che + fresco non si può!
> C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto nel
> merditerraneo?
Scusate se mi intrometto, ma essendo mia moglie un produttore agricolo
qualcosa la so. Il problema non è se l'olio italiano o l'olio tunisino o
israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il problema è che
non si può gravare la produzione con dei costi della manodopera e di tanti
altri balzelli tra controlli vari e messe in sicurezza cantando, se poi
questi prodotti vanno sul mercato insime a prodotti che vengono da aree dove
1) il costo del lavoro è infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è alcun
controllo di come questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non c'è
alcun controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che va
sul mkt. Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni prodotti dela
Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione, che alla fine non mi
sembra che un paravento per permettere alle mutinazionali di incrementare a
dismisura i loro guadagni.
E non vi voglio tediare con il problema delle certificazioni e brevetti dei
prodotti agricoli che sono alla base delle battaglie degli OGM......
"Enzo M55" <em55@tim.it> ha scritto nel messaggio
news:TX1fd.82523$b5.4004165@news3.tin.it...
>
> > C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto nel
> > merditerraneo?
>
>
> Scusate se mi intrometto, ma essendo mia moglie un produttore agricolo
> qualcosa la so. Il problema non è se l'olio italiano o l'olio tunisino o
> israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il problema è che
> non si può gravare la produzione con dei costi della manodopera e di tanti
> altri balzelli tra controlli vari e messe in sicurezza cantando, se poi
> questi prodotti vanno sul mercato insime a prodotti che vengono da aree
dove
> 1) il costo del lavoro è infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è
alcun
> controllo di come questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non
c'è
> alcun controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che
va
> sul mkt. Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni prodotti
dela
> Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione, che alla fine non mi
> sembra che un paravento per permettere alle mutinazionali di incrementare
a
> dismisura i loro guadagni.
> E non vi voglio tediare con il problema delle certificazioni e brevetti
dei
> prodotti agricoli che sono alla base delle battaglie degli OGM......
>
>
> Enzo M.
Concordo al 100% ho molti amici produttori agricoli di olii e nocciole
sono incavolati neri, al frantoio un buon litro di olio extra vergine
fatto con 4-5 chili di oliva
costa 8-9 euro a negozio lo vendono a nememno a 4.
Il 25 Ott 2004, 09:29, "Enzo M55" <em55@tim.it> ha scritto:
>Il problema non è se l'olio italiano o l'olio tunisino o
> israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il problema è che
> non si può gravare la produzione con dei costi della manodopera e di tanti
> altri balzelli tra controlli vari e messe in sicurezza cantando, se poi
> questi prodotti vanno sul mercato insime a prodotti che vengono da aree
dove
> 1) il costo del lavoro è infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è
alcun
> controllo di come questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non
c'è
> alcun controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che
va
> sul mkt.
Già è un bel problema, e quindi come lo risolviamo?
a) Eliminiamo i nostri controlli e i nostri sindacati equiparandoci alla
concorrenza, licenziando gli Italiani che non saranno mai disposti a
lavorare per 3 euro l'ora in nero e assumendo qualche negroide o asiatico o
albanazzo.
b) Introduciamo dazi a livello di unione europea, così perdiamo ancor di più
in competitività e in export, sempre se prima USA e Cina non ci dichiarano
guerra.
c) Trasferiamo la produzione/il lavoro/il capitale in Cina, cosa che già si
fa, lasciando con le pezze al culo lavoratori e produttori nostrani.
d) Usciamo dalla UE, torniamo all'autarchia e moriamo di fame in neanche un
mese.
> Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni prodotti dela
> Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione, che alla fine non mi
> sembra che un paravento per permettere alle mutinazionali di incrementare
a
> dismisura i loro guadagni.
Beh allora basta comprare le azioni delle multinazionali e partecipiamo
anche noi ai guadagni dismisurati...
> Già è un bel problema, e quindi come lo risolviamo?
>
> a) Eliminiamo i nostri controlli e i nostri sindacati equiparandoci alla
> concorrenza, licenziando gli Italiani che non saranno mai disposti a
> lavorare per 3 euro l'ora in nero e assumendo qualche negroide o asiatico
o
> albanazzo.
> b) Introduciamo dazi a livello di unione europea, così perdiamo ancor di
più
> in competitività e in export, sempre se prima USA e Cina non ci dichiarano
> guerra.
> c) Trasferiamo la produzione/il lavoro/il capitale in Cina, cosa che già
si
> fa, lasciando con le pezze al culo lavoratori e produttori nostrani.
> d) Usciamo dalla UE, torniamo all'autarchia e moriamo di fame in neanche
un
> mese.
Senza voler essere radicali, bisogna iniziare a rivedere in maniera seria e
senza assumere posizioni, per non essere tacciati di essere autarchici o
retrogradi, alla globalizazzione. Giacchè che mi trovo vi segnalo che molte
qualità di frutta, classico esempio sono le uve apirine, vengono brevettate
.. Chi vuol piantare, deve firmare un contratto capestro (l'ho visto), in cui
praticamente manca poco che non sei proprietario delle tue piante, e in cui
ti impegni a pagare royalties future su ogni kg di frutta prodotta. Stessa
cosa firmano chi commercializza . Chiaramente il passo successivo sarà
l'introduzione della solita legge comunitaria che obbliga magari ad andare
sul mercato con certificazione e quindi anche chi adesso magari ,per non
abbassare la testa ha clonato le piante , non potrà andare sul mercato
perchè non ha la certificazione. Questa situazione è già presente nel
mercato del grano, dove come produttore potresti andare a ricomprare il tuo
grano ma finalmente con il cartellino di certificazione che dovrai mostrare
poi quando consegni la produzione !!
Magari prima di parlare di agricoltura bisognerebbe conoscere molti aspetti
sconosciuti ai consumatori, ma che avranno grossi risvolti nel futuro degli
stessi.
P.S. Tutte le società che brevettano sono società biogenetica yankee.Per la
precisione.
> Senza considerare che i semi dei frutti sono sterili
> quindi bisogna sempre riacquistarli .
>
>
Bravo, infatti sono resi geneticamente sterili e quindi devi riacquistarli.
Senza tener conto che basta che in futuro una legge comunitaria ( altro
organo da non accettare ad occhi chiusi come buono) impedisca l'accesso sul
mercato di prodotti senza cartellini di provenienza a salvaguardia dei
consumatori ( o dei brevettatori? ).
> Bravo, infatti sono resi geneticamente sterili e quindi devi
riacquistarli.
> Senza tener conto che basta che in futuro una legge comunitaria ( altro
> organo da non accettare ad occhi chiusi come buono) impedisca l'accesso
sul
> mercato di prodotti senza cartellini di provenienza a salvaguardia dei
> consumatori ( o dei brevettatori? ).
>
> Enzo M.
A breve vieteranno anche di mangargi l'insalata
che coltiviamo nel nostro orticello con la scusa della burocrazia
YEEAHHHHHHHHHHHH
Geronimo&Scalper
(non si vende la terra su cui si cammina)
>> C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto
>> nel merditerraneo?
>
>
> Scusate se mi intrometto, ma essendo mia moglie un produttore agricolo
> qualcosa la so. Il problema non è se l'olio italiano o l'olio
> tunisino o israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il
> problema è che non si può gravare la produzione con dei costi della
> manodopera e di tanti altri balzelli tra controlli vari e messe in
> sicurezza cantando, se poi questi prodotti vanno sul mercato insime a
> prodotti che vengono da aree dove 1) il costo del lavoro è
> infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è alcun controllo di come
> questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non c'è alcun
> controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che
> va sul mkt. Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni
> prodotti dela Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione,
> che alla fine non mi sembra che un paravento per permettere alle
> mutinazionali di incrementare a dismisura i loro guadagni.
> E non vi voglio tediare con il problema delle certificazioni e
> brevetti dei prodotti agricoli che sono alla base delle battaglie
> degli OGM......
>
>
> Enzo M.
Non sono agricoltore e non conosco a fondo i problemi dell'agricoltura, ma
che senso ha lamentarsi della concorrenza del prodotto straniero (supposto
di bassa qualità, ma mi risulta che per entrare nella UE un prodotto debba
soddisfare gli stessi standard di qualità richiesti ai prodotti dell'UE)
quando il costo delle olive (italiane) all'origine è meno di un terzo del
prezzo al consumo dell'olio che con quelle olive si produce ?
Perchè i produttori di olive non si organizzano per imbottigliare e
commercializzare loro stessi il loro olio direttamente verso la grande
distribuzione ?
O si aspetta che anche questo lo facciano i cinesi ?
P.S. Ho un parente agricoltore. Questa estate lui vendeva al mercato a 50-60
centesimi al chilo le stesse pesche che poche ore dopo io mi ritrovavo a
comprare dal fruttivendolo a 2-3 euro al chilo. Con dei ricarichi del genere
che differenza fa se il prodotto viene dall'Italia o dalla Cina ? Il prezzo
del prodotto all'origine è semplicemente irrilevante sul prezzo finale.
"Geronimo & Scalpers®" <totem@aughaugh.sm> ha scritto nel messaggio
news:F22fd.22799$1q2.179@tornado.fastwebnet.it...
>
> "Enzo M55" <em55@tim.it> ha scritto nel messaggio
> news:TX1fd.82523$b5.4004165@news3.tin.it...
>>
>> > C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto
>> > nel
>> > merditerraneo?
>>
>>
>> Scusate se mi intrometto, ma essendo mia moglie un produttore agricolo
>> qualcosa la so. Il problema non è se l'olio italiano o l'olio tunisino o
>> israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il problema è che
>> non si può gravare la produzione con dei costi della manodopera e di
>> tanti
>> altri balzelli tra controlli vari e messe in sicurezza cantando, se poi
>> questi prodotti vanno sul mercato insime a prodotti che vengono da aree
> dove
>> 1) il costo del lavoro è infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è
> alcun
>> controllo di come questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non
> c'è
>> alcun controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che
> va
>> sul mkt. Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni prodotti
> dela
>> Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione, che alla fine non
>> mi
>> sembra che un paravento per permettere alle mutinazionali di incrementare
> a
>> dismisura i loro guadagni.
>> E non vi voglio tediare con il problema delle certificazioni e brevetti
> dei
>> prodotti agricoli che sono alla base delle battaglie degli OGM......
>>
>>
>> Enzo M.
>
>
> Concordo al 100% ho molti amici produttori agricoli di olii e nocciole
> sono incavolati neri, al frantoio un buon litro di olio extra vergine
> fatto con 4-5 chili di oliva
> costa 8-9 euro a negozio lo vendono a nememno a 4.
Sono degli emeriti pirla.
Le stesse vessazioni commerciali le hanno subite per cent'anni i vignaioli.
Poi un bel giorno alcuni di loro hanno capito l'antifona e si sono messi in
COOPERATIVA, le famose CANTINE SOCIALI..........e da allora le cose si
sono RIBALTATE !!!
I produttori di olio sono alle corde ?
Sono cazzi loro......basta copiare pari pari quello che si sa già a memoria.
!!!!
>
> YEAAHHHHHHHHHHHHH
>
>
>
>
"Signor Dazio" <protezione@domestica.it> ha scritto nel messaggio
news:139Z149Z1Z194Y1098690784X15461@usenet.libero. it...
> Il 25 Ott 2004, 09:29, "Enzo M55" <em55@tim.it> ha
> scritto:
>
>>Il problema non è se l'olio italiano o l'olio tunisino o
>> israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il problema è che
>> non si può gravare la produzione con dei costi della manodopera e di
>> tanti
>> altri balzelli tra controlli vari e messe in sicurezza cantando, se poi
>> questi prodotti vanno sul mercato insime a prodotti che vengono da aree
> dove
>> 1) il costo del lavoro è infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è
> alcun
>> controllo di come questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non
> c'è
>> alcun controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che
> va
>> sul mkt.
>
> Già è un bel problema, e quindi come lo risolviamo?
>
> a) Eliminiamo i nostri controlli e i nostri sindacati equiparandoci alla
> concorrenza, licenziando gli Italiani che non saranno mai disposti a
> lavorare per 3 euro l'ora in nero e assumendo qualche negroide o asiatico
> o
> albanazzo.
> b) Introduciamo dazi a livello di unione europea, così perdiamo ancor di
> più
> in competitività e in export, sempre se prima USA e Cina non ci dichiarano
> guerra.
> c) Trasferiamo la produzione/il lavoro/il capitale in Cina, cosa che già
> si
> fa, lasciando con le pezze al culo lavoratori e produttori nostrani.
> d) Usciamo dalla UE, torniamo all'autarchia e moriamo di fame in neanche
> un
> mese.
>
>
>> Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni prodotti dela
>> Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione, che alla fine non
>> mi
>> sembra che un paravento per permettere alle mutinazionali di incrementare
> a
>> dismisura i loro guadagni.
>
> Beh allora basta comprare le azioni delle multinazionali e partecipiamo
> anche noi ai guadagni dismisurati...
FINALMENTE UNO CHE HA CAPITO !!!!!!!
Era ora !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Complimenti e ciao.
>
>
>
>
> --------------------------------
> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
"Enzo M55" <em55@tim.it> ha scritto nel messaggio
newsM2fd.197993$35.9447674@news4.tin.it...
>> Già è un bel problema, e quindi come lo risolviamo?
>>
>> a) Eliminiamo i nostri controlli e i nostri sindacati equiparandoci alla
>> concorrenza, licenziando gli Italiani che non saranno mai disposti a
>> lavorare per 3 euro l'ora in nero e assumendo qualche negroide o asiatico
> o
>> albanazzo.
>> b) Introduciamo dazi a livello di unione europea, così perdiamo ancor di
> più
>> in competitività e in export, sempre se prima USA e Cina non ci
>> dichiarano
>> guerra.
>> c) Trasferiamo la produzione/il lavoro/il capitale in Cina, cosa che già
> si
>> fa, lasciando con le pezze al culo lavoratori e produttori nostrani.
>> d) Usciamo dalla UE, torniamo all'autarchia e moriamo di fame in neanche
> un
>> mese.
>
> Senza voler essere radicali, bisogna iniziare a rivedere in maniera seria
> e
> senza assumere posizioni, per non essere tacciati di essere autarchici o
> retrogradi, alla globalizazzione. Giacchè che mi trovo vi segnalo che
> molte
> qualità di frutta, classico esempio sono le uve apirine, vengono
> brevettate
> . Chi vuol piantare, deve firmare un contratto capestro (l'ho visto), in
> cui
> praticamente manca poco che non sei proprietario delle tue piante, e in
> cui
> ti impegni a pagare royalties future su ogni kg di frutta prodotta. Stessa
> cosa firmano chi commercializza . Chiaramente il passo successivo sarà
> l'introduzione della solita legge comunitaria che obbliga magari ad andare
> sul mercato con certificazione e quindi anche chi adesso magari ,per non
> abbassare la testa ha clonato le piante , non potrà andare sul mercato
> perchè non ha la certificazione. Questa situazione è già presente nel
> mercato del grano, dove come produttore potresti andare a ricomprare il
> tuo
> grano ma finalmente con il cartellino di certificazione che dovrai
> mostrare
> poi quando consegni la produzione !!
> Magari prima di parlare di agricoltura bisognerebbe conoscere molti
> aspetti
> sconosciuti ai consumatori, ma che avranno grossi risvolti nel futuro
> degli
> stessi.
>
> P.S. Tutte le società che brevettano sono società biogenetica yankee.Per
> la
> precisione.
>
>
> Enzo M.
I BREVETTI costano sudore, fatica e ingenti investimenti .
Chi li consegue (i brevetti) ha il sacrosanto diritto di guadagnare.
Meglio raddoppiare il raccolto e pagare qualche Royaltys che usare un
prodotto agricolo OBSOLETO.
Mi pare elementare .
>
>
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:vs4fd.83109$b5.4026104@news3.tin.it...
> [Enzo M55] ha scritto:
>
>>> C'è qualcosa di disonesto nel chiamare mediterraneo un olio prodotto
>>> nel merditerraneo?
>>
>>
>> Scusate se mi intrometto, ma essendo mia moglie un produttore agricolo
>> qualcosa la so. Il problema non è se l'olio italiano o l'olio
>> tunisino o israeliano siano prodotti meditteranei : lo sono tutti. Il
>> problema è che non si può gravare la produzione con dei costi della
>> manodopera e di tanti altri balzelli tra controlli vari e messe in
>> sicurezza cantando, se poi questi prodotti vanno sul mercato insime a
>> prodotti che vengono da aree dove 1) il costo del lavoro è
>> infinitesimale a confronto del ns 2) non c'è alcun controllo di come
>> questo lavoro viene fatto 3) e cosa più importante non c'è alcun
>> controllo sulla qualità, l'igiene e la conformaita del prodotto che
>> va sul mkt. Non è ne più o meno di quello che succede con alcuni
>> prodotti dela Cina e questi sono gli effetti della globalizazzione,
>> che alla fine non mi sembra che un paravento per permettere alle
>> mutinazionali di incrementare a dismisura i loro guadagni.
>> E non vi voglio tediare con il problema delle certificazioni e
>> brevetti dei prodotti agricoli che sono alla base delle battaglie
>> degli OGM......
>>
>>
>> Enzo M.
>
> Non sono agricoltore e non conosco a fondo i problemi dell'agricoltura, ma
> che senso ha lamentarsi della concorrenza del prodotto straniero (supposto
> di bassa qualità, ma mi risulta che per entrare nella UE un prodotto debba
> soddisfare gli stessi standard di qualità richiesti ai prodotti dell'UE)
> quando il costo delle olive (italiane) all'origine è meno di un terzo del
> prezzo al consumo dell'olio che con quelle olive si produce ?
>
> Perchè i produttori di olive non si organizzano per imbottigliare e
> commercializzare loro stessi il loro olio direttamente verso la grande
> distribuzione ?
>
> O si aspetta che anche questo lo facciano i cinesi ?
>
> P.S. Ho un parente agricoltore. Questa estate lui vendeva al mercato a
> 50-60 centesimi al chilo le stesse pesche che poche ore dopo io mi
> ritrovavo a comprare dal fruttivendolo a 2-3 euro al chilo. Con dei
> ricarichi del genere che differenza fa se il prodotto viene dall'Italia o
> dalla Cina ? Il prezzo del prodotto all'origine è semplicemente
> irrilevante sul prezzo finale.
Centrato il problema Neo.
Io, leggendo in sequenza i post di questa serie, prima di leggere il tuo, ho
detto in sostanza la stessa cosa .
Ciao
PS
Guarda che non mi approprio dei buoni argomenti altrui :-)))))
Caso mai li condivido (oppure no).
>
>
"Cavolo!" <rosico@rosico.it> ha scritto nel messaggio
news:2u3lagF264aglU1@uni-berlin.de...
>
> "kappa" <k@k.it> ha scritto nel messaggio
> news:S0Ped.194215$35.9289135@news4.tin.it...
>>
>> Quindi traducendo e sintetizzando al massimo il tuo scritto, L'ITALIA
> E'
>> LA SOLITA FOGNA.
>> Tieni poi presente che il lunghissimo trasporto dalla Cina, essendo il
>> pomodoro un prodotto *povero*, il prezzo finale al pubblico dovrebbe
> essere,
>> diciamo, il doppio del prodotto Italiano.
>> Pensa che L'Italcementi non si sognerebbe mai di esportare nella lontana
>> India il cemento prodotto in Italia perchè il costo del trasporto lo
>> renderebbe *inacquistabile* .
>> Ciao Neo
>> >
>
> Guarda che il trasporto non incide poi così tanto come credi tu. Arriva al
> massimo ad un 10 15% del costo e, se fai degli ottimi accordi, anche molto
> meno.
Ma che discorso è il tuo ?
Parli di un 10 - 15 % sul costo............ma sul costo dei pomodori, del
cemento di un robot che costa un occhio o dei gioielli di BULGARI spediti
al negozio ti Tokio ???
"Enzo M55" <em55@tim.it> ha scritto nel messaggio
news:rd8fd.84328$b5.4068615@news3.tin.it...
>> Sono degli emeriti pirla.
>
>
>
> Per fortuna ci sei tu ! E a te , non ti hanno brevettato ?
> Ciao.
Niente affatto.
Per fortuna che ci sono le CANTINE SOCIALI !!!
Cosa c'entro io ?
Spiegami tu allora, visto che la cooperazione tra piccoli produttori di olio
non ti va bene, cosa suggerisci !!!
Forza cervellone..........dicci il tuo illuminato progetto !!!
>
>
> Enzo M.
>
>
"Signor Dazio" <protezione@domestica.it> ha scritto nel messaggio
news:139Z149Z1Z195Y1098716430X4352@usenet.libero.i t...
> Il 25 Ott 2004, 16:25, "kappa" <k@k.it> ha scritto:
>> >
>> FINALMENTE UNO CHE HA CAPITO !!!!!!!
>
> Testa di cazzo, vedi di capire come si quota.
>
>> Era ora !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
>
> Saprai la grammatica, ma in quanto a forma fai cagare. Ti hanno svenduto
> un
> set di punti esclamativi quasi nuovi?
>
>> Complimenti e ciao.
>
> Fottiti, inetto.
Sei sempre tu vedo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il Giuda che ha 100 nick !!!!!!!!!!!!!!
Il Giuda che ha 100 nick con particolare predilezione se contengono una
lettera K !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Quello del nick di cui conosco........
Ciao Giuda...............sei un vile da 2 soldi con la pelle di camaleonte
ma la tua incazzatura NERA è costante e MONOCOLORE.!!!!!!!!!!!!!!
Appunto NERA
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!
Se ti fa male il fegato prova con l'Amaro Giuliani
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!