"Via gli Usa dalla Maddalena": Soru chiede di chiudere la base
Il presidente della Regione Sardegna: "Dopo 32 anni basta con i sommergibili
nucleari nelle nostre acque".
di PIER GIORGIO PINNA
LA MADDALENA - Nei giorni scorsi un primo affondo: "Il patto segreto che ha
consentito la nascita del punto d'approdo per la Us-Navy sull'isola di Santo
Stefano dev'essere reso pubblico". Ieri l'assalto finale: "Lo dico in
amicizia: è arrivato il momento nel quale è necessario che gli americani
abbandonino la base per i sommergibili nucleari". Appena conclusa la visita
nell'arcipelago del Nord Sardegna al distaccamento della marina statunitense
durata quasi tutta la giornata, il nuovo presidente della giunta regionale
sarda, Renato Soru, non ha nascosto le sue convinzioni: "Abbiamo fatto la
nostra parte per 32 anni, ci sentiamo come un esercito rimasto al fronte per
tanto tempo e che adesso ha bisogno di un ricambio".
Nelle ore precedenti Soru si era incontrato con i rappresentanti del
ministero della Difesa italiano e della presidenza del Consiglio e con i
vertici di marina, esercito e aeronautica del nostro Paese. Le stesse parole
pronunciate in una conferenza stampa al termine della visita sono state poi
ripetute dal capo del governo regionale davanti a una folla raccolta
nell'aula consiliare del Comune della Maddalena, che ha risposto alle
dichiarazioni con un lungo applauso.
"Le servitù militari sono uno dei temi in agenda trattati durante l'incontro
con Silvio Berlusconi", ha poi aggiunto, ricordando come anche il poligono
di Capo Teulada, nell'estremità sud occidentale dell'isola, debba essere
dismesso in virtù di un'intesa firmata nel 1987 dall'allora presidente della
Regione Mario Melis e dall'allora ministro della Difesa Spadolini.
"Quell'impegno è stato disatteso - ha ricordato - Ora noi vogliano
riproporlo in un contesto di riduzione del territorio riservato alle servitù
militari".
Soru ha poi riaffermato l'esigenza di garantire un'azione di monitoraggio
costante per eliminare ogni dubbio relativo alla presenza di radioattività
alla Maddalena. Di recente, soprattutto dopo un incidente a un sommergibile
nucleare americano a poca distanza dalla base appoggio, sono infatti
riemerse preoccupazioni circa i livelli d'inquinamento radioattivo E alcune
indagini indipendenti hanno mostrato come effettivamente siano stati
rilevati tassi preoccupanti di sostanze fortemente nocive nelle acque
marine.
Il presidente ha anche parlato della riconversione dell'arsenale militare
nell'arcipelago, annunciando la richiesta di non portare avanti progetti
senza preventive intese con la Regione.
In Sardegna la presenza dei soldati è di fatto imponente: quasi 38mila
ettari, il 60 per cento di tutte le servitù militari italiane, si trovano
infatti nell'isola, sottratti sin dal Dopoguerra agli usi civili. Si tratta,
come ha rammentato lo stesso Soru, di ridistribuire questo peso e, nel caso
della Us-Navy e dell'accordo bilaterale tra il Pentagono e il governo
italiano circa La Maddalena, di rinegoziare la presenza americana.
Per quanto possa apparire paradossale, mentre cresce la protesta e
nonostante la pronuncia negativa del comitato misto paritetico
Stato-Regione, un recente piano di ampliamento della stessa base non conosce
soste. Si parla dell'arrivo di altri marines, che dovrebbero così passare in
breve tempo da 2500 a oltre 4000 uomini e della modernizzazione di una serie
di approdi.
Un progetto complessivo che prevede alla fine la costruzione di
infrastrutture fisse, attorno alla nave appoggio per i sommergibili nucleari
Emory Landi, per un totale 57 mila metri cubi. Davvero un processo
anacronistico e quasi surreale in un'area ambientale tra le più suggestive
del Mediterraneo che di recente è stata trasformata in un grande parco
naturale.
Per capire meglio che cosa significhi la presenza di questo distaccamento
basterà ricordare come la Emory Land sia una nave da 22.600 tonnellate, con
mille uomini di equipaggio, insieme officina e arsenale galleggiante, con a
bordo i missili da crociera Slcm Cruise a testata nucleare. Visto poi che
Emory Land è a tutti gli effetti territorio degli Stati Uniti d'America,
ogni controllo non è possibile neanche da parte delle autorità militari
italiane.
"mascheroni ®" <mascheronimassimo@NOSPAMtin.it> ha scritto nel messaggio
news:iT3ed.71679$b5.3452498@news3.tin.it...
> picchia duro da una parte per ottenere dall'altra
>
> credo sia lo scopo della sua entrata in politica
La tua tesi Mascheroni è molto fine e mi intriga come si suol dire.
Speriamo che Soru, sia nell'interesse dell'Italia sia della TISCALI non tiri
troppo la corda.
Penso che l'America sia più in grado di ricattare Soru che Soru l'America.
Può sempre scatenargli contro una società concorrente con tariffe
..........da fallimento.
Ciao Mascheroni e complimenti
>
>
>
>
Il 24 Ott 2004, 02:29, "kappa" <k@k.it> ha scritto:
>
> "mascheroni ®" <mascheronimassimo@NOSPAMtin.it> ha scritto nel messaggio
> news:iT3ed.71679$b5.3452498@news3.tin.it...
> > picchia duro da una parte per ottenere dall'altra
> >
> > credo sia lo scopo della sua entrata in politica
>
> La tua tesi Mascheroni è molto fine e mi intriga come si suol dire.
> Speriamo che Soru, sia nell'interesse dell'Italia sia della TISCALI non
tiri
> troppo la corda.
> Penso che l'America sia più in grado di ricattare Soru che Soru l'America.
> Può sempre scatenargli contro una società concorrente con tariffe
> .........da fallimento.
> Ciao Mascheroni e complimenti
I soliti metodi americani.
Per fortuna non abbiamo il petrolio!