Targetti potrebbe essere pilotata al rialzo oltre i 5 euro
Scaduto lo scorso 27 settembre il patto parasociale fra i due principali
azionisti di Targetti e il relativo lock up, per la società fiorentina
attiva nella illuminazione architettonica potrebbe aprirsi un periodo di
scambi record. L’accordo che vincolava la Domenico Neri srl a non vendere la
sua partecipazione (15,2% del capitale) non è stato rinnovato, lasciando
libero il socio di decidere delle propria quota. Ma, pur essendo questa una
possibilità concreta, l’andamento di Borsa degli ultimi anni non consiglia
affatto una simile scelta. L’altro grande socio è la famiglia Targetti con
il 46%. “Ho deciso di entrare in Targetti per vedere crescere a livello
internazionale la società della mia famiglia, la Neri di cui sono stato
appena confermato amministratore delegato. Ho sempre creduto nelle
potenzialità di questa scelta che mette insieme i prodotti da illuminazione
da interni della Targetti ai nostri per l’illuminazione in esterni, e voglio
mantenere, almeno in parte, la proprietà”, afferma Domenico Neri. L’
imprenditore è entrato nella Targetti nell’ottobre 2001 conferendo la
propria ditta e ricevendo in cambio 2,7 milioni di titoli del gruppo
fiorentino (15,2% del capitale), tramite un aumento di capitale riservato
deciso l’anno prima. Ma, nonostante la buona volontà e le valide premesse
industriali, l’operazione, almeno per Domenico Neri, non è certo nata sotto
una buona stella. La valutazione della Neri (13,4 milioni di euro) e la
conseguente decisione sul concambio risale infatti all’ottobre 2000 (con il
titolo Targetti a 5 euro circa). Già un anno dopo Targetti aveva dimezzato
il valore. Ancora oggi il valore delle azioni del gruppo fiorentino (3,87
euro) è molto lontano da quelli del 2000. Uscire oggi significherebbe quindi
per Domenico Neri, al di là di ogni altra valutazione, chiudere l’operazione
in decisa perdita. E questo nonostante quanto riportato oggi da MF. E’
infatti vero che nel bilancio della Domenico Neri srl la partecipazione nel
gruppo fiorentino è iscritta a un valore di carico di 3,8 milioni, pari a
circa 1,44 euro per azione, formalmente pagati dall’imprenditore di Forlì
per entrare nel gruppo Targetti (0,52 euro di valore nominale e 0,92 euro di
sovrapprezzo). Ma questo doveva essere solo un accorgimento a fini fiscali,
visto che Targetti nell’ottobre 2000 trattava a 5 euro, non certo a 1,44
euro. Uscire oggi aggiungerebbe infine oltre al danno, la beffa, quella di
dover pagare le tasse sulla plusvalenza. Al momento infatti il pacchetto di
titoli Targetti in mano a Neri vale 10 milioni circa, con una plusvalenza,
solamente teorica di 6,2 milioni.www.websim.it
Re: Targetti potrebbe essere pilotata al rialzo oltre i 5 euro
On Fri, 15 Oct 2004 08:27:23 GMT, "giezz" <giezz@pin.it> wrote:
>
>"giezz" <giezz@pin.it> ha scritto nel messaggio
>news:EPLbd.137056$35.6713134@news4.tin.it...
>
>VI chiedo scusa a per non aver risposto a wolf, ed aver aperto un nuovo
>tread, ma non avevo visto il suo messaggio.
>
>Ciao a tutti.
I volumi sono forti per un titolino che scambia ventimila pezzi al
giorno.
Potrebbe essere utile
Podenzana: In questi giorni poi... e per certe azioni
http://trashweb.web.ctonet.it/bravo.swf
Borsa
4
19-12-2003 15.59.42
ah, ecco, potrebbe essere questo...
Bart67: ( ...cacchio oggi il n.g. puzza di latte... )
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Martedì 9 Dicembre 2003, 20:52
Fed: Lascia Tassi Invariati E Lo Fara' Ancora A Lungo/Ansa
(ANSA) -...
Borsa
3
10-12-2003 12.41.18
potrebbe essere (S&P)
tino_observer: 1070 prima della chiusura
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