Circa la questione degli "indicatori", ai dubbi fino a questo punto
generati vorremmo aggiungere qualche altro elemento di riflessione:
1)contrariamente a quanto ritiene il Pensiero Unico, va ben chiarito che
l'indice di Borsa registra semplicemente le reazioni della Finanza al
quadro politico-economico esistente, e non, come si vorrebbe far credere,
un attendibile giudizio sullo stato dell'economia "reale": emblematico é
il ripetuto crollo di Wall Strett alla diffusione di buone notizie
sull'andamento dell'occupazione negli USA. La ragione,
semi-incomprensibile sulla base della modellizzazione del Pensiero Unico,
é stata che in tutti questi casi gli speculatori hanno previsto che la
Federal Reserve non avrebbe ridotto i tassi (poiché nella
modellizzazione del Pensiero Unico questi vanno abbassati per propellere
Investimenti ed Occupazione, e alzati, invece, per frenare l'inflazione),e
, dunque, che i titoli non si sarebbero corrispondentemente rivalutati
(poiché i titoli a vecchio tasso aumentano o diminuiscono il loro prezzo
in ragione della capitalizzazione al tasso corrente del differenziale di
rendimento, fenomeno conosciuto col nome di "ammortamento"). Essendo
prevedibile che i titoli non sarebbero aumentati di prezzo, e, caso mai,
sarebbero diminuiti per effetto di un innalzamento dei tassi operato dalla
Federal Reserve per "raffreddare" un'economia ritenuta troppo "calda", gli
scommettitori hanno cominciato immediatamente a scommettere al ribasso
reputando plausibile un eccesso di offerta di titoli per effetto del
ribaltamento delle aspettative, e l'indice Dow Jones è crollato. Che
fine hanno fatto i "mitici" segnali e giudizi che secondo il Pensiero
Unico la Borsa avrebbe il merito di segnalare in tempo reale ai governi
circa lo stato dell'economia? Gli organi di stampa hanno preferito
oscillare tra il silenzio e la perplessita', ma non mai hanno avanzato uno
straccettino di spiegazione, ed in definitiva hanno preferito archiviare
episodi che erano in contrasto con le proprie modellizzazioni: quello che
non piace, semplicemente?non esiste! Le cose, se possibile, stanno anche
peggio per il Pensiero Unico: se aumenta l'Occupazione, vuol dire che
stanno aumentando anche gli Investimenti, la produzione e il Reddito.
Quindi?aumenteranno anche i prezzi! Ai detentori di capitali mobili questo
dispiace, per cui reagiscono negativamente alle?buone notizie
sull'andamento dell'economia "reale"! Allo stesso modo, pertanto,
reagiscono negativamente anche gli indicatori tanto osannati dal Pensiero
Unico, indice di Borsa in testa a tutti. Altro che indicatori neutrali ed
attendibili dello stato di salute dell'economia tout court! L'indice di
Borsa registra quasi esclusivamente gli umori ed il gradimento del
Capitale Finanziario e dei detentori di capitali mobili in genere, i cui
interessi materiali ed ideologici, dovrebbe ormai essere palmare, sono
irriducibilmente oppositivi rispetto a quelli del mondo del Profitto e del
Lavoro, interessati allo sviluppo della base produttiva, e, quindi, della
Domanda effettiva, in specie sul mercato interno. Ed i media,
egemonizzati dalla Finanza e/o proprietà diretta di questa, si impegnano
in una sistematica opera di sostegno delle posizioni ideologiche
(pensiero economico in testa a tutti) giustificatrici delle ragioni della
Finanza. Che dire, ancora, di fronte a fenomeni tragicomici quali il
credito accordato dai media europei ed internazionali all'azienda italia
per le sue ridicole manovrine da 10-20.000 M.di, quando il nostro debito
pubblico cresceva al ritmo di ben 150.000 M.di l'anno? Delle due l'una,
del resto: o i media tecnici ed atecnici di tutto il mondo non hanno la
minima competenza economica nel fidarsi di indicatori isterici quanto
inaffidabili, o ? hanno ragione perfettamente a farlo, ma allora, come
minimo, ciò significa che non c'è affatto di che allarmarsi di fronte al
trend di aumento del nostro debito pubblico, se esso è "contenuto" nei
limiti di 100-150.000 M.di l'anno! 2) circa l'attendibilità quale
indicatore dello stato di salute dell'economia in generale, e, dunque,
dell'economia "reale", che il Pensiero Unico attribuisce alla quotazione
della moneta nazionale, rimandiamo a quanto anzidetto a proposito della
valenza appena mensurale della svalutazione in regime di
sviluppo-inflattivo, nonché a proposito dell'opzione della chiusura delle
frontiere valutarie alle transazioni internazionali prive di contropartita
"reale", ovvero alla speculazione mobiliare internazionale. Ribadiamo, in
sintesi, che il ribasso della quotazione della moneta nazionale, in
contesti espansivo-inflattivi, non indica affatto un peggioramento dello
stato di salute dell'economia "reale", una economia che non interessa
affatto a chiunque abbia interessi prevalentmente mobiliari e che anzi
sappiamo appunto migliorare, bensì misura solo gli effetti
"nominalistici" che provocano i movimenti valutari speculativi
ribassisti, e, semmai, indica oniricamente il tasso di gradimento da
parte della speculazione finanziaria interna ed internazionale rispetto al
contesto economico-politico-sociale che sta delineando per effetto
dell'espansione-inflattiva. Lungi dal fornire indicazioni "utili", e meno
che mai dall'attivare alcun comportamento equilibratore, i mercati
finanziari premono sempre e comunque sui governi perché adottino
sistematiche manovre deflattivo-recessive, ricattandoli con le loro
isteriche reazioni ribassiste senza timore che i governi le disattivino,
come dovrebbero e potrebbero se non fossero succubi dell'egemonia
culturale del Pensiero Unico. Eppure, quel che andrebbe fatto è
semplicemente non cedere al ricatto e bloccare la speculazione con
semplici quanto vecchie ed efficaci manovre quali il divieto delle
transazioni senza il possesso effettivo dei titoli da vendere o del denaro
occorrente per acquistarli, la tassazione delle transazioni in funzione
del tempo intercorrente tra compera e rivendita, ecc.
> Circa la questione degli "indicatori", ai dubbi fino a questo punto
> generati vorremmo aggiungere qualche altro elemento di riflessione:
> 1)contrariamente a quanto ritiene il Pensiero Unico, va ben chiarito che
> l'indice di Borsa registra semplicemente le reazioni della Finanza al
> quadro politico-economico esistente, e non, come si vorrebbe far credere,
> un attendibile giudizio sullo stato dell'economia "reale": emblematico é
> il ripetuto crollo di Wall Strett alla diffusione di buone notizie
> sull'andamento dell'occupazione negli USA.
hai scoperto l'acqua calda.
Gli indici salgono quando il mercato intravede possibilità di guadagni,
per lo più a breve.
Nessuno ha mai pensato quello che attribuisci al tuo pensiero unico, che
peraltro conosci tu e l'articolista.
Così come anche l'economia reale di cui parla l'artiolo è un'entità molto
astratta e fumosa, che ognuno intende a modo suo.
replicare l'indice spmib
Gianfranco: avrei bisogno non dei pesi ma del numero di azioni per ogni azione in modo
per replicare l'indice.
qualcuno c'è l'ha, oppure ha un link?
grazie
--
Gianfranco Di Leva
Trading Online
10
15-06-2005 19.31.00
ETF che battono l'indice?
Boy Net: Chi mi sa spiegare come sia possibile che un ETF riesca a battere l'indice
di riferimento?
Un ETF non si prefisse di seguire pedissequamente l'indice a cui si
riferisce? Se a questo aggiungiamo le...