"I prossimi mesi vedranno quindi non solo l'ennesimo piano industriale ma
soprattutto una approfondita attività diplomatica per risolvere
definitivamente le suddette questioni. Il tutto avverrà a tempo debito, con
le banche italiane che lentamente si rassegneranno ad entrare nell'
azionariato di FIAT con la conversione del mega-prestito da 3 miliardi di
euro del luglio 2002.
Il mercato già nelle sedute precedenti aveva "capito" (vendendo il titolo)
che i tempi per l'eventuale recupero si sarebbero allungati, ma al momento
mantiene inalterata una fiducia non formale nell'attuale gruppo dirigente.
La risoluzione del rapporto con GM - in cui gli americani hanno messo le
mani su alcuni brevetti importanti e FIAT ha ricevuto ben poco in cambio - è
tra l'altro condizione necessaria anche per discutere di nuove alleanze, ma
su questo ci sarà tempo per parlarne.
Operativamente la strada del rialzo è ora più lontana ma non
irraggiungibile. Chi vuole mantenere in portafoglio FIAT deve accettare un'
altalena delle quotazioni superiore al previsto. "