Raccomandazioni I Migliori... ...e I Peggiori
Titolo Data Giudizio Emittente Target
TitoloVariazione
%
%
%
%
%
TitoloVariazione
%
%
%
%
%

Torna indietro   Borsa Italia > Borsa

 
Strumenti discussione Modalità visualizzazione
  #1  
Vecchio 07-08-2004, 20.08.42
polidoro
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

MESTRE - «I consumi non accennano a ripartire? Tutta colpa dell'euro. I
pensionati non arrivano alla fine del mese ? Tutta colpa dell'euro. Le
famiglie stringono la cinghia e tagliano le spese? Tutta colpa dell'euro.
Ormai ogni difficoltà economica viene ricondotta alla nuova moneta»,
dichiara il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi. «Eppure,
almeno in un caso, dovremmo ringraziare la moneta europea. Perchè la
benzina, se fosse pagata con il vecchio conio, costerebbe agli automobilisti
italiani 3.114 lire al litro contro l'attuale prezzo di vendita pari a 1,17
euro che corrisponde a 2.265 vecchie lire. Praticamente si dovrebbe sborsare
il 37,3% in più. Così - prosegue Bortolussi - la redenzione dell'euro passa
attraverso i serbatoi degli italiani».

EURO vs LIRA - È questo il risultato che il segretario degli artigiani
mestrini è giunto ipotizzando di bloccare il tasso di cambio lira/dollaro al
valore riferito al 31 dicembre 2001 (1 dollaro pari a 2.197 lire), ovvero
l'ultimo giorno ufficiale di vita della lira. «Ovviamente - spiega
Bortolussi - aver bloccato il tasso di cambio al 31 dicembre 2001 ci ha
posto al riparo da eventuali svalutazioni che la lira avrebbe sicuramente
subito con il crac Parmalat, quello Cirio e le conseguenze della guerra in
Iraq. Pertanto, l'aumento del costo della benzina alla pompa del 37,3%, se
pagata in lire, è un dato, seppur estremamente significativo, del tutto
sottostimato»


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Alt 07-08-2004, 20.08.42
borsa-italia.net
ads
 
Standard Sponsored links

  #2  
Vecchio 07-08-2004, 22.57.19
Gally
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

A proposito di benzina: ma scusate da quando abbiamo l'euro quanto è salito
il petrolio? e quanto è sceso il dollaro? ma se pagassimo il petrolio in
euro a quanto sarebbe la benzina? non è che forse il caro benzina deriva
dalle imposte?

Saluti



  #3  
Vecchio 07-08-2004, 23.06.09
kappa
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»


"polidoro" <polidoro@ri.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z181Z63Z134Y1091902121X10911@usenet.libero. it...
> MESTRE - «I consumi non accennano a ripartire? Tutta colpa dell'euro. I
> pensionati non arrivano alla fine del mese ? Tutta colpa dell'euro. Le
> famiglie stringono la cinghia e tagliano le spese? Tutta colpa dell'euro.
> Ormai ogni difficoltà economica viene ricondotta alla nuova moneta»,
> dichiara il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi. «Eppure,
> almeno in un caso, dovremmo ringraziare la moneta europea. Perchè la
> benzina, se fosse pagata con il vecchio conio, costerebbe agli

automobilisti
> italiani 3.114 lire al litro contro l'attuale prezzo di vendita pari a

1,17
> euro che corrisponde a 2.265 vecchie lire. Praticamente si dovrebbe

sborsare
> il 37,3% in più. Così - prosegue Bortolussi - la redenzione dell'euro

passa
> attraverso i serbatoi degli italiani».
>
> EURO vs LIRA - È questo il risultato che il segretario degli artigiani
> mestrini è giunto ipotizzando di bloccare il tasso di cambio lira/dollaro

al
> valore riferito al 31 dicembre 2001 (1 dollaro pari a 2.197 lire), ovvero
> l'ultimo giorno ufficiale di vita della lira. «Ovviamente - spiega
> Bortolussi - aver bloccato il tasso di cambio al 31 dicembre 2001 ci ha
> posto al riparo da eventuali svalutazioni che la lira avrebbe sicuramente
> subito con il crac Parmalat, quello Cirio e le conseguenze della guerra in
> Iraq. Pertanto, l'aumento del costo della benzina alla pompa del 37,3%, se
> pagata in lire, è un dato, seppur estremamente significativo, del tutto
> sottostimato»
>
>
> --------------------------------
> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/


Per me è un ragionamento tutto sbagliato. Avere l'euro o la lira è la stessa
cosa perchè la ricchezza di una nazione non dipende dallla moneta adottata
ma dalla differenza tra la quantità di beni e servizi che produce e la
quantità si beni e servizi che consuma. La moneta misura *solo* queste
quattro quantità. Infatti se, per esempio, ci fosse uno split dell'euro di
uno a due (come dire svalutazione del 50 %), i prezzi si raddoppierebbero ma
noi avremmo in tasca un numero doppio di euro e non cambierebbe nulla.
L'unico Vantaggio ad aderire all'euro sta nel fatto che aderendo, è
impossibile decidere da parte della Banca d'Italia una svalutazione
competitiva il che *costringe* le aziende produttrici a migliorare la loro
competitività, pena sparire dal mercato. Ma anche avendo la lira , se il
governo e la banca d'Italia decidessero di non fare svalutazioni
competitive, il risultato sarebbe identico. In definitiva il benessere di
una nazione non dipende da un pezzo di carta che si chiama *moneta* ma dalla
quantità e dalla qualità del lavoro dei suoi abitanti. Tutto il resto sono
elucubrazioni inutili, anzi, dannose, perchè distolgono i cittadini dai
veri problemi da affrontare che sono : propensione al lavoro,
propensione allo studio (basta diplomati e laureati che sanno poco e quel
poco è raffazzonato), propensione a un giusto risparmio (giusto per non
falcidiare i consumi o viceversa non esagerarli per non innescare
inflazione), propensione alla ricerca che dipende dalla qualità dello studio
nella scuola.


  #4  
Vecchio 08-08-2004, 10.31.54
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

[kappa] ha scritto:

> propensione al lavoro, propensione allo
> studio (basta diplomati e laureati che sanno poco e quel poco è
> raffazzonato), propensione a un giusto risparmio (giusto per non
> falcidiare i consumi o viceversa non esagerarli per non innescare
> inflazione), propensione alla ricerca che dipende dalla qualità dello
> studio nella scuola.


Il discorso sulla moneta è più che condivisibile.
L'euro è diventata a tutti gli effetti la nostra moneta dal primo gennaio
'99, quando anche ufficialmente la politica monetaria è stata consegnata
nelle mani della BCE.
I concambi erano già fissati dal maggio '98, e già dal '94 le fluttuazioni
dei cambi fra i vari paesi europei erano strettissime per via del maggiore
coordinamento delle politiche monetarie in vista appunto dell'introduzione
dell'euro.
Anche per questo chi dava la colpa di tutti i mali all' *euvo* era
chiaramente o incompetente o in malafede (o un misto dei due).

Il discorso che ho quotato è invece un po' meno condivisibile, almeno se gli
si vuole dare un significato di critica al sistema Italia.
In Italia di propensione al lavoro ce n'è tanta quanta ce ne è altrove.
Solo che spesso trova sfogo solo in attività marginali e paralegali
(sommerso, lavoro nero, ecc.), generalmente poco organizzate e di
conseguenza poco efficienti.
I nostri laureati poi vanno a fare ricerca all'estero, quindi il problema
non sta nè nella loro preparazione (forse persino troppo orientata alla
ricerca e invece troppo distante dalle tematiche organizzative e della
produzione), nè nel loro impegno nello studio.
Il problema della ricerca italiana è che non ha risorse economiche private.
L'investimento pubblico Italiano nella ricerca è su livelli almeno dignitosi
se comparato a quello degli altri paesi industrializzati.
Purtroppo il nostro sistema imprenditoriale è estremamente frammentato e
questo, oltre alla mentalità "sparagnina" dei nostri piccoli imprenditori, è
un ostacolo oggettivo agli investimenti nella ricerca.
Un altro problema è la carenza di coordinamento a livello europeo degli
investimenti nella ricerca. Ogni stato fa la propria ricerca per conto suo e
così si hanno molti doppioni scoordinati fra loro, ciascuno dei quali non ha
le risorse necessarie per competere con i centri di ricerca giapponesi e
americani.


  #5  
Vecchio 08-08-2004, 15.55.43
kappa
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:_xlRc.112855$5D1.5639015@news4.tin.it...
> [kappa] ha scritto:
>
> > propensione al lavoro, propensione allo
> > studio (basta diplomati e laureati che sanno poco e quel poco è
> > raffazzonato), propensione a un giusto risparmio (giusto per non
> > falcidiare i consumi o viceversa non esagerarli per non innescare
> > inflazione), propensione alla ricerca che dipende dalla qualità dello
> > studio nella scuola.

>
> Il discorso sulla moneta è più che condivisibile.
> L'euro è diventata a tutti gli effetti la nostra moneta dal primo gennaio
> '99, quando anche ufficialmente la politica monetaria è stata consegnata
> nelle mani della BCE.
> I concambi erano già fissati dal maggio '98, e già dal '94 le fluttuazioni
> dei cambi fra i vari paesi europei erano strettissime per via del maggiore
> coordinamento delle politiche monetarie in vista appunto dell'introduzione
> dell'euro.
> Anche per questo chi dava la colpa di tutti i mali all' *euvo* era
> chiaramente o incompetente o in malafede (o un misto dei due).


Non voglio fare l'avvocato d'ufficio di Tremonti , e infatti la tua ipotesi
bivalente non mi sento di scartarla a priori, ma sono più convinto che
Tremonti ha usato la storia dell'euro come arma di difesa (impropria e
inefficace) contro gli asfissianti, reiterati e menzogneri attacchi delle
sinistre che seguitavano e seguitano ad attribuire i mali attuali
dell'Italia all'attuale governo. Il quale non sarà magari (ipotesi) capace
di guarire l'attuale influenza dell'Italia , ma gli attribuiscono anche la
responsabilità della sua malformazione congenita di cuore che, in quanto
congenita, nasce nel grembo della madre.
>
> Il discorso che ho quotato è invece un po' meno condivisibile, almeno se

gli
> si vuole dare un significato di critica al sistema Italia.
> In Italia di propensione al lavoro ce n'è tanta quanta ce ne è altrove.


Su questo punto....meglio stendere un velo pietoso.

> Solo che spesso trova sfogo solo in attività marginali e paralegali
> (sommerso, lavoro nero, ecc.), generalmente poco organizzate e di
> conseguenza poco efficienti.
> I nostri laureati poi vanno a fare ricerca all'estero, quindi il problema
> non sta nè nella loro preparazione


I ricercatori sono una elite e si sa che le elite sono composte, per
definizione, da pochi individui. Questi pochi individui sono persone che
eccellono e le persone eccellenti potrebbero, in quanto appunto eccellenti
fare benissimo a meno della scuola dalla prima media (o dalla prima liceo se
vuoi) fino all'università ; studierebbero da soli, su libri da loro
scelti nella enorme vastità della letteratura specifica della materia
scelta. Tutti gli altri diplomati e laureati *normali*sono di una
mediocrità disarmante. E se la grande massa dei *normali* è mediocre vuol
dire che la scuola è pessima.

> Il problema della ricerca italiana è che non ha risorse economiche

private.

E' vero

> L'investimento pubblico Italiano nella ricerca è su livelli almeno

dignitosi
> se comparato a quello degli altri paesi industrializzati.


Questo livello di dignità lo ignoro.

> Purtroppo il nostro sistema imprenditoriale è estremamente frammentato e
> questo, oltre alla mentalità "sparagnina" dei nostri piccoli imprenditori,

è
> un ostacolo oggettivo agli investimenti nella ricerca.


Anche questo è vero ma tieni presente che i piccoli imprenditori, di solito
operano in campi non avanzati (per esempio lampante i piccoli imprenditori
del nord - est) dove basta e avanza avere una eccellente inventiva.Le novità
tecnologiche delle attrezzature di produzione sono una commodity del
mercato.

> Un altro problema è la carenza di coordinamento a livello europeo degli
> investimenti nella ricerca. Ogni stato fa la propria ricerca per conto suo

e
> così si hanno molti doppioni scoordinati fra loro, ciascuno dei quali non

ha
> le risorse necessarie per competere con i centri di ricerca giapponesi e
> americani.


Anche questo è vero, anzi, verissimo. Il problema è che gli stati europei
non sono ancora coesi perchè divisi da culture secolari diverse che rendono
difficile la cooperazione. Dovranno passare molti decenni prima che gli
europei si sentano abitanti della stessa casa.
Ciao.
>
>



  #6  
Vecchio 08-08-2004, 18.18.46
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

[kappa] ha scritto:

>> Il discorso che ho quotato è invece un po' meno condivisibile,
>> almeno se gli si vuole dare un significato di critica al sistema
>> Italia.
>> In Italia di propensione al lavoro ce n'è tanta quanta ce ne è
>> altrove.

>
> Su questo punto....meglio stendere un velo pietoso.
>


Credimi, ho girato fabbriche in tutta Europa e anche qualcuna negli Stati
Uniti. L'impegno e la competenza degli operai nostrani è perfettamente
all'altezza della situazione.

La differenza di produttività la fa l'organizzazione del lavoro, de da noi è
spesso a livelli ridicoli. Con differenti organizzazioni un hooligan che fa
colazione con due pinte di birra prima di andare in fabbrica produce di più
di un tecnico di buon livello in Italia che è costretto (estremizzo ma non
troppo) a cercarsi le viti che gli servono per montare un pezzo per tutto il
magazzino (sempre che le trovi e che ci siano).

> I ricercatori sono una elite e si sa che le elite sono composte, per
> definizione, da pochi individui. Questi pochi individui sono persone
> che eccellono e le persone eccellenti potrebbero, in quanto appunto
> eccellenti fare benissimo a meno della scuola dalla prima media (o
> dalla prima liceo se vuoi) fino all'università ; studierebbero da
> soli, su libri da loro scelti nella enorme vastità della letteratura
> specifica della materia scelta. Tutti gli altri diplomati e laureati
> *normali*sono di una mediocrità disarmante. E se la grande massa dei
> *normali* è mediocre vuol dire che la scuola è pessima.


Ho un amico che si è laureato insieme a me, con gli stessi voti, che a 35
anni era già professore ordinario in una università italiana con centinaia
di pubblicazioni sulle riviste specializzate di tutto il mondo e, fra
l'altro, ha tenuto seminari in Corea ai tecnici della Samsung e negli USA a
quelli della Motorola (si occupa di telecomuicazioni).
Fa regolarmente consulenze per Nokia e Ericsson.
Lui lavora (con uno stipendio pari a un quinto di quello che percepirebbe
negli USA un personaggio del suo livello) in una struttura universitaria
italiana a livelli di eccellenza mondiale, ma in Italia praticamente non ci
sono aziende a cui possa essere utile il suo lavoro.
Così lavora per i coreani stando in Italia.
Ti assicuro che non è un marziano e che inserito in una azienda italiana di
quelle che dico io, si adeguerebbe al grigiore dell'azienda e il suo talento
andrebbe sprecato, più o meno come va sprecato quello di tanti suoi colleghi
"non eccellenti".

>> L'investimento pubblico Italiano nella ricerca è su livelli almeno
>> dignitosi se comparato a quello degli altri paesi industrializzati.

>
> Questo livello di dignità lo ignoro.
>


Intendo dire che la percentuale del PIL che lo stato italiano investe in
ricerca è vicina a quella degli altri paesi europei.

> tieni presente che i piccoli imprenditori, di
> solito operano in campi non avanzati (per esempio lampante i piccoli
> imprenditori del nord - est) dove basta e avanza avere una eccellente
> inventiva. Le novità tecnologiche delle attrezzature di produzione
> sono una commodity del mercato.


La tua replica riproduce esattamente il pensiero del piccolo imprenditore
tipo. Purtroppo sempre più aziende si stanno accorgendo che ciò che una
volta bastava e avanzava ora non è più sufficiente a stare sul mercato.

Se non si fanno vera ricerca e vera innovazione sempre più spesso ci si
trova magari a sviluppare in un anno un prodotto che, nel caso migliore, il
concorrente cinese è in grado di copiare (e perchè no anche migliorare) in
due mesi, mettendolo sul mercato a prezzi inferiori.
Se va male il prodotto esce già obsoleto.
Se va malissimo era già obsoleto quando è stato iniziato il progetto.


  #7  
Vecchio 08-08-2004, 19.55.13
kappa
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:GnsRc.88780$OR2.4774637@news3.tin.it...
> [kappa] ha scritto:
>
> >> Il discorso che ho quotato è invece un po' meno condivisibile,
> >> almeno se gli si vuole dare un significato di critica al sistema
> >> Italia.
> >> In Italia di propensione al lavoro ce n'è tanta quanta ce ne è
> >> altrove.

> >
> > Su questo punto....meglio stendere un velo pietoso.
> >

>
> Credimi, ho girato fabbriche in tutta Europa e anche qualcuna negli Stati
> Uniti. L'impegno e la competenza degli operai nostrani è perfettamente
> all'altezza della situazione.
>
> La differenza di produttività la fa l'organizzazione del lavoro, de da noi

è
> spesso a livelli ridicoli. Con differenti organizzazioni un hooligan che

fa
> colazione con due pinte di birra prima di andare in fabbrica produce di

più
> di un tecnico di buon livello in Italia che è costretto (estremizzo ma non
> troppo) a cercarsi le viti che gli servono per montare un pezzo per tutto

il
> magazzino (sempre che le trovi e che ci siano).
>
> > I ricercatori sono una elite e si sa che le elite sono composte, per
> > definizione, da pochi individui. Questi pochi individui sono persone
> > che eccellono e le persone eccellenti potrebbero, in quanto appunto
> > eccellenti fare benissimo a meno della scuola dalla prima media (o
> > dalla prima liceo se vuoi) fino all'università ; studierebbero da
> > soli, su libri da loro scelti nella enorme vastità della letteratura
> > specifica della materia scelta. Tutti gli altri diplomati e laureati
> > *normali*sono di una mediocrità disarmante. E se la grande massa dei
> > *normali* è mediocre vuol dire che la scuola è pessima.

>
> Ho un amico che si è laureato insieme a me, con gli stessi voti, che a 35
> anni era già professore ordinario in una università italiana con centinaia
> di pubblicazioni sulle riviste specializzate di tutto il mondo e, fra
> l'altro, ha tenuto seminari in Corea ai tecnici della Samsung e negli USA

a
> quelli della Motorola (si occupa di telecomuicazioni).
> Fa regolarmente consulenze per Nokia e Ericsson.
> Lui lavora (con uno stipendio pari a un quinto di quello che percepirebbe
> negli USA un personaggio del suo livello) in una struttura universitaria
> italiana a livelli di eccellenza mondiale, ma in Italia praticamente non

ci
> sono aziende a cui possa essere utile il suo lavoro.


Il tuo amico professore o è un innamorato della sua/nostra Italia e quindi è
encomiabile per la sua scelta di vita, oppure è un grande tecnico ma
sprovveduto nella cura (doverosa) dei suoi interessi. Prendo atto con
terrore che in Italia un simile talento non è utilizzato anche se mi sembra
strano che non possa fare ricerca di altissimo livello alla PIRELLI che, mi
disse un ingegnere della pirelli, continua a fare ricerca nel campo delle
fibre ottiche pur avendo venduto il settore della produzione delle fibre
stesse.

> Così lavora per i coreani stando in Italia.
> Ti assicuro che non è un marziano e che inserito in una azienda italiana

di
> quelle che dico io, si adeguerebbe al grigiore dell'azienda e il suo

talento
> andrebbe sprecato, più o meno come va sprecato quello di tanti suoi

colleghi
> "non eccellenti".


Sei sicuro che il grigiore di un'azienda non sia causato dagli stessi
dirigenti "non eccellenti" sia tecnici che amministrativi ? Sono sicuro che
dici bene quando dici che il tuo amico "eccellente" si dovrebbe adeguare al
grigiore della azienda media italiana. Adeguarsi o andarsene.Per il semplice
motivo che i dirigenti mediocri che sono in grande maggioranza cominciano un
fuoco di sbarramento contro le innovazioni che gli eccellenti cercano di
mettere in atto ; leggiti un buon libro di *sociologia aziendale* e vedrai
che dico bene, ma certamente questo lo sai anche tu.
>
> >> L'investimento pubblico Italiano nella ricerca è su livelli almeno
> >> dignitosi se comparato a quello degli altri paesi industrializzati.

> >
> > Questo livello di dignità lo ignoro.
> >

>
> Intendo dire che la percentuale del PIL che lo stato italiano investe in
> ricerca è vicina a quella degli altri paesi europei.
>
> > tieni presente che i piccoli imprenditori, di
> > solito operano in campi non avanzati (per esempio lampante i piccoli
> > imprenditori del nord - est) dove basta e avanza avere una eccellente
> > inventiva. Le novità tecnologiche delle attrezzature di produzione
> > sono una commodity del mercato.

>
> La tua replica riproduce esattamente il pensiero del piccolo imprenditore
> tipo. Purtroppo sempre più aziende si stanno accorgendo che ciò che una
> volta bastava e avanzava ora non è più sufficiente a stare sul mercato.
>
> Se non si fanno vera ricerca e vera innovazione sempre più spesso ci si
> trova magari a sviluppare in un anno un prodotto che, nel caso migliore,

il
> concorrente cinese è in grado di copiare (e perchè no anche migliorare) in
> due mesi, mettendolo sul mercato a prezzi inferiori.
> Se va male il prodotto esce già obsoleto.
> Se va malissimo era già obsoleto quando è stato iniziato il progetto.


Sono sempre convinto che per fare sedie, selle per biciclette, bruciatori
per elettrodomestici e quant'altro sia sufficiente una buona inventiva che,
se vuoi, è una sorta di ricerca. Quanto ai Cinesi che copiano, questa è una
semplice mascalzonata che non può durare ancora a lungo essendo entrati a
far parte del WTO.
>
>



  #8  
Vecchio 08-08-2004, 20.36.00
Zodyako
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»


"Gally" <gallyfa@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:vpbRc.112338$G%.78383@tornado.fastwebnet.it.. .
> A proposito di benzina: ma scusate da quando abbiamo l'euro quanto è

salito
> il petrolio? e quanto è sceso il dollaro? ma se pagassimo il petrolio in
> euro a quanto sarebbe la benzina? non è che forse il caro benzina deriva
> dalle imposte?



Beh...e' la truffa del secolo...comprare petrolio grezzo in dollari
e rivenderlo raffinato in Euro. Il dollaro negli ultimi 3 anni ha perso il
40% del suo valore sull'euro e sulle altre monete, compreso il petrolio
ovviamente. Non e' solo il petrolio che e' salito, ma e' soprattutto il
dollaro che e' sceso per via della politica dei bassi tassi FED. Quello che
non si spiega e' perche' noi che abbiamo l'Euro rivalutato del 40% sul
dollaro (3 anni fa ci volevano 1,25 Euro per fare un Dollaro, ora e' il
contrario), dobbiamo sentirci dire che il petrolio sta battendo tutti i
record di quotazione e la benzina sale di conseguenza. Guardatevi un grafico
Euro/Dollaro insieme a un grafico Dollaro/Petrolio insieme ad un grafico
Euro/Petrolio, su base giornaliera e uno storico di 5 anni. Il petrolio e'
salito si, ma soprattutto e' il Dollaro che e' sceso tantissimo. Il costo
della benzina e' ingiustificato, dovrebbe essere attorno a un euro e anche
meno.

S*B


  #9  
Vecchio 08-08-2004, 20.50.10
Chimoffafa'
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:GnsRc.88780$OR2.4774637@news3.tin.it...
> >

>
> Credimi, ho girato fabbriche in tutta Europa e anche qualcuna negli Stati
> Uniti. L'impegno e la competenza degli operai nostrani è perfettamente
> all'altezza della situazione.
>
> La differenza di produttività la fa l'organizzazione del lavoro, de da noi

è
> spesso a livelli ridicoli. Con differenti organizzazioni un hooligan che

fa
> colazione con due pinte di birra prima di andare in fabbrica produce di

più
> di un tecnico di buon livello in Italia che è costretto (estremizzo ma non
> troppo) a cercarsi le viti che gli servono per montare un pezzo per tutto

il
> magazzino (sempre che le trovi e che ci siano).
>

--->lo hooligan alla terza cazzata che fa viene licenziato in tronco, sia se
e' lavoratore pubblico o statale

>
> Ho un amico che si è laureato insieme a me, con gli stessi voti, che a 35
> anni era già professore ordinario in una università italiana con centinaia
> di pubblicazioni sulle riviste specializzate di tutto il mondo e, fra
> l'altro, ha tenuto seminari in Corea ai tecnici della Samsung e negli USA

a
> quelli della Motorola (si occupa di telecomuicazioni).
> Fa regolarmente consulenze per Nokia e Ericsson.
> Lui lavora (con uno stipendio pari a un quinto di quello che percepirebbe
> negli USA un personaggio del suo livello) in una struttura universitaria
> italiana a livelli di eccellenza mondiale, ma in Italia praticamente non

ci
> sono aziende a cui possa essere utile il suo lavoro.
> Così lavora per i coreani stando in Italia.
> Ti assicuro che non è un marziano e che inserito in una azienda italiana

di
> quelle che dico io, si adeguerebbe al grigiore dell'azienda e il suo

talento
> andrebbe sprecato, più o meno come va sprecato quello di tanti suoi

colleghi
> "non eccellenti".
>

---> d'accordissimo

> >> L'investimento pubblico Italiano nella ricerca è su livelli almeno
> >> dignitosi se comparato a quello degli altri paesi industrializzati.

> >

--->durante la mia tesi ho dovuto acquistare da me i fogli per fare le
fotocopie, per non parlare del comp su cui sviluppare il programma di
tesi...e sto parlando della Sapienza di Roma...
Mio cugino australiano e' stato **pagato** per fare la sua tesi e le
strutture messe a disposizione erano moderne ed aggiornate...io da
studente-lavoratore autonomo non ho avuto uno straccio d'aiuto da questo
stato...certo che essendo sopravvissuto alla Sapienza, adesso neanche il
bronx mi fa paura ^__^ ...ma gli anni bruciati erano miei...
La verita' e' che in italia lo studio e' un lusso che non tutti si possono
(anzi si "devono") permettere, diversamente dall'estero in cui lo studio e'
gia' un lavoro e la figura dello studente e' rispettato e salvaguardato
dallo stato.
L'investimento pubblico nella ricerca serve al 90% per pagare stipendi di
passacarti che non fanno un cavolo! In quanti istituti ho trovato la
fotocopiatrice scassata e con l'addetto che doveva incaricarsi a risolvere
il problema che leggeva tranquillamente il suo giornale ed intascava
regolarmente il suo stipendio!
Non e' un problema di organizzazione del lavoro ma di criminale
menefregismo...e mi sono fermato alle fotocopiatrici!

>
> La tua replica riproduce esattamente il pensiero del piccolo imprenditore
> tipo. Purtroppo sempre più aziende si stanno accorgendo che ciò che una
> volta bastava e avanzava ora non è più sufficiente a stare sul mercato.
>
> Se non si fanno vera ricerca e vera innovazione sempre più spesso ci si
> trova magari a sviluppare in un anno un prodotto che, nel caso migliore,

il
> concorrente cinese è in grado di copiare (e perchè no anche migliorare) in
> due mesi, mettendolo sul mercato a prezzi inferiori.
> Se va male il prodotto esce già obsoleto.
> Se va malissimo era già obsoleto quando è stato iniziato il progetto.
>

--->di fatto l'italia e' diventato un paese di banche, di costruttori edili,
di ristoratori, di alberghieri, e dei soliti lecchini...la struttura
industriale che sopravvive o e' legato al mercato interno, o si affida a
sovvenzioni statali, oppure in misura variabile opera al limite della
legalita' o addirittura in piena illegalita'.
Del resto basta vedere la struttura del mib30...


---
Outgoing mail is certified Virus Free.
Checked by AVG anti-virus system (http://www.grisoft.com).
Version: 6.0.732 / Virus Database: 486 - Release Date: 29/07/2004


  #10  
Vecchio 08-08-2004, 21.07.26
Andy
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito =?iso-8859-1?Q?Re:_=ABCaro_benzina=2C_l'euro_ci_ha_salvati=BB ?=


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto

> Purtroppo il nostro sistema imprenditoriale è estremamente frammentato e
> questo, oltre alla mentalità "sparagnina" dei nostri piccoli imprenditori,

è
> un ostacolo oggettivo agli investimenti nella ricerca.


Le piccole medie imprese italiane non hanno il sostegno dello stato e un
investimento sbagliato puo' comportarne il fallimento.
Le aziende statali e le grandi realta industriali sono la zavorra del nostro
paese....assorbono risorse e restituiscono debiti.



  #11  
Vecchio 08-08-2004, 21.21.03
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»


"Zodyako" <sadeness@jumpy.it> ha scritto nel messaggio
news:kouRc.89194$OR2.4788812@news3.tin.it...
>

Guardatevi un grafico
> Euro/Dollaro insieme a un grafico Dollaro/Petrolio insieme ad un grafico
> Euro/Petrolio, su base giornaliera e uno storico di 5 anni. Il petrolio e'
> salito si, ma soprattutto e' il Dollaro che e' sceso tantissimo. Il costo
> della benzina e' ingiustificato, dovrebbe essere attorno a un euro e anche
> meno.
>
> S*B
>
>


e soprattutto ci sarebbe da ridere (da piangere)
allorquando il dollaro dovesse risalire;
allora la benzina andrebbe a 3 mila vecchie lire al litro
e ci sentiremmo dire: "colpa del dollaro che sale"

mi è piciuta l'opinione:
"è la truffa del secolo"
condivido e nel mio piccolo
tengo la macchina ferma il più possibile
anche se so che non serve a niente

finchè prenderemo tutto per scherzo
con il menefreghismo e l'umorismo
tipo:
"che mi frega anche se la benzina aumenta io metto sempre 30 euro"
"noi" popolo non riusciremo ad ottenere un bel niente

ciao




  #12  
Vecchio 08-08-2004, 21.23.31
08/15
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

kappa wrote:
> Prendo atto con terrore che in Italia un simile talento non è
> utilizzato anche se mi sembra strano che non possa fare ricerca di
> altissimo livello alla PIRELLI che, mi disse un ingegnere della
> pirelli, continua a fare ricerca nel campo delle fibre ottiche pur
> avendo venduto il settore della produzione delle fibre stesse.


Solo una piccola precisazione....

Pirelli ha venduto alla Corning - con tutte le polemiche arci/note su quanto
il Tronchetto della Felicità, Morchio & Co. si sono instascati di Stock
Options - il settore delle componenti ottiche (ad esempio amplificatori
ottici). La produzione delle Fibre Ottiche rimane in mano alla Pirelli. e
vengono prodotte nello stabilimento di Battipaglia (Fibre Ottiche Sud).

Cio' non toglie che la Pirelli possa continuare a fare ricerca nel campo
delle Fibre Ottiche (componentistica oppure Cavi a Fibra Ottica) in quanto
ha risorse ed esperienza per farlo.


  #13  
Vecchio 08-08-2004, 21.25.14
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

[kappa] ha scritto:

> Il tuo amico professore o è un innamorato della sua/nostra Italia e
> quindi è encomiabile per la sua scelta di vita, oppure è un grande
> tecnico ma sprovveduto nella cura (doverosa) dei suoi interessi.


Buona la prima (e comunque non è un fesso e al di là di tutto fra stipendio
da professore e consulenze varie se la passa piuttosto bene).

> Prendo atto con terrore che in Italia un simile talento non è
> utilizzato anche se mi sembra strano che non possa fare ricerca di
> altissimo livello alla PIRELLI che, mi disse un ingegnere della
> pirelli, continua a fare ricerca nel campo delle fibre ottiche pur
> avendo venduto il settore della produzione delle fibre stesse.


Si occupa di tecniche di modulazione e non escludo che i suoi lavori abbiano
applicazioni anche nelle trasmissioni su fibra ottica, ma so per certo che
non si occupa specificamente di quello.

> Sei sicuro che il grigiore di un'azienda non sia causato dagli stessi
> dirigenti "non eccellenti" sia tecnici che amministrativi ? Sono
> sicuro che dici bene quando dici che il tuo amico "eccellente" si
> dovrebbe adeguare al grigiore della azienda media italiana. Adeguarsi
> o andarsene.


In una piccola azienda quasi sempre l'amministratore delegato è il
proprietario dell'azienda, lo stesso personaggio che magari ha fatto di una
officina artigianale una piccola industria.
Spesso questi personaggi continuano a gestire aziende con molte decine di
dipendenti con gli stessi criteri con cui gestivano l'officina artigianale.
Scelgono personalmente tutte le figure importanti e anche quando scelgono
gente competente spesso mettono il naso dappertutto e finiscono per imporre
i loro limiti personali (spesso cultura limitata e/o scarse competenze
organizzative) alla loro azienda.
Ho vissuto personalmente situazioni nauseanti in cui vergognose inefficienze
note a tutti, facilmente risolvibili e segnalate da tempo ai dirigenti
competenti e anche alla proprietà, rimanevano in piedi perché "il capo ha
detto che si deve fare così".
E me ne sono andato.

> Sono sempre convinto che per fare sedie, selle per biciclette,
> bruciatori per elettrodomestici e quant'altro sia sufficiente una
> buona inventiva che, se vuoi, è una sorta di ricerca. Quanto ai
> Cinesi che copiano, questa è una semplice mascalzonata che non può
> durare ancora a lungo essendo entrati a far parte del WTO.


Copiare un prodotto, anche molto più complesso di una sedia, se non si
violano dei brevetti (seri), è perfettamente lecito, anche per i membri del
WTO. E se la copia, oltre a costare meno, è addirittura migliore
dell'originale, non si può nemmeno parlare di copia.



  #14  
Vecchio 08-08-2004, 22.13.43
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

[Chimoffafa'] ha scritto:

> --->lo hooligan alla terza cazzata che fa viene licenziato in tronco,
> sia se e' lavoratore pubblico o statale


Se si limita il discorso al settore privato (quello di cui stiamo parlando)
la sitazione italiana da quasto punto di vista non è poi tanto differente da
quella che ho trovato all'estero (parlo dei paesi europei in particolare
Germania e Inghilterra che sono le realtà che conosco meglio).
Invece sono stato per mesi nelle fabbriche inglesi e tedesche e non ho mai
visto un operaio a zonzo per l'officina in cerca di viti, cosa che invece
era quasi la norma nelle aziende italiane dello stesso tipo.
Il fatto è che con una buona organizzazione anche lo hooligan pieno di birra
fino alle orecchie e reclutato il giorno prima è in condizione di produrre,
mentre con una organizzazione scadente anche un ottimo tecnico perfettamente
addestrato (e sobrio) per riuscire a combinare qualcosa deve dannarsi
l'anima.

> Mio cugino australiano e' stato **pagato** per fare la sua tesi e le
> strutture messe a disposizione erano moderne ed aggiornate...io da
> studente-lavoratore autonomo non ho avuto uno straccio d'aiuto da
> questo stato...certo che essendo sopravvissuto alla Sapienza, adesso
> neanche il bronx mi fa paura ^__^ ...ma gli anni bruciati erano
> miei...
> La verita' e' che in italia lo studio e' un lusso che non tutti si
> possono (anzi si "devono") permettere, diversamente dall'estero in
> cui lo studio e' gia' un lavoro e la figura dello studente e'
> rispettato e salvaguardato dallo stato.
> L'investimento pubblico nella ricerca serve al 90% per pagare
> stipendi di passacarti che non fanno un cavolo! In quanti istituti ho
> trovato la fotocopiatrice scassata e con l'addetto che doveva
> incaricarsi a risolvere il problema che leggeva tranquillamente il
> suo giornale ed intascava regolarmente il suo stipendio!
> Non e' un problema di organizzazione del lavoro ma di criminale
> menefregismo...e mi sono fermato alle fotocopiatrici!



Non conosco il sistema universitario australiano, ma immagino sia nella
tradizione dei sistemi anglosassoni, cioè efficiente e di qualità, ma non
per tutti.
In Inghilterra o negli States o sei davvero molto in gamba e magari riesci a
vincere una borsa di studio (e ce ne sono parecchie), oppure per frequentare
l'università ti servono veramente tanti soldi (15-20'000'000 dollari per un
anno di frequenza negli USA è una cifra normale in uno State College, ma se
vai in posto di grido puoi spendere anche due o tre volte quella cifra).
E' quindi abbastanza normale che i servizi offerti possano essere migliori.

Quanto al fatto di essere pagato mentre fai la tesi, magari ti può capitare
anche in Italia, ma si tratta di casi isolati visto il distacco che c'è fra
le nostre università e il mondo produttivo. Non mi risulta sia la regola
nemmeno nei sistemi anglosassoni, dove però immagino ci siano maggiori
opportunità che la cosa si verifichi.

> --->di fatto l'italia e' diventato un paese di banche, di costruttori
> edili, di ristoratori, di alberghieri, e dei soliti lecchini...la
> struttura industriale che sopravvive o e' legato al mercato interno,
> o si affida a sovvenzioni statali, oppure in misura variabile opera
> al limite della legalita' o addirittura in piena illegalita'.
> Del resto basta vedere la struttura del mib30...


Ci sono anche industrie valide, competitive e bene organizzate (così come
anche all'estero si trovano ogni tanto situazioni pietose) , ma, purtroppo
per noi, non è questa la norma.


  #15  
Vecchio 09-08-2004, 08.23.05
Dottor Mistero
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: =?ISO-8859-1?Q?=ABCaro_benzina=2C_l=27euro_ci_ha_salvati=BB?=

Neo wrote:

> La differenza di produttività la fa l'organizzazione del lavoro, de da noi
> è spesso a livelli ridicoli. Con differenti organizzazioni un hooligan che
> fa colazione con due pinte di birra prima di andare in fabbrica produce di
> più di un tecnico di buon livello in Italia che è costretto (estremizzo ma
> non troppo) a cercarsi le viti che gli servono per montare un pezzo per
> tutto il magazzino (sempre che le trovi e che ci siano).


Sottoscrivo al limone; mi sono trovato di fronte tecnici tedeschi con una
preparazione (e un'attitudine al problem solving) certamente non eccelsa,
ma con un'organizzazione alle spalle che gli permette di muoversi meglio
dei ben più intuitivi italiani.

saluti organizzati

PS: non parlo mica di azienducole, pensavo al CED della borsa di
Francoforte, giusto per dirne una.
  #16  
Vecchio 09-08-2004, 09.28.50
tick1
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

Il 08 Ago 2004, 20:36, "Zodyako" <sadeness@jumpy.it> ha scritto:
>
> "Gally" <gallyfa@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:vpbRc.112338$G%.78383@tornado.fastwebnet.it.. .
> > A proposito di benzina: ma scusate da quando abbiamo l'euro quanto è

> salito
> > il petrolio? e quanto è sceso il dollaro? ma se pagassimo il petrolio in
> > euro a quanto sarebbe la benzina? non è che forse il caro benzina deriva
> > dalle imposte?

>
>
> Beh...e' la truffa del secolo...comprare petrolio grezzo in dollari
> e rivenderlo raffinato in Euro. Il dollaro negli ultimi 3 anni ha perso il
> 40% del suo valore sull'euro e sulle altre monete, compreso il petrolio
> ovviamente. Non e' solo il petrolio che e' salito, ma e' soprattutto il
> dollaro che e' sceso per via della politica dei bassi tassi FED. Quello

che
> non si spiega e' perche' noi che abbiamo l'Euro rivalutato del 40% sul
> dollaro (3 anni fa ci volevano 1,25 Euro per fare un Dollaro, ora e' il
> contrario), dobbiamo sentirci dire che il petrolio sta battendo tutti i
> record di quotazione e la benzina sale di conseguenza. Guardatevi un

grafico
> Euro/Dollaro insieme a un grafico Dollaro/Petrolio insieme ad un grafico
> Euro/Petrolio, su base giornaliera e uno storico di 5 anni. Il petrolio e'
> salito si, ma soprattutto e' il Dollaro che e' sceso tantissimo. Il costo
> della benzina e' ingiustificato, dovrebbe essere attorno a un euro e anche
> meno.
>
> S*B
>



CONCORDO PIENAMENTE !!!!!!

"TRUFFA DEL SECOLO"

tick1

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
  #17  
Vecchio 09-08-2004, 13.21.26
tick1
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: «Caro benzina, l'euro ci ha salvati»

Il 08 Ago 2004, 20:36, "Zodyako" <sadeness@jumpy.it> ha scritto:
>
>
> Beh...e' la truffa del secolo...comprare petrolio grezzo in dollari
> e rivenderlo raffinato in Euro. Il dollaro negli ultimi 3 anni ha perso il
> 40% del suo valore sull'euro e sulle altre monete, compreso il petrolio
> ovviamente. Non e' solo il petrolio che e' salito, ma e' soprattutto il
> dollaro che e' sceso per via della politica dei bassi tassi FED. Quello

che
> non si spiega e' perche' noi che abbiamo l'Euro rivalutato del 40% sul
> dollaro (3 anni fa ci volevano 1,25 Euro per fare un Dollaro, ora e' il
> contrario), dobbiamo sentirci dire che il petrolio sta battendo tutti i
> record di quotazione e la benzina sale di conseguenza. Guardatevi un

grafico
> Euro/Dollaro insieme a un grafico Dollaro/Petrolio insieme ad un grafico
> Euro/Petrolio, su base giornaliera e uno storico di 5 anni. Il petrolio e'
> salito si, ma soprattutto e' il Dollaro che e' sceso tantissimo. Il costo
> della benzina e' ingiustificato, dovrebbe essere attorno a un euro e anche
> meno.
>
> S*B
>


Come scritto prima , concordo pienamente.
Sarebbe interessante inviare questa e-mail alle varie associazioni
consumatori,
e tutte le redazioni dei vari telegiornali. In modo da evitare che ce la
menano , come ad esempio il ministro Marzano , che bontà sua, si inginocchia
ai piedi dei petrolieri , raccomandando di non aumentare, il prezzo del
carburante. Possibile che non ci sia nessuna testa d'uovo che dica
"il Dollaro che e' sceso tantissimo. Il costo
> della benzina e' ingiustificato, dovrebbe essere attorno a un euro e anche
> meno."

saluti a tutti

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
 

Tags
benzina, leuro, salvati», «caro
Discussioni simili
Discussione Forum Risposte Ultimo messaggio
UANNA MARKETTE TRA I SALVATI DALL'INDULTO.
..Ghigo..: Oltre ai vari Tanzi, Cragnotti, Consorte, Fiorani. Migliaia di persone, ROVINATE da questa gentaglia, Sentitamente Ringraziano. Non e' la cosa + grave, ma come si fa ad avere fiducia in 1...
Investire 37 31-07-2006 15.10.55
[OT] Quotazioni benzina?
Ro: esiste un sito o qualcosa che mostra il prezzo della benzina? è vero che 1 barile = 159 litri? grazie
Borsa 4 14-05-2004 11.33.32
Benzina in IRAQ
Callisto: Adesso su Rai TRE uhn servizio sull'IRAQ dove la benzian costa 2 KUNE o KUNA che equivalgono alle nostre vecchie 18 lire (O,09) Ed a noi la vendono a 1,07 Viva le 7 sorelle evviva la...
Borsa 9 11-12-2003 12.09.23
OT.. benzina..
W|lly: Benzina giu'!! Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie petrolifere: semplice e geniale! Possiamo far abbassare il prezzo della...
Borsa 1 28-11-2003 17.09.20



Strumenti discussione
Modalità visualizzazione

Regole di scrittura
Non puoi postare nuovi argomenti
Non puoi postare repliche
Non puoi postare allegati
Non puoi editare i tuoi post

BB code è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 15.24.11.
Copyright 2005 - 2010 © Borsa-Italia.net