Blitz contro i Casamonica, il più potente clan delinquenziale del Lazio.
Dopo un anno di indagini, gli investigatori della Direzione antimafia e la
Procura distrettuale antimafia di Roma, con il procuratore aggiunto Italo
Ormanni ed il sostituto Lucia Lotti, sono riusciti a ricostruire i flussi e
i depositi di danaro che da banche del Principato di Monaco venivano
reinvestiti in società romane di rivendita di automobili di proprietà della
famiglia. Dalle prime luci dell'alba è così scattata un'imponente operazione
della Dia contro i Casamonica e i loro affiliati Di Silvio. Il clan gestisce
a Roma gran parte dell'usura e il mercato dell'importazione parallela e
della vendita di auto di lusso.
Gli uomini del Centro operativo di Roma, con la collaborazione di diversi
reparti della Questura della Capitale, hanno eseguito dodici arresti e
sottoposto a sequestro ville, appartamenti e società (nove in tutto)
utilizzate per riciclare i proventi dell'usura e del traffico internazionale
di droga.
Sottoposta a sequestro anche una società che gestiva, attraverso l'invio di
sms, il finanziamento di squadre di calcio, da parte di tifosi e
sostenitori. Nell'operazione sono impegnati circa 400 uomini in quattro
regioni diverse.
Si tratta di una attività investigativa complessa ed articolata, iniziata
due anni fa. A giugno del 2003 furono sequestrati beni mobili ed immobili
del valore di oltre 80 milioni di euro. Ville, appartamenti ed un poderoso
parco auto, tra le quali Ferrari, Rolls-Royce, Corvette, oltre a decine di
Mercedes e Bmw. Anche 30 cavalli purosangue finirono sotto sequestro e
vennero affidati ad un centro della Forestale in Toscana.
PUBBLICITA'
Da allora gli uomini del Centro operativo della Dia. della capitale hanno
proseguito le loro investigazioni, individuando uno dei forzieri del clan:
una banca nel Principato di Monaco dove, negli anni, sono stati depositati
diversi milioni di euro provenienti dalle attività illecite, prima fra tutte
l'usura gestita a Roma da molti appartenenti al clan. Anche denaro
proveniente dal narcotraffico, condotto tra l'Olanda, la Germania, la Spagna
e l'Italia è finito nei conti monegaschi dei Casamonica.
Per riciclare il denaro frutto delle numerose attività illecite, alcuni
esponenti del clan hanno fatto ricorso anche allo "scudo fiscale", fingendo
di far rientrare del denaro che invece era già in Italia ed era frutto di
traffici illeciti. In questo modo, con la complicità di qualche banca
straniera, è stato possibile "ripulire" somme ingenti che non hanno mai
lasciato il Paese pagando aliquote molto basse. Il denaro in questione, nel
caso dei Casaminica è stato investito in fondi comuni presso una Banca
d'affari milanese. Ma gli investigatori della Dia hanno avviato stamane il
sequestro di tutti i rapporti di deposito e di conto corrente, sui quali
sono transitati decine di milioni di euro.
Roma, la Dia in azione contro il gruppo famigliare malavitoso
specialista in usura e nella rivendita di auto di lusso
Bliz contro il clan Casamonica
dodici arresti, ville confiscate
Dodici arresti, sequestrate case, Rolls Royce e società utilizzate
per riciclare i proventi dello strozzinaggio e del traffico di droga
ROMA - Blitz contro i Casamonica, il più potente clan delinquenziale del
Lazio. Dopo un anno di indagini, gli investigatori della Direzione antimafia
e la Procura distrettuale antimafia di Roma, con il procuratore aggiunto
Italo Ormanni ed il sostituto Lucia Lotti, sono riusciti a ricostruire i
flussi e i depositi di danaro che da banche del Principato di Monaco
venivano reinvestiti in società romane di rivendita di automobili di
proprietà della famiglia. Dalle prime luci dell'alba è così scattata
un'imponente operazione della Dia contro i Casamonica e i loro affiliati Di
Silvio. Il clan gestisce a Roma gran parte dell'usura e il mercato
dell'importazione parallela e della vendita di auto di lusso.
Gli uomini del Centro operativo di Roma, con la collaborazione di diversi
reparti della Questura della Capitale, hanno eseguito dodici arresti e
sottoposto a sequestro ville, appartamenti e società (nove in tutto)
utilizzate per riciclare i proventi dell'usura e del traffico internazionale
di droga.
Sottoposta a sequestro anche una società che gestiva, attraverso l'invio di
sms, il finanziamento di squadre di calcio, da parte di tifosi e
sostenitori. Nell'operazione sono impegnati circa 400 uomini in quattro
regioni diverse.
Si tratta di una attività investigativa complessa ed articolata, iniziata
due anni fa. A giugno del 2003 furono sequestrati beni mobili ed immobili
del valore di oltre 80 milioni di euro. Ville, appartamenti ed un poderoso
parco auto, tra le quali Ferrari, Rolls-Royce, Corvette, oltre a decine di
Mercedes e Bmw. Anche 30 cavalli purosangue finirono sotto sequestro e
vennero affidati ad un centro della Forestale in Toscana.
Da allora gli uomini del Centro operativo della Dia. della capitale
hanno proseguito le loro investigazioni, individuando uno dei forzieri del
clan: una banca nel Principato di Monaco dove, negli anni, sono stati
depositati diversi milioni di euro provenienti dalle attività illecite,
prima fra tutte l'usura gestita a Roma da molti appartenenti al clan. Anche
denaro proveniente dal narcotraffico, condotto tra l'Olanda, la Germania, la
Spagna e l'Italia è finito nei conti monegaschi dei Casamonica.
Per riciclare il denaro frutto delle numerose attività illecite,
alcuni esponenti del clan hanno fatto ricorso anche allo "scudo fiscale",
fingendo di far rientrare del denaro che invece era già in Italia ed era
frutto di traffici illeciti. In questo modo, con la complicità di qualche
banca straniera, è stato possibile "ripulire" somme ingenti che non hanno
mai lasciato il Paese pagando aliquote molto basse. Il denaro in questione,
nel caso dei Casaminica è stato investito in fondi comuni presso una Banca
d'affari milanese. Ma gli investigatori della Dia hanno avviato stamane il
sequestro di tutti i rapporti di deposito e di conto corrente, sui quali
sono transitati decine di milioni di euro.