Così Tiscali ha evitato il default Ecco perché ci vuole l'aumento
Dopo Cirio, Parmalat e Giacomelli un altro clamoroso default ha rischiato di
abbattersi su Piazza Affari. Un default scongiurato sul filo di lana grazie
ad alcune acrobazie contabili, frutto di un duro braccio di ferro con il
revisore, la Deloitte. Così Tiscali, questa la società scampata all'
insolvenza, ha un anno di tempo per evitare la resa dei conti. Ma Deloitte -
che pure ha dato via libera al bilancio 2003 - queste manovre di bilancio le
racconta nel dettaglio nella sua relazione di certificazione. E lì
giacciono, inedite, perché nessuno si è preso la briga di andarle a leggere.
Che cosa c'è scritto nel documento? C'è scritto che i conti 2003 si sono
chiusi con una perdita di 246 milioni e un patrimonio netto di 425,6
milioni; ma che la situazione reale era ben diversa: a quella perdita
andrebbero aggiunti (e al patrimonio netto detratti) ben 193,5 milioni.
Tuttavia, se ciò fosse accaduto la società sarebbe andata a gambe all'aria.
Come mai? Oggi Tiscali dichiara debiti finanziari lordi per 655,7 milioni,
quasi tutti in bond. Il primo scade nel prossimo luglio e ne residuano 80
milioni, ma non è un problema perché la società ha la liquidità necessaria
per farvi fronte. Il problema è invece il bond da 250 milioni scadenza
luglio 2005: il regolamento del prestito contiene infatti un covenant, in
base al quale se il rapporto tra debito finanziario lordo e patrimonio netto
di Tiscali supera il valore di 2, i possessori delle obbligazioni hanno
facoltà di chiedere l'immediato rimborso dei titoli. E non v'è dubbio che in
tal caso lo farebbero, poiché il bond quota sotto la pari (94 contro 100).
Ma la società non ha assolutamente i mezzi per rimborsare 330 milioni (80
più 250) di bond, perciò in quel malaugurato caso sarebbe quindi stata
costretta a dichiararsi insolvente. Ecco quindi l'importanza di «aggiustare»
il bilancio 2003, che in assenza di correttivi sarebbe uscito con 232,5
milioni di patrimonio netto e 655 di debiti, quindi con un rapporto vicino a
3.
I revisori di Deloitte spiegano come il miracolo si compie. In prima battuta
Tiscali chiede di iscrivere come attività per imposte anticipate tutto il
pregresso di perdite della società, che come è noto è pesante. In questo
modo, l'effetto positivo sul patrimonio sarebbe notevole (1 miliardo di
euro) così da risolvere una volta per tutte il nodo del covenant. Ma i
revisori obiettano: come è possibile considerare delle perdite come crediti
fiscali da scontare sui futuri redditi imponibili se Tiscali non ha mai
fatto utili nella sua storia, e dunque non si sa se e quando avrà dei
redditi imponibili? L'ipotesi viene quindi respinta, ma non completamente.
La società dimostra infatti che alcune controllate estere (in Olanda e Sud
Africa) hanno già conseguito utili e quindi, limitatamente a quegli importi,
è possibile operare il tax asset. Deloitte accoglie l'ipotesi, ma l'effetto
positivo sui conti è comunque insufficiente: 51,9 milioni. La vera svolta
avviene lavorando sui goodwill delle varie società acquisite da Tiscali
(quasi sempre carta contro carta) negli anni scorsi. Supportata da una
perizia del professor Massari, l'azienda decide infatti di allungare il
periodo di ammortamento delle immobilizzazioni immateriali, che da cinque
esercizi passa così a ben 12. Il beneficio sui conti è molto rilevante:
129,8 milioni. Infine altri 12,1 milioni saltano fuori attraverso, dice la
relazione Deloitte, «l'armonizzazione a livello di gruppo delle aliquote di
ammortamento delle immobilizzazioni materiali». Il totale fa appunto 193,5
milioni e un salvataggio in extremis, perché in questo modo il rapporto tra
indebitamento e patrimonio torna sotto 2.
Nella relazione, i revisori di Deloitte segnalano inoltre che a fronte di un
contenzioso con richiesta di danni per 87 milioni, la società ne ha
accantonati solo 3, e zero a fronte di un contenzioso fiscale di 40 milioni.
Infine Deloitte si pone la domanda circa la sostenibiltà nel tempo della
situazione di Tiscali. Perciò richiama il piano strategico che, come è noto,
prevede per l'ultimo trimestre del 2004 di cominciare a generare cassa.
Questi mezzi, insieme a quelli esistenti, sono secondo gli amministratori
«sufficienti ad assicurare la copertura del prestito obbligazionario in
scadenza nel luglio 2004, nonché di una parte rilevante del prestito in
scadenza nel luglio 2005». Anche nella migliore delle ipotesi, quindi,
Tiscali non sarà in grado di fare fronte al bond 2005. Per questo si è dato
il via alle manovre di un aumento di capitale che dovrebbe essere votato
lunedì 21.
YEEAAAAAAAAHHHH
di Redazione del 08-06-2004
da Finanza&Mercati del 08-06-2004
[Nr. 111 pagina 7]
con un crollo sproporzionato al resto delle società "sane" seppur del numtel
qualcosa sotto ci doveva pur essere... cmq non ho dubbi che a leggere quelle
righe siano stati in tanti, solo nessuno aveva voglia e interesse a farlo
notare.
Default Italia
: E' possibile il default dell'Italia nell'Euro
o prima dovrebbe uscire dall'Euro e poi il booooom?
E se va in default (cioè non paga il debito),
oltre a non pagare i titoli di stato
possono...
Investire
58
25-01-2007 23.57.08
ITALIA IN DEFAULT
Abraxas: Esattamente cosa vuol dire??
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http://pakuaman.blogspot.com
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8
23-03-2006 06.36.34
in caso di default...
matteo 43: Poniamo caso che io in una Banca italiana detengo, in un normale
conto-deposito amministrato, tra gli altri, titoli di Sato esteri tipo
USA, Inghilterra,Francia e Svizzera; cosa succederebbe in...
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3
06-02-2006 17.01.37
Argentina default
PhilRic: Scusandomi per il crosspost copincollo dal forum su Finanzaonline perche' ne
vale la pena (autore Chagans):
Argentina..la Grande Truffa. Perche' Non Aderire.
Visto che ho perso due ore di...