Passano le settimane e i mesi, ma gli interrogativi sono sempre gli stessi:
c'è la ripresa, sarà forte? La risposta, come è noto, non esiste. Ma oggi
(grazie a un paio di analisi molto sofisticate, pubblicate da Wall Street
Italia, ndr) è possibile capirci qualcosa di più.
La più grande economia del mondo (quella americana) si trova esattamente
dentro la logica del comma 22: se i mercati puntano forte sulla ripresa,
l'economia rischia di andare a rotoli prima di vederla, se i mercati si
mettono di traverso e cominciano a credere al contrario, cioè alla
deflazione, l'economia americana va a rotoli lo stesso. E quindi la cosa più
saggia da fare, per i mercati, è stare fermi, immobili. Ma i mercati sono
cavalli selvaggi, e dirgli che cosa devono fare o non devono fare è
impossibile.
Chi ci sta provando è la banca centrale americana (la Federal Reserve), che
nello sforzo di convincere tutti a stare fermi sta tentando di tenere su sia
il mercato obbligazionario che quello azionario. Sta tentando insomma di
dire che il diavolo e l'acqua santa sono buone cose tutte e due. E che uno,
se vuole, può andare a spasso con il primo e bagnarsi con la seconda. Solo
che il filo sul quale si muove la Federal Reserve è molto sottile e il
rischio che, alla fine, tutto vada davvero a rotoli è abbastanza reale.
Ma vediamo come si è arrivati a infilarsi in questo vicolo cieco. La teoria
più semplice è quella delle tre bolle. Si dice che oggi in America ci sono
tre bolle speculative: quella sui bond (che hanno rendimenti ancora
abbastanza alti), quella sugli immobili, e quella sull'azionario. Se scoppia
la prima bolla, si dice, e la cosa viene data abbastanza probabile, poi come
in un gioco di birilli scoppiano anche le altre due.
In realtà, le cose sono forse un po' più complesso. Oggi i rendimenti a
lungo termine, in America, scontano una modesta ripresa dell'economia di
quel paese. Ma, se la gente dovesse convincersi che la ripresa c'è, dietro
l'angolo, e è forte, allora diventerebbe interessante abbandonare i bond (le
obbligazioni) e gettarsi su qualcosa di più stimolante (azioni, ad esempio).
Solo che questo farebbe scendere il prezzo dei bond, ma ne farebbe salire il
rendimento. E questo farebbe salire a sua volta il costo dei mutui per le
case (provocando il crollo di questo mercato) e anche il costo degli
investimenti (che quindi rallenterebbero invece di scattare in avanti).
Insomma, se i mercati si mettessero davvero a credere nella ripresa, questo
sarebbe il modo migliore per allontanarla nel tempo e per vedere, magari, il
suo contrario.
E ecco allora che la Fed fa pratica di moderato ottimismo, una volta dice il
pericolo deflazione esiste e una volta dice che non c'è (questo è Greenspan,
la parte del cattivo spetta a Ben Bernanke, che qualcuno dice sarà il
successore di Greenspan).
Se invece i mercati si convincono che la ripresa, anche questa volta, non ci
sarà o che sarà irrilevante, allora diventa interessante correre verso i
bond e lasciar perdere l'azionario, cioè Wall Street. Ma un eventuale crollo
di Wall Street finirebbe per creare problemi alle imprese, ai consumi e
quindi alla ripresa. Insomma, da qualunque parte la si giri ci sono pericoli
evidenti e potenzialmente molto gravi. E l'unica via percorribile (ma i
mercati fanno quello che vogliono) è appunto quella di stare fermi: cioè di
non credere troppo alla ripresa, ma nemmeno nel suo contrario (la
deflazione). Qualunque spostamento sensibile da questa posizione di mezzo
(testimoniata per ora da mercati azionari che tengono e da mercati
obbligazionari che anch'essi tengono) può far precipitare il convoglio
americano dal sottilissimo filo sul quale sta viaggiando e provocare un
disastro che a quel punto sarebbe di dimensioni planetarie.
Ma allora siamo costretti a rimanere in questa specie di terra di nessuno
per l'eternità? Bloccati dal fatto che se ci si muove si va incontro al
possibile disastro? No, esiste una via d'uscita, anche se potrà sembrare
poco interessante agli interventisti in economia: e è quella di aspettare,
aspettare e ancora aspettare. Abbiamo appena visto che, se la Federal
Reserve spinge troppo il pedale della ripresa, rischia di far scoppiare la
bolla dei bond con conseguenze molto gravi. Se invece frena va incontro a
guai di altro tipo.
La conclusione è che meno fa, meglio è. E quindi la cosa più saggia da fare
è aspettare. Ma aspettare che cosa? Che dal fondo dell'economia americana
arrivi, finalmente, la ripresa, per vie naturali e indolori. Se la ripresa
arriva (e meglio sarebbe una ripresa moderata e giudiziosa), allora poco a
poco tutte le variabili potrebbero andare a posto. E anche questa volta
potremmo dire di averla scampata. Ma non è detto. Bush deve andare verso le
elezioni per il secondo mandato (novembre 2004) e ha fretta. Sui mercati c'è
chi dice che a questo punto una forte svalutazione del dollaro è
inevitabile, proprio per dare una scossa all'economia e riconfermare Bush
alla Casa Bianca per altri quattro anni.
Ma una scossa all'economia, nella situazione in cui ci troviamo e che ho
appena descritto, potrebbe avere conseguenze disastrose. Insomma, siamo come
prigionieri su un'isola. Prigionieri della tenuta di nervi della Federal
Reserve e della fretta di Bush.
Re: BORSE APPESE A UN FILO TENUTO STRETTO DALLA FED
Il 28 Lug 2003, 17:39, "XTrade" <dapoz@trentino.net> ha scritto:
Scusa se mi permetto, XTrade, ma questi post sono frutto di tue
considerazioni o li copi-incolli?
Questo che hai appena postato è lo specchio più fedele della realtà che
abbia mai letto tra news, quotidiani e quant'altro...
Davvero eccezionale.
ciao.
Re: BORSE APPESE A UN FILO TENUTO STRETTO DALLA FED
"XTrade" <dapoz@trentino.net> ha scritto nel messaggio
news:3f254374$1_1@news.telnetwork.it...
> Passano le settimane e i mesi, ma gli interrogativi sono sempre gli
stessi:
> c'è la ripresa, sarà forte? La risposta, come è noto, non esiste.
il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto..
Re: BORSE APPESE A UN FILO TENUTO STRETTO DALLA FED
"Tr@derOne" <xxk@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z180Z208Z42Y1059410820X8875@usenet.libero.i t...
> Il 28 Lug 2003, 17:39, "XTrade" <dapoz@trentino.net> ha scritto:
>
>
> Scusa se mi permetto, XTrade, ma questi post sono frutto di tue
> considerazioni o li copi-incolli?
>
> Questo che hai appena postato è lo specchio più fedele della realtà che
> abbia mai letto tra news, quotidiani e quant'altro...
> Davvero eccezionale.
qusta è la lettera di turacciolo
un mio amico racconta un mucchio di balle
> ciao.
>
>
> --------------------------------
> Inviato via http://usenet.libero.it
Re: BORSE APPESE A UN FILO TENUTO STRETTO DALLA FED
oddio dio dio ma quello non ci azzecca mai.
cercati gli editoriali del 99 e del 2000. oddio dio che desolazione.
"XTrade" <dapoz@trentino.net> ha scritto nel messaggio
news:3f2555bd$1_1@news.telnetwork.it...
>
> Giuseppe Turani, editorialista di Repubblica.....
>
> Lo sottoscrivo in toto, praticamente gli USA sono in un vicolo cieco, se
> riparte l'economia le borse non faranno faville perchè lo stanno gia
> scontando, ma l'aumento dei tassi farà dei danni molto maggiori della
bolla
> high-tech (vedi crollo mercato immobiliare e appesantimento dei bilanci
> familiari e societari, che fermerà prestissimo la ripresa economica), se
> l'economia non riparte azionario giù a chiodo e ulteriore spazio per i
bond
> medio-lunghi....
>
> Starei tranquillo per i prossimi anni solo con bond governativi (ma
> coprendomi dal rischio cambio, vedo il dollaro giù di un altro 20/30%) e
con
> qualche kilo di oro (anche quello coperto dal rischio cambio visto che
quota
> in $)..
>
> Ciao
>
> XTrade
>
>
>