Intanto in questo week-end mettere i condizioatori a palla ;-D
2° qualcuno è sul titolo?
3 volevo commentare pezzi dell'articolo sotto.
Dunque, riporto alcuni passi:
Edf detiene il 18% di Italenergia Bis, holding di controllo di Edison
(Milano: EDN.MI - notizie) , ma potrebbe arrivare fino al 100% del capitale
nel 2005. La legge italiana limita però i suoi diritti al 2%. "Edf vuole
continuare a investire in Edison, anche se la situazione attuale non aiuta",
ha aggiunto la fonte.
Commento: EDF anche se ha ripeuto che non vuole il 100% di Italenergia Bis
(EDISON) VUOLE CONTINUARE A INVESTIRE IN EDISON...insomma vuole diventare
azionista di riferimento.
Però c'è la legge italiana che al momento riduce il diritto di voto al 2%
(ma roba da natti!)
In nostro soccorso comuque è arrivata la Comunità Europea:
Contro la legge anti-Edf si è schierata la Ue che ha dato a luglio due mesi
di tempo all'Italia per mettersi in regola altrimenti andrà incontro ad
azioni presso la Corte Europea di Giustizia.
Avete capito: solo 2 mesi da luglio per mettersi in regola!!
In tutta Europa e non solo in Italia la domanda di eneregia è allo stato
attuale altissima...un settore appetibilissimo che una volta liberata da
vincoli, EDF sfrutterà attraverso EDISON.
Inoltre EDF non vuole il 100% anche se attraverso le opzioni lo potrebbe
raggiungere...credo allora che presto ci sarà la fila per entrare nel
capitale.
a presto per altre considerazioni.
bye.
Tr@derOne.
Giovedì 24 Luglio 2003, 19:40
PUNTO1-Edf,Roussely al Tesoro,verso intesa Enel entro 2003-fonti
(Rielabora con altri dettagli su incontro da due fonti)
di Giancarlo Navach
MILANO, 24 giugno (Reuters) - La lunga trattativa fra Edf ed Enel (Milano:
ENEI.MI - notizie - bacheca) potrebbe sfociare in un accordo entro la fine
dell'anno, con la speranza che l'ingresso del primo distributore di energia
italiano nel mercato francese possa spingere il governo a scongelare i
diritti di voto del colosso d'oltralpe in Edison .
Secondo una fonte finanziaria si è parlato di questo nell'incontro svoltosi
oggi a Roma presso il ministero dell'Economia fra il presidente di Edf
Francois Roussely e il direttore generale del Tesoro Domenico Siniscalco. Un
colloquio definito da una fonte del Tesoro "una cordiale conversazione
sull'apertura dei due mercati elettrici".
"Fra Enel e Edf i rapporti sono molto cordiali e distesi e si spera di
arrivare a un accordo entro l'anno", dice a Reuters la fonte.
"Roussely ha tentato di spazzare le nubi sulle incomprensioni del passato
con il governo italiano e considera l'ingresso di Enel nel mercato francese
un nodo vitale per superare l'impasse attuale", aggiunge.
Edf detiene il 18% di Italenergia Bis, holding di controllo di Edison
(Milano: EDN.MI - notizie) , ma potrebbe arrivare fino al 100% del capitale
nel 2005. La legge italiana limita però i suoi diritti al 2%. "Edf vuole
continuare a investire in Edison, anche se la situazione attuale non aiuta",
ha aggiunto la fonte.
L'appuntamento di oggi segue quello svoltosi a Parigi lunedì scorso fra l'Ad
di Enel Paolo Scaroni e il numero uno di Edf. Allo studio, sottolinea
un'altra fonte vicina alle trattative, c'è l'ipotesi sempre più concreta che
Enel firmi un accordo commerciale con Edf che consenta alla società italiana
di comprare energia elettrica generata dalle centrali nucleari francesi a
prezzo di costo, per una quantità simile a quella che Edf produce in Italia
attraverso Edison, per venderla ai clienti liberi in Francia. In questo modo
Enel conquisterebbe una fetta di mercato francese non solo nel campo della
domanda, ma anche in quello dell'offerta.
Dopo la pausa estiva il negoziato riprenderà a settembre con l'obiettivo di
arrivare alla firma di una intesa al più presto. Resta, tuttavia, da
convicere il governo italiano sull'effettiva realizzazione della reciprocità
fra i due paesi. Secondo il ministro delle Attività Produttive Antonio
Marzano l'ingresso di Enel nel mercato francese non sarebbe sufficiente a
garantire la reciprocità e quindi a scongelare i diritti di voto di Edf.
Contro la legge anti-Edf si è schierata la Ue che ha dato a luglio due mesi
di tempo all'Italia per mettersi in regola altrimenti andrà incontro ad
azioni presso la Corte Europea di Giustizia.