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  #1  
Vecchio 24-07-2003, 20.54.18
PAULETTO
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito MANDRAKE Help me !

I faziosissimi TG Rai stasera hanno enfatizzato la notizia
di arresti e inquisiti eccellenti, fra cui il VICE PRESIDENTE dell'Assemblea
Siciliana !
Ero in casa di amici non tanto amici della CDL, ebbene tutti in coro a dirmi
"Pierre, ormai la Sicilia e' in mano alla Mafia ".
Non conoscendo la struttura della Vs Assemblea, mi trovai come disarmato.
Apprendo adesso da una TV privata che l'inquisito e' l'On Crisafulli,
notissimo esponente
dei DS !!!
Come la mettiamo, carissimo Mandrake.
Aiuta il tuo Amico Pauletto.
E' vero che questo Crisafulli e' un vetero komunista ??
DIMMO DIMMI DIMMI Mandrake, dimmi
Dillo sopratutto alla plebaglia, alla canea rossa di questo NG.

Meno male il TG2 da abbastanza spazio alla clamorosa notizia.
Si tratta proprio di un "diessino"
Pero' brevissimo servizio.

Che schifo, Mandrake. Siamo in tantissimi ad attendere un tuo
pronunciamento. Dicci chi e' questo CRISAFULLI !!
Grazie
Un abbraccio dal tuo Amico Pauletto.




Alt 24-07-2003, 20.54.18
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 25-07-2003, 08.25.57
PAULETTO
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: MANDRAKE Help me !

Risalendo trovo anche questo tuo intervento.
Grazie veramente di cuore a nome anche di tanti EROI della Decima MAS che si
coprirono d'onore nella loro guerra privata contro la potentissima Flotta di
S.M. Britannica.
GRAZIE
Il Pauletto.
Io ho conosciuto tanti superstiti maro' del sommergibile Scire' e dei
barchini d'assalto.
Purtroppo gli specialisti dei famosi "maiali" erano tutti morti in azione o
prigionieri in veri
campi di sterminio in India e nel Kenia
Onore a quegli Eroi, tanti David contro Golia.
Il Pauletto.




"XTrade" <dapoz@trentino.net> ha scritto nel messaggio
news:3f205208$1_1@news.telnetwork.it...
Ciao PAULETTO, ho trovato questo, naturalmente domani sull'Unita di Furio
Colombo ex banchiere off-shore degli Agnelli non si troverà nulla,
scommettiamo???

Ciao dal tuo amico XTrade, e solidarietà piena per i vili attacchi che hai
ricevuto nei riguardi della DECIMA MAS.


Appalti e finanziamenti mafiosi

CALTANISSETTA - Gli investigatori della Dia di Caltanissetta hanno eseguito
sette ordini di custodia cautelare in carcere nei confronti di presunti
componenti della cosca mafiosa di Enna che avrebbero "incanalato"
finanziamenti pubblici per la realizzazione di opere edilizie e pilotato
appalti. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del tribunale di
Caltanissetta su richiesta del procuratore aggiunto Renato Di Natale.

Fra le persone arrestate figurano professionisti, imprenditori, commercianti
ma spicca il nome del vice presidente dell'Ars Vladimiro Crisafulli (Ds). Le
indagini della Dia si sono basate su intercettazioni ambientali e
telefoniche effettuate in particolare nell'abitazione dell'uomo che è
accusato di essere il "capo" della famiglia mafiosa di Enna, arrestato in
questa operazione.

«I dialoghi che abbiamo colto tra Crisafulli e Bevilacqua sono recenti,
partono dal 2002 fino al 2003 inoltrato, e non sono occasionali. Non
lasciano dubbi a dei rapporti significativi che i due avrebbero allacciato
certamente non in pubblico». Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta
Francesco Messineo durante la conferenza stampa dell'operazione condotta
stamane dalla Dia. Le agende, gli appunti e numerosi documenti sono stati
sequestrati nell' abitazione, nello studio e nella segreteria politica
ennese di Vladimiro Crisafulli. Gli investigatori hanno eseguito tre
perquisizioni ed hanno portato via tutto il materiale che ritengono possa
essere utile allo sviluppo dell' indagine.

Messineo ha aggiunto: «La perquisizione che abbiamo condotto a casa del
deputato fa parte di un'attività d'obbligo in un'inchiesta del genere ma non
comporta valutazioni immediate. Non abbiamo comunque elementi per
generalizzare l'indagine sulle vicende politiche ennesi, anche se ci siamo
posti il quesito se eseguire una perquisizione anche nell'ufficio politico
di Crisafulli alla Regione. Abbiamo comunque ritenuto di non forzare la
mano, anche perchè' un atto del genere viene compiuto in presenza di atti
fondati che al momento sono improbabili».

La cosca mafiosa di Enna sarebbe stata capeggiata da un avvocato penalista,
Raffaele Bevilacqua, di 63 anni, già imputato a Caltanissetta per mafia nel
processo "Leopardo", e arrestato stamani nella sua abitazione. Assieme al
professionista la Dia ed i carabinieri hanno bloccato gli imprenditori
Filippo La Rocca, di 64 anni e Filippo Milano, di 47; l'impiegato Benedetto
Brizzi, di 52; il pensionato Antonino Aleo, di 63; il commerciante Salvatore
Bonfirraro, di 53 e il disoccupato Gerry Gesualdo, di 28. Sono tutti
accusati di associazione mafiosa, «perchè nella provincia di Enna facevano
parte di Cosa nostra».

Il procuratore Messineo ha spiegato il ruolo di Bevilacqua all'interno della
cosca ennese: «E' stato in passato un politico di rilievo in ambito
provinciale ma era rimasto coinvolto nel '92 nell'operazione Leopardo dopo
le accuse dei pentiti Leonardo Messina di San Cataldo e Paolo Severino di
Enna. In primo grado era stato condannato a 12 anni ma il suo legale sollevò
la questione di incompetenza territoriale e la Cassazione gli diede ragione.
Adesso è ancora sotto processo davanti al Tribunale di Enna. Malgrado i suoi
trascorsi giudiziari ha cercato di risollevare le sorti del clan ennese,
basando le attività illecite sulle tangenti nell'ambito degli appalti
pubblici ma sarebbe coinvolto anche in omicidi e rapine». Messineo ha poi
concluso: «Bevilacqua ha creato una società che si occupa di costruzioni e
di edilizia in generale ed aveva imbastito stretti rapporti di
collaborazione con personaggi politici, professionisti e imprenditori
ennesi».

L'organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbe anche procurato voti a
politici regionali in occasione delle consultazioni elettorali. Oltre ai
sette arrestati figurano infatti come indagati altre 25 persone, tutte
accusate di associazione mafiosa. Fra loro vi sarebbero pure professionisti
e avvocati.Gli inquirenti sostengono che «gli elementari diritti di "libera
economia" sono stati messi in pericolo non da improvvisati "uomini d'onore"
bensì da una organizzazione ben radicata nel territorio, forte del potere
intimidatorio, dell' omertà e di inquietanti supporti della "politica
sporca"».

Il ruolo di Raffaele Bevilacqua

ENNA - Raffaele Bevilacqua, 53 anni (e non 63) arrestato nell'operazione su
mafia-politica-appalti, considerato dagli investigatori uno dei capi di Cosa
nostra nell'ennese, era un avvocato penalista in carriera nella zona (aveva
lo studio a Barrafranca) con la passione per la politica. E' stato
consigliere provinciale della Dc e nel '91 aveva tentato, senza riuscirvi,
il salto nella politica regionale candidandosi per l'Ars. Bevilacqua,
sposato con un figlio, venne arrestato nell'ambito dell'operazione antimafia
«Leopardo 1» contro le cosche nissene ed ennesi il 25 novembre '92.
Processato, venne condannato per associazione mafiosa a 11 anni e 6 mesi di
carcere.

Ma il suo avvocato presentò un ricorso sulla competenza territoriale dei
giudici e la corte di appello annullò il processo rinviando gli atti al pm.
Bevilacqua viene di nuovo rinviato a giudizio davanti al tribunale di Enna.
Ma una nuova eccezione del legale dell'imputato fa annullare anche questo
processo. Un nuovo dibattimento è stato fissato per il prossimo 24 ottobre.
Autosospesosi dall'albo degli avvocati Bevilacqua in questi anni, in cui è
sempre stato sorvegliato speciale, ha mantenuto rapporti con i politici
lavorando anche nella ditta edile «Omnia» intesta al figlio Giuseppe. Per
quest'ultimo i pm nisseni avevano chiesto l'arresto ma il gip l'ha negato.
Rimane comunque indagato per mafia.


Crisafulli: "Non capisco queste accuse"

ENNA - «Sono a casa con gli investigatori che stanno perquisendo. Non riesco
a capire di cosa mi possano accusare». Lo dice il deputato regionale Ds,
Mirello Crisafulli, dopo che gli è stato notificato un avviso di garanzia
per associazione mafiosa. «Ci sarebbe un'intercettazione - aggiunge - tra me
ed un altro indagato su appalti. Mi pare improbabile. Non so proprio cosa
dire».

Il filone d'indagine su appalti e mafia che ha coinvolto anche il
vicepresidente dell'Ars, Mirello Crisafulli, sarebbe nato casualmente.
Secondo indiscrezioni la squadra mobile teneva soto controllo le utenze di
un albergo di Pergusa per un'altra indagine. Durante questa inchiesta gli
investigatori avrebbero registrato una conversazione tra Crisafulli e
l'avvocato Bevilacqua. I due si sarebbero dati un appuntamento per parlare
di appalti. Da questa intercettazione sarebbe nata l'inchiesta che ha
coinvolto il politico.



 

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