"jakal" <ruma60@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:3YSTa.9833$Df5.251041@news1.tin.it...
> Commercio: Istat, evidente travaso quote da Italia a Cina Nel
periodo
> 1990-2000
> Radiocor - Roma, 24 lug - L'Italia, a causa della propria
> specializzazione lungo la filiera della qualita' della vita
(alimentazione,
> abbigliamento, casa) "e' tra i Paesi che maggiormente hanno sofferto la
> crescente concorrenza dei prodotti cinesi". Lo scrive l'Istat in un
dossier
> sulla concorrenza fra Cina e Italia sui mercati dell'export
CUT
Purtroppo non posso fare altro che confermare.
Io lavoro in una azienda in parte produttrice ed in parte commerciante di
minuteria per l'industria del mobile. Siamo stati "costretti" ad importare
molto materiale dal mercato cinese. Oltretutto da qualche anno a questa
parte hanno migliorato di parecchio la qualità dei loro prodotti.
Hanno ancora parecchi problemi a livello commerciale, in quanto moltissime
aziende sono piccole o sono commerciali, con una struttura di vendita molto
carente. Si fa molta fatica a comunicare le proprie esigenze. Ma se si ha
una persona di fiducia in loco riesci a trovare le giuste aziende che ti
permettono di essere molto competitivo sul mercato.
Ciao
** Articolo inviato tramite i servizi gratuiti di www.x-privat.org **
"xiretsa" <Asterixx@xiretsa.it> ha scritto nel messaggio
news:3f1ffece@x-privat.org
>
> Purtroppo non posso fare altro che confermare.
> Io lavoro in una azienda in parte produttrice ed in parte
> commerciante di minuteria per l'industria del mobile. Siamo stati
> "costretti" ad importare molto materiale dal mercato cinese.
> Oltretutto da qualche anno a questa parte hanno migliorato di
> parecchio la qualità dei loro prodotti.
> Hanno ancora parecchi problemi a livello commerciale, in quanto
> moltissime aziende sono piccole o sono commerciali, con una struttura
> di vendita molto carente. Si fa molta fatica a comunicare le proprie
> esigenze. Ma se si ha una persona di fiducia in loco riesci a trovare
> le giuste aziende che ti permettono di essere molto competitivo sul
> mercato.
>
Conosco una azienda simile, che però opera in un altro settore, che sta
facendo grossomodo lo stesso percorso.
Internamente produce sempre meno mentre commercializza sempre più prodotti
fabbricati in Cina o composti da parti fabbricate per lo più in Cina.
Vende moltissimo nell'europa dell'est e nell'ex unione sovietica dove è
molto importante (almeno nel loro settore) avere prezzi molto competitivi.
Fatturato e utili sono in costante crescita (parlano di un +20% annuo, anche
quest'anno).
Finchè dura.
Non sono una grossa azienda (meno di 20 milioni di fatturato annuo) e il
giorno che i russi o i cinesi si danno una svegliata e li tagliano fuori
sono a piedi.
"xiretsa" <Asterixx@xiretsa.it> ha scritto nel messaggio
news:3f20052d@x-privat.org
>
> Guarda che alcuni articoli, nel mio settore, ormai non vengono più
> prodotti in Italia o sono diminuiti di almeno l'80% rispetto a
> qualche anno fa'. Le guide per i cassetti in legno ormai arrivano
> solo dalla Cina. I produttori Italiani di questo prodotto hanno
> convertito la loro produzione e commercializzano tale articolo,
>
Lo immagino.
La ditta di cui parlavo ha iniziato ad acquistare componenti da utilizzare
nei propri prodotti (componenti paragonabili alle guide per i cassetti).
Ora oltre ai componenti acquista anche prodotti finiti (paragonabili ai
mobili finiti) che si limita a rivendere.
Continuando ad evolversi in questa direzione si trasformerà da azienda di
produzione ad azienda puramente commerciale.
La direzione generale sembra questa per tantissime aziende di molti settori.
Però io mi chiedo se sia una cosa sostenibile a lungo termine.
Mi chiedo cosa sarà di tutte queste aziende quando chi produce a prezzi
competitivi deciderà (e sarà in grado) di dotarsi di proprie strutture
commerciali e vendere direttamente i propri prodotti.
"Sir Gawain" <roundtable@camelot.id> ha scritto nel messaggio
news:1KUTa.2967$w8.1690@news.edisontel.com
>
> O ci si inventa qualche altro now how (vendita, distribuzione?) o
> saranno dolori...
>
Il guaio è che il know-how non lo si inventa, lo si costruisce lavorandoci
sopra e affinandolo giorno dopo giorno. Il know-how si acquisisce accettando
le sfide, non battendo sempre in ritirata. E purtroppo in Italia di sfide se
ne accettano sempre meno e si preferisce coltivare rendite di posizione.
Secondo me però quello in cui viviamo e vivremo non è un mondo in cui sarà
facile per nessun popolo ricavare il proprio benessere da rendite di
posizione.
Fra le tante incognite del nostro futuro questa, secondo me, è una delle
poche certezze.