> Lo sanno..lo sanno.....sennò che distribuzione sarebbe?
Lo sanno benissimo.
Sono le prime crepe visibili nel castello di carte.
La cura non funziona, ormai è chiaro.
La svalutazione ancora non ha prodotto effetti positivi sulla bilancia
commerciale (il deficit staziona sui 40 miliardi/mese) mentre in compenso
sta producendo molta inflazione (+0.5% dei prezzi al consumo in un solo mese
!!!).
Gli USA sono alla frutta. Se questa tendenza continua dovranno per forza
alzare i tassi. E per le borse USA sarà un macello.
Con il tasso di sconto al 3% P/E vicini o superiori a 40 diventano un po'
difficili da sostenere, per non parlare dei livelli di indebitamento di
alcuni gruppi.
"Neo"
> Con il tasso di sconto al 3% P/E vicini o superiori a 40 diventano un po'
> difficili da sostenere, per non parlare dei livelli di indebitamento di
> alcuni gruppi.
Secondo me anche solo mezzo punto metterà in ginocchio il gigante
d'argilla.......altro che tre percento!
> "Neo"
>> Con il tasso di sconto al 3% P/E vicini o superiori a 40 diventano
>> un po' difficili da sostenere, per non parlare dei livelli di
>> indebitamento di alcuni gruppi.
>
> Secondo me anche solo mezzo punto metterà in ginocchio il gigante
> d'argilla.......altro che tre percento!
E' chiaro che i tassi non andranno da 1 a 3 in un colpo solo e anche che le
borse anticiperanno la risalita dei tassi assestandosi su P/E più umani ben
prima che i tassi arrivino ai loro target.
Comunque vedrai che se l'andamento dell'inflazione sarà confermato nei
prossimi mesi il tasso di sconto USA finirà per arrivare davvero da quelle
parti entro un annetto.
Io però tutta questa cosa non la vedo come una "messa in ginochhio" quanto
piuttosto come un "ritorno alla realtà".
I livelli di consumo delgi USA sono semplicemente assurdi.
E' bene per tutti (americani in testa) che si ridimensionino tornando a
livelli più decenti.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:PUGZb.749$gk.42397@news3.tin.it...
> [l'orsotoro®] ha scritto:
>
> > "Neo"
> >> Con il tasso di sconto al 3% P/E vicini o superiori a 40 diventano
> >> un po' difficili da sostenere, per non parlare dei livelli di
> >> indebitamento di alcuni gruppi.
> >
> > Secondo me anche solo mezzo punto metterà in ginocchio il gigante
> > d'argilla.......altro che tre percento!
>
> E' chiaro che i tassi non andranno da 1 a 3 in un colpo solo e anche che
le
> borse anticiperanno la risalita dei tassi assestandosi su P/E più umani
ben
> prima che i tassi arrivino ai loro target.
>
> Comunque vedrai che se l'andamento dell'inflazione sarà confermato nei
> prossimi mesi il tasso di sconto USA finirà per arrivare davvero da quelle
> parti entro un annetto.
Le anticipazioni sono per un quarto verso giugno........che faccia l'1.75 da
giugno a dicembre?
Non concordo...
> Io però tutta questa cosa non la vedo come una "messa in ginochhio" quanto
> piuttosto come un "ritorno alla realtà".
> I livelli di consumo delgi USA sono semplicemente assurdi.
> E' bene per tutti (americani in testa) che si ridimensionino tornando a
> livelli più decenti.
D'accordo........ma poi chi consumerà?......non vedo il sole all'orizzonte
ma solo nuvoloni che non anticipano niente di buono....a meno che non si
alzi il vento (tassi)....ma in quel caso la maggior parte delle aziende
riuscirà a sostenere i propri debiti?
Penso ciò perchè fino a qualche anno fa i consumi erano trainati prima dagli
usa poi dal gioppone e via dicendo..alternandosi.....
Ora che i due giganti (il giapèpone non consuma più da diversi anni...) sono
in panne....la speranza è che inizino a consumare i cinesi o gli
indiani.....ma fra quanti anni avranno le risorse per comprare e sostenere
un ciclo economico?
>
> Le anticipazioni sono per un quarto verso giugno........che faccia
> l'1.75 da giugno a dicembre?
> Non concordo...
>
Se i prezzi al consumo vanno avanti a forza di +0,5% al mese anche a
febbraio e marzo, secondo me inizia al più tardi in aprile ed inizia con
mezzo punto.
Poi bisogna vedere come proseguono le cose. Si navigherà a vista.
E' certo che non è tollerabile una inflazione del 6-7% annuo con un tasso di
sconto dell'1% (o anche del 2-3% se è per quello).
Le spinte recessive (sensazione di impoverimento e perdita di potere di
acquisto dei salari) sarebbero di gran lunga peggiori di quelle dovute
all'aumento dei tassi.
> D'accordo........ma poi chi consumerà?......non vedo il sole
> all'orizzonte ma solo nuvoloni che non anticipano niente di
> buono....a meno che non si alzi il vento (tassi)....ma in quel caso
> la maggior parte delle aziende riuscirà a sostenere i propri debiti?
>
> Penso ciò perchè fino a qualche anno fa i consumi erano trainati
> prima dagli usa poi dal gioppone e via dicendo..alternandosi.....
>
> Ora che i due giganti (il giapèpone non consuma più da diversi
> anni...) sono in panne....la speranza è che inizino a consumare i
> cinesi o gli indiani.....ma fra quanti anni avranno le risorse per
> comprare e sostenere un ciclo economico?
Una volta tanto ad aumentare i consumi magari saranno quelli che fino ad ora
non hanno consumato nulla o quasi.
In ogni caso il mondo deve cercare di trovare un equilibrio su basi diverse
da quelle del passato.
La crescita perenne ed inarrestabile dei consumi non è un modello realistico
in un mondo globalizzato.