Almeno quando muore un grande campione non potremmo fare un po' di silenzio,
misurare le parole, evitare di dare il peggio di noi? Almeno per rispetto,
almeno per riconoscenza. D'un tratto ci troviamo di fronte a un mistero così
inestricabile come la morte, forse un congedo deliberato, e non sappiamo
fare di meglio che andare in tv a dire con pervicacia la nostra, a piazzare
il nostro io ubriaco di protagonismo davanti al suo. Speriamo che
dall'ultima Cima Coppi, Marco Pantani abbia un po' d'indulgenza nei nostri
confronti, perdoni la nostra presunzione, guardi in surplace il nostro vano
cavillare. No, Pantani meritava qualcosa di più di quanto abbiamo saputo
riservargli, del solito affollato teatrino.
È stato tutto un trionfo di «io lo conoscevo bene», di analisi sulla sua
fine, di retorica a buon mercato, di riferimenti al «male oscuro», di pietà
ad uso delle telecamere. Il culmine dell'assurdo lo si è raggiunto alla
Domenica sportiva quando un conduttore, lì presente nelle improprie vesti di
opinionista, ha puntato il dito sui genitori in vacanza in Grecia, rei di
non averlo accudito.
Che ne sappiamo noi dell'animo di un sofferente? Che ne sappiamo di cosa gli
frulla in testa quando decide di staccare la spina? Che ne sappiamo dei suoi
rapporti più stretti? Adesso poi non c'è trasmissione che non abbia il suo
psicoanalista di pronto impiego cui chiedere le «vere» ragioni di un dramma.
E quello pronto, in un secondo, a spiegare i meandri della psiche, le colpe
della società, le terapie non messe in atto: ah, ci fosse stato lui vicino a
Pantani! La verità è che tanta retorica, tanto spreco di immagini scosse dal
vento arido del dolorismo, tante spiegazioni dimostrano ancora una volta che
attingiamo a piene mani all'ipocrisia per nasconderci la realtà.
Domenica abbiamo sentito parecchi commentatori che parlavano apertamente di
droga, di brutte compagnie, di perdizione. Eppure erano gli stessi che
raccontando le corse del campione sono sempre stati attenti a non infrangere
il muro di omertà che i mondi chiusi, come quello dello sport, spesso
erigono.
Adesso tutti a dire che il doping è un problema importante, che lo sport
rischia l'estinzione se non si fa piazza pulita. Al più presto. Eppure il
doping nel ciclismo, a seguire le cronache in tv, sembra non sia mai
esistito; a distanza di anni si celebrano ancora record ottenuti a base di
emotrasfusioni come se fossero grandi conquiste dell'uomo! Lo sport non è
più sport ma show business: l'attenzione degli sponsor e dei media va
sollecitata continuamente, abbattendo ogni anno i limiti imposti dal fisico
umano, spostando in avanti la soglia di resistenza al dolore. Questa è la
suprema impostura e il ricordo di certe scene in cui la polizia francese
sequestra al Tour auto piene di infernali beveroni dell'invincibilità è
ancora vivo.
La conoscenza di sé si paga sempre troppo cara. Forse Pantani ha visto
quello che non doveva vedere, quello che non siamo capaci di vedere, e ha
attraversato l'ultimo vecchio ponte. Vengono in mente solo i versi che
Fabrizio De André scrisse per il suo amico Luigi Tenco: «Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento / Dio di misericordia vedrai, sarai contento».
17 febbraio 2004 - Corriere.it anche sul tuo cellulare Tim, Vodafone o Wind
di seguito riporto la replica ad un messaggio completamente ignorato dal
sig. grasso....neanche alla replica ho avuto riscontro.....ciao..
Brevissimo seguito al messaggio inviatole e riportato di seguito. E' proprio
vero allora..il potere non si tocca.pure di quello a cui mi riferisco se ne
"deve parlare dopo". La conferma è vedere pubblicati messaggi "strano
amore" - "luca e paolo" - "bagaglino" etc..ritenere valido l'argomento di
seguito trattato non va.Bene ne riprendo atto.Non speravo in una risposta ma
almeno trasmettere a qualcuno ..non è possibile.si puo' fare..ma dopo.e poi
lei fa 2 pagine su Pantani.mah..a questo punto,sebbene spesso lei vanta la
sua libertà di penna, mi viene confermato che tutte le penne appartengano a
galli che stanno in un pollaio (leggi : giornale) ed il pollaio ha un
padrone.Stia bene e.mi raccomando "strano amore."""""
"a.c." <elvi@cul.it> ha scritto nel messaggio
news:gNnYb.246166$VW.9911781@news3.tin.it...
>
>
> > non si capisce un cazzo di quel che hai scritto
>
> sii meno generico dici che non capisci un...... non è colpa mia....
>
Più che generico è stato "buono" a dirti solo che non si capisce un cazzo...
mi sa che la colpa è solo tua...
ma è un problema che risolverai a giugno quando ti consegneranno la licenza
elementare
> >
> Più che generico è stato "buono" a dirti solo che non si capisce un
cazzo...
> mi sa che la colpa è solo tua...
> ma è un problema che risolverai a giugno quando ti consegneranno la
licenza
> elementare
scusa..se la mia ignoranza non arriva alla tua....
"a.c." <elvi@cul.it> ha blaterato nel messaggio news:igoYb.246317
>
> scusa..se la mia ignoranza non arriva alla tua....
Figurati...ne sono estremamente felice
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come per IMM lombarda,
5.60 ! incredibile,
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