Nell'area dell'euro si falsano i dati sull'inflazione in modo da poter
giustificare i bassi tassi, che servono a far scendere l'euro, far ripartire
l'economia americana e a traino quella europea.
E vissero felici e contenti.
penso poco o niente: se non sbaglio la BoE ha aumentato i tassi sia per
il livello del debito privato che sta lievitando, ma soprattutto per il
mercato immobiliare inglese che continua a crescere in modo esagerato.
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> ma soprattutto per il
> mercato immobiliare inglese che continua a
crescere in modo esagerato.
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vedi allora che qualche attinenza c'č ?
anche il nostro mercato immobiliare č
cresciuto troppo e continua a farlo;
un agente imm. mi ha detto che il crack
Parmalat ha contribuito ancora di pił
a convincere gl'indecisi ad investire
nell'acquisto della casa;
proprio quando sembrava che ci fosse
un rallentamento.
Io, nel mio piccolo, credo, che tra breve
i tassi sui mutui risaliranno, e chi
non ce la farą, rivenderą guadagnando,
ma reinvestirą in depositi bancari
di vario tipo.
Non ti nascondo che lo spero!
il problema in england sembra l'aumento dei mutui immobiliari e di
conseguenza del debito privato;
in italia il mercato del mattone č sempre stato forte, ma spesso la casa
veniva acquistata senza mutuo, inoltre il credito al consumo č ancora
all'inizio rispetto ai paesi anglosassoni.
Inoltre, l'economia dei paesi euro e la moneta, difficilmente
spingeranno nel breve periodo ad un aumento dei tassi.
"ocr" <acyle@inv.it> ha scritto nel messaggio
news:c05g08$1260qd$1@ID-69565.news.uni-berlin.de...
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> il problema in england sembra l'aumento dei mutui immobiliari e di
> conseguenza del debito privato;
> in italia il mercato del mattone č sempre stato forte, ma spesso la casa
> veniva acquistata senza mutuo, inoltre il credito al consumo č ancora
> all'inizio rispetto ai paesi anglosassoni.
> Inoltre, l'economia dei paesi euro e la moneta, difficilmente
> spingeranno nel breve periodo ad un aumento dei tassi.
>
A parte il fatto che dobbiamo ragionare a livello europeo.
Ti suggerisco di aggiornare i dati in tuo possesso per quel che riguarda i
muti che sono cresciuti nell'ultimo anno del 25%, e quello prima sempre
attorno al 20% se non ricordo male.
"Ringhio" <bloreNONSPA@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:c05gac$sms$1@serv1.iunet.it...
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> A parte il fatto che dobbiamo ragionare a livello europeo.
ma infatti ho detto, che a mio parere, proprio per la divisa e
l'economia globale dell'area euro, difficilmente alzeranno presto i
tassi.
> Ti suggerisco di aggiornare i dati in tuo possesso per quel che
riguarda i
> muti che sono cresciuti nell'ultimo anno del 25%, e quello prima
sempre
> attorno al 20% se non ricordo male.
>
ma senza avere dati sottomano, non avevo dubbi che fossero cresciuti in
modo sostenuto negli ultimi due anni.
Una domanda, se hai i dati: quanti sono ora i mutui immobiliari e che %
del pil rappresentano?
Mi viene cmq una considerazione da fare: si possono confrontare le
situazioni mutui tra inghilterra e italia, nel senso la facilitą e le
garanzie richieste per accendere un mutuo immobiliare sono paragonabili?
perchč ovviamente concedere un mutuo a chi potrebbe comprare casa
direttamente diminuisce il rischio e il livello del debito.
"ocr" <acyle@inv.it> ha scritto nel messaggio
news:c05i0a$12350n$1@ID-69565.news.uni-berlin.de...
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> ma senza avere dati sottomano, non avevo dubbi che fossero cresciuti in
> modo sostenuto negli ultimi due anni.
> Una domanda, se hai i dati: quanti sono ora i mutui immobiliari e che %
> del pil rappresentano?
> Mi viene cmq una considerazione da fare: si possono confrontare le
> situazioni mutui tra inghilterra e italia, nel senso la facilitą e le
> garanzie richieste per accendere un mutuo immobiliare sono paragonabili?
> perchč ovviamente concedere un mutuo a chi potrebbe comprare casa
> direttamente diminuisce il rischio e il livello del debito.
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Non ho dati sottomano, perņ sarebbe interessante valutare la % del PIL dei
vari paesi.
Sicuramente le due situazioni sono difficilmente paragonabili direttamente,
sono 2 economia che hanno svolgimenti molto differenti.
"investimenti immobiliari" <casadebito@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:81Z72Z117Z190Y1076253681X24159@usenet.libero. it...
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> perche' sono AVIDI, e soldi in tasca non ne hanno,
>
> hanno muri, case, immobili, ma liquidi
>
> nisba
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Mangeranno mattoni e calcestruzzo, ci sono un sacco di minerali dentro!!!!!!
NON credo proprio perchč le aziende che producono beni, essendo penalizzate all'esportazione per
l'Euro FORTE, NON aumentano i prezzi con conseguente beneficio sull'inflazione.
Se non aumenta l'inflazione, la BCE non aumenta i tassi.
Ricordati che l'Inghilterra non ha adottato l'Euro.
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> salute
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La Banca di Inghilterra ha deciso di aumentare il costo del denaro dello
0,25%, portandolo al 4%. Nelle stesse ore in cui la BoE era riunita per
prendere tale decisione, a Francoforte la Bce decideva di mantenere
invariati i tassi, attualmente al 2%. Dopo meno di due ore cominciavano ad
affluire i dati macro dagli Usa. Uno in particolare era rilevante, il calo
del costo del lavoro per unitą prodotta, che in Usa si č ridotto dell'1,3%.
Gli analisti si attendevano una flessione dello 0,4%.
Tre dati apparentemente slegati tra loro, ma che se messi insieme aiutano a
dare un quadro abbastanza chiaro sullo scenario che attende il mercato dei
tassi nei prossimi mesi. Chiaro ma discordante.
Partiamo dalla decisione delle due banche centrali. In inghilterra l'aumento
dei tassi, il secondo in due mesi -a novembre ci fu un primo ritocco dello
0,25%- č in parte dovuto all'impennata dell'indebitamento privato,
soprattutto nel settore immobiliare. Una crescita dei mutui che rischia di
terminare con uno scoppia di una bolla immobiliare. Per bloccare questa
"esuberanza irrazionale" dell'immobiliare, la Boe agisce alzando i tassi,
esattamente come fece la Fed a fine del 1999 per frenare il boom di borsa.
Ma non č solo il mercato degli immobili a preoccupare l'Inghilterra. La
crescita dell'inflazione č un'altro rischio che la Boe vuole prevenire.
Quasi contemporaneamente, dall'altra parte della Manica J. Claude Trichet,
presidente della Bce dichiarava, alla fine della riunione con i membri della
banca centrale della Ue, che "l'inflazione nel 2004, puņ scendere e rimanere
sotto la soglia del 2%", che ricordiamo l'obiettivo dichiarato della Bce.
Una apertura implicita verso un possibile abbassamento dei tassi dello
0,25%.
A favore della possibile manovra, ipotesi che ogni giorno acquista di forza
e credibilitą, sono l'euro relativamente forte e l'inflazione che non
preoccupa (in Italia a gennaio č scesa ai minimi del 2,3%). Le due cose sono
legate, perchč una valuta forte contro il dollaro permette di tenere bassa
l'inflazione. Una forza che potrebbe continure per buona parte dell'anno. E
qui si inserisce il dato del costo del lavoro Usa in calo, che conferma come
l'inflazione in Usa in questo momento non sia preccupante; quindi non č in
vista nessun aumento dei tassi di interesse da parte della Fed.
Tale stabilitądei tassi si ripercuoterą sul cross delle valute, col dollaro
che si manterrą mediamente debole contro l'euro; in termini quantitativi, il
rapporto nei prossimi mesi dovrebbe mantenersi nel range 1,20/1,30, un
livello pił che soddisfacente per la Bce e che potrebbe anche spingere per
un ritocco verso il basso dello 0,25% senza che il cross si muova da questo
corridoio.