PARIGI - Nell'Assemblea nazionale che sta per andare in vacanza, in una
Parigi semideserta e afosa, al riparo dalle furiose contestazioni sociali
degli ultimi mesi, il governo francese ha messo a segno due provvedimenti
fiscali che, assieme all'obiettivo di stimolare la crescita economica e
rilanciare gli investimenti, danno un connotato deciso all'azione politica.
Le polemiche non mancano, ma restano sulle pagine dei giornali. E chi
avrebbe voglia di protestare è già al mare.
Il primo provvedimento è il taglio degli interessi sui libretti di
risparmio, dal 3 al 2,25 per cento. Il secondo attenua la cosiddetta imposta
sulla fortuna (ISF), un «totem» della Francia egualitaria e giustizialista
che finora ha imposto un prelievo extra sui grandi patrimoni. Il tetto, per
il 2003, è stato fissato a 720 mila euro....[cut]...Tagliare i libretti di
risparmio (un provvedimento che interessa la larga maggioranza delle
famiglie francesi) e abbassare contemporaneamente la «tassa sulla fortuna»
sembra una lettura al contrario della favola di Robin Hood: il primo
ministro Raffarin toglie ai poveri per dare ai ricchi. E in questo, secondo
l'opposizione, confermerebbe la scelta liberista della destra francese che,
dopo quella delle pensioni, progetta la riforma dell'assistenza malattia e
la privatizzazione di imprese pubbliche.
ROMA - In una fase di crescita lenta, che nel 2003 non supererà lo 0,6% del
pil, le riforme della spesa, compresa quella per le pensioni, «risulteranno
cruciali per assicurare la sostenibilità della finanza pubblica». Se è vero
che nel 2003 l'Italia è stato l'unico grande Paese della zona euro a non
sfondare il tetto del 3% di deficit, «gli obiettivi di riequilibrio del
bilancio previsti dal Patto di Stabilità restano lontani» e le «tendenze di
lungo periodo della finanza pubblica restano fonte di preoccupazione». Il
Fondo monetario internazionale promuove la politica economica e di bilancio
del governo, apprezza il realismo del Dpef, ma sollecita un «intervento
tempestivo» sulle riforme strutturali, a cominciare da quelle delle pensioni
e della sanità, senza escludere la prosecuzione di quella fiscale, per la
quale occorrerà tagliare la spesa.
[...]Tagliare i libretti di
> risparmio (un provvedimento che interessa la larga maggioranza delle
> famiglie francesi) e abbassare contemporaneamente la «tassa sulla fortuna»
> sembra una lettura al contrario della favola di Robin Hood: il primo
> ministro Raffarin toglie ai poveri per dare ai ricchi. [...]
In effetti sembra di assistere ad un "ritorno" delle politiche economiche
delle grandi monarchie sei/settecentesche... all'epoca si dissanguavano in
"guerre di liberazione" e in status symbol come porcellane, sete, ecc. per
rimpinguare le casse con *prelievi* sulle attività artigianali...
Cosa dice Elliott ? ;-)
"Veloce" <xxxx@xxx.it> ha scritto nel messaggio
news:lyvTa.4795$Df5.122298@news1.tin.it...
>
> "Sir Gawain" <roundtable@camelot.id> ha scritto nel messaggio
> news:4rvTa.2442$w8.2107@news.edisontel.com...
>
> > Cosa dice Elliott ? ;-)
>
> Elliott è morto...ma Prechter (padre putativo della moderna teoria) è
> catastrofico.
>
>
infatti ho trovato in rete uno scritto di Prechter (Onde di Elliott e “
Social Reality “) che trovo molto stimolante... a settembre, attività
permettendo, approfondirò seriamente le teorie di Elliott...