Il pecorino rom_e_no coi soldi dei sardi (e del Ministero)
Il pecorino romeno coi soldi dei sardi (e del Ministero)
Il principale azionista della società che produce formaggio in Romania è il
vicepresidente del Consorzio per la tutela del pecorino sardo
Un'altra quota è in mano a una società controllata dal Ministero dello
Sviluppo Economico italiano
Il Corriere racconta la notevole storia del vicepresidente del Consorzio per
la tutela del pecorino sardo che si è scoperto essere il principale
azionista della maggiore società concorrente del pecorino sardo, che produce
il formaggio in Romania.
Capitale, azionisti, mission: dalla Camera di commercio di Bucarest
affiorano tutti gli ingredienti di un business fratricida. Se non nei
fermenti lattici (romeni) almeno negli investimenti, il pecorino dell'Est
concorrente del Dop è rigorosamente italiano. Mentre pastori e allevatori,
schiacciati dalla crisi dei vari comparti, manifestano con sit in e proteste
locali (dalla Sardegna alla Sicilia) dai registri di Bucarest, spunta l'identikit
della concorrenza. Lactitalia, società «cu raspundere limitata»,
specializzata in allevamento di bovini da latte, ovini, caprini, prodotti
caseari e alimentari vari (ma anche investimenti e amministrazione d'immobili)
che esporta latticini romeni con nome cinematografico - «La Dolce Vita» - è
un mix inatteso di capitale privato e pubblico. La prima sorpresa la
riservano gli investitori privati,ossia la Roinvest srl.Se il nome è oscuro,
la proprietà è illustre: l'impresa, con sede a Sassari, appartiene infatti
ai primi produttori caseari della Sardegna: Andrea e Pierluigi Pinna. Nomi
prestigiosi con un ruolo strategico proprio nella difesa del made in Italy.
Il primo, Andrea, è vice presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino
sardo. Suo fratello, Pierluigi è consigliere dell'organismo che certifica il
controllo di qualità dello stesso formaggio nostrano. L'uno e l'altro
dovrebbero difendere il prodotto dai falsi, come si legge sul sito: «Il
consorzio svolge sia nel territorio di produzione che in quello di
commercializzazione, funzioni di tutela, promozione, valorizzazione,
informazione del consumatore e salvaguardia degli interessi relativi alla
denominazione, contro ogni e qualsiasi abuso, atto di concorrenza sleale e
contraffazione».
Re: Il pecorino rom_e_no coi soldi dei sardi (e del Ministero)
"Luce Nera"
<email_temporanea_valida_fino_al-31dicembre2010@NOSPAMGRAZIEyahoo.it> ha
scritto nel messaggio news:4c8cabcc$1@newsgate.x-privat.org...
> Il pecorino romeno coi soldi dei sardi (e del Ministero)
>
>
> Il principale azionista della società che produce formaggio in Romania è
> il vicepresidente del Consorzio per la tutela del pecorino sardo
>
> Un'altra quota è in mano a una società controllata dal Ministero dello
> Sviluppo Economico italiano
[...]
Questo è il principale problema dello stato sociale.
Mentre in libero mercato lo stato non può partecipare nessuna azienda.
Però a molti va bene così...ergo...continuate a farvi raggirare, ma
smettetela di lamentarvi.
I fratelli Pinna, in libero mercato, potrebbero essere azionisti
dell'azienda "pecorino sardo dop" e dell'azienda "pecorino romeno". Non c'è
niente di male.
E' il ministero dello sviluppo economico che anzichè parteciparvi dovrebbe
controllare che i Consumatori (leggi i Cittadini) siano tutelati. E
all'interno del pecorino sardo dop ci sia solo latte di pecore sarde.
Spero che un giorno tale meccanismo venga compreso dalla massa.