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  #1  
Vecchio 26-08-2010, 21.22.37
Luce Nera
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Predefinito DISTINTI SALUMI

Eugenio Benetazzo

DISTINTI SALUMI (pubblicato in data 25/08/2010)



Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l'Italia, non ci penserei un
attimo. Per chi non è del mestiere con questa terminologia si denominano le
operazioni finanziarie effettuate con l'intento di ottenere un profitto a
seguito di un trend o movimento ribassista delle quotazioni di un qualsiasi
bene quotato in una borsa valori. Fortunatamente, per voi che leggete, il
valore delle vostre case, il valore della laurea di vostro figlio, il valore
del comprensorio turistico in cui andate a fare le vacanze o il valore del
benessere della città in cui vivete non sono oggetto di quotazione presso
nessun mercato borsistico. Se cosi fosse infatti, avremmo assistito all'arrivo
di migliaia di speculatori pronti a vendere allo scoperto un paese che nel
suo complesso è destinato progressivamente a perdere di valore.

Vi accorgete di quanto valiamo come paese o come popolazione lavorando o
interagendo con altre nazionalità (Stati Uniti a parte), in cui quello che è
normale o consuetudinario negli altri stati, in Italia è straordinario
oppure eccezionale. Da due anni si continua a parlare ormai di questa
famigerata crisi finanziaria che ora è diventata crisi planetaria e che ha
ripercussioni molto rilevanti anche in Italia: vi faccio una domanda.
Pensate seriamente che le persone al momento al governo o all'opposizione,
le quali sono state artefici di aver condotto il paese alla sfida della
globalizzazione, senza ipotizzare alcun tipo di difesa, siano adesso in
grado di risolvere i problemi che quest'ultima ha procurato allo stesso
paese. Chi siede a Bruxelles o Roma a rappresentarci ha un'età media oltre i
sessant'anni, lo stesso premier è ormai in prossimità degli ottanta anni:
tutti loro sono ormai mentalmente obsoleti, incapaci di astrarsi
intellettualmente per comprendere su cosa e come intervenire, capaci solo di
aizzarsi per le solite beghe di partito. Non me la prendo più di tanto con
Berlusconi, Fini, D'Alema, Bersani, Bossi o Casini, ma con chi li vota. Alla
fine gli italiani hanno la classe politica che si merita e la stessa si
dimostra un fedele specchio del paese.

Quei pochi vanti che avevamo nei confronti di altre nazioni non li abbiamo
mai coltivati a sufficienza, lasciandoli appassire lentamente: qualcuno mi
ricorda come in più occasioni abbia menzionato il mancato sfruttamento del
potenziale turistico ed artistico italiano. Non rinnego questa mia
constatazione, tuttavia soffermiamoci a riflettere su come è strutturato
questo potenziale inespresso: migliaia di alberghi, pensioni, residence
ormai fatiscenti, la maggior parte a conduzione familiare, risalenti,
assieme all'arredamento, a oltre trent'anni fa. Per non parlare delle
logiche campanilistiche di attrazione ed accoglienza turistica di enti
locali, aziende di soggiorno ed associazioni di albergatori che competono
una con l'altra. Piuttosto che fare sistema tra di loro preferiscono perdere
il cliente: è la logica dell'orto di casa, quello che è mio non lo condivido
con nessuno. Purtroppo manca un disegno di regia unitaria che dia l'imprimatur
ad una svolta gestionale e direzionale degna del paese che "in teoria" vanta
il maggior appeal turistico ed artistico del mondo. Per questo motivo a
guidare il Ministero del Turismo ci dovrebbe essere un "dream team"
costituito dai migliori marketing manager del mondo, e non una ex valletta
di periferia dalle discutibili competenze professionali ed imprenditoriali.

Qualcuno mi scrive confidando molto presto in una rivoluzione, magari in una
rivoluzione culturale per cambiare definitivamente il destino di lento e
progressivo impoverimento del paese, che ormai vive solo grazie alle
montagne di risparmio accantonato e al mercato sommerso dell'evasione
fiscale. Ma chi dovrebbe farla questa rivoluzione ? Le forze giovanili
attuali ? Prima mi viene da piangere e dopo da ridere: intere generazioni di
ragazzi italiani buoni purtroppo a nulla, senza spirito di sacrificio e con
professionalità inesistente, tutto questo grazie a scuole superiori e
laureifici (leggasi università di stato) attrezzati per elargire una qualche
sorta di riconoscimento accademico o suo surrogato. Le lauree italiane (al
pari dei diplomi) non servono ormai più a nulla in quanto è cessata da quasi
vent'anni la funzione sociale per cui sono state concepite ovvero fare
selezione, individuare i più promettenti, scartare gli inetti e bocciare gli
incapaci. Care mamme evitate di scrivermi dicendo che vostro figlio è un
genio e che sono esagerato: fate così mandatelo a lavorare all'estero,
vediamo chi ve lo assume per una mansione dirigenziale. La formazione
accademica italiana era tra le migliori (forse la migliore al mondo) fino a
20/25 anni fa, poi lentamente questo primato ci è stato sottratto per l'incapacità
di aggiornare il modello scolastico e soprattutto per la lentezza di
ammodernizzarsi dell'intero paese. Sicuramente qualcuno che vale esiste
(purtroppo sono veramente molto pochi), ma vale per un qualche dono di
natura, non certo per quello che le istituzioni scolastiche ed accademiche
gli hanno insegnato.

Tra vent'anni in Italia ci scontreremo con un'altra triste realtà, quella di
non essere più a casa nostra: grazie infatti ad un liberismo sfrenato alle
frontiere, saranno infatti in maggioranza numerica tutte le altre etnie che
abbiamo fatto entrare senza tante riflessioni, con un aumento della
conflittualità sociale che ora non immaginiamo nemmeno. Aumentano in
continuazione invece i paesi occidentali che stanno facendo l'impossibile
per far rimpatriare le ondate di immigrazione degli anni precedenti,
proponendo addirittura bonus economici a chi se ne ritorna da dove è venuto.
Ovunque (persino a Malta), tranne in Italia, ci si rende conto dei disagi e
danni economici che hanno provocato gli extracomunitari (abbassamento dei
livelli salariali, criminalità per le strade, intolleranza nei confronti
della cultura ospitante, prostituzione, disagio e tensione sociale con gli
autoctoni). Noi italiani invece per evitare di offendere la sensibilità di
qualche attivista per l'integrazione razziale stiamo serenamente lasciando
che questa diventi la casa di qualcun'altro. Per le conseguenze che ci
aspettano, la gestione dei flussi migratori dovrebbe essere una priorità
nazionale. In qualsiasi città italiana andiate vi rendete conto voi stessi
di un dato oggettivo: queste persone non solo non si sono integrate, ma
nemmeno lo vogliono, ogni etnia infatti si è autoghettizzata per conto
proprio (dai cinesi ai nordafricani, ogni comunità vive con le sue regole,
fregandosesene del paese che la ospita.

Datemi retta vendete tutto quello che ha senso vendere e accaparratevi quel
poco di buono che ancora rimane dell'Italia: tra quindici anni ci chiederemo
come sia potuto accadere, come sia stato possibile lasciar marcire il paese
fino a qualche anno fa invidiato da tutti. Se qualcuno di voi spera in
qualcosa, allora deve sperare che arrivi, emerga o si imponga un nuovo
Lorenzo Il Magnifico, una personalità giovane, visionaria, intraprendente,
scomoda per l'attuale establishment industriale e politico, che abbia la
capacità di rinnovare il paese, e stravolgere la sua popolazione, proprio
come fece allora Lorenzo Dè Medici riformando completamente tutte le
istituzioni statali dell'epoca e risolvendo le rivalità e le problematiche
dei grandi gruppi di potere, assicurando al tempo stesso un periodo di
equilibrio, crescita, stabilità e slancio per tutta la penisola. Tuttavia
fin tanto che da quasi vent'anni in Italia continuano ad alternarsi a
livello politico e mediatico sempre gli stessi attori (da Berlusconi a D'Alema,
da Montezemolo a Tatò, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà), il problema non
sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai
assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: e
mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi
rugge.


Alt 26-08-2010, 21.22.37
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Vecchio 26-08-2010, 21.32.38
MarioItalia
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Predefinito Re: DISTINTI SALUMI

Il 26/08/2010 21:22, Luce Nera ha scritto:
> Eugenio Benetazzo
>
> DISTINTI SALUMI (pubblicato in data 25/08/2010)
>
>
>
> Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l'Italia, non ci penserei un
> attimo. Per chi non è del mestiere con questa terminologia si denominano le
> operazioni finanziarie effettuate con l'intento di ottenere un profitto a
> seguito di un trend o movimento ribassista delle quotazioni di un qualsiasi
> bene quotato in una borsa valori. Fortunatamente, per voi che leggete, il
> valore delle vostre case, il valore della laurea di vostro figlio, il valore
> del comprensorio turistico in cui andate a fare le vacanze o il valore del
> benessere della città in cui vivete non sono oggetto di quotazione presso
> nessun mercato borsistico. Se cosi fosse infatti, avremmo assistito all'arrivo
> di migliaia di speculatori pronti a vendere allo scoperto un paese che nel
> suo complesso è destinato progressivamente a perdere di valore.
>
> Vi accorgete di quanto valiamo come paese o come popolazione lavorando o
> interagendo con altre nazionalità (Stati Uniti a parte), in cui quello che è
> normale o consuetudinario negli altri stati, in Italia è straordinario
> oppure eccezionale. Da due anni si continua a parlare ormai di questa
> famigerata crisi finanziaria che ora è diventata crisi planetaria e che ha
> ripercussioni molto rilevanti anche in Italia: vi faccio una domanda.
> Pensate seriamente che le persone al momento al governo o all'opposizione,
> le quali sono state artefici di aver condotto il paese alla sfida della
> globalizzazione, senza ipotizzare alcun tipo di difesa, siano adesso in
> grado di risolvere i problemi che quest'ultima ha procurato allo stesso
> paese. Chi siede a Bruxelles o Roma a rappresentarci ha un'età media oltre i
> sessant'anni, lo stesso premier è ormai in prossimità degli ottanta anni:
> tutti loro sono ormai mentalmente obsoleti, incapaci di astrarsi
> intellettualmente per comprendere su cosa e come intervenire, capaci solo di
> aizzarsi per le solite beghe di partito. Non me la prendo più di tanto con
> Berlusconi, Fini, D'Alema, Bersani, Bossi o Casini, ma con chi li vota. Alla
> fine gli italiani hanno la classe politica che si merita e la stessa si
> dimostra un fedele specchio del paese.
>
> Quei pochi vanti che avevamo nei confronti di altre nazioni non li abbiamo
> mai coltivati a sufficienza, lasciandoli appassire lentamente: qualcuno mi
> ricorda come in più occasioni abbia menzionato il mancato sfruttamento del
> potenziale turistico ed artistico italiano. Non rinnego questa mia
> constatazione, tuttavia soffermiamoci a riflettere su come è strutturato
> questo potenziale inespresso: migliaia di alberghi, pensioni, residence
> ormai fatiscenti, la maggior parte a conduzione familiare, risalenti,
> assieme all'arredamento, a oltre trent'anni fa. Per non parlare delle
> logiche campanilistiche di attrazione ed accoglienza turistica di enti
> locali, aziende di soggiorno ed associazioni di albergatori che competono
> una con l'altra. Piuttosto che fare sistema tra di loro preferiscono perdere
> il cliente: è la logica dell'orto di casa, quello che è mio non lo condivido
> con nessuno. Purtroppo manca un disegno di regia unitaria che dia l'imprimatur
> ad una svolta gestionale e direzionale degna del paese che "in teoria" vanta
> il maggior appeal turistico ed artistico del mondo. Per questo motivo a
> guidare il Ministero del Turismo ci dovrebbe essere un "dream team"
> costituito dai migliori marketing manager del mondo, e non una ex valletta
> di periferia dalle discutibili competenze professionali ed imprenditoriali.
>
> Qualcuno mi scrive confidando molto presto in una rivoluzione, magari in una
> rivoluzione culturale per cambiare definitivamente il destino di lento e
> progressivo impoverimento del paese, che ormai vive solo grazie alle
> montagne di risparmio accantonato e al mercato sommerso dell'evasione
> fiscale. Ma chi dovrebbe farla questa rivoluzione ? Le forze giovanili
> attuali ? Prima mi viene da piangere e dopo da ridere: intere generazioni di
> ragazzi italiani buoni purtroppo a nulla, senza spirito di sacrificio e con
> professionalità inesistente, tutto questo grazie a scuole superiori e
> laureifici (leggasi università di stato) attrezzati per elargire una qualche
> sorta di riconoscimento accademico o suo surrogato. Le lauree italiane (al
> pari dei diplomi) non servono ormai più a nulla in quanto è cessata da quasi
> vent'anni la funzione sociale per cui sono state concepite ovvero fare
> selezione, individuare i più promettenti, scartare gli inetti e bocciare gli
> incapaci. Care mamme evitate di scrivermi dicendo che vostro figlio è un
> genio e che sono esagerato: fate così mandatelo a lavorare all'estero,
> vediamo chi ve lo assume per una mansione dirigenziale. La formazione
> accademica italiana era tra le migliori (forse la migliore al mondo) fino a
> 20/25 anni fa, poi lentamente questo primato ci è stato sottratto per l'incapacità
> di aggiornare il modello scolastico e soprattutto per la lentezza di
> ammodernizzarsi dell'intero paese. Sicuramente qualcuno che vale esiste
> (purtroppo sono veramente molto pochi), ma vale per un qualche dono di
> natura, non certo per quello che le istituzioni scolastiche ed accademiche
> gli hanno insegnato.
>
> Tra vent'anni in Italia ci scontreremo con un'altra triste realtà, quella di
> non essere più a casa nostra: grazie infatti ad un liberismo sfrenato alle
> frontiere, saranno infatti in maggioranza numerica tutte le altre etnie che
> abbiamo fatto entrare senza tante riflessioni, con un aumento della
> conflittualità sociale che ora non immaginiamo nemmeno. Aumentano in
> continuazione invece i paesi occidentali che stanno facendo l'impossibile
> per far rimpatriare le ondate di immigrazione degli anni precedenti,
> proponendo addirittura bonus economici a chi se ne ritorna da dove è venuto.
> Ovunque (persino a Malta), tranne in Italia, ci si rende conto dei disagi e
> danni economici che hanno provocato gli extracomunitari (abbassamento dei
> livelli salariali, criminalità per le strade, intolleranza nei confronti
> della cultura ospitante, prostituzione, disagio e tensione sociale con gli
> autoctoni). Noi italiani invece per evitare di offendere la sensibilità di
> qualche attivista per l'integrazione razziale stiamo serenamente lasciando
> che questa diventi la casa di qualcun'altro. Per le conseguenze che ci
> aspettano, la gestione dei flussi migratori dovrebbe essere una priorità
> nazionale. In qualsiasi città italiana andiate vi rendete conto voi stessi
> di un dato oggettivo: queste persone non solo non si sono integrate, ma
> nemmeno lo vogliono, ogni etnia infatti si è autoghettizzata per conto
> proprio (dai cinesi ai nordafricani, ogni comunità vive con le sue regole,
> fregandosesene del paese che la ospita.
>
> Datemi retta vendete tutto quello che ha senso vendere e accaparratevi quel
> poco di buono che ancora rimane dell'Italia: tra quindici anni ci chiederemo
> come sia potuto accadere, come sia stato possibile lasciar marcire il paese
> fino a qualche anno fa invidiato da tutti. Se qualcuno di voi spera in
> qualcosa, allora deve sperare che arrivi, emerga o si imponga un nuovo
> Lorenzo Il Magnifico, una personalità giovane, visionaria, intraprendente,
> scomoda per l'attuale establishment industriale e politico, che abbia la
> capacità di rinnovare il paese, e stravolgere la sua popolazione, proprio
> come fece allora Lorenzo Dè Medici riformando completamente tutte le
> istituzioni statali dell'epoca e risolvendo le rivalità e le problematiche
> dei grandi gruppi di potere, assicurando al tempo stesso un periodo di
> equilibrio, crescita, stabilità e slancio per tutta la penisola. Tuttavia
> fin tanto che da quasi vent'anni in Italia continuano ad alternarsi a
> livello politico e mediatico sempre gli stessi attori (da Berlusconi a D'Alema,
> da Montezemolo a Tatò, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà), il problema non
> sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai
> assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: e
> mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi
> rugge.
>
>

Deflazione e delocalizzazione saranno gli incubi italiani per i prossimi
anni.

--
--
Crisi immobiliare italiana e prezzi in discesa per molto..molto.. tempo
ancora
http://datamaxy.altervista.org/index.php
--------------------------------------------
  #3  
Vecchio 26-08-2010, 23.32.56
Nino
Guest
 
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Predefinito Re: DISTINTI SALUMI


"Luce Nera" <Luce@Nera> ha scritto nel messaggio
news:4c76bf1a$1@newsgate.x-privat.org...
> Eugenio Benetazzo
>
> DISTINTI SALUMI (pubblicato in data 25/08/2010)
>
>
>
> Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l'Italia, non ci penserei un
> attimo.
[cuttone]

E' da almeno 10 anni che ripeto (e scrivo, anche su questo NG) che

globalizzazione, delocalizzazioni, concorrenza sfrenata e libero mercato,
seconda repubblica, supremazia della finanza sulla politica, assenza di
socialismo e solidarietà distributiva, flessibilità del lavoro e precariato,
scuola che laurea gli ignoranti, disvalori del velinismo, sprechi, ecc.....

sono il cancro che porterà alla miseria chi avrà la ventura di esserci
ancora
fra 30-40 anni.

Nino


  #4  
Vecchio 27-08-2010, 11.10.55
l\'orsotoro®
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Predefinito Re: DISTINTI SALUMI

Nino <Nino@alice.it> ha scritto:

>
> "Luce Nera" <Luce@Nera> ha scritto nel messaggio
> news:4c76bf1a$1@newsgate.x-privat.org...
> > Eugenio Benetazzo
> >
> > DISTINTI SALUMI (pubblicato in data 25/08/2010)
> >
> >
> >
> > Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l'Italia, non ci
penserei un
> > attimo.
> [cuttone]
>
> E' da almeno 10 anni che ripeto (e scrivo, anche su questo NG) che
>
> globalizzazione, delocalizzazioni, concorrenza sfrenata e libero
mercato,
> seconda repubblica, supremazia della finanza sulla politica, assenza di
> socialismo e solidarietà distributiva, flessibilità del lavoro e
precariato,
> scuola che laurea gli ignoranti, disvalori del velinismo, sprechi,
ecc.....
>
> sono il cancro che porterà alla miseria chi avrà la ventura di esserci
> ancora
> fra 30-40 anni.

La tua è solo invidia per i giovani.



--
“Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo
comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il
pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai
suoi interessi”
[Rothschild, 1863]

  #5  
Vecchio 27-08-2010, 12.48.08
Nino
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Predefinito Re: DISTINTI SALUMI


"l'orsotoro®" <21488invalid@mynewsgate.net> ha scritto nel messaggio
news:2010082709105521488@mynewsgate.net...
> Nino <Nino@alice.it> ha scritto:
>
>>
>> "Luce Nera" <Luce@Nera> ha scritto nel messaggio
>> news:4c76bf1a$1@newsgate.x-privat.org...
>> > Eugenio Benetazzo
>> >
>> > DISTINTI SALUMI (pubblicato in data 25/08/2010)
>> >
>> >
>> >
>> > Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l'Italia, non ci
> penserei un
>> > attimo.
>> [cuttone]
>>
>> E' da almeno 10 anni che ripeto (e scrivo, anche su questo NG) che
>>
>> globalizzazione, delocalizzazioni, concorrenza sfrenata e libero
> mercato,
>> seconda repubblica, supremazia della finanza sulla politica, assenza di
>> socialismo e solidarietà distributiva, flessibilità del lavoro e
> precariato,
>> scuola che laurea gli ignoranti, disvalori del velinismo, sprechi,
> ecc.....
>>
>> sono il cancro che porterà alla miseria chi avrà la ventura di esserci
>> ancora
>> fra 30-40 anni.
>
> La tua è solo invidia per i giovani.
>
>

Guarda che non è bello avere fame (da vivi), avere i denti e non il pane....
Stai in campana, tornerà il cannibalismo.


 

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distinti, salumi
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