La truffa del Cavaliere. Gli abusi, la violenza, gli inganni, l'umiliazione delle istituzioni dell'affaire Brancher.
Il capo dello Stato smaschera il gioco e lascia senza veli gli abusi
di potere, la truffa politica, l'umiliazione delle istituzioni occultati
nell'affaire Brancher. Il neo-ministro - cooptato da Berlusconi
a capo di un dicastero
al solo scopo di evitargli un processo per appropriazione indebita
- si e' aggrappato al "legittimo impedimento" per evitare il
dibattimento. "Devo organizzare il ministero" si e' giustificato con i
giudici. Non c'e' nulla da organizzare, spiega ora Giorgio Napolitano,
perche' il ministero di Brancher - quale che sia: per l'attuazione
del federalismo o per il decentramento e la sussidiarieta' - e' un
ministero senza portafoglio.
Quindi, conclude una nota del Quirinale, "non c'e' nessun nuovo ministero da
organizzare" e, di conseguenza, nessun legittimo impedimento da invocare.
La logica conclusione dell'intervento del capo dello Stato sembra essere:
c'e' un solo, corretto gesto che oggi il neo-ministro puo' proporre: si
faccia processare. Le poche parole di Napolitano, secche e fattuali,
lasciano l'intera Operazione Impunita' del governo Berlusconi senza alibi.
Ne mostrano la violenza istituzionale.
Contiamo gli abusi, gli inganni, le truffe dell'affaire. E' stato ingannato
il capo dello Stato. Gli e' stata presentata la nomina di Brancher come
un riequilibrio indispensabile all'efficienza del governo, era soltanto un
espediente per rendere quell'uomo immune alla giustizia. Si e' lasciato
credere - a un Paese in attesa decisioni e politiche che lo proteggano
dalla crisi - che fosse necessario un nuovo ministero. Falso.
Di questo ministero - di cui peraltro si ignorano ragione, missione e
anche la denominazione - non c'è alcun bisogno.
Si e' piegata l'oggettivita' di una funzione pubblica, la legittimita' di
un'istituzione (addirittura, il governo) alla soggettiva urgenza di un
signore che, da sempre nell'inner circle di Arcore, e' nel cuore di Silvio
Berlusconi fin dai tempi in cui il Cesare di oggi era soltanto uno
spregiudicato imprenditore.
Si e' mentito ai giudici. Un falso doppio.
Ha mentito l'imputato-ministro, ma ha mentito anche il governo che,
al contrario del capo dello Stato, ha taciuto per un'intera giornata
una verita' elementare:
Brancher non ha alcun ministero da organizzare.
La sequenza di abusi, inganni e truffe del governo rende necessario
soddisfare con qualche risposta pubblica una curiosità e indispensabile
una mossa politica. La curiosita' e' sulla bocca di tutti: perche' Silvio
Berlusconi si e' cacciato in questo pasticcio? Ne aveva proprio bisogno?
Che cosa ce lo ha costretto? A ragionare su quel che si sa,
e' incomprensibile.
Aldo Brancher e' imputato, nel processo Antonveneta, di appropriazione
indebita. Ha "grattato" qualche centinaia di migliaia di euro al banchiere
Gianpiero Fiorani. Brancher avrebbe potuto affrontare il processo senza
troppi patemi e approfittare agevolmente dei labirinti procedurali messi a
punto in due legislature dal Cavaliere per annientare il processo penale e
rendere arduo ogni accertamento dei fatti e delle responsabilità. L'ampio
ventaglio di opportunità offerte da codici, che hanno ridotto il processo a
ferro arrugginito, gli avrebbero ragionevolmente dato la possibilita' di
farla franca senza danno. Ma ammettiamo che, con una sentenza,
il danno alla fine sarebbe arrivato. Quale danno? Una condanna
neutralizzata dall'indulto che avrebbe fatto fatica a guadagnare,
nei giornali, uno spaziuccio tra le brevi di cronache.
Perche' allora sollevare questo polverone? Perche' accendere
le luci su un processo che si trascina stancamente nella penombra
e nel disinteresse? Quale minaccioso racconto o vergogna puo'
farvi capolino se l'imputato Brancher entra in aula?
Perche' Berlusconi si convince a mettere la sua faccia su un abuso
politico e una truffa istituzionale che, senza alcuna speranza
di occultamento, avrebbero provocato l'interesse dell'opinione pubblica,
l'irritazione dell'alleato leghista, la contrarietà del cofondatore del
Popolo della Liberta', il fragore dell'opposizione?
Un gioco a saldo tutto, e decisamente, negativo.
Bisogna allora chiedersi: qual e' la ragione che obbliga Berlusconi
ad affrontare questa tempesta? Quale ricatto si muove dietro le quinte?
E quale fragilita' il capo del governo deve coprire con la cooptazione
nel governo di Aldo Brancher?
Re: La truffa del Cavaliere. Gli abusi, la violenza, gli inganni, l'umiliazione delle istituzioni dell'affaire Brancher.
"MaraMao" <eu@eu.eu> ha scritto nel messaggio
news:4SiVn.73088$Ua.16009@twister2.libero.it...
> il problema non è il cavaliere, ma il cavallo.
Il problema è invece proprio il cosi' detto "cavaliere".
Ma possiamo essere certi che il cavallo si comporterebbe
senz'altro con maggiore senso dello Stato, delle istituzioni e
sicuramente avrebbe anche piu' rispetto per le persone.
Un'ingiuria reiterata nei confronti delle istituzioni
epotilone: Umberto Bossi e il vilipendio alla bandiera:
condanna confermata (15 Giugno).
Non ci permetteremo certo di suggerire al capo dello Stato
ciò che egli deve o non deve fare.
Ma la presenza al...