Le borse nel cul de sac del debito incomprimibile
Mercato sotto tutela. Tutto a debito. Saltano i conti. Nuovo debito,
quello pubblico, fragilissimo
Mauro Artibani
lunedì, 17 maggio 2010 - 11:13 Commenta Share6postalo su Buzzcondividi
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Le borse si sono ficcate nella trappola del debito incomprimibile dal
costo insostenibile. Stanno scontando quel che non pensavano di dover
scontare: non è un bel vedere. Veniamo ai fatti: i redditi da lavoro
erogati per produrre merci sono risultati insufficienti per acquistare
quanto prodotto; questa la crisi.
Due le opzioni per andare oltre.
La prima, scelta da pochi, quella del mercato efficiente: deflazione,
ovvero riduzione dei prezzi per aumentare il potere d'acquisto del reddito.
La seconda, scelta dalle borse, quella del mercato sotto tutela:
reflazione. Tutto a debito, quello fatto dai consumatori, ficcato dentro
l'economia ha tentato di surrogare quell'insufficienza fino a far
saltare i conti. Per uscire dall’empasse, si è ficcato dentro nuovo
debito, quello pubblico, fragilissimo.
Politiche keynesiane, quelle degli sgravi fiscali, ancor quelle di
sostegno alla crescita hanno prosciugato le casse statali ma la
recessione economica non recede. Recede però la capacitÃ* dell’impegno
pubblico di dare sprone all’economia: deficit e debiti hanno il fiato
grosso.
Si paventano default che sollecitano tagli di spesa.
Il welfare traballa: tagli ai costi delle casse di previdenza, ai costi
della spesa sanitaria, a quelli dei servizi sociali; meno lavori
pubblici, riduzione di stipendio ai pubblici dipendenti.
D’acchito: pensioni e stipendi contratti, pezzi di sanitÃ* a pagamento,
servizi assistenziali privati del sostegno pubblico.
Ergo, aumenta la spesa privata, ancor meno reddito a disposizione: nuovo
debito privato, minore capacitÃ* di sostenere la domanda; riduzione
della capacitÃ* contributiva e, mi sia consentita la ripetizione, debito
pubblico incomprimibile, dal costo insostenibile.
Et voilÃ*, le borse si svegliano dal torpore e vanno giù.
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D’Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
Re: Le borse nel cul de sac del debito incomprimibile
"LoZioPuparo" ha scritto
> Veniamo ai fatti: i redditi da lavoro
> erogati per produrre merci sono risultati insufficienti per acquistare
> quanto prodotto; questa la crisi.
> Due le opzioni per andare oltre.
> La prima, scelta da pochi, quella del mercato efficiente: deflazione,
> La seconda, scelta dalle borse, quella del mercato sotto tutela:
> reflazione.
Terza. Ristabilire il divario tra il reddito più alto e quello più basso in
un'azienda.