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  #1  
Vecchio 14-05-2010, 15.08.54
* Jack * ~DUEHAMMER~
Guest
 
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Predefinito Presagio di grandi catastrofi di Míkis Theodorakis

Con il buon senso di cui dispongo, non posso spiegarmi e ancor meno
giustificare la rapidità con cui il nostro paese è precipitato rispetto ai
livelli del 2009, al punto tale che noi stiamo perdendo una parte della
nostra sovranità nazionale a vantaggio del Fondo Monetario Internazionale
FMI e veniamo posti sotto tutela.


Ed è strano che nessuno, fino a questo momento, non abbia fatto la cosa più
semplice, vale a dire, risalire il corso della nostra economia a partire da
quel periodo ad oggi, con fatti e cifre, in modo che noi, i non iniziati,
abbiamo la possibilità di comprendere le effettive ragioni di questa
evoluzione vertiginosa e senza precedenti degli accadimenti che hanno
determinato la perdita della nostra indipendenza nazionale, accompagnata
dall'umiliazione internazionale che dobbiamo subire.

Ho sentito parlare di un debito di 360 miliardi, ma nello stesso tempo vedo
che molti altri paesi hanno debiti simili a questo, se non ancora più
grandi.

Dunque, non può essere questa la ragione principale delle nostre disgrazie.
Quello che allo stesso modo mi disturba è l'elemento di esagerazione nei
colpi assestati al nostro paese a livello internazionale; che una azione di
tale misura sia stata concertata in modo così palese contro un paese
finanziariamente insignificante, questo desta sospetti.

Per questo, sono pervenuto alla conclusione che certi personaggi ci
riversano addosso vergogna e paura, in modo da gettarci nelle spire del FMI,
che costituisce un fattore fondamentale della politica espansionistica degli
Stati Uniti.

Tutti i discorsi sulla solidarietà europea non sono stati che polvere negli
occhi, in modo da dissimulare il fatto che si tratta chiaramente di una
iniziativa usamericana, che mira a farci piombare in una crisi finanziaria
largamente artificiosa, con lo scopo di far vivere il nostro popolo nella
paura, di renderlo ancora più povero, di sottrargli realizzazioni e
conquiste preziose e alla fine di metterlo in ginocchio, consenziente perché
costretto ad essere dominato dagli stranieri.

Ma a chi serve tutto questo? Quali sono i progetti da realizzare, quali sono
gli obiettivi da conseguire?

Benché sia sempre stato, e che lo sia ancora, partigiano dell'amicizia
greco-turca, devo dire nondimeno di essere preoccupato per il rafforzamento
improvviso delle relazioni fra i nostri due governi, per le riunioni dei
ministri e di altri funzionari, per i movimenti a Cipro e la visita di M.
Erdogan. Io sospetto che dietro a tutto questo si celino la politica degli
Stati Uniti e i loro progetti, che destano sospetti, relativi alla nostra
posizione geografica, all'esistenza di giacimenti sottomarini, al regime di
Cipro e al mare Egeo, ai nostri confinanti del Nord e al comportamento
arrogante della Turchia; piani che fino a questo momento sono andati a vuoto
solamente per la diffidenza e l'opposizione del popolo greco.

Attorno a noi, tutti, chi più chi meno, sono saliti sul carro in movimento
degli Stati Uniti. Noi soli abbiamo rappresentato l'unica nota stonata, noi
che, dall'insediamento della giunta militare e dalla perdita del 40% di
Cipro fino all'abbraccio con Skopje (ARYM - ex Repubblica jugoslava di
Macedonia) e con gli ultranazionalisti albanesi, abbiamo ricevuto bastonate
di continuo, ma non siamo ancora divenuti "ragionevoli".

Di conseguenza, come popolo, dobbiamo essere sottomessi, e questo è
esattamente quello che sta arrivando oggi. Io sfido gli economisti, i
politici e gli analisti a provarmi il contrario. Io credo che non ci sia
spiegazione plausibile, altro che quella di un complotto internazionale, con
la partecipazione degli Europei filo-statunitensi, come la signora Merkel,
la Banca Centrale europea e la stampa reazionaria internazionale, che hanno
progettato il loro "gran colpo", in modo da ridurre una nazione libera in
schiavitù. Quanto meno, personalmente, non posso trovare proprio un'altra
spiegazione. Comunque, io riconosco che non sono in possesso di conoscenze
specifiche e che le mie parole poggiano solo sul buon senso. Ma potrebbe
darsi che ci siano tante altre persone che sono pervenute alla medesima
conclusione - e questo lo vedremo nei giorni a venire.

In ogni caso, resto fermo nel preparare l'opinione pubblica e a sottolineare
che, se la mia analisi è giusta, allora la crisi finanziaria (la quale, come
ho già affermato, ci è stata imposta) non è altro che la prima bibita amara
nella festa sontuosa che si sta preparando e che questa volta riguarderà
questioni nazionali tanto vitali che non desidero proprio immaginare dove
questo ci condurrà.

Spero di ingannarmi!


Alt 14-05-2010, 15.08.54
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 14-05-2010, 16.42.34
marcinkus
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Presagio di grandi catastrofi di Míkis Theodorakis


"* Jack * ~DUEHAMMER~" <nospam@taks.com> wrote in message
news:4bed4b69$0$18659$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...

Delirante.

M.

  #3  
Vecchio 14-05-2010, 18.15.23
Rovettese Rovettese
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Presagio di grandi catastrofi di Míkis Theodorakis

On 14 Mag, 15:08, "* Jack * ~DUEHAMMER~" <nos...@taks.com> wrote:

> Spero di ingannarmi!


Il sig. Mikis Theodorakis, compositore greco, famoso anche per il suo
impegno nella vita politica del suo paese, SI E' INGANNATO
Rovettese

  #4  
Vecchio 15-05-2010, 00.44.39
Gobo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Presagio di grandi catastrofi di Míkis Theodorakis

Il /14 mag 2010/, ** Jack * ~DUEHAMMER~* ha scritto:

> Spero di ingannarmi!

No, non s'inganna, ma vede le cose dal suo interno anziché capire che
le maglie pià deboli dell'area euro saranno quelle pià colpite come già
successe nel 92 con la lira ed il marco...qualcuno ricoderà, vero?

Lo stesso accede ora e se Volker e GS sono su opposti fronti, in USA,
al di fuori sono uniti per abbattere la moneta che ha messo il dollaro
orami alla porta.

I veri piigs stanno proprio lì.

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Tags
catastrofi, grandi, míkis, presagio, theodorakis
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