In pochi giorni i tassi sui titoli di stato Greci sono arrivati a
toccare livelli mai visti per un paese dell'area euro, tassi che
scontano un vero e proprio fallimento del Paese e che hanno messo
pressione anche sugli altri Paesi
di Edoardo Fagnani
venerdì, 7 maggio 2010 - 14:11
Le prospettive del mercato obbligazionario dopo il salvataggio del Paese
ellenico.
La posizione di Pioneer investiments
In pochi giorni i tassi sui titoli di stato Greci sono arrivati a
toccare livelli mai visti per un paese dell'area euro, tassi che
scontano un vero e proprio fallimento del Paese e che hanno messo
pressione anche sugli altri Paesi. Poi è arrivato l'intervento di
salvataggio dell'Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale. A che
punto è la “tempesta� quali le prospettive a breve e lungo, soprattutto
per il mercato obbligazionario?
Il parere di Cosimo Marasciulo, consulente Obbligazionario Pioneer
Investments, UniCredit Group.
1. Quale è la situazione per la Grecia dopo gli interventi?
L’aumento del sostegno finanziario dai 40 ai 110 miliardi di euro si
avvicina di più all’effettivo fabbisogno della Grecia, ma se non
seguiranno drastiche manovre di risanamento anche questo si rivelerÃ*
inadeguato. Le condizioni stabilite per usufruire di questi aiuti
appaiono talmente rigorose da giudicare il piano non soltanto un
salvataggio ma addirittura una acquisizione della Grecia da parte di
altri paesi, almeno sotto l’aspetto della sovranitÃ* fiscale. Di fatto,
come hanno giustamente scritto alcuni giornali, la Grecia è un paese
sotto “tutela†ma questo è il prezzo da pagare in cambio di una paratia
“isolante†dai mercati finanziari.
2. Quali sono gli effetti di questa crisi sull'economia Europea e per
l'Euro?
Come abbiamo visto non è solo la Grecia ad essere soggetta a critiche
per la gestione dei conti pubblici. L’aumento del rischio paese ha
coinvolto in diversa misura altri paesi le cui economie sono da tempo
cresciute meno della media europea o, nel caso della Spagna, sono
cresciute per un certo tempo di più ma facendo troppa leva sul settore
edilizio che poi con la crisi ha subito un vero collasso. Prima di
mettere a posto strutturalmente l’economia e renderla più simile a
quella tedesca questi paesi dovranno far fronte anche loro a strette
fiscali. Purtroppo i consumi interni non hanno mai sostenuto molto la
crescita in Europa e certe misure (che siano tagli di spesa o
inasprimenti fiscali) non faranno bene. Resta così la valvola di sfogo
delle esportazioni e così un euro più debole non può che fare comodo.
Avete notato che i politici non hanno accusato gli speculatori de
mercato dei cambi ??
3. Pensa che questa situazione possa influenzare anche la politica
monetaria della Banca Centrale Europea?
La BCE sarÃ* indotta ad aspettare più a lungo possibile prima di alzare i
tassi di interesse. Al momento il loro livello è ai minimi e come tale è
giustificato dalla presenza di una recessione. Secondo le statistiche
ufficiali la recessione sarebbe quasi terminata ma con la prospettiva di
politiche di contenimento del disavanzo pubblico il ritorno a una
crescita in linea con la media sarebbe rinviato. Le strette fiscali non
incoraggiano i consumi ed anche la necessitÃ* di mantenere la crescita
dei salari più bassa della produttivitÃ* avrebbe lo stesso effetto. In
queste condizioni se anche altre banche centrali alzassero i tassi di
interesse non sarebbero automaticamente seguite dalla BCE.
4. Dopo il salvataggio della Grecia quale scenario si prospetta oggi
per i titoli di stato europei e in particolare per quelli Italiani?
Il gruppo di quei paesi a rischio è piuttosto eterogeneo. Si va da un
Portogallo che ha più aspetti in comune con la Grecia ad un Italia che è
ben lungi dall’essere la prima sotto i riflettori come succedeva in
passato quando c’era una crisi importante. L’Italia è il paese col più
alto rapporto tra debito pubblico e PIL e questo sarebbe in genere un
grosso fattore di rischio se non fosse che gran parte è finanziato
dai risparmiatori italiani. E’ questa una condizione assolutamente
privilegiata rispetto agli altri del cosiddetto gruppo PIGS.
5. Come hanno reagito i portafogli Obbligazionari di Pioneer a questa
situazione?
"LoZioPuparo" <nomail@punto.it> ha scritto nel messaggio
news:G11Fn.167008$9f6.238226@twister1.libero.it...
> Titoli di Stato, che succede dopo la Grecia?
> In pochi giorni i tassi sui titoli di stato Greci sono arrivati a toccare
> livelli mai visti per un paese dell'area euro, tassi che scontano un vero
> e proprio fallimento del Paese e che hanno messo pressione anche sugli
> altri Paesi
> di Edoardo Fagnani
> venerdì, 7 maggio 2010 - 14:11
> Le prospettive del mercato obbligazionario dopo il salvataggio del Paese
> ellenico.
> La posizione di Pioneer investiments
> In pochi giorni i tassi sui titoli di stato Greci sono arrivati a toccare
> livelli mai visti per un paese dell'area euro, tassi che scontano un vero
> e proprio fallimento del Paese e che hanno messo pressione anche sugli
> altri Paesi. Poi è arrivato l'intervento di salvataggio dell'Unione
> Europea e Fondo Monetario Internazionale. A che punto è la "tempesta"?
> quali le prospettive a breve e lungo, soprattutto per il mercato
> obbligazionario?
> Il parere di Cosimo Marasciulo, consulente Obbligazionario Pioneer
> Investments, UniCredit Group.
> 1. Quale è la situazione per la Grecia dopo gli interventi?
> L'aumento del sostegno finanziario dai 40 ai 110 miliardi di euro si
> avvicina di più all'effettivo fabbisogno della Grecia, ma se non
> seguiranno drastiche manovre di risanamento anche questo si rivelerà
> inadeguato. Le condizioni stabilite per usufruire di questi aiuti appaiono
> talmente rigorose da giudicare il piano non soltanto un salvataggio ma
> addirittura una acquisizione della Grecia da parte di altri paesi, almeno
> sotto l'aspetto della sovranità fiscale. Di fatto, come hanno giustamente
> scritto alcuni giornali, la Grecia è un paese sotto "tutela" ma questo è
> il prezzo da pagare in cambio di una paratia "isolante" dai mercati
> finanziari.
> 2. Quali sono gli effetti di questa crisi sull'economia Europea e per
> l'Euro?
> Come abbiamo visto non è solo la Grecia ad essere soggetta a critiche per
> la gestione dei conti pubblici. L'aumento del rischio paese ha coinvolto
> in diversa misura altri paesi le cui economie sono da tempo cresciute meno
> della media europea o, nel caso della Spagna, sono cresciute per un certo
> tempo di più ma facendo troppa leva sul settore edilizio che poi con la
> crisi ha subito un vero collasso. Prima di mettere a posto strutturalmente
> l'economia e renderla più simile a quella tedesca questi paesi dovranno
> far fronte anche loro a strette fiscali. Purtroppo i consumi interni non
> hanno mai sostenuto molto la crescita in Europa e certe misure (che siano
> tagli di spesa o inasprimenti fiscali) non faranno bene. Resta così la
> valvola di sfogo delle esportazioni e così un euro più debole non può che
> fare comodo. Avete notato che i politici non hanno accusato gli
> speculatori de mercato dei cambi ??
> 3. Pensa che questa situazione possa influenzare anche la politica
> monetaria della Banca Centrale Europea?
> La BCE sarà indotta ad aspettare più a lungo possibile prima di alzare i
> tassi di interesse. Al momento il loro livello è ai minimi e come tale è
> giustificato dalla presenza di una recessione. Secondo le statistiche
> ufficiali la recessione sarebbe quasi terminata ma con la prospettiva di
> politiche di contenimento del disavanzo pubblico il ritorno a una crescita
> in linea con la media sarebbe rinviato. Le strette fiscali non
> incoraggiano i consumi ed anche la necessità di mantenere la crescita dei
> salari più bassa della produttività avrebbe lo stesso effetto. In queste
> condizioni se anche altre banche centrali alzassero i tassi di interesse
> non sarebbero automaticamente seguite dalla BCE.
> 4. Dopo il salvataggio della Grecia quale scenario si prospetta oggi
> per i titoli di stato europei e in particolare per quelli Italiani?
> Il gruppo di quei paesi a rischio è piuttosto eterogeneo. Si va da un
> Portogallo che ha più aspetti in comune con la Grecia ad un Italia che è
> ben lungi dall'essere la prima sotto i riflettori come succedeva in
> passato quando c'era una crisi importante. L'Italia è il paese col più
> alto rapporto tra debito pubblico e PIL e questo sarebbe in genere un
> grosso fattore di rischio se non fosse che gran parte è finanziato dai
> risparmiatori italiani. E' questa una condizione assolutamente
> privilegiata rispetto agli altri del cosiddetto gruppo PIGS.
> 5. Come hanno reagito i portafogli Obbligazionari di Pioneer a questa
> situazione?
> Abbiamo in prevalenza detenuto un sottopeso sui periferici pur se con
> notevoli differenze tra i vari membri del gruppo PIGS. L'Italia gode del
> migliore rapporto fra rischio e rendimento alla luce delle considerazioni
> fatte prime ed è il più rappresentato all'interno dei nostri portafogli.
> Non è solo una questione di preferenza perché la gran parte delle masse
> gestite sono in Italia. Anche le istituzioni ufficiali (Unione Europea,
> Fondo Monetario Internazionali) hanno espresso giudizi positivi sulla
> nostra politica economica e del resto un rapporto deficit/PIL inferiore
> alla media europea nel 2009 appare eloquente. Fra gli altri distinguiamo
> fra Spagna, dove il sottopeso è moderato, e Portogallo e naturalmente
> Grecia dove i rischi appaiono ancora troppo alti per riconsiderare la
> nostra posizione che nei fondi attivi specializzati resta nulla. Durante
> la fase più acuta della crisi abbiamo accentuato la preferenza per mercati
> sicuri come la Germania e questa ha certo influito positivamente sulla
> performance dei fondi a partire da quello che meglio riflette la nostra
> allocazione sui governativi dell'area euro.
...chi compra titoli di stato a questi prezzi,es. il btp 37 4% a 90,è solo
un ...pazzo!
+10% i CDS degli stati EU dopo il downgrade della grecia
123lagallinafailcaffe: Portugal 82.90 +12.63% +9.30
Greece 267.30 +11.96% +28.55
Germany 24.50 +11.33% +2.49
Spain 103.40 +10.91% +10.17
Italy 103.60 +10.73% +10.04
France 28.68 +10.33% +2.69
PINO
dopo la Grecia l'Italia
sensasghei: dopo tocca a noi, spero che prima di bruciare le banche bruicino la
pelliccia che ha sulla testa il nano.
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