E ora gli speculatori di Wall Street ,puntano sul fallimento dei"Pigs"
E ora gli speculatori di Wall Street
puntano sul fallimento dei "Pigs"
Le banche d'affari soffiano sul fuoco dell'euro-panico: "Quei paesi sono
come la Lehman". Il ministero della Giustizia Usa: gli hedge fund hanno
concordato un attacco all'euro. Obama in contatto con i governi europei:
"Siamo preoccupati" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI
NEW YORK - Il contagio della crisi greca all'intera eurozona "preoccupa
il presidente Obama". La Casa Bianca "segue gli sviluppi da vicino e si
tiene in stretto contatto con i governi europei". Non è solo la frana
dell'euro che preoccupa Obama. Washington osserva con nervosismo il
ritorno dei "soliti noti", i giganti della speculazione che da Wall
Street muovono all'attacco dell'eurozona.
È un copione sinistro, che alla Casa Bianca ricorda le tappe del
collasso finanziario del 2008-2009. Sono cambiati i bersagli, stavolta
sono gli Stati sovrani invece delle banche. Ma i metodi, gli strumenti,
i registi della grande offensiva anti-euro sono figure fin troppo
familiari. Ci sono le stesse agenzie di rating che nell'ultima crisi
ebbero un ruolo perverso. Furono Standard & Poor's, Moody's e Fitch ad
incollare le etichette prestigiose "Aaa" sui titoli tossici legati ai
mutui subprime. Incompetenza, conflitto d'interessi, la loro reputazione
ne uscì distrutta. Quegli scandali non hanno impedito che Standard &
Poor's sia all'origine dell'ultima crisi di sfiducia, per il
declassamento della Spagna (colpa delle regole europee: la Bce può
acquistare titoli del debito pubblico solo se raggiungono un rating minimo).
Soffiano sul fuoco dell'euro-panico le grandi banche di Wall Street,
noncuranti delle indagini avviate contro di loro dal Congresso, dalla
Sec e dalla Federal Reserve. Gli economisti di Goldman Sachs e JP Morgan
Chase ieri hanno lanciato in perfetta concordia un annuncio tremendo:
altro che i 45 miliardi di euro inizialmente previsti per il salvataggio
della Grecia, "ora gli aiuti necessari per arrestare il contagio in
altri paesi mediterranei sono di almeno 600 miliardi di euro". Si
tratta, sottolineano i due colossi bancari di Wall Street, di "una cifra
superiore al fondo Tarp (700 miliardi di dollari) varato nell'autunno
2008 dall'allora segretario al Tesoro Usa, Hank Paulson, per salvare il
sistema finanziario da un collasso mortale". L'economista Philip Lane
vede nella Grecia, nel Portogallo e nella Spagna "gli equivalenti
odierni di Bear Stearns e Lehman Brothers", le due banche fallite nel
2008. Il paragone fa paura perché i due istituti individualmente avevano
dimensioni "gestibili", ma il contagio della paura rischiò di travolgere
tutti gli altri. Tornano in primo piano i titoli derivati chiamati
"credit default swaps" (Cds). In apparenza sono contratti assicurativi,
per proteggersi dal rischio del fallimento di un debitore. In realtà
hanno assunto vita propria come formidabili strumenti speculativi,
consentono di scommettere sulle bancarotte per guadagnarci. Hanno un
effetto moltiplicatore, che si vede all'opera in queste ore. "Occhio
alle banche europee - avverte JP Morgan - perché gli istituti tedeschi,
francesi, olandesi e belgi più esposti verso l'Europa mediterranea
possono a loro volta essere coinvolti nelle perdite, quindi diventare
meno solidi".
Un'inchiesta del Department of Justice accusa i più importanti hedge
fund (Soros, Paulson, Grenlight, Sac capital) di aver concordato un
attacco simultaneo all'euro, in una cena segreta l'8 febbraio a Wall
Street. Il giorno dopo, 9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i
contratti futures che scommettevano su un tracollo dell'euro erano
schizzati oltre 54.000, un record storico. Con Goldman Sachs e Barclays
in buona vista nelle cronache su quelle grandi manovre. Il club dei
grandi banchieri, anche se accusati di frode dalla Sec come il chief
executive di Goldman Lloyd Blankfein, continua ad avere un potere
d'influenza. Indica la tendenza, si trascina dietro il mercato. Il fondo
Pimco, il più grande investitore privato del mondo in titoli di Stato,
ha sospeso ogni acquisto di titoli greci e sta considerando "l'abbandono
di tutta l'Europa periferica". Colossi industriali tradizionali come la
Coca Cola, corrono a proteggersi contro una frana dell'euro, e così
facendo usano gli stessi strumenti speculativi con cui gli hedge fund
accelerano quella caduta. Payden & Rygel, gestore di 50 miliardi di
fondi pensione californiani, ha svenduto titoli di Stato europei e
comprato derivati per lucrare sulla svalutazione dell'euro.
Perfino i piccoli risparmiatori sono trascinati in questo tsunami: è
aumentato del 57% il numero di clienti individuali che acquistano
"option" valutarie per puntare contro l'euro. Il colpo finale, secondo
il Wall Street Journal, "è quello che verrà se le stesse banche centrali
cominciano a mollare l'euro per limitare le perdite". Se la Fed, la
banca centrale cinese e giapponese dovessero ridurre le loro riserve in
euro "il prossimo scivolone sarà a quota 1,20 sul dollaro". E' lo
scenario che ha in mente l'Ocse quando avverte: "Siamo ben oltre il
pericolo del contagio. Il contagio c'è già stato. Questo è il virus
Ebola. Quando ce l'hai non ti resta che amputarti una gamba per
sopravvivere". L'amputazione, in questo caso, è l'uscita dall'Eurozona
dei paesi più deboli. Uno scenario che a Wall Street ha molti fautori.
Re: E ora gli speculatori di Wall Street ,puntano sul fallimento dei "Pigs"
>>interessante, ma ora se permetti dico la mia.
>>antefatto: che cosa hanno fatto le lobbies ( o poteri forti) quando dal
>>2000 al 2008 controllavano il governo bush per convincere tutto il mondo
>>occidentale
>>a muovere guerra all'afghanistan e all'iraq perchè a quei poteri forti
>>interessava il controllo strategico dello scrigno mondiale dell'oro nero e
>>cioè la zona del caspio? hanno scatenato il terrore con l'attacco alle
>>twin towers e con la balla delle adm di saddam. risultato: tutti hanno
>>accettato di andare in guerra.
>>ora il pallino è tornato in mano ai mondialisti, coloro che per intenderci
>>vogliono costruire gli stati uniti d'europa e controllare gli ex stati
>>sovrani sotto organismi
>>da loro stessi controllati.
>>e per far digerire ai riottosi europei non solo l'euro, ma anche una serie
>>di drastici provvedimenti "scatenano il terrore" (guarda caso) con
>>tempeste monetarie
>>artatamente montate!!! al termine di questa tempesta perfetta più nessuno
>>in europa protesterà e i governanti che oseranno non allinearsi verranno
>>spazzati via.
>>a proposito,chi ha già le valige pronte è il nostro pdc: allineato o meno
>>fa parte della cricca dei bush&blair e se non si farà da parte preparati
>>(prepariamoci) ad
>>un 8 settembre economico.
>>questa è ovviamente la mia idea.
>>ciao e buon pomeriggio.
"LoZioPuparo" <nomail@punto.it> ha scritto nel messaggio
news:mbcCn.163517$9f6.230132@twister1.libero.it...
>E ora gli speculatori di Wall Street
> puntano sul fallimento dei "Pigs"
> Le banche d'affari soffiano sul fuoco dell'euro-panico: "Quei paesi sono
> come la Lehman". Il ministero della Giustizia Usa: gli hedge fund hanno
> concordato un attacco all'euro. Obama in contatto con i governi europei:
> "Siamo preoccupati" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI
> NEW YORK - Il contagio della crisi greca all'intera eurozona "preoccupa il
> presidente Obama". La Casa Bianca "segue gli sviluppi da vicino e si tiene
> in stretto contatto con i governi europei". Non è solo la frana dell'euro
> che preoccupa Obama. Washington osserva con nervosismo il ritorno dei
> "soliti noti", i giganti della speculazione che da Wall Street muovono
> all'attacco dell'eurozona.
> È un copione sinistro, che alla Casa Bianca ricorda le tappe del collasso
> finanziario del 2008-2009. Sono cambiati i bersagli, stavolta sono gli
> Stati sovrani invece delle banche. Ma i metodi, gli strumenti, i registi
> della grande offensiva anti-euro sono figure fin troppo familiari. Ci sono
> le stesse agenzie di rating che nell'ultima crisi ebbero un ruolo
> perverso. Furono Standard & Poor's, Moody's e Fitch ad incollare le
> etichette prestigiose "Aaa" sui titoli tossici legati ai mutui subprime.
> Incompetenza, conflitto d'interessi, la loro reputazione ne uscì
> distrutta. Quegli scandali non hanno impedito che Standard & Poor's sia
> all'origine dell'ultima crisi di sfiducia, per il declassamento della
> Spagna (colpa delle regole europee: la Bce può acquistare titoli del
> debito pubblico solo se raggiungono un rating minimo).
> Soffiano sul fuoco dell'euro-panico le grandi banche di Wall Street,
> noncuranti delle indagini avviate contro di loro dal Congresso, dalla Sec
> e dalla Federal Reserve. Gli economisti di Goldman Sachs e JP Morgan Chase
> ieri hanno lanciato in perfetta concordia un annuncio tremendo: altro che
> i 45 miliardi di euro inizialmente previsti per il salvataggio della
> Grecia, "ora gli aiuti necessari per arrestare il contagio in altri paesi
> mediterranei sono di almeno 600 miliardi di euro". Si tratta, sottolineano
> i due colossi bancari di Wall Street, di "una cifra superiore al fondo
> Tarp (700 miliardi di dollari) varato nell'autunno 2008 dall'allora
> segretario al Tesoro Usa, Hank Paulson, per salvare il sistema finanziario
> da un collasso mortale". L'economista Philip Lane vede nella Grecia, nel
> Portogallo e nella Spagna "gli equivalenti odierni di Bear Stearns e
> Lehman Brothers", le due banche fallite nel 2008. Il paragone fa paura
> perché i due istituti individualmente avevano dimensioni "gestibili", ma
> il contagio della paura rischiò di travolgere tutti gli altri. Tornano in
> primo piano i titoli derivati chiamati "credit default swaps" (Cds). In
> apparenza sono contratti assicurativi, per proteggersi dal rischio del
> fallimento di un debitore. In realtà hanno assunto vita propria come
> formidabili strumenti speculativi, consentono di scommettere sulle
> bancarotte per guadagnarci. Hanno un effetto moltiplicatore, che si vede
> all'opera in queste ore. "Occhio alle banche europee - avverte JP Morgan -
> perché gli istituti tedeschi, francesi, olandesi e belgi più esposti verso
> l'Europa mediterranea possono a loro volta essere coinvolti nelle perdite,
> quindi diventare meno solidi".
> Un'inchiesta del Department of Justice accusa i più importanti hedge fund
> (Soros, Paulson, Grenlight, Sac capital) di aver concordato un attacco
> simultaneo all'euro, in una cena segreta l'8 febbraio a Wall Street. Il
> giorno dopo, 9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i contratti
> futures che scommettevano su un tracollo dell'euro erano schizzati oltre
> 54.000, un record storico. Con Goldman Sachs e Barclays in buona vista
> nelle cronache su quelle grandi manovre. Il club dei grandi banchieri,
> anche se accusati di frode dalla Sec come il chief executive di Goldman
> Lloyd Blankfein, continua ad avere un potere d'influenza. Indica la
> tendenza, si trascina dietro il mercato. Il fondo Pimco, il più grande
> investitore privato del mondo in titoli di Stato, ha sospeso ogni acquisto
> di titoli greci e sta considerando "l'abbandono di tutta l'Europa
> periferica". Colossi industriali tradizionali come la Coca Cola, corrono a
> proteggersi contro una frana dell'euro, e così facendo usano gli stessi
> strumenti speculativi con cui gli hedge fund accelerano quella caduta.
> Payden & Rygel, gestore di 50 miliardi di fondi pensione californiani, ha
> svenduto titoli di Stato europei e comprato derivati per lucrare sulla
> svalutazione dell'euro.
> Perfino i piccoli risparmiatori sono trascinati in questo tsunami: è
> aumentato del 57% il numero di clienti individuali che acquistano "option"
> valutarie per puntare contro l'euro. Il colpo finale, secondo il Wall
> Street Journal, "è quello che verrà se le stesse banche centrali
> cominciano a mollare l'euro per limitare le perdite". Se la Fed, la banca
> centrale cinese e giapponese dovessero ridurre le loro riserve in euro "il
> prossimo scivolone sarà a quota 1,20 sul dollaro". E' lo scenario che ha
> in mente l'Ocse quando avverte: "Siamo ben oltre il pericolo del contagio.
> Il contagio c'è già stato. Questo è il virus Ebola. Quando ce l'hai non ti
> resta che amputarti una gamba per sopravvivere". L'amputazione, in questo
> caso, è l'uscita dall'Eurozona dei paesi più deboli. Uno scenario che a
> Wall Street ha molti fautori.
"Una vergogna i bonus di Wall Street"
* Jack * ~14-7-1789~: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-presidenza-2/piano-stimolo/piano-stimolo.html
presentatategli Alessandro il Grande Elemosiniere vediamo cosa pensa Obama
del suo...