Green economy, l´ultima congiura Goldman,di Federico Rampini - 18/04/2010
Green economy, l´ultima congiura Goldman
di Federico Rampini - 18/04/2010
Fonte: La Repubblica [scheda fonte]
Green economy, l´ultima congiura Goldman così la Sec ha fermato i
padroni di Wall Street
Nel mirino della banca il piano verde di Obama. Doveva essere questa la
vittima designata della prossima "bolla speculativa" La Casa Bianca
vuole limitare il dominio dell´istituto sulla finanza mondiale
Quella che il settimanale Rolling Stone ha battezzato The Vampire Squid
(la piovra-vampiro), da 80 anni lascia le impronte sulle euforìe
speculative e sui crac della finanza americana. Uscendone sempre
intatta. Una storia così gloriosa alimenta il senso di impunitÃ*, fino
all´arroganza. Il primo a notarlo è l´economista John Kenneth Galbraith
nella celebre opera Il grande crollo del 1929. Un capitolo è intitolato
"In Goldman Sachs We Trust", parodia del motto stampato su tutte le
banconote di dollari: abbiamo fiducia in Dio. Negli anni Venti del
secolo scorso la Goldman è all´avanguardia nella diffusione degli
"investment trust", antenati degli odierni fondi comuni d´investimento.
Liberi di accumulare debiti, quei titoli hanno un ruolo nefasto nel crac
di Wall Street a cui segue la Grande Depressione.
Gli anni 70 e 80 sono decenni di innovazioni finanziarie in America e
nel mondo. Finiscono le restrizioni sui movimenti di capitali. Negli Usa
cade la barriera tra banche di depositi e merchant bank. A New York e
Londra i Big Bang liberalizzano le Borse. E´ un periodo aureo per la
Goldman Sachs diretta da Sidney Weinberg, che insieme ad altre banche
cavalca l´epopea delle "scalate": finanzieri audaci assaltano colossi
storici del capitalismo, facendosi prestare i capitali dai mercati.
Diventano popolari i collocamenti di matricole in Borsa su cui le banche
lucrano commissioni generose. La propaggine di quell´èra è la New
Economy degli anni 90. Goldman è in prima fila, è lei che colloca in
Borsa Yahoo! Nel 1999, all´apice della febbre rialzista, colloca altre
47 dot.com (imprese legate a Internet). Usa una tecnica spregiudicata
per manipolare le quotazioni. Ai clienti che vogliono la garanzia di
essere serviti per primi, impone l´impegno ad acquistare altre azioni
appena quotate sul mercato. Così si garantisce partenze fulminanti ai
nuovi titoli appena sbarcati in Borsa. Conflitti d´interessi emergono in
quel periodo tra Goldman e diversi top manager di societÃ* quotate,
compresa la famigerata Enron. Tra il 1999 e il 2002 i vertici della
Goldman vivono una delle loro etÃ* dell´oro, auto-distribuendosi 28,5
miliardi di gratifiche. GiÃ* dal marzo 2000 la bolla della New Economy è
scoppiata lasciando disastri sul terreno, compresa la bancarotta Enron.
Che importa? Finita una bolla se ne fa un´altra. E´ ancora fresco il
ricordo del crac della New Economy, quando parte il folle rialzo
pluriennale del mercato immobiliare. Dilagano i mutui subprime concessi
a clienti ad alto rischio d´insolvenza. Goldman eccelle nel business dei
titoli strutturati, costruiti infilandoci dentro crediti bancari verso i
titolari dei mutui. Ad alto rischio di essere irrecuperabili. Questa è
la vicenda al centro dell´incriminazione per frode. La Sec dimostra che
Goldman inganna i propri clienti rifilandogli dei titoli di cui nasconde
il vero "selezionatore". E´ il gestore di hedge fund John Paulson, un
ribassista che guadagna se quei titoli crollano. Frode, menzogna,
conflitto d´interessi. Questo accade nel bel mezzo della crisi che
strema l´economia di tutto l´Occidente gettandola nella più grave
recessione dagli anni Trenta.
Nel frattempo la Goldman è impegnata anche su un´altra partita, non meno
importante. Poco prima della crisi esplodono i prezzi mondiali di tutte
le materie prime. Dalla metÃ* del 2007 all´estate 2008 il barile di
petrolio schizza da 60 dollari fino a 147 dollari. Uno choc energetico
che contribuirÃ* alla recessione. Goldman è regina nel business dei
titoli derivati sull´energia. Un suo analista, Arjun Murti, si afferma
come "l´oracolo del petrolio". Le sue analisi, circondate da un´aureola
di autorevolezza, prevedono un rialzo fino a 200 dollari il barile. In
cinque anni il volume di capitali investiti sui derivati energetici si
moltiplica del 2.300%. Più dei consumi reali di Cina e India, è il
moltiplicatore della finanza che accentua le impennate dei prezzi. Fino
al crollo del 2008Un disastro che miete vittime tra risparmiatori e
pensionati. Il solo fondo pensione dei dipendenti pubblici della
California, Calpers, ci rimette 1,1 miliardi.
Questo era il preludio al nuovo grande business che Goldman aveva
fiutato. La banca punta sul cavallo giusto per le presidenziali 2008.
Dona 981.000 dollari alla campagna elettorale di Barack Obama, il
singolo maggiore finanziamento di un privato. I maghi della finanza si
scoprono una passione per l´ecologia. L´Energy Bill di Obama, nella sua
prima versione, punta a introdurre in America un sistema analogo a
quello europeo: permessi di emissioni carboniche, negoziabili in
un´apposita Borsa. Alla Goldman progettano di applicare a quelle
transazioni il moltiplicatore diabolico dei derivati. Presto la
speculazione sul cambiamento climatico diventerÃ* un mercato da 646
miliardi di dollari (stima del governo), destinati a salire a 1.000
miliardi in pochi anni.
Venerdì scorso Obama ha emesso la sentenza di morte per quel piano:
«Userò il mio potere di veto presidenziale, se non passa una riforma dei
mercati con severi limiti ai titoli derivati». Poche ore prima la Sec
aveva pronunciato la parola "frode". Accostata al nome che da 90 anni
Wall Street venera come un Dio.
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