Occhio, le borse stanno per prendere una direzione di largo respiro
Non saprei dire con convinzione se si andrà a scavalcare 1200 o si tornerà
verso 1100.
Il mio istinto direbbe che si sta andando oltre 1200 perchè si intravedono
riprese significative dell'economia sia in Asia( Tokio ai massimi) che negli
Usa. Ora anche in Gran Bretagna c'è una ripresa del pil. Latita l'Europa
specialmente l'Italia fra le nazioni più importanti. Comunque il petrolio,
buon segnale, è in rialzo ergo comprano perchè si ha bisogno di energia per
produrre.
Senza voler prendere in considerazione i grafici, se è "sell in may", in
aprile è "tenere":-)), ma coi cicli sconvolti
non si sa che pesci prendere.
Re: Occhio, le borse stanno per prendere una direzione di largo respiro
"bony" < ha scritto
> Il mio istinto direbbe che si sta andando oltre 1200 perchè si intravedono
> riprese significative dell'economia sia in Asia( Tokio ai massimi) che
negli
> Usa.
Pensa, io aspetto 1230 da un anno solo perchè ci stà un ritraccio molto
vicino a quello importante (50). :-)
Re: Occhio, le borse stanno per prendere una direzione di largo respiro
Il /31 mar 2010/, *bony* ha scritto:
> Il mio istinto direbbe che si sta andando oltre 1200 perchè si
> intravedono riprese significative dell'economia sia in Asia( Tokio
> ai massimi) che negli Usa. Ora anche in Gran Bretagna c'è una
> ripresa del pil. Latita l'Europa specialmente l'Italia fra le
> nazioni più importanti. Comunque il petrolio, buon segnale, è in
> rialzo ergo comprano perchè si ha bisogno di energia per produrre.
Usa in ripresa? UK in ripresa con le pezze al culo?
Mah? Beato te che le vedi queste cose, ma giustamente si cavalca il
cavallo che corre, purché non sia il solito ronzino.
Re: Occhio, le borse stanno per prendere una direzione di largo respiro
Gobo ha scritto:
> Mah? Beato te che le vedi queste cose, ma giustamente si cavalca il
> cavallo che corre, purché non sia il solito ronzino.
devono finire a gonfiare per bene l'ennesima bolla speculativa per far
racimolare soldi ai soliti noti, anche perché quando scoppierà questa
bolla ci vorrà qualche anno per riprendersi (vedi sotto...)
e come dici tu, finché il cavallo corre, cavalchiamolo...
DEBITO GB COME GRECIA, DEFICIT A 12% PIL
(ANSA) - NEW YORK, 3 mar - La Gran Bretagna e' alle prese con
un debito delle proporzioni della Grecia e gli investitori si
chiedono se Londra non si trovera' presto a far fronte a una
crisi del debito nel caos in cui il governo non agisca
abbastanza rapidamente nell'arginare il deficit di bilancio
prima che la paura contagi i mercati finanziari. Lo riporta il
New York Times.
''Se si vuole guardare a un problema di bilancio, basta
guardare alla Gran Bretagna. In Europa - afferma Mark Schofield,
analista di Citigroup - la media del deficit e' circa il 6% del
pil, in Gran Bretagna e' il 12%. E' solo l'inizio''.(ANSA).
SOROS DOCET: I VERI PIGS STANNO A LONDRA
Data: Lunedì, 01 marzo @ 06:50:00 CST Argomento: Economia DI MORENO
PASQUINELLI sollevazione.blogspot.com Molti si ostinano a non crederci
quando affermiamo che siamo dentro ad una crisi storico-sistemica
destinata a sconvolgere gli equilibri sociali gli assetti politici e
istituzionali, che entriamo in un periodo che sarà contraddistinto da
profondissime turbolenze e conflitti. Sarà quindi utile metterli al
corrente delle recentissime dichiarazioni “catastrofiste” fatte dal
numero uno dei pescecani della finanza globale, nonché guru, George
Soros (che i media italiani hanno censurato). Venerdì 20 febbraio egli
era a New York ad un conferenza organizzata dalla Columbia University.Al
cospetto di noti economisti americani, Soros ha affermato che il
fallimento di Lehman Brothers ha segnato una svolta storica nel
funzionamento del sistema finanziario mondiale, col risultato che questo
si è praticamente disintegrato, proprio come accadde all’URSS dopo l’89.
Ha poi aggiunto che egli non intravede alcuna prospettiva di uscita a
breve termine dalla crisi, che per lui è più grave che la Grande
Depressione. Presente alla conferenza, gli ha fatto eco Paul Volcker, ex
presidente della Federal Reserve, attualmente alto consulente del
presidente Barack Obama.
Il PIL inglese
Volcker ha dichiarato che la produzione industriale in tutto il mondo
declina ancor più rapidamente che negli Stati Uniti, a sua volta a dura
prova. "Non mi ricordo di nessun altro momento, neanche durante la
Grande depressione, una caduta dei mercati così veloce e così uniforme
in tutto il mondo”. (uk.reuters.com, 21 febbraio).
L'indice di produttività
Uno dei più eclatanti risultati di quella che Soros definisce “la
disintegrazione del sistema finanzraio mondiale” è l’allarmante crisi
del capitalismo britannico, su cui grandi think tank deliberatamente
tacciono, preferendo esorcizzarla deviando l’attenzione sui cosiddetti
“PIIGS”. Gli analisti anglosassoni sanno bene che il capitalismo inglese
non sta messo molto meglio della Spagna o dell’Italia. Basta analizzare
i dati appena diffusi dal “Office for National Statistics”
(http://www.statistics.gov.uk/). Tutti i cosiddetti “fondamentali”
traballano. Per quanto riguarda il commercio con l’estero il Regno Unito
è deficitario sia verso i paesi dell’Unione europea che, soprattutto,
verso il resto del mondo. Ma la cosa che preoccupa Downing Street è la
tendenza alla sua veloce crescita: a novembre era di 6,8 miliardi di
sterline, a dicembre, in un solo mese, è passato a 7,3 miliardi. Il
tasso di investimenti (un metro di misura decisivo per misurare la
profondità della recessione e quanto fondate siano le speranze di
inversione del ciclo) registrato nel quarto trimestre del 2009 è
crollato del 24,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il settore dei
servizi (che data la deindustrializzazione che il Regno Unito ha
conosciuto negli ultimi trent’anni è quello traainante) è continuato a
scendere per tutto il 2009. Particolarmente accentuata la decrescita del
comparto finanziario (la City). Durissima la discesa del settore
turistico (Hotel e ristoranti), e dei trasporti. Per quanto riguarda il
Pil, che era crollato al -6% a metà del 2009, la sua ripresa, nel quarto
trimestre del 2009, è stata del modesto 0,3%. Indicativo il dato
riguardante il Capitale fisso (macchinari ecc) che il mercato continua a
rottamare: -14,2% rispetto al 2008. Opachi sono i dati sui profitti, ma
si può intuire il calo se si considera che il surplus lordo delle
aziende è sceso del 5,9% rispetto ad un anno fa, che fu già nefasto.
Abbiamo così la disoccupazione al 7,8% e la produttività complessiva che
non sta solo al di sotto di quella americana o francese, ma pure di
quella italiana.
I tassi di disoccupazione di occupazione. Entrambi riferiti al Regno
Unito. (Dati del “Office for National Statistics”)
Ad aggravare il contesto c’è infine il deficit di bilancio, che veleggia
alla cifra del 10% (livello greco) e che secondo stime attendibili
(Istituto degli Studi Fiscali, Ifs, un centro di ricerca e consulenza
che fra i sui clienti annovera il Ministero del Tesoro britannico e la
Banca d'Inghilterra) potrebbe toccare 150 miliardi di sterline nei
prossimi tre anni. Il solo fiore all’occhiello di Sua Maestà sarebbe il
debito pubblico, il 43,60% del Pil, fatto che collocherebbe appunto il
Regno Unito tra i paesi virtuosi. Bugia! Gli inglesi, come si sa, sono
isolani, e calcolano a modo loro. O per dirla altrimenti non si devono
certo far insegnare dai greci come manipolare e truccare i parametri e i
dati. E’ infatti risaputo (come è stato fatto notare da diversi
analisti, vedi il Corriere della Sera del 9 dicembre), che il debito
pubblico del Regno Unito supererebbe il 170%, bel oltre quello greco e
prossimo a quello giapponese, se il Tesoro di Sua Maestà contasse, come
dovrebbe in base al Trattato di Maastricht e ancora non fa, anche il
costo dei salvataggi bancari e i passivi delle banche nazionalizzate
dopo il crollo del settembre 2008. I “maiali” mediterranei e gli
irlandesi sono quindi in buona, si fa per dire, compagnia. Si capisce
dunque il dibattito sul futuro del paese che imperversa sui giornali
britannici. Non deve ingannare l’aplomb e i toni compassati. Nemmeno i
più ottimisti tra i gentlemen inglesi si sentono di escludere la
catastrofe. Ecco quindi gli amari ripensamenti sugli “anni gloriosi” del
thatcherismo e del neoliberismo blairiano, oggi considerati disastrosi,
non fosse che per lo smantellamento dell’industria manifatturiera, la
cui rinascita è invocata a destra come a sinistra come sola possibile
exit strategy alla depressione.
Re: Occhio, le borse stanno per prendere una direzione di largo respiro
"LoZioPuparo" <nomail@punto.it> ha scritto nel messaggio
news:ABQsn.153193$9f6.196161@twister1.libero.it...
> DEBITO GB COME GRECIA, DEFICIT A 12% PIL
Però la situazione è in miglioramento:
Unione Sarda
Il Pil della Gran Bretagna nel quarto trimestre dello scorso anno è
cresciuto più di quanto previsto in precedenza: la crescita è stata rivista
al +0,4% dal +0,3% annunciato a febbraio e già rivisto al rialzo dalla
precedente stima. Lo rende noto l'ufficio nazionale di statistica, secondo
quanto riferisce l'agenzia Bloomberg. Su base annua il Pil britannico ha
segnato una contrazione del 3,1%, contro il -3,3% stimato precedentemente.
occhio a prendere posizioni....
L' INNOMINATO: Non so se notate, ma il grafico parla chiaro...sono ore che si è fermi,
lateralizzando.....vuol dire che si aspetta qualcosa, forse gli
usa....solitamente quando fanno così può esserci una rapida...