GRECIA: NIENTE TRAGEDIE
Tanto rumore per nulla? La "tragedia greca" ha importanti implicazioni
istituzionali di medio periodo, ma non rischia di deragliare la ripresa
in corso, data la modestia del Pil ellenico. Gli effetti di sfiducia
sull'euro ci sono, ma sono un supporto e non un ostacolo.
LONTANA LA SVOLTA FED
L'aumento del tasso di sconto in America non è restrizione, ma il
simbolo di una cambio di direzione prossimo venturo. È giustificato
dalla normalizzazione sui mercati finanziari. Ulteriori mosse saranno in
presa diretta con l'economia reale, dove i progressi sono lenti.
COMMODITY IN RIALZO
Negli acquisti di materie prime la speculazione sta agendo nei due sensi
e accentua la volatilitÃ*. Nella filigrana delle oscillazioni si legge
una tendenza ascendente, che segue la graduale ripresa.
USA FORTI, DOLLARO SU
L'ascesa del biglietto verde non è solo un riflesso della debolezza
"greca" dell'euro. Obbedisce anche con il tono congiunturale più solido
di lÃ* dell'Atlantico e con le prospettive di aumento, in favore degli
Stati Uniti, del differenziale dei tassi a breve.
"LoZioPuparo" <nomail@punto.it> ha scritto nel messaggio
news:%ZYgn.139756$9f6.157982@twister1.libero.it...
> La Grecia non ferma la ripresa Ue
> di Fabrizio Galimberti
> e Luca Paolazzi
> Indicatori reali
> Fuga dal rischio atto secondo? La tragedia dei conti pubblici truccati
> dalla Grecia ha allargato gli spread tra i titoli di stato europei e dato
> una spinta al dollaro. Ma diversamente che nei mesi cruciali della crisi,
> quando queste dinamiche erano accompagnate dalla caduta anche degli
> indicatori dell'economia reale, oggi questi ultimi hanno consolidato i
> valori che puntano alla ripresa.
> stracut
Un articolo del "The New York Times" del 13 febbraio è passato quasi
inosservato in Italia. Eppure è la campanella che segna la fine della
ricreazione per l'economia italiana. Il titolo "Wall St. helped to mask debt
fueling Europe 's crisis" (Wall Street ha aiutato a nascondere il debito
pubblico europeo) riassume la tesi dei tre autori, L. Story, L. Thomas, N.
Schwartz. Le banche americane e tra tutte la Goldman Sachs hanno permesso ad
alcuni Paesi europei di nascondere il deficit di bilancio alla UE. La più
esposta è la Grecia che ha sottoscritto con Goldman almeno due contratti di
derivati "swaps" dai nomi mitologici Arianna e Eolo nel 2000 e nel 2001 per
fare subito cassa in cambio di ipoteche sugli incassi futuri dalle tasse
aeroportuali e dalle lotterie. Il governo greco classificò i contratti come
vendite e non come prestiti (rischiosi) a lunga scadenza. Nessuno sa quanti
di questi contratti sono stati stipulati e per quale entità.
Angela Merkel ha dichiarato che sarebbe uno scandalo se la Grecia avesse
occultato il suo debito. Secondo l'agenzia Bloomberg sono almeno 15 le
banche che hanno accordato prestiti sotto forma di swap nei quali il rischio
di controparte è a carico della Grecia. Con gli swap in sostanza vengono
anticipate dalle banche delle somme di denaro in funzione di un evento che
può o non può manifestarsi e (di solito) non si manifesta. Il cliente si
ritrova quindi a dover ripagare il prestito con corposi interessi come sta
avvenendo per molti Comuni italiani che si sono indebitati in questi anni.
Lo swap serve a spostare più in avanti un debito che però, prima o poi, va
pagato. E' come una carta di credito. Il problema si aggrava quando il
debito non è dichiarato come tale e emerge all'improvviso dai bilanci degli
Stati. La stessa cosa che avvenne con i subprime per le banche può avvenire
con i derivati swap con gli Stati.
Le banche sono sempre alla ricerca di ottimi affari e gli Stati in procinto
di affogare lo sono. Lo scorso novembre, con la Grecia in piena crisi, la
Goldman Sachs è tornata ad Atene sul luogo del delitto per proporre di
spostare con l'ennesimo strumento finanziario il debito della sanità nel
futuro. La Grecia non ha accettato o, forse, non ha potuto accettare.
L'articolo cita anche l'Italia... "Gli strumenti sviluppati da Goldman
Sachs, JP Morgan e da altre banche hanno permesso ai politici di mascherare
i prestiti in Grecia, Italia e forse altrove" ... "Stati come l'Italia e la
Grecia entrarono nella UE con un deficit superiore a quello permesso dal
trattato che creò l'euro. Piuttosto che aumentare le tasse o ridurre la
spesa, questi governi ridussero artificialmente il loro deficit con i
derivati". Il debito pubblico della Grecia è di 298,5 miliardi di euro a
fine 2009, un default greco trascinerebbe con sé anche molte grandi banche.
L'economia greca vale comunque solo il 3% del PIL europeo. Un piano di
intervento è possibile. La vera minaccia alla stabilità economica europea
secondo Robert Mundell, premio Nobel per l'Economia, è l'Italia. L'Italia ha
circa 1.800 miliardi di euro di debito, sei volte la Grecia, un quarto
dell'intero debito europeo e potrebbe essere oggetto di attacchi
speculativi. Quanti sono i derivati sottoscritti dal Tesoro e con chi e a
quali condizioni? Sul debito pubblico non dovrebbe valere il segreto di
Stato
"LoZioPuparo" <nomail@punto.it> ha scritto nel messaggio
news:%ZYgn.139756$9f6.157982@twister1.libero.it...
> La Grecia non ferma la ripresa Ue
> di Fabrizio Galimberti
> e Luca Paolazzi
> Indicatori reali
> Fuga dal rischio atto secondo? La tragedia dei conti pubblici truccati
> dalla Grecia ha allargato gli spread tra i titoli di stato europei e dato
> una spinta al dollaro. Ma diversamente che nei mesi cruciali della crisi,
> quando queste dinamiche erano accompagnate dalla caduta anche straricut
atene:roma mascherò di più i conti
(ANSA)- LONDRA 24 FEB- L'Italia, dice il vicepremier greco, maschero' piu'
della Grecia la situazione delle proprie finanze per assicurarsi l'ingresso
nell'eurozona. 'Semplicemente - spiega Theodoros Pangalos in una intervista
alla BBC - metti alcune somme di denaro nell'anno successivo. E' quello che
hanno fatto tutti e la Grecia lo ha fatto in misura minore, per esempio,
dell'Italia'.
24 Feb 11:28
il lupo perde il pelo ma non il vizio:quale sarà mai il lupo?
Grecia o non Grecia... DCGN +109%
LoZioPuparo: http://it.finance.yahoo.com/q/ta?s=DCGN+&t=5d&l=on&z=l&q=c&p=e100%2Ce200%2Cv%2Cb&a=m26-12-9%2Css%2Cv%2Cfs&c=
Borsa
6
08-12-2009 17.27.21
SI FERMA LA RIPRESA DEL CENTRODESTRA
ù: si ferma la rincorsa della cdl.
secondo la rilevazione settimanale di abacus per skay tg24 la coalizione del
centrodestra si ferma al 47 per cento, come sette giorni fa .l'unione viene
invece...