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Vecchio 19-02-2010, 19.55.10
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Predefinito Dai mariuoli ai birbantelli

di FILIPPO CECCARELLI

Mario Chiesa

Nella scala Mercalli del lessico berlusconiano il termine "birbantelli", che il premier ha usato per qualificare i
protagonisti del malaffare uscito fuori in questi giorni, si colloca appena un gradino sopra "birichino".

Birbantelli sarebbero, per intendersi, questi individui che a tal punto smaniano per i quattrini da fregarsi le mani
durante le scosse di terremoto, e si agitano, brigano, impicciano, volteggiano sulle disgrazie altrui, instancabili
come sono, e corrompono funzionari dello Stato e ingaggiano prostitute, e ridacchiano delle loro prestazioni e insomma:
"gli sciacalli", per taluni, o "la cricca", per altri, o tutte due le parole insieme, che non saranno carine, però,
insomma, considerati i morti, il dolore, la crisi, la miseria, gli sprechi...

E invece ecco che Berlusconi se ne esce addirittura con un vezzeggiativo, birbantelli, e sembra quasi di vederlo
sorridere mentre fa il gesto delle tottò con la mano, ah, birbantelli, ahi-ahi! Trattasi di epiteto scherzoso e
benevolo, il Devoto-Oli (Le Monnier) conferma la regressione all'infanzia, "ragazzacci" suonerebbe già più serio, siamo
vicini a "monelli", l'indulgenza è un lampo che rischiara il messaggio, il premier è il più avveduto e operoso
specialista di semantica applicata alla vita pubblica, e quando dice birbantelli sposta i reati del codice penale e
l'immoralità più nera e cannibalesca in un mondo di favole, fumetti, cartoni animati, nomignoli per chattare ("Ho gli
ormoni birichini e birbantelli") o scherzi da nonnetto allegro, cu-cù, cu-cù, bu-bu-set-tete!

Ma poi è anche vero che gli italiani, certo meno di un tempo, ma hanno sempre abbastanza paura di sentirsi fessi, per
cui capiscono benissimo che il senso politico di quella parola è sdrammatizzare, ridimensionare, minimizzare e anche
porsi al di sopra chiamandosi fuori da quelle schifezze lì. E' il potere che durante le sue crisi possiede connaturato
questo codice di riduzionismo e di estraneità funzionale. Andreotti era così bravo a sminuzzare i problemi da
alleggerirne non solo la portata, ma anche l'intensità - almeno fino alla primavera del 1993, quando fu accusato di
essere un mafioso e di aver fatto uccidere Pecorelli.

Molto meno bravo fu Bettino Craxi, il cui potere infatti durò circa un quarto del tempo andreottiano, ma qui la
faccenda si fa delicata per il Cavaliere. Perché se c'è un precedente che può richiamarsi a proposito dei birbantelli,
viene subito in mente il modo sbrigativo in cui il 3 marzo del 1992, per cavarsi fuori dai guai, il leader del garofano
volle designare il presidente del Pio Albergo Trivulzio Mario Chiesa, che tanto aveva fatto per il Psi a Milano, e
anche per la sua corrente, e addirittura per il figlio che muoveva i primi passi in quella giungla di tessere e
magheggi. Disse dunque il grande Craxi, rispondendo a una domanda dei telespettatori del Tg3, che Chiesa era "un
mariuolo".

Non fu un'uscita felice, e forse basterebbe da sola a ridimensionare il clima di santificazione acritica che ha segnato
il decennale della morte nel gennaio scorso. E non solo perché lo stesso Chiesa nel luglio del 1995 ebbe modo di dire
con qualche motivo che all'accusa di essere un mariuolo "avrei potuto ribattere che allora lui era Alì Babà, il capo
dei... settanta ladroni" (disse proprio 70, Chiesa, incespicando sulla contabilità de Le mille e una notte).

Ora, in uno sconsolato torneo d'indulgenza lessicale dinanzi alle ricorrenti ladrerie, birbantelli è parecchio più
bonario di mariuolo, così come il modo in cui l'ha messa ieri il presidente Berlusconi appare molto più trullallà
rispetto alla solenne intemerata sul "mariuolo che getta un'ombra su tutta l'immagine di un partito che a Milano, in
cinquant'anni, non in cinque, ma in cinquant'anni - ribadì uno sdegnatissimo Craxi - non ha mai avuto un amministratore
condannato per gravi reati contro la pubblica amministrazione".

Il punto è che da allora l'Italia non è che sia molto migliorata, anzi, e la regressione non è solo infantile, ma in
qualche modo si avverte anche sul piano morale, civile e addirittura su quello del linguaggio e del costume, con le sue
frivolezze terribilmente serie, con le sue novità capricciose che arrivano a far rimpiangere la cupa piattezza del
brutto tempo che fu.
© Riproduzione riservata(19 febbraio 2010)Tutti gli articoli di Politica

Alt 19-02-2010, 19.55.10
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  #2  
Vecchio 19-02-2010, 20.26.21
sensasghei
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Predefinito mariuoli??? è una parola che ho già sentito ..


ma.... quale personaggio politico la pronunciò ???

e che fine fece costui??

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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birbantelli, dai, mariuoli


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