José Pinera è il più famoso fratello di Sebastian, neo-premier del Cile.
Famoso per aver riformato il sistema pensionistico ed aver avviato il
Cile verso decenni di crescita economica e benessere.
Pinera assunse i "Chicago boys" gruppo di giovani economisti cileni
formati, negli anni'70, presso l'università di Chicago sotto l'egida di
Milton Friedman e Arnold Harberger. In quegli anni, Piñera implementò
tre riforme che all'epoca apparirono enormemente rivoluzionarie e
moderne: la privatizzazione del sistema pensionistico (che sarà un
modello mondiale), la creazione di un nuovo codice del lavoro
pro-occupazione, e la legge costituzionale che apriva il settore
minerario all'iniziativa privata.
Nell'aprile del 1981 venne reso noto che, in una riunione del gabinetto
dei ministri, affrontò il generale Pinochet per evitare che un
importante leader sindacale, Manuel Bustos, venisse esiliato. Come
risultato, l'ordine di esilio fu revocato.In disaccordo con la giunta
militare, nel 1981 rassegnò le dimissioni, avviando così una campagna
indirizzata alla transizione del Cile verso una democrazia.
Nel 1990, dopo la avvenuta transizione del paese a democrazia, Piñera
fondò Proyecto Chile 2010 con l'obiettivo di trasformare il Cile in un
paese sviluppato entro quella data (il bicenteneraio dell'indipendenza).
Nel 1992, con l'obiettivo di dimostrare che anche i poveri potessero
comprendere i benefici di un'economia liberista, si candidò come
consigliere comunale a Conchali dove vinse. Alle presidenziali del 1993
si candidò come indipendente, arrivando terzo tra i sei contendenti. Nel
1994 ha fondato il The International Center for Pension Reform per
promuovere in tutto il mondo l'innovativo e pioneristico sistema
pensionistico cileno. Nello stesso anno divenne co-presidente del Cato
Institute's Project on Social Security Choice.
Per leggere il parere di Pinera sul caso Grecia, cliccare sul link
sottostante:
Re: Crisi in GRECIA: parla in esclusiva JOSE' PINERA
Pensioni in pericolo in Cile
Il Cile è considerato da tempo il Paese modello dell'America Latina,
quello che ha seguito meglio le indicazioni dei Chicago boys e che è
avviato verso uno sviluppo da Primo Mondo. Ci sono persone che dicono che
in fondo, visti i bei risultati economici, Pinochet non è stato tutta
questa tragedia. Sarà. Ma se un Paese, come il Cile, ha la peggior
distribuzione della ricchezza del subcontinente, preceduto solo dal
Brasile, a me non sembra così convincente tutto questo successo economico.
E infatti.
Qualche giorno fa il governo cileno è intervenuto sul sistema
pensionistico, basato sui fondi di pensione privati, così come preteso
dalle indicazioni dei Chicago boys, che sostengono una presenza dello
Stato quasi inesistente e la privatizzazione di tutto (si spera non del
pensiero). Bisogna guardare con attenzione a questo sistema perché è
quello che si vuole introdurre in buona parte del mondo (il sostenitore
più entusiasta del modello cileno è il presidente USA George W Bush, che
vorrebbe introdurlo anche negli Stati Uniti).
In Cile le pensioni private non stanno dando i benefici sperati e molte
persone che stanno per lasciare il lavoro potrebbero trovarsi a dover
cambiare traumaticamente la qualità della vita, scendendo a livelli di
povertà inaspettati. Il sistema prevede infatti che i lavoratori versino
durante la loro vita lavorativa il 10% dei propri salari in conti di
investimento privati di cui hanno il controllo. In realtà, secondo i primi
dati di funzionamento (le pensioni private sono state introdotte nel 1981
da Pinochet), i grandi fondi di pensione ottengono guadagni molto elevati,
mentre le pensioni dei lavoratori sono molto basse.
"La gente si ritira e scopre che ha diritto a una pensione pari al 30-50%
del suo salario e non al 70% come le era stato promesso" ha ricordato la
presidente Michelle Bachelet (la riforma delle pensioni è stato uno dei
suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale). Il 30-50% del salario
come pensione vuol dire, evidentemente, gettare nella povertà centinaia di
migliaia di cileni, con tutte le conseguenze sociali immaginabili. Di qui
l'urgenza di una riforma.
L'intervento del Governo nel sistema ha però allarmato i sei fondi che
gestiscono attualmente gli investimenti pensionistici dei cileni. Sei
fondi sembrano decisamente pochi in un Paese che ha privatizzato tutto e
dovrebbe avere i propri benefici dalla concorrenza continua dei privati
sul mercato. E proprio per stimolare questa concorrenza, con la riforma il
governo permetterà a banche ed assicurazioni di creare propri fondi: ci
saranno insomma nuovi operatori in un settore che ha permesso finora
redditi fino al 50% annuale. Ovvio l'allarme dei fondi.
L'intervento dello Stato potrebbe provocare una discesa sostanziale delle
commissioni pagate ai fondi pensionistici, che arrivano fino a un terzo
dei contributi totali dei lavoratori. E' questa una delle ragioni per cui
i fondi si oppongono alla riforma. Ci sono anche forti critiche
all'aumento della pensione minima, portata a ben 143 dollari mensili;
secondo alcuni economisti è troppo generosa e potrebbe disincentivare i
contributi ai fondi (nota personale: quando sento economisti da 200mila
euro all'anno lamentarsi per gli aumenti delle minime, mi viene da dire,
amore, portiamo il tuo stipendio alla minima e poi mi dici se è troppo
generosa?). "E' una riforma radicale che ci porta da un sistema fondato
solo sui risparmi personali a uno che include un pilastro di solidarietà
fondato sui diritti individuali dei cittadini e non sui contributi" ha
detto il ministro del Lavoro Osvaldo Andrade "Stiamo cercando di integrare
sistemi tra loro diversi".
Facciamo attenzione a quello che succede in Cile, anche se è così lontano,
il tema ci può riguardare da vicino.
(per rottasudovest dei blog de lastampa.it, 5 gennaio 2007)
Pubblicato da rottasudovest a 17:45
Etichette: America Latina, Economia, Politica
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ma alcuni mesi fa sembravano più imminenti e gravi i default di
bulgaria, ungheria, ucraina, repubbliche baltiche, austria, polonia etc..
ora non se ne parla + e le...
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06-02-2010 09.08.57
Grecia o non Grecia... DCGN +109%
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08-12-2009 18.27.21
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