Warning: session_start() [http://www.borsa-italia.net/function.session-start]: open(C:\xampp\tmp\sess_vlhbooci219tkinvevparbnod6, O_RDWR) failed: No space left on device (28) in [path]\topads.php on line 4
Sul fronte delle riforme di sistema e delle misure per lo sviluppo
il Paese vive forse uno dei periodi più bui della sua storia.
Non si vede uno straccio di politica economica.
La riforma fiscale, annunciata in pompa magna dal Cavaliere,
è già finita nel solaio di Tremonti e nel dimenticatoio dei contribuenti.
La riforma del Welfare, auspicata solennemente da Sacconi,
giace in un limbo inafferrabile.
Non si vede, soprattutto, un barlume di politica industriale.
La Fiat delocalizza in Brasile e in Messico e chiude Termini Imerese,
e Scajola non trova di meglio da fare che giocare al gatto
col topo sugli incentivi e smerciare ogni giorno improbabili piani
di riconversione.
Le multinazionali pesanti come Alcoa e Glaxo se ne vanno,
lasciando per strada operai e impiegati, le grandi industrie della ricerca
come Motorola e Italtel chiudono, licenziando ingegneri e personale
qualificato.
La recessione mondiale ci presenta il conto. E per l'Italia è un conto
salatissimo.
Il crollo del 4,9 per cento del Prodotto interno lordo generato dalla
nazione nel 2009 non colpisce tanto per la sua dimensione epocale:
uno schianto di questa portata non si registrava da ben trentanove anni.
Stupisce anche per la sua progressione tendenziale: nel quarto trimestre
dell'anno passato politici incoscienti e analisti confidenti scommettevano
su una ripresa, magari anche modesta, e invece il Pil è caduto ancora (del
2,8 per cento sul quarto trimestre 2008, e dello 0,2 sui tre trimestri
precedenti).
Alla faccia di Berlusconi e Tremonti, dunque, la nave non va proprio.
E
stavolta il premier non può raccontare all'opinione pubblica la solita
favola rassicurante, che ripete come un esorcismo da due anni a questa
parte: "l'Italia va meglio degli altri".
Nell'ultima parte del 2009, quanto a tassi di crescita, anche i Paesi
più in affanno nel G7 (dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna) hanno dato
segnali di risveglio.
Solo noi continuiamo a languire, e a deperire, nel "grande sonno"
dell'accidiosa propaganda governativa.
Ecco cosa significa accontentarsi del "meno peggio",
L'Italia paga il costo del suo immobilismo.
La sedicente "politica del fare", soprattutto in economia,
è precipitata ormai da troppo tempo in un renitente
"governo del non fare".
almeno siamo sulla nave, piuttosto che in una zattera bucata.....
alcune decisioni possono essere discutibili in momenti normali, ma in un
periodo di crisi economica simile parlare di progressioni tendenziali,
conti, riforme, ecc. che necessiterebbero di copertura finanziaria sono
sospese per sostenere chi ha perso IL LAVORO.
Tutte le risorse disponibili sono impiegate per riuscire a passare questo
periodo con il minor danno per le persone, ma di una cosa sono certo, che se
avessimo avuto una maggioranza risicata saremo alle urne ogni due mesi.
"Non scrivetemi" <nonscrivetemi@pboxmix.winstonsmith.info> ha scritto nel
messaggio news:97472c0ed381e52617d1b34d29b2771a@pboxmix.wins tonsmith.info...
> Sul fronte delle riforme di sistema e delle misure per lo sviluppo
> il Paese vive forse uno dei periodi più bui della sua storia.
> Non si vede uno straccio di politica economica.
> La riforma fiscale, annunciata in pompa magna dal Cavaliere,
> è già finita nel solaio di Tremonti e nel dimenticatoio dei contribuenti.
> La riforma del Welfare, auspicata solennemente da Sacconi,
> giace in un limbo inafferrabile.
> Non si vede, soprattutto, un barlume di politica industriale.
> La Fiat delocalizza in Brasile e in Messico e chiude Termini Imerese,
> e Scajola non trova di meglio da fare che giocare al gatto
> col topo sugli incentivi e smerciare ogni giorno improbabili piani
> di riconversione.
> Le multinazionali pesanti come Alcoa e Glaxo se ne vanno,
> lasciando per strada operai e impiegati, le grandi industrie della ricerca
> come Motorola e Italtel chiudono, licenziando ingegneri e personale
> qualificato.
> La recessione mondiale ci presenta il conto. E per l'Italia è un conto
> salatissimo.
> Il crollo del 4,9 per cento del Prodotto interno lordo generato dalla
> nazione nel 2009 non colpisce tanto per la sua dimensione epocale:
> uno schianto di questa portata non si registrava da ben trentanove anni.
> Stupisce anche per la sua progressione tendenziale: nel quarto trimestre
> dell'anno passato politici incoscienti e analisti confidenti scommettevano
> su una ripresa, magari anche modesta, e invece il Pil è caduto ancora (del
> 2,8 per cento sul quarto trimestre 2008, e dello 0,2 sui tre trimestri
> precedenti).
> Alla faccia di Berlusconi e Tremonti, dunque, la nave non va proprio.
> E
> stavolta il premier non può raccontare all'opinione pubblica la solita
> favola rassicurante, che ripete come un esorcismo da due anni a questa
> parte: "l'Italia va meglio degli altri".
> Nell'ultima parte del 2009, quanto a tassi di crescita, anche i Paesi
> più in affanno nel G7 (dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna) hanno dato
> segnali di risveglio.
> Solo noi continuiamo a languire, e a deperire, nel "grande sonno"
> dell'accidiosa propaganda governativa.
> Ecco cosa significa accontentarsi del "meno peggio",
> L'Italia paga il costo del suo immobilismo.
> La sedicente "politica del fare", soprattutto in economia,
> è precipitata ormai da troppo tempo in un renitente
> "governo del non fare".
seven wrote:
> almeno siamo sulla nave, piuttosto che in una zattera bucata.....
> alcune decisioni possono essere discutibili in momenti normali, ma in
> un periodo di crisi economica simile parlare di progressioni
> tendenziali, conti, riforme, ecc. che necessiterebbero di copertura
> finanziaria sono sospese per sostenere chi ha perso IL LAVORO.
> Tutte le risorse disponibili sono impiegate per riuscire a passare
> questo periodo con il minor danno per le persone, ma di una cosa sono
> certo, che se avessimo avuto una maggioranza risicata saremo alle
> urne ogni due mesi.
> "Non scrivetemi" <nonscrivetemi@pboxmix.winstonsmith.info> ha scritto
> nel messaggio
> news:97472c0ed381e52617d1b34d29b2771a@pboxmix.wins tonsmith.info...
>> Sul fronte delle riforme di sistema e delle misure per lo sviluppo
>> il Paese vive forse uno dei periodi pi bui della sua storia.
>>> Non si vede uno straccio di politica economica.
>>> La riforma fiscale, annunciata in pompa magna dal Cavaliere,
>> gi finita nel solaio di Tremonti e nel dimenticatoio dei
>> contribuenti. La riforma del Welfare, auspicata solennemente da
>> Sacconi,
>> giace in un limbo inafferrabile.
>>> Non si vede, soprattutto, un barlume di politica industriale.
>>> La Fiat delocalizza in Brasile e in Messico e chiude Termini Imerese,
>> e Scajola non trova di meglio da fare che giocare al gatto
>> col topo sugli incentivi e smerciare ogni giorno improbabili piani
>> di riconversione.
>> Le multinazionali pesanti come Alcoa e Glaxo se ne vanno,
>> lasciando per strada operai e impiegati, le grandi industrie della
>> ricerca come Motorola e Italtel chiudono, licenziando ingegneri e
>> personale qualificato.
>>> La recessione mondiale ci presenta il conto. E per l'Italia un conto
>> salatissimo.
>>> Il crollo del 4,9 per cento del Prodotto interno lordo generato dalla
>> nazione nel 2009 non colpisce tanto per la sua dimensione epocale:
>> uno schianto di questa portata non si registrava da ben trentanove
>> anni.
>>> Stupisce anche per la sua progressione tendenziale: nel quarto
>> trimestre dell'anno passato politici incoscienti e analisti
>> confidenti scommettevano su una ripresa, magari anche modesta, e
>> invece il Pil caduto ancora (del 2,8 per cento sul quarto trimestre
>> 2008, e dello 0,2 sui tre trimestri precedenti).
>>> Alla faccia di Berlusconi e Tremonti, dunque, la nave non va proprio.
>>> E
>> stavolta il premier non pu raccontare all'opinione pubblica la solita
>> favola rassicurante, che ripete come un esorcismo da due anni a
>> questa parte: "l'Italia va meglio degli altri".
>>> Nell'ultima parte del 2009, quanto a tassi di crescita, anche i Paesi
>> pi in affanno nel G7 (dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna) hanno
>> dato segnali di risveglio.
>>> Solo noi continuiamo a languire, e a deperire, nel "grande sonno"
>> dell'accidiosa propaganda governativa.
>>> Ecco cosa significa accontentarsi del "meno peggio",
>> L'Italia paga il costo del suo immobilismo.
>> La sedicente "politica del fare", soprattutto in economia,
>> precipitata ormai da troppo tempo in un renitente
>> "governo del non fare".
--------
Certo, sto Berlusca non ci sa proprio fare: impari, per esempio, dalla banda
Prodinotti (tassa sui conti correnti, tassa una tantum sulle moto, svendita
aziende IRI a De Benedetti & C., svalutazione Lira /Euro, eccetera eccetera)
o segua i suggerimenti del Franceschini (aumentare le tasse per il
terremoto, non far rientrare i capitali rifugiati all'estero, eccetera
eccetera), *tassare i ricchi* (ricco= chiunque guadagni più di chi legge)...
Ma fatemi il piacere!
Seven (chi sei? un triste funzionario, residuo dell'apparato di partito del
defunto Partito Comunista? quanto ti pagano per scrivere 'ste cazzate senza
fondamento?), la critica negativa, come la tua, è' facile: proponi qualche
cosa di positivo!
Prima pero' rifletti sul fatto che oggi chi sta peggio in Europa (Grecia,
Irlanda, Spagna) e' uno stato con guida a sinistra.
Preghiamo il Padreterno che a governarci resti il Berlusca e che non ci
capiti di veder di nuovo cadere l'Italia nelle mani dell'Armata Brancaleone,
un'accozzaglia di politicanti per adesso uniti soltanto da uno sterile odio
contro il Berlusca, con l'unico obiettivo di mandare l'italia in rovina per
attribuirne la colpa a lui.
A.R.
A.R. wrote:
> Certo, sto Berlusca non ci sa proprio fare: impari, per esempio,
> dalla banda Prodinotti (tassa sui conti correnti, tassa una tantum
> sulle moto, svendita aziende IRI a De Benedetti & C., svalutazione
> Lira /Euro, eccetera eccetera) o segua i suggerimenti del
> Franceschini (aumentare le tasse per il terremoto, non far rientrare
> i capitali rifugiati all'estero, eccetera eccetera), *tassare i
> ricchi* (ricco= chiunque guadagni più di chi legge)... Ma fatemi il
> piacere!
Allora dammi un pò di delucidazioni visto che io in questa materia sono
ignorante.
Ma tutte queste tasse criticate e non volute da cdx sono state prontamente
abolite non appena mr. B. è tornato al governo? E in quel periodo non
eravamo ancora in crisi.
Leggevo che si è passati da un 42% di tassazione ad un 46%, quindi un
bell'aumento di tasse nonostante sia stata eliminata l'ICI. Risulta pure a
te o è solo pessima informazione di sinistra?
Già nel 2005 si diceva che l'abolizione dell'IRAP era prioritaria. Ne hai
saputo più nulla?
E dell'abolizione della tassa auto?
Io leggendo queste cose penso che si tratti solo di tanta bella propaganda
basata sul nulla ma che porta tanti voti.
Proprio come il ponte sullo stretto che già nel 2000 si leggeva sui giornali
che iniziavano i lavori ma a tutt'oggi (e grazie al cielo!!!) non sono mai
partiti.
il ponte
hanno già pagato mi pare 850 milioni per i disegni
"Rosella" <SPpaolo_rosellaAM@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:hl8r88$siq$1@tdi.cu.mi.it...
> A.R. wrote:
>> Certo, sto Berlusca non ci sa proprio fare: impari, per esempio,
>> dalla banda Prodinotti (tassa sui conti correnti, tassa una tantum
>> sulle moto, svendita aziende IRI a De Benedetti & C., svalutazione
>> Lira /Euro, eccetera eccetera) o segua i suggerimenti del
>> Franceschini (aumentare le tasse per il terremoto, non far rientrare
>> i capitali rifugiati all'estero, eccetera eccetera), *tassare i
>> ricchi* (ricco= chiunque guadagni più di chi legge)... Ma fatemi il
>> piacere!
> Allora dammi un pò di delucidazioni visto che io in questa materia sono
> ignorante.
> Ma tutte queste tasse criticate e non volute da cdx sono state prontamente
> abolite non appena mr. B. è tornato al governo? E in quel periodo non
> eravamo ancora in crisi.
> Leggevo che si è passati da un 42% di tassazione ad un 46%, quindi un
> bell'aumento di tasse nonostante sia stata eliminata l'ICI. Risulta pure a
> te o è solo pessima informazione di sinistra?
> Già nel 2005 si diceva che l'abolizione dell'IRAP era prioritaria. Ne hai
> saputo più nulla?
> E dell'abolizione della tassa auto?
> Io leggendo queste cose penso che si tratti solo di tanta bella propaganda
> basata sul nulla ma che porta tanti voti.
> Proprio come il ponte sullo stretto che già nel 2000 si leggeva sui
> giornali che iniziavano i lavori ma a tutt'oggi (e grazie al cielo!!!) non
> sono mai partiti.
> Rosella
Ma il nostro governo non ha un c..o da fare?
Il magico Alverman: adesso tutti a darsi da fare per fare una legge per le valanghe.....meglio
pensasse alle valanghe di balle che ha raccontato e che racconta...finirà
come al solito con una bufala stile ronde e...
Borsa
2
08-02-2010 15.23.39
Che questo governo riesca a fare pagare le tasse ?
Silvio: > evidentemente ci riesce basta vedere il casino che stanno facendo gli
> evasori e i partiti che li rappresentano
il fatto è che evidentemente il lavaggio del cervello è riuscito bene
(ed...