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  #1  
Vecchio 10-02-2010, 12.25.46
George Orwell
Guest
 
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Predefinito dellutri in politica per non finire in galera

IO, SENATORE PER NON FINIRE IN GALERA

Dell'Utri si confessa: tutta colpa di giudici e pentiti. Ma come
dice Ciancimino i boss fecero votare Forza Italia
di Beatrice Borromeo
"Ame della politica non frega niente, io mi sono candidato per
non finire in galera". Frecciarossa Milano-Roma. Parla Marcello
Dell'Utri, senatore del Pdl.

MI SONO CANDIDATO SOLO PER NON FINIRE IN GALERA
Viaggio in treno con Dell'Utri: spiega racconta, si confida. Un
bilancio
di Beatrice Borromeo

"A me della politica non frega niente, io mi sono candidato per
non finire in galera". Freccia-rossa Milano-Roma. Marcello Dell'Utri,
senatore del Pdl condannato in primo grado a nove anni per mafia, si
addormenta, seduto al suo posto, dopo aver mangiato un panino nella
carrozza ristorante. Con lui, una guardia del corpo. Poi squilla il
telefono e Dell'Utri - faccia dimessa - si sveglia e parla volentieri,
a voce bassa.
Senatore, lei e' su tutti i giornali per le dichiarazioni di
Massimo Ciancimino.
Due sono le opzioni: o mi sparo un colpo di pistola, o la prendo
sul ridere. Di certo faro' un'interpellanza parlamentare per capire
cosa c'e' dietro queste calunnie.
Ma cosa ci guadagna Cianci-mino a dire queste cose?
Guadagna molto: intanto gli sconti di pena. La sua condanna a
cinque anni, dopo le sue prime dichiarazioni, e' stata scontata a tre
anni. Non e' poco: tra indulti e cose varie non avra' nessuna pena.
Poi ci guadagna la salvezza del patrimonio che il babbo gli ha
lasciato. Sta tutto all'estero.
E chi e' il regista che ha interesse a favorire Ciancimino perche'
faccia i vostri nomi?
Sicuramente chi lo gestisce e' lo stesso pubblico ministero che era
il mio accusatore nel processo di primo grado: questo Ingroia. Antonio
Ingroia e' un fanatico, visionario, politicizzato. Fa politica, va
all'apertura dei giornali politici, ha i suoi piani. Ciancimino
padre io non l'ho mai visto né conosciuto, non ho preso il suo posto,
quindi non c'e' nulla: e' tutto montato. Qui c'e' un'inquisizione.
C'e' una persecuzione: Torquemada non mollava la sua preda finché non
la vedeva distrutta.
Pero' e' difficile sostenere che Ciancimino, Spatuzza e tutti i
pentiti che l'hanno accusata nel corso del suo processo, siano
manovrati.
Ma questo non e' un problema, Andreotti ne aveva anche di piu' di
pentiti che l'accusavano.
Infatti Andreotti e' stato riconosciuto colpevole del reato di
associazione a delinquere (mafiosa) fino a 1980.
Ma la faccenda di Andreotti e' complessa, io non l'ho capita bene,
bisognerebbe studiarla. Questi, i miei accusatori, sono preparati.
C'e' una cordata che non finisce piu', una cordata infinita.
Secondo Ciancimino il frutto della trattativa tra mafia e Stato fu
proprio Forza italia, una sua creatura.
Questo Ciancimino e' uno strano. Lo sanno tutti, a Palermo. E' il
figlio scemo della famiglia Ciancimino.
Non ha l'aria tanto scema.
Non scemo, diciamo che e' uno particolarmente labile. Ha un
fratello, a Milano, che e' una persona dignitosissima, infatti non
parla neanche. Tutti sanno invece che questo [Massimo Cianci-mino,
ndr] e' un figlio un po' debosciato: gli piacciono le macchine, i
soldi. E' capace di fare qualunque cosa.
Anche il pentito Gaspare Spatuzza dice che tra lei, Berlusconi e i
fratelli Graviano e' stato raggiunto un accordo.
Ma di che parliamo? Falsita', calunnie. Sono tutte persone che
hanno davanti anni di galera, e' da capire. Salvano la loro pelle.
Paolo Borsellino parla di lei e di Berlusconi nell'ultima
intervista che ha rilasciato prima di essere ucciso.
Era un'intervista manomessa, manipolata. Quando l'abbiamo vista per
intero [nel dvd allegato al Fatto Quotidiano, ndr] abbiamo capito come
stavano le cose. Risulta chiaro che Vittorio Mangano non c'entrava
niente: quando parlava di cavalli, intendeva cavalli veri.
Pero' secondo Borsellino quando si parlava di cavalli ci si
riferiva a partite di eroina.
Nel gergo puo' essere, ma in quella circostanza si trattava di
cavalli veri. Ho fornito le prove: era un cavallo, con un pedigree,
che si chiamava Epoca.
Mangano pero' parlava anche di un cavallo e mezzo...
Questo era un linguaggio che aveva con altri, con un certo
Inzerillo, non con me. Li' "un cavallo e mezzo" era evidentemente una
partita di droga.
Capisce che alla gente puo' sembrare strano che lei dia dell'eroe a
uno che, anche a suo dire, trafficava eroina?
Certo, come no, capisco tutto. Ma io non ho detto che e' un eroe in
senso assoluto. E' il mio eroe!
E lei ha mantenuto i contatti con Mangano anche dopo che e' uscito
di galera, quando erano ormai noti i reati che aveva commesso.
Ho tenuto i contatti, certo, l'ho detto. La mia tranquillita'
nasce dal fatto che non ho niente di cui vergognarmi.
Berlusconi e' arrabbiato con lei?
No, perché? Mi conosce bene.
Neanche un po' infastidito da tutti i problemi che gli causa?
Io? Che c'entro io? L'ha voluta lui Forza Italia. Io ho solo
eseguito quello che era un disegno voluto dal presidente Berlusconi.
Non posso arrogarmi meriti che non ho.
Non sente una responsabilita', visto il suo ruolo politico?
Io sono un politico per legittima difesa. A me della politica non
frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Quando nel
1994 si fondo' Forza Italia e si fecero le prime elezioni, le
candidature le feci io: non mi sono candidato perché non avevo
interesse a fare il deputato.
Poi, nel 1995, l'hanno arrestata per false fatture.
Mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi. Infatti, subito
dopo, e' arrivato il mandato d'arresto.
E la Camera l'ha respinto. Ma le sembra un bel modo di usare la
politica?
No, assolutamente. E' assurdo, brutto. Speriamo cambi tutto al piu'
presto! Ma non c'era altro da fare...
Perché non si difende fuori dal Parlamento?
Mi difendo anche fuori.
Perché non soltanto fuori?
Non sono mica cretino! Mi devo difendere o no? Quelli mi
arrestano!
Se arrestano me cosa faccio, mi candido anch'io?
Ma a lei perché dovrebbero arrestarla? E poi a lei non la candida
nessuno, quindi non si preoccupi. Io potevo candidarmi e l'ho fatto.
Ha fatto anche i circoli del Buon governo.
Si figuri che non abbiamo neanche piu' i telefoni perché non avendo
piu' risorse per pagarli sono stati, diciamo, tagliati.
Voi non avete piu' risorse?
Si', si'. Cosi' e'. Adesso lasciamo l'affitto della sede di via del
Tritone a Roma perché non riusciamo piu' a mantenerlo.
E il Pdl non vi sovvenziona?
Il Pdl e' avverso ai circoli: e' fatto di persone che hanno preso
il potere e hanno paura di chiunque sia migliore di loro.
Che fa se la condannano in appello?
Vado in Cassazione!
Non si dimette?
Ma sta scherzando?
E se la condannano in Cassazione?
Eh li' vado in galera. A quel punto mi dimetto.


Il mittente di questo messaggio|The sender address of this
non corrisponde ad un utente |message is not related to a real
reale ma all'indirizzo fittizio|person but to a fake address of an
di un sistema anonimizzatore |anonymous system
Per maggiori informazioni |For more info
https://www.mixmaster.it
Alt 10-02-2010, 12.25.46
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  #2  
Vecchio 10-02-2010, 14.03.12
Il magico Alverman
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: tra un po anche bertolaso


"George Orwell" <nobody@mixmaster.it> ha scritto nel messaggio
news:611f350b1e7f986bd1d51efdac8bf14c@mixmaster.it ...
> IO, SENATORE PER NON FINIRE IN GALERA
> Dell'Utri si confessa: tutta colpa di giudici e pentiti. Ma come
> dice Ciancimino i boss fecero votare Forza Italia
> di Beatrice Borromeo
> "Ame della politica non frega niente, io mi sono candidato per
> non finire in galera". Frecciarossa Milano-Roma. Parla Marcello
> Dell'Utri, senatore del Pdl.
> MI SONO CANDIDATO SOLO PER NON FINIRE IN GALERA
> Viaggio in treno con Dell'Utri: spiega racconta, si confida. Un
> bilancio
> di Beatrice Borromeo
> "A me della politica non frega niente, io mi sono candidato per
> non finire in galera". Freccia-rossa Milano-Roma. Marcello Dell'Utri,
> senatore del Pdl condannato in primo grado a nove anni per mafia, si
> addormenta, seduto al suo posto, dopo aver mangiato un panino nella
> carrozza ristorante. Con lui, una guardia del corpo. Poi squilla il
> telefono e Dell'Utri - faccia dimessa - si sveglia e parla volentieri,
> a voce bassa.
> Senatore, lei e' su tutti i giornali per le dichiarazioni di
> Massimo Ciancimino.
> Due sono le opzioni: o mi sparo un colpo di pistola, o la prendo
> sul ridere. Di certo faro' un'interpellanza parlamentare per capire
> cosa c'e' dietro queste calunnie.
> Ma cosa ci guadagna Cianci-mino a dire queste cose?
> Guadagna molto: intanto gli sconti di pena. La sua condanna a
> cinque anni, dopo le sue prime dichiarazioni, e' stata scontata a tre
> anni. Non e' poco: tra indulti e cose varie non avra' nessuna pena.
> Poi ci guadagna la salvezza del patrimonio che il babbo gli ha
> lasciato. Sta tutto all'estero.
> E chi e' il regista che ha interesse a favorire Ciancimino perche'
> faccia i vostri nomi?
> Sicuramente chi lo gestisce e' lo stesso pubblico ministero che era
> il mio accusatore nel processo di primo grado: questo Ingroia. Antonio
> Ingroia e' un fanatico, visionario, politicizzato. Fa politica, va
> all'apertura dei giornali politici, ha i suoi piani. Ciancimino
> padre io non l'ho mai visto né conosciuto, non ho preso il suo posto,
> quindi non c'e' nulla: e' tutto montato. Qui c'e' un'inquisizione.
> C'e' una persecuzione: Torquemada non mollava la sua preda finché non
> la vedeva distrutta.
> Pero' e' difficile sostenere che Ciancimino, Spatuzza e tutti i
> pentiti che l'hanno accusata nel corso del suo processo, siano
> manovrati.
> Ma questo non e' un problema, Andreotti ne aveva anche di piu' di
> pentiti che l'accusavano.
> Infatti Andreotti e' stato riconosciuto colpevole del reato di
> associazione a delinquere (mafiosa) fino a 1980.
> Ma la faccenda di Andreotti e' complessa, io non l'ho capita bene,
> bisognerebbe studiarla. Questi, i miei accusatori, sono preparati.
> C'e' una cordata che non finisce piu', una cordata infinita.
> Secondo Ciancimino il frutto della trattativa tra mafia e Stato fu
> proprio Forza italia, una sua creatura.
> Questo Ciancimino e' uno strano. Lo sanno tutti, a Palermo. E' il
> figlio scemo della famiglia Ciancimino.
> Non ha l'aria tanto scema.
> Non scemo, diciamo che e' uno particolarmente labile. Ha un
> fratello, a Milano, che e' una persona dignitosissima, infatti non
> parla neanche. Tutti sanno invece che questo [Massimo Cianci-mino,
> ndr] e' un figlio un po' debosciato: gli piacciono le macchine, i
> soldi. E' capace di fare qualunque cosa.
> Anche il pentito Gaspare Spatuzza dice che tra lei, Berlusconi e i
> fratelli Graviano e' stato raggiunto un accordo.
> Ma di che parliamo? Falsita', calunnie. Sono tutte persone che
> hanno davanti anni di galera, e' da capire. Salvano la loro pelle.
> Paolo Borsellino parla di lei e di Berlusconi nell'ultima
> intervista che ha rilasciato prima di essere ucciso.
> Era un'intervista manomessa, manipolata. Quando l'abbiamo vista per
> intero [nel dvd allegato al Fatto Quotidiano, ndr] abbiamo capito come
> stavano le cose. Risulta chiaro che Vittorio Mangano non c'entrava
> niente: quando parlava di cavalli, intendeva cavalli veri.
> Pero' secondo Borsellino quando si parlava di cavalli ci si
> riferiva a partite di eroina.
> Nel gergo puo' essere, ma in quella circostanza si trattava di
> cavalli veri. Ho fornito le prove: era un cavallo, con un pedigree,
> che si chiamava Epoca.
> Mangano pero' parlava anche di un cavallo e mezzo...
> Questo era un linguaggio che aveva con altri, con un certo
> Inzerillo, non con me. Li' "un cavallo e mezzo" era evidentemente una
> partita di droga.
> Capisce che alla gente puo' sembrare strano che lei dia dell'eroe a
> uno che, anche a suo dire, trafficava eroina?
> Certo, come no, capisco tutto. Ma io non ho detto che e' un eroe in
> senso assoluto. E' il mio eroe!
> E lei ha mantenuto i contatti con Mangano anche dopo che e' uscito
> di galera, quando erano ormai noti i reati che aveva commesso.
> Ho tenuto i contatti, certo, l'ho detto. La mia tranquillita'
> nasce dal fatto che non ho niente di cui vergognarmi.
> Berlusconi e' arrabbiato con lei?
> No, perché? Mi conosce bene.
> Neanche un po' infastidito da tutti i problemi che gli causa?
> Io? Che c'entro io? L'ha voluta lui Forza Italia. Io ho solo
> eseguito quello che era un disegno voluto dal presidente Berlusconi.
> Non posso arrogarmi meriti che non ho.
> Non sente una responsabilita', visto il suo ruolo politico?
> Io sono un politico per legittima difesa. A me della politica non
> frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Quando nel
> 1994 si fondo' Forza Italia e si fecero le prime elezioni, le
> candidature le feci io: non mi sono candidato perché non avevo
> interesse a fare il deputato.
> Poi, nel 1995, l'hanno arrestata per false fatture.
> Mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi. Infatti, subito
> dopo, e' arrivato il mandato d'arresto.
> E la Camera l'ha respinto. Ma le sembra un bel modo di usare la
> politica?
> No, assolutamente. E' assurdo, brutto. Speriamo cambi tutto al piu'
> presto! Ma non c'era altro da fare...
> Perché non si difende fuori dal Parlamento?
> Mi difendo anche fuori.
> Perché non soltanto fuori?
> Non sono mica cretino! Mi devo difendere o no? Quelli mi
> arrestano!
> Se arrestano me cosa faccio, mi candido anch'io?
> Ma a lei perché dovrebbero arrestarla? E poi a lei non la candida
> nessuno, quindi non si preoccupi. Io potevo candidarmi e l'ho fatto.
> Ha fatto anche i circoli del Buon governo.
> Si figuri che non abbiamo neanche piu' i telefoni perché non avendo
> piu' risorse per pagarli sono stati, diciamo, tagliati.
> Voi non avete piu' risorse?
> Si', si'. Cosi' e'. Adesso lasciamo l'affitto della sede di via del
> Tritone a Roma perché non riusciamo piu' a mantenerlo.
> E il Pdl non vi sovvenziona?
> Il Pdl e' avverso ai circoli: e' fatto di persone che hanno preso
> il potere e hanno paura di chiunque sia migliore di loro.
> Che fa se la condannano in appello?
> Vado in Cassazione!
> Non si dimette?
> Ma sta scherzando?
> E se la condannano in Cassazione?
> Eh li' vado in galera. A quel punto mi dimetto.
> Il mittente di questo messaggio|The sender address of this
> non corrisponde ad un utente |message is not related to a real
> reale ma all'indirizzo fittizio|person but to a fake address of an
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  #3  
Vecchio 10-02-2010, 14.33.05
Porfirio
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: dellutri in politica per non finire in galera


"George Orwell" <nobody@mixmaster.it> ha scritto nel messaggio
news:611f350b1e7f986bd1d51efdac8bf14c@mixmaster.it ...
> IO, SENATORE PER NON FINIRE IN GALERA
> Dell'Utri si confessa: tutta colpa di giudici e pentiti. Ma come
> dice Ciancimino i boss fecero votare Forza Italia
> di Beatrice Borromeo
> "Ame della politica non frega niente, io mi sono candidato per
> non finire in galera". Frecciarossa Milano-Roma. Parla Marcello
> Dell'Utri, senatore del Pdl.



E tu sei cosi' scemo da credere che siano parole dette, consapevoli del
fatto che ogni attimo della loro giornata e' sotto controllo? Davvero la
razza dei pii creduloni e' tenace nella propria autoconservazione.

Itzcoatl





  #4  
Vecchio 10-02-2010, 19.01.31
lAle
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: dellutri in politica per non finire in galera


>"George Orwell" <nobody@mixmaster.it> ha scritto nel messaggio
>news:611f350b1e7f986bd1d51efdac8bf14c@mixmaster.i t...
>> IO, SENATORE PER NON FINIRE IN GALERA



>E tu sei cosi' scemo


(sic!)

>da credere che siano parole dette, consapevoli del fatto che ogni attimo
>della loro giornata e' sotto controllo?


parla da infame ma non e' mica reato:

" Perché non si difende fuori dal Parlamento?
Mi difendo anche fuori.
Perché non soltanto fuori?
Non sono mica cretino! Mi devo difendere o no? Quelli mi
arrestano!"



A




  #5  
Vecchio 10-02-2010, 22.27.48
Achab
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: dellutri in politica per non finire in galera

George Orwell ha scritto:


bertolaso pare abbia fatto tardi....
 

Tags
dellutri, finire, galera, politica
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