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Lanfranco Cammarota si è laureato presso l’Università degli
studi di Roma I “La Sapienza” con una tesi sulla situazione
politico - economico - sociale a Roma tra la fine del secolo 18°
e il primo decennio del secolo 19°.
Inizia la sua attività in campo finanziario nel 1996 con Ambro-
Italia SIM la Società di Intermediazione Mobiliare
dell’AmbrosianoVeneto poi dopo l’unione con CARIPLO passa ad
Intesa Italia SIM.
Nel quadro delle attività di formazione promosse dall’agenzia di
Intesa Italia SIM presso cui operava ha curato:
- corsi di preparazione per tirocinanti;
- corsi di preparazione all’esame per l’iscrizione all’albo
unico nazionale dei promotori finanziari;
- corsi di perfezionamento per il personale già operante nel
summenzionato gruppo.
Nel 2000 passa a Banca del Salento e dopo la fusione col
gruppo “Monte dei Paschi di Siena” approda a Banca 121. Termina
la collaborazione con la suddetta banca nel 2003.
Dal 2003 ha svolto attività di consulenza finanziaria
indipendente presso vari studi professionali di Roma. Curando in
particolare l’area famiglie nei settori: finanziario,
assicurativo, erogazione.
Dal marzo 1998 fa parte dell’albo unico nazionale dei Promotori
finanziari.
Dall’agosto del 2002 fa parte dell’albo dei mediatori creditizi.
Dal febbraio 2003 fa parte di ASSOCONSULENZA (associazione
italiana consulenti di investimento) - tessera n. 565.
Da quanti anni risulta essere iscritto ad Assoconsulenza e quali
sono stati e sono tuttora i vantaggi esclusivi che ne sono
derivati dall’appartenenza a questa selezionatissima e
rigorosissima associazione di categoria , la prima sorta in
Italia nel 1996 ed alla quale è dovuta la nascita di tale
attività professionale in Italia ?
Sono iscritto dal 2003, quindi da 7 anni. Di Assoconsulenza ho
sempre apprezzato la cura e l’attenzione che ha posto, sin dalla
sua nascita, nella promozione e nella formazione della figura
del consulente di investimento come professionista della
consulenza finanziaria indipendente, figura del tutto nuova nel
panorama professionale italiano nel lontano 1996. A questa
figura professionale nel 2002 fu dedicato un libro, primo e
unico, a cura di S.M. Masullo e M. Romano e gli iscritti di
Assoconsulenza furono tra i primi a poterlo leggere. Da
menzionare anche le tante iniziative riguardanti lo studio e
l’analisi del mercato mobiliare, dei suoi strumenti, e della
legislazione ad esso inerente. A ciò si aggiungono gli incontri,
i convegni, le news-letter agli associati con tutti gli
aggiornamenti riguardanti libri, analisi, legislazione e
regolamenti. Vorrei personalmente ricordare la disponibilità e
la sollecitudine del Dr. Masullo (Segretario Generale di
Assoconsulenza) verso i propri iscritti, anche con colloqui
personali, per esaminare le tematiche e le problematiche
connesse all’attività professionale, caso assai raro nell’ambito
di ordini e associazioni professionali.
Ci può illustrare nello specifico le esperienze professionali
maturate in passato, come ha deciso di intraprendere l’attività
di Consulente di Investimento Indipendente e quali sono le
specifiche attività di cui si occupa ?
Nel 1996 iniziai il praticantato nell’ambito della promozione
finanziaria con una Sim di una, a quel tempo, famosa banca, di
cui oggi si è perso il nome, e che negli anni successivi si fuse
con altri istituti di credito. Allora per poter accedere
all’albo unico nazionale dei Promotori finanziari era
obbligatorio un praticantato di due anni entro i quali bisognava
svolgere l’esame di ammissione all’albo. Nel 1997 feci l’esame e
nel marzo 1998 fui iscritto all’albo unico nazionale dei
Promotori finanziari. Seguirono altre esperienze in altre
banche, fino al 2003 quando terminai l’attività di Promotore
finanziario presso gli intermediari finanziari. In quegli anni
di attività mi accorsi dei limiti della promozione finanziaria.
Prima di tutto e bene ricordare che un P.F. può essere legato
all’intermediario da un rapporto di lavoro subordinato, di
agenzia o di mandato. Solitamente gli intermediari preferiscono
il contratto di agenzia (generalmente senza rappresentanza) sia
perché meno oneroso per loro, sia perché permette una maggiore
flessibilità delle risorse umane. Col trascorre degli anni mi
accorsi delle difficoltà di dare un servizio ad alto valore
aggiunto ai clienti. Non solo per gli ovvi limiti imposti da un
contratto di monomandato, ma anche perché l’agente ha obblighi
ben precisi che fanno riferimento all’art.1746 del Codice Civile
infatti: “Nell’esecuzione dell’incarico l’agente deve tutelare
gli interessi del preponente e agire con lealtà e buona fede. In
particolare, deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità
delle istruzioni ricevute… È nullo ogni patto contrario.” Ciò,
ovviamente, riguarda anche le politiche commerciali decise
dall’intermediario. Nel contempo il promotore deve rispettare
anche le regole di condotta previste dai regolamenti Consob, che
sono particolarmente stringenti e severi a tutela del cliente.
Ad essi si uniscono i Codici deontologici, come quello approvato
dall’ dall’A.N.A.S.F. nell’aprile 1999, il quale riguardo i
rapporti con i clienti testualmente afferma:
1. — Il promotore finanziario persegue l’interesse del cliente e
si astiene da comportamenti in contrasto con tale obiettivo.
2. — Non sono giustificati comportamenti contrari all’interesse
della clientela da parte del promotore finanziario, anche se
suggeriti o sollecitati dall’intermediario per cui opera.
3. — Il promotore finanziario ha l’obbligo di informare il
cliente sui costi reali, i benefici e i limiti dei servizi e dei
prodotti commercializzati e si astiene da affermazioni
fuorvianti sui risultati futuri dell’investimento.
4. — Il promotore finanziario presta assistenza continuativa al
cliente. È disponibile ad accogliere richieste di informazioni,
chiarimenti o consigli, indipendentemente dal fatto che tale
attività possa essere funzionale alla promozione di nuove
operazioni.
5. — Il promotore finanziario non accoglie richieste del cliente
in contrasto con le norme del presente Codice deontologico.
E nei rapporti con l’intermediario abilitato ai punti 3 e 4
testualmente dice:
3 — Il dovere del promotore finanziario di operare
nell’interesse dell’intermediario incontra il limite
dell’interesse del cliente. Pertanto il promotore finanziario
rifiuta iniziative e comportamenti, pur richiesti o suggeriti
dall’intermediario, che siano in contrasto con le esigenze della
clientela.
4. — Il promotore finanziario non accoglie le richieste
dell’intermediario per cui opera in contrasto con le norme del
presente codice deontologico.
Tutto ciò può, ovviamente, ingenerare contrasti tra gli obblighi
sanciti dall’art.1746 Cod. Civ. e i regolamenti Consob, e i
Codici deontologici, i quali da una parte potrebbero portare,
addirittura, a legittimare l’intermediario a sciogliere il
mandato invocando una giusta causa di recesso; dall’altro
potrebbero condurre il promotore a contravvenire alle regole di
condotta previste dai regolamenti Consob e dai Codici
deontologici. Comunque decida, il più delle volte, il P.F.
rischia gravi conseguenze con costi economici e umani altissimi.
Queste mie esperienze e riflessioni unite agli imput pervenutemi
dalle persone e dai clienti mi spinsero a percorrere la via
della consulenza.
Bisogna ricordare che l’attività di consulenza ha avuto una vita
abbastanza movimentata. La prima codificazione di questa
attività avvenne con la Legge n.1 del 02/01/1991, che tuttavia
la riservava alle sole Banche e SIM. Col il Decreto Legislativo
n. 415 del 01/09/1996 venne sostanzialmente liberalizzata. Altro
cambiamento con la direttiva 2004/39/CE denominata MIFID
(acronimo di Markets in Financial Instruments Directive), che in
Italia è stata recepita attraverso la modifica del TUF (Testo
Unico della Finanza) con il d.lgs 164 del 17 settembre 2007,
subito dopo, ottobre 2007, la Consob ha provveduto ad aggiornare
la propria regolamentazione secondaria (Regolamento Mercati ed
Intermediari) e a partire dal 1° novembre 2007 tutti gli
operatori sono stati chiamati ad applicare e rispettare la nuova
disciplina. Così col significante Consulenza si sono avuti, col
tempo, significati diversi.
Per poter svolgere al meglio la mia professione m’interesso di
tutte quelle attività che hanno attinenza con l’economia, la
finanza, la legislazione e le loro correlazioni dirette e
indirette. In ciò mi è di grande aiuto Assoconsulenza sia con le
attività che con i consigli riguardanti la nostra professione.
Quale è in particolare la tipologia di clientela seguita e quali
sono le metodologie operative che utilizza nel normale
svolgimento della propria attività professionale?
La mia attività si rivolge soprattutto alle persone fisiche, il
più delle volte clienti che hanno avuto amare sorprese quando si
sono rivolte alle tradizionali reti dirette o indirette. Quindi
direi che sono focalizzato sulla consulenza riguardante le
famiglie. Fatte salva la chiara definizione data dalla MIFID al
termine consulenza, il consulente finanziario indipendente, a
mio parere, deve avere un approccio globale alle esigenze della
clientela riguardante vari temi: la pianificazione
previdenziale; l’esigenze assicurative; l’assetto e il
monitoraggio degli investimenti; l’assetto e il monitoraggio dei
finanziamenti; la pianificazione e la revisione degli
investimenti immobiliari; senza scordare gli aspetti fiscali e
successori. Tutto ciò per fornire soluzioni con alto valore
aggiunto atte a soddisfare le molteplici esigenze dei propri
clienti. Per poter raggiungere tali obiettivi ci si avvale di
varie metodologie che permettono di avere una conoscenza ampia e
completa del cliente. Dalla profilatura delle caratteristiche
del cliente, in modo da capire quale sia il suo approccio al
mercato (Profilo Conservativo, Prudente, Dinamico, Aggressivo)
agli aspetti psicologici (personalità aperta o chiusa; ottimista
o pessimista; riflessivo o impulsivo ecc.). Dall’attenta
individuazione delle esigenze (palesi o latenti) alla
presentazione delle soluzioni.
Come viene percepita dall’opinione pubblica , dai colleghi,
dalla clientela potenziale, dagli altri operatori del settore la
innovativa figura del Consulente di Investimento Indipendente ?
Malgrado i clamorosi scandali finanziari, ad esempio Cirio,
Parmalat, Tango Bond (solo per ricordare quelli più noti in
Italia) e il recente sconquasso mondiale in ambito economico-
finanziario (con le sue terribili conseguenze) abbiano scosso
l’opinione pubblica italiana, credo che nel nostro paese non sia
ancora maturata la consapevolezza della necessità di una
consulenza finanziaria realmente indipendente. Ciò perche i
risparmiatori hanno sempre considerato i consigli per gli
acquisti elargiti da banche e reti indirette come fosse una
consulenza del tutto gratuita, quel tipico fenomeno psicologico
comunemente denominato la sindrome del “TUTTO GRATIS”, non
sapendo o non accorgendosi che i costi ci sono sempre, espliciti
e/o impliciti, e in certi casi anche particolarmente gravosi.
Molti colleghi concordano con la mia opinione, affrontando con
molto impegno e creatività gli ostacoli che si presentano nella
loro attività professionale.
La clientela potenziale il più delle volte provenirne da
esperienze negative pregresse con le tradizionali reti di
vendita di prodotti finanziari, ma ancora non ha introiettato la
figura del consulente indipendente. Il suo panteon professionale
è ancora limitato alle figure tradizionali come: il medico,
l’avvocato, il notaio, e più di recente il commercialista.
Gli altri operatori del settore finanziario hanno atteggiamenti
differenziati che vanno dalla curiosità all’indifferenza, dal
timore concorrenziale all’ostilità per una figura nuova che può
scoprire comportamenti o prodotti non adatti alla clientela.
Quali sono i percorsi di formazione continua e di aggiornamento
obbligatori per stare al passo dei tempi che un Consulente di
Investimento Indipendente deve seguire ?
Premetto che la professione di consulente indipendente obbliga a
un continuo miglioramento delle proprie competenze in vari
campi: da quello organizzativo a quello commerciale; da quello
tecnico a quello normativo. Di grande aiuto sono la
partecipazione a corsi, seminari, conferenze, tavole rotonde,
convegni e tutte le altre occasioni di confronto e discussione
sugli argomenti della nostra attività. Altri utili mezzi di
aggiornamento sono la lettura e lo studio di libri, riviste,
documenti. Nuovo canale di continuo aggiornamento è internet
dove possiamo trovare una miriade di siti utili per implementare
le nostre conoscenze e dove trovare o ottenere report, news-
letter o partecipare alle discussioni tra esperti del settore.
Anche in questo caso Assoconsulenza con le sue iniziative e
proposte è di aiuto ai suoi iscritti.
Quale è un giudizio personale sull’avvento della MIFID e sulla
istituzionalizzazione della figura del Consulente di
Investimento Indipendente ?
Come ho già ricordato in precedenza la cosiddetta MIFID è una
direttiva della UE datata 2004 (nel diritto comunitario la
direttiva e così definita “La direttiva vincola lo Stato membro
cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,
salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito
alla forma e ai mezzi”). La gestazione della sua applicazione in
Italia è stata alquanto travagliata tanto che l’Albo dei
Consulenti di investimento ha subito e forse subirà ulteriori
rinvii. All’inizio ci fu, addirittura, il timore che si potesse
tornare a una situazione molto simile a quella delineata con la
Legge n.1 del 02/01/1991. Tuttavia cosa rilevante è che, dopo
questo lungo e travagliato lavoro preparatorio, la nuova
normativa riconosce e istituzionalizzata la figura del
Consulente Indipendente il quale si caratterizza per:
1. l’esistenza di un rapporto bilaterale e personalizzato con il
cliente, fondato sulla conoscenza degli obiettivi di
investimento e della situazione finanziaria del cliente stesso,
così che le indicazioni siano elaborate in considerazione della
situazione individuale dello specifico investitore.
2. la strutturale indipendenza rispetto agli investimenti
consigliati.
3. l’inesistenza di limiti predeterminati circa gli investimenti
da consigliare.
4. la remunerazione proveniente esclusivamente dalla parcella
pagata dal cliente nel cui interesse il servizio è prestato.
Quindi il Consulente di Investimento si caratterizza per la sua
neutralità, obiettività, capacità di utilizzare una gamma di
servizi di investimento potenzialmente illimitata.
Caratterizzandosi come professionista che opera in maniera
svincolata da qualsiasi società prodotto nel solo interesse del
suo cliente.
Quale ruolo assumerà in futuro la figura professionale del
Consulente di Investimento Indipendente e quale invece il
Promotore Finanziario ?
Precedentemente ho sottolineato come nel nostro paese non sia
ancora maturata, fra i risparmiatori, la consapevolezza e direi
la coscienza della necessità di una consulenza finanziaria
realmente indipendente per i motivi summenzionati. La nuova
normativa fa chiarezza su queste due figure professionali
aiutando anche i consumatori ad avere una visione più chiara e
definita delle loro precipue funzioni:
Il Promotore Finanziario avrà il ruolo di agente collegato,
definito con l’inglesismo tied agent, in qualità di persona
fisica o giuridica monomandataria, che opera in maniera
esclusiva per la società mandante e che propone in maniera
vincolata i prodotti offerti da questa e sui quali non ha nessun
potere di intervento al fine di apportare variazioni e/o
modifiche sia formali che sostanziali, sotto la piena e
incondizionata responsabilità dell’ impresa di investimento. Il
suo ruolo consisterà sostanzialmente nel:
1) promuovere e vendere i servizi di investimento e/o servizi
accessori presso clienti o potenziali clienti.
2) collocare strumenti finanziari e/o prestare assistenza pre e
post vendita ai clienti o potenziali clienti rispetto a questi
strumenti/servizi.
3) riceve e trasmette le istruzioni o gli ordini dei clienti
riguardanti servizi di investimento o strumenti finanziari.
Il guadagno del Promotore Finanziario sarà dato da una
provvigione espressa in percentuale sull’ammontare della cifra
investita dal cliente quando la vendita andrà a buon fine.
Il Consulente di Investimento, invece è persona fisica o
giuridica, con uno specifico Albo e con precise regole
riguardanti requisiti di onorabilità, professionalità e
patrimonio. È un libero professionista o una società di capitali
che opera in maniera autonoma rispetto a qualsiasi società
prodotto. Effettua un servizio su misura fondato sulla
conoscenza degli obiettivi di investimento e della situazione
finanziaria del cliente in modo che le indicazioni siano
elaborate in considerazione della situazione individuale dello
specifico investitore. Ciò presuppone l’esistenza di un rapporto
bilaterale e personalizzato con il cliente. La remunerazione
proviene esclusivamente dalla parcella pagata dal cliente nel
cui interesse il servizio è prestato. Come già detto il
Consulente di Investimento si caratterizza per la sua
neutralità, obiettività e capacità di utilizzare una gamma di
servizi di investimento potenzialmente illimitata.
Come abbiamo rapidamente visto lo schema adottato è sicuramente
ispirato del modello anglosassone in cui le figure regolamentate
nell’ambito della distribuzione e consulenza d’investimento sono
distinte in:
Tied Agent persona dedita alla vendita, sostanzialmente
monomandatario e Indipendent Financial Advisor, consulente
indipendente senza vincoli o incentivi dalla rete distributiva.
Come dovrà strutturarsi necessariamente uno studio professionale
di Consulenza agli Investimenti Indipendente per poter competere
ed avere sempre maggior successo sul mercato ?
Secondo la mia opinione, già espressa precedentemente, il
Consulente Indipendente deve avere un approccio globale alle
esigenze della clientela riguardante vari temi: la
pianificazione previdenziale; l’esigenze assicurative; l’assetto
e il monitoraggio degli investimenti; l’assetto e il
monitoraggio dei finanziamenti; la pianificazione e la revisione
degli investimenti immobiliari; senza scordare gli aspetti
fiscali e successori. Ciò porta a strutturare lo studio
professionale come centro in cui si uniscano sinergicamente più
professionalità atte a dare quella consulenza globale di cui ho
parlato e il cui fine è quello di dare risposte esaustive alle
molteplici esigenze del cliente. Solo così si sarà vincenti su
un mercato sempre più concorrenziale.
Che tipo di rapporti professionali dovranno essere intrapresi ed
allacciati con altre figure quali avvocati , notai ,
commercialisti , assicuratori , banche , mediatori creditizi per
sviluppare con successo l ‘attività di Consulente di
Investimento Indipendente ?
Ricollegandomi alla precedente risposta le figure che ritengo
necessarie per una consulenza globale sono quella del notaio,
dell’avvocato e del commercialista o meglio del fiscalista.
Visto che i problemi fiscali e successori, che sorgono con i
vari tipi d’investimento, sono quelli che creano non poche
preoccupazioni per la nostra clientela. In tal modo, ritengo, si
potrà fornire un servizio ad alto valore aggiunto che soddisfi
tutti le esigenze dei risparmiatori che si rivolgeranno al
Consulente Indipendente. Riguardo gli altri soggetti menzionati
bisogna ricordare i limiti giustamente posti dalla MIFID per
quanto riguarda accordi che potrebbero avere aspetti commerciali
e che andrebbero a inficiare il ruolo autonomo e svincolato del
Consulente Indipendente.
Quale sarà la forma giuridica più consona e di maggior successo
per l’attività di Consulente di Investimento Indipendente tra
studio professionale individuale, studio professionale
associato, studio professionale associato multidisciplinare,
società a responsabilità limitata, società per azioni, società
di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio,
società di diritto estero in libera prestazioni di servizi ?
Personalmente ritengo più adeguata per il professionista, come
persona fisica, una struttura leggera, ma che abbia quella
visione globale di cui dicevamo. Quindi reputo maggiormente
utile uno studio professionale associato multidisciplinare o una
società a responsabilità limitata che curi la consulenza come
sinergia di professionalità.
Quali sono i supporti in termini di consulenza esterna che un
Consulente di Investimento Indipendente necessiterà in futuro e
per quali aree tipo commerciale , marketing , formazione ,
tecnologica etc. ?
Quelli da voi menzionati sono tutti particolar mante utili per
poter affrontare con successo le nuove sfide che il mercato pone
e ancor più proporrà nei prossimi anni. La mancanza di uno di
essi potrebbe inficiare l’operatività del Consulente
Indipendente rendendolo meno capace e visibile nel panorama
professionale del nostro paese. Solo un continuo aggiornamento
nei vari campi permetterà di far risaltare la figura del
Consulente Indipendente nell’ambito delle professioni utili e
necessarie alle esigenze e agli obiettivi dei risparmiatori
italiani del nuovo millennio
ASSOCONSULENZA
FINANZA E DIRITTO INTERVISTA I PROTAGONISTI DELLA CONSULENZA
FINANZIARIA INDIPENDENTE ISCRITTI E CERTIFICATI DA
ASSOCONSULENZA
Con la presente , in qualità di socio fondatore e segretario
generale Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di
Investimento www.assoconsulenza.com , rettore Università ISFOA
di Lugano www.unisfoa.ch/presentazione.htm e di riconosciuto
fondatore dell ' attività di consulenza finanziaria indipendente
in Italia , mi pregio riportarvi di seguito , per opportuna
conoscenza , l ' esclusiva intervista a rilasciata da Felice De
Sario socio ordinario di Assoconsulenza Associazione Italiana
Consulenti di Investimento www.assoconsulenza.com ,
Editrice Le Fonti , fondato nel 2003 dall'attuale presidente
Guido Giommi , avvocato , dottore commercialista e revisore
ufficiale dei conti , è un gruppo editoriale multimediale
integrato , costituito dal portale internet nonchè quotidiano on
line www.finanzaediritto.it , dalle riviste on line Basilea 2 e
IAS - IFRS e dalla rivista trimestrale Family Office Patrimoni
di Famiglia e vanta i seguenti significativi risultati
aziendali : 150 volumi pubblicati vertenti su argomenti quali la
finanza , il trading ,il diritto , l' economia , la saggistica
ed il dialogo interreligioso ; visitatori unici , 12.000
partecipanti ai convegni ogni anno , 75.000 utenti della
comunità , 100.000 lettori annuali delle riviste , 35.000
iscritti alla newsletter , 56 convegni nazionali annui , 4 forum
internazionali annui , 2° portale giuridico e finanziario
italiano per numero di visite e rating Alexa del gruppo Amazon ,
partner dei principali editori e formatori asiatici , europei ed
anglosassoni .
Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di
Investimento , organizzazione professionale autoregolamentata
dei Consulenti di Investimento, fondata a Milano nel 1996 ,
presente dal 2006 sull' Annuario ABI , prima ed unica
associazione dei Consulenti di Investimento accreditata e
riconosciuta a livello istituzionale in Italia membro ufficiale
della Consulta delle Professioni Emergenti del CNEL Consiglio
Nazionale dell 'Economia e del Lavoro è guidata dal comitato di
presidenza costituito da Monsignor Vincenzo Di Muro , presidente
Comitato Etico , Prelato d ' Onore di Sua Santità ; Petter
Johannesen , presidente , Console Onorario Generale per l '
Italia della Repubblica della Namibia ; Eugenio Benetazzo ,
vicepresidente , presidente Del Toro Holding SpA ; Luigi
Coccioli, vicepresidente, presidente UNIONSIM ; Stefano M.
Masullo, segretario generale, direttore editoriale Family
Office - Patrimoni di Famiglia , rettore Università ISFOA di
Lugano ; Roberto Ranieri , tesoriere , direttore centrale Banca
Akros ; Ezio Maria Simonelli, revisore dei conti, dottore
commercialista e presidente collegio sindacale ING Bank; ha per
scopo istituzionale l ' autoregolamentazione dellattività di
consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari,
liberalizzata dall ' applicazione in Italia della direttiva CEE
N.
93/22 denominata Eurosim, e di conseguenza la tutela degli
interessi dei soggetti esercitanti tale professione e della
relativa clientela sia privata che istituzionale.
Assoconsulenza ha sede in Aosta , Arezzo , Bari , Bergamo ,
Bologna , Bolzano , Brindisi , Catanzaro , Cremona , Firenze ,
Foggia , Genova , La Spezia , Lecce , Macerata , Milano ,
Modena , Napoli , Padova , Parma , Perugia ,Piacenza , Pisa ,
Potenza , Ragusa , Reggio Emilia , Rieti ;, Rimini , Roma ,
Rovigo , Salerno , taranto , Torino , Treviso , Trieste ,
Udine , Varese , Verona , Bahrain , Beirut , Bruxelles ,
Dublino , Francoforte , Ginevra , Londra , Lugano , Lugano,
Lussemburgo , Malta , Montecarlo , New York, Repubblica di San
Marino e Rijeka e potrà istituire anche allestero sezioni,
uffici e rappresentanze; è prevista inoltre la realizzazione di
delegazioni dotate di una propria limitata autonomia ubicate in
ogni capoluogo di provincia.
Assoconsulenza, conta attualmente oltre 700 associati in
rappresentanza delle più importanti istituzioni finanziarie
nazionali ed estere, e si pone come organismo di riferimento e
di confronto per intermediari finanziari, autorità politiche
monetarie e di borsa, organi di stampa, istituzioni accademiche,
associazioni di categoria, ordini professionali sia a livello
italiano che a livello internazionale quali SIM, Società
Quotate, Istituti di Credito, Fondi comuni, SICAV, Società di
gestione, Fondi Pensione e Chiusi, Merchant Bank, Consob e Banca
d 'Italia, Ministero del Tesoro e del Bilancio, Ministero
dell ' Industria, Ministero delle Finanze, Commissione Europea,
Parlamento Europeo, Banca Centrale Europea, Banca Mondiale,
Fondo Monetario Internazionale.
Il link all ' intervista è il seguente : http://www.finanzaediritto.it/artico...a-esclusiva-a-
lanfranco-cammarota-promotore-finanziario-e-socio-di-
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> INTERVISTA A LANFRANCO CAMMAROTA SOCIO ORDINARIO ASSOCONSULENZA
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