La parola "conservatore", se attualizzata con la realtà italiana, non
l'ho mai sopportata molto. E, confesso, non la sopporto. Forse perché in
Italia è conservatrice sia la destra neocattolicista che la sinistra
catto-comunista.
Sarà che in Italia "conservare" vuol dire arroccarsi su posizioni
clericali filo-vaticane da una parte (il Papa non si discute, al Papa si
obbedisce), nazionaliste dall'altra (dell'Italia non si parla mai male,
la si ama e basta: la si elogia anche quando è in palese torto, a costo
di negare l'evidenza) e genericamente piccolo-borghesi o animate da
invidia sociale (la vera essenza del comunismo italiano è una sola:
l'invidia). L'Italia è la fiera del "si fa ma non si dice", del "si
conta per quel che si appare o che si fa apparire, non per quel che si
vale" e, peggio ancora, del motto sui cui si fonda l'invidia sociale
cattocomunista per cui un imprenditore è di default un "ladro", un
malvagio sfruttatore.
Conservare tutto ciò è un suicidio. Il mondo anglo-sassone è anni luce
più avanti di tutti proprio perché è riuscito a superare pregiudizi
sociali, nazionali e/o religiosi. Nel Regno Unito o in Usa chiunque ha
la possibilità di realizzarsi, che sia islamico o cristiano conta poco,
che sia americano o meno non conta. E conta ancor di meno se veste
firmato o autografato da se stesso. E' importante per ciò che vale come
individuo, in base ad un concetto molto semplice: il MERITO. Se
"conservatore" in Usa significa voler conservare questi due valori
fondanti la società, ovvero il meritp e l'individuo, allora sì, noi
libertari siamo dei conservatori.
Già, ma in Italia?
La corrente "Riformatori Liberali" scese in campo col seguente slogan:
"Diamo un'anima libertaria al centrodestra". Condivido teoricamente,
visto che pur non votando c-dx vedo però che lo fanno senza problemi
tantissime persone anarco-individualiste, antistataliste, al di là del
fatto che siano cattoliche praticanti, cattoliche non praticanti o laiche.
Da dove "arriviamo", infatti, noi libertari? da un genitore "Liberale" e
da un genitore "Anarchico".
Siamo noi libertari "identitari"? Vogliamo conservare - e quindi siamo
conservatori - la nostra identità? Assolutamente sì, se ciò significa
conservare una società che rispetti l'individuo e non sia confessionale.
Il problema è che in Italia il 90% di coloro che innalzano le bandiere
crociate contro l'Islam - e contro la sua società confessionale e/o
teocratica - ne vorrebbero instaurare una altrettanto confessionale e/o
teocratica, quella guidata dal "Papa Re". Al pericolo (per ora molto
teorico, strumentale e strumentalizzato) islamico contrappongono la
prepotenza vaticana.
Noi Libertari, dunque, siamo assolutamente dalla parte delle conquiste
anglosassoni: Libertà, Democrazia e Stato Minimo. Nello stesso tempo,
però, non capiamo come esse si possano conciliare con:
1. una società sempre più basata sul controllo dell'individuo (metodo
invasivo che viene giustificato con la necessità di maggiore "sicurezza").
2. la prepotenza vaticana sui temi etici.
Consideriamo dunque "anti-occidentale" tanto l'Islam radicale quanto il
Cattolicesimo radicale. Giudichiamo "occidentale", altresì, sia l'Islam
laico e moderato quanto il Cattolicesimo laico e moderato. Noi
libertari, parimenti, consideriamo il nazionalismo il vero MALE ASSOLUTO
del XIX e del XX secolo. Il concetto nazion-centrico ed etno-centrico
(di cui l'integralismo religioso non è che un bubbone, un
pericolosissimo brufolo sociale), infatti, ha causato milioni e milioni
di morti. Nazi-fascismo e comunismo hanno conosciuto le loro pagine più
barbare, feroci e sanguinarie allorché hanno compiuto crimini basati sul
nazionalismo e sull'etnismo-religioso.
Torniamo alla domanda principale: noi libertari possiamo dirci
"conservatori"?
Procedendo aristotelicamente potremmo dire che quandunque a tanti di
noi, come al sottoscritto, la parola "conservatore" risulta
assolutamente indigesta, il vero nemico di noi libertari non è il
conservatore alla S.Agostino (il grande filosofo del "vivi e lascia
vivere") ma l'ideologo. Tra questi il peggiore - come detto - è il
nazionalista, genitore perfido del comunista, del fascista, del
nazional-socialista, dell'islamista, del cattolicista, del teo-con, ecc.
ecc.
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