L’argomento pensioni e previdenza integrativa è sicuramente uno di
questi. Quale pensione ci aspetta? I contributi che tramite il proprio
lavoro sono accantonati saranno sufficienti per assicurarci un buon
tenore di vita al ritorno dal lavoro? Ci si può fidare e quanto
dell’Inps? Le soluzioni di previdenza integrativa (dai fondi chiusi a
quelli aperti, dai piani individuali di previdenza ai fondi pensione
preesistenti) proposte per accantonare il proprio Tfr sono “la
soluzione” oppure bisogna guardare anche altro, mantenendo sempre un
atteggiamento critico verso le soluzioni del risparmio gestito? Come
giudicare e cosa guardare nelle polizze assicurative? Come verificare se
le scelte sono giuste e quali sono i prodotti da sottoscrivere adatti al
nostro profilo? Se si dispone di un capitale (anche importante), basterĂ*
questo a farci vivere sereni anche nel futuro? Come va investito? E se
non si dispone ora di un patrimonio cospicuo quanto occorre
realisticamente accantonare oggi, mese dopo mese, per non trovarsi fra
qualche lustro a ricevere una mini-pensione insufficiente per sopravvivere?
In questo numero di gennaio di MoneyReport.it abbiamo deciso di
affrontare di petto l’argomento, cercando di offrire una risposta a
tutte queste domande nella massima obiettivitĂ* e indipendenza. Con
l’intervento in un’approfondita discussione (dove le opinioni non sempre
convergono su tutto come in ogni seria e franca discussione) con due dei
massimi esperti del settore in Italia, Gaetano Megale e Sergio Sorgi. I
fondatori di Progetica, una societĂ* di consulenza indipendente nata nel
1994 che progetta e realizza sistemi e strumenti per istituzioni e
intermediari del settore assicurativo e finanziario. Due veri
specialisti in materia che hanno preparato per questa inchiesta una
serie di simulazioni che rispondono innanzitutto alla domanda delle
domande: quanti soldi sono necessari per vivere di rendita?
E come potrebbero essere investiti come “asset allocation” teorica?
Un’inchiesta che consentirĂ*, crediamo, a ciascun lettore (dipendente
pubblico o privato, imprenditore o professionista, risparmiatore o
ereditiere, pensionato o studente) di avere le idee piĂą chiare in
materia se vorrĂ* affrontare (nel suo interesse) la questione. Tutto, o
quasi, quello che bisogna sapere e talvolta anche quello che nessuno ha
osato dirvi… per dirla con Woody Allen.
Mollo tutto e vivo di rendita. Ma ce la farò? - Inutile girarci intorno.
La “mucca” della previdenza pubblica fornirĂ* sempre meno latte (dopo che
alle sue mammelle si sono attaccati per decenni anche molti parassiti) e
milioni di lavoratori si troveranno fra qualche anno a misurarsi spesso
con mini pensioni. Con importi pari mediamente dal 30 al 60% dell’ultima
busta paga. E i lavoratori autonomi, quelli a progetto, i professionisti
e i commercianti saranno quelli che vedranno assottigliarsi in modo piĂą
drammatico l’assegno mensile una volta che andranno in pensione. A
essere maggiormente penalizzati saranno quelli entrati piĂą recentemente
nel mondo del lavoro mentre chi è vicino alla pensione, naturalmente,
assisterĂ* in modo piĂą limitato alla grande sforbiciata.
Pensare a costruirsi una pensione di scorta è quindi qualcosa di
obbligatorio per moltissimi lavoratori e per farlo esistono certo molte
strade. Non solo i fondi pensione. Occorre mettere a frutto il
patrimonio che si ha e risparmiare. Come facevano i nostri padri e i
nostri nonni in tempi in cui era ancora piĂą difficile.
Quanto accantonare mese dopo mese? O quanto patrimonio occorre avere per
vivere tranquilli e di rendita?
I dati che scaturiscono dalle tabelle elaborate da Progetica per
MoneyReport.it ci dicono invece che per entrare in zona di “sicurezza”
occorre accumulare un capitale nettamente maggiore, superiore anche al
milione di euro (nell’ipotesi certo che a fine carriera lavorativa non
si riceveranno altre rendite o pensioni). E confidare nella Borsa in
molti casi se si hanno capitali inferiori. Non decidere di decidere… su
come investire il proprio patrimonio con una strategia definita o
disinteressarsi di questi argomenti non è quindi una scelta molto
lungimirante. Mettere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi
non aiuta certo quei risparmiatori che magari, delusi da cattive
esperienze finanziarie passate (con fondi o gestioni o scelte fai da
te), sono “congelati” da anni in attesa che i prezzi dei loro titoli
ritornino miracolosamente ai prezzi di carico o accantonano il minimo
possibile.
La decisione del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e del
presidente dell’Inps, Antonio Mastropasqua, di inviare nei prossimi mesi
un fascicolo personale, simile alla “busta arancione” dei Paesi nordici,
che informerĂ* ciascun lavoratore sulle risorse maturate ai fini
pensionistici (indipendentemente da quale sia il loro ente di
previdenza) potrebbe forse aiutare a prendere coscienza del problema a
chi di queste cose non si interessa. Dipende certo dalla pubblicitĂ* che
si darĂ* a questa iniziativa e il livello di informativa che sarĂ*
fornito. Ed è arguibile che fondi pensione e assicuratori cercheranno di
“cavalcare la tigre” per vendere così più facilmente le loro soluzioni.
Un affare sicuramente per le loro casse ma non necessariamente per tutti
i sottoscrittori. Chi vuole pensare al proprio futuro (e non quello di
banche, assicurazioni e societĂ* di gestione) dovrebbe farlo con la
propria testa su basi razionali. Con logica e strategia: pianificare il
proprio futuro finanziario non dovrebbe essere qualcosa da prendere
sotto gamba o decidere in base a uno spot o a un venditore molto
simpatico. Che ci racconta solo quello che ci vogliamo sentire dire…
offrendoci prodotti magari inadeguati e costosi. Ma che danno a molti
risparmiatori la falsa illusione di aver affrontato (e risolto) il
problema. A caro prezzo. Per questo l’inchiesta affrontata in questo
numero di MoneyReport (che non tratta certo solo questo argomento visto
che parla di moltissimi altri argomenti come indica l’estratto sotto
scaricabile) crediamo che sia fra i numeri piĂą importanti pubblicati in
questi mesi e di maggior interesse per un risparmiatore
Re: BorsaExpert: Vivere di rendita o di pensione: ecco cosa sapere
LoZioPuparo ha scritto:
> Vivere di rendita o di pensione: ecco cosa sapere
> .......... Salvo che qualcuno magari ci sottoponga qualche
> soluzione apparentemente semplice, dandoci spesso l’illusione di aver
> affrontato la questione e risolto il problema. Ma una piccola parte del
> nostro cervello “cosciente” sa che non è così.
.... e tanti saluti all'Assunta Cicchella!
-))
--
The reasonable man adapts himself to the world;
the unreasonable one persists in adapting the world to himself.
Therefore, all progress depends upon the unreasonable man.
(George Bernard Shaw)
Vivere di rendita
Osvald: Un mio amico, 47 anni, "single", con casa di proprieta' ed un conto in
banca di 150mila euro, mi chiede se potrebbe vivere di rendita, senza
fare grosse spese.
Io di economia non ci capisco...
Borsa
21
21-08-2009 08.28.42
Vivere di rendita
Alex: Una persona di 50 anni con casa di proprietŕ che cifra
dovrebbe avere per vivere di rendita?
1 milione di euro potrebbero bastare? :-)
Ciao!
Investire
28
27-05-2009 18.19.10
Vivere di rendita?
: Ad una persona sola, 40 enne con casa propria, che abbia giŕ
maturato il diritto alla futura pensione, bastano 100 mila euro?
Borsa
17
22-06-2007 16.46.57
Vivere di rendita
Davide: Quanti soldi ci vogliono per vivere di rendita per un ragazzo di 28 anni
single fino alla morte, pagando qualcuno che ti lavi e stiri i vestiti ?