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Vecchio 11-01-2010, 13.20.20
pirex
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Predefinito [OT] Il dolore degli uomini

Il dolore degli uomini

«Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent'anni fa lo scrittore
svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali fossero così ostili
agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum.

Ostilità antica.

Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno.

Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per sottrarli
nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini di Zurigo.

E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre anni
prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che accusavano i
nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare loro il lavoro.



L'abbiamo già vissuta questa storia, dall'altra parte.

Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della speranza», che
secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine del 1948 dei 15.000
italiani presenti nel dipartimento agricolo del Gers, ben il 95% era
irregolare o clandestino».

Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri emigrati.

C'è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c'erano posto e lavoro per
tutti!

Falso.

Perfino l'immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel 1901, era
pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s'aggiravano in pieno inverno
per Montréal stendendo le mani ai passanti».

Tutto dimenticato, tutto rimosso.

Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi giorni.

«Chi non lavora, sciò!»

Anche quelli che erano a Rosarno dopo aver perso per primi il lavoro nelle
fabbriche del Nord consentendo un'elasticità altrimenti più complicata e
cercano di sopravvivere in attesa della ripresa?

Sciò!

Anche quelli che fanno lavori che i nostri ragazzi si rifiutano di fare?

Sciò!

Anche quelli che lavorano in nero per un euro l'ora?

Sciò!



Mai come stavolta è chiaro come l'abbinamento clandestino = spacciatore è
spesso un'indecente forzatura.

A parte il fatto che moltissimi a Rosarno avevano il permesso di soggiorno,
c'è un solo spacciatore al mondo disposto a lavorare dall'alba alla notte
per 18 euro, ad accatastarsi al gelo senza acqua e luce tra l'immondizia, a
contendere gli avanzi ai topi?

Dice il rapporto Onu 2009 che chi lascia l'Africa per tentare la sorte in
Occidente vede in media «un incremento pari a 15 volte nel reddito » e «una
diminuzione pari a 16 volte nella mortalità infantile» dei figli.

Questo è il punto.

Certo, non possiamo accogliere tutti. Ma proprio per questo, davanti al
dolore di tanti uomini, ci vuole misura nell'usare le parole.

Anche la parola «legalità».

Tanto più che, ricordava ieri mattina «La Gazzetta del Sud», l'Inps scheda
come «braccianti agricoli metà dei disoccupati della Piana».

Un andazzo comune a tutto il Sud: 26 falsi braccianti agricoli smascherati
nel 2008 in Veneto, 146 in Lombardia, 26 mila in Campania, 14 mila in
Sicilia, 16 mila in Puglia, 10 mila in Calabria.

Dove secondo i giudici antimafia buona parte delle false cooperative
agricole che poi magari usano i neri in nero sono legate alla 'ndrangheta.

Dio sa come il nostro Paese abbia bisogno di rispetto della legge: ma quali
sono le priorità della tolleranza zero?



Gian Antonio Stella
11 gennaio 2010

http://www.corriere.it/editoriali/10...4f02aabe.shtml


Alt 11-01-2010, 13.20.20
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  #2  
Vecchio 11-01-2010, 13.34.10
Chs
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Predefinito Re: Il dolore degli uomini

On 11 Gen, 13:20, "pirex" <mok...@pakita.sus> wrote:
> Il dolore degli uomini
> «Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent'anni fa lo scrittore
> svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali fossero cosìostili
> agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum.
> Ostilità antica.
> *Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno.
> *Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per sottrarli
> nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini di Zurigo.
> E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre anni
> prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che accusavanoi
> nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare loro il lavoro.
> L'abbiamo già vissuta questa storia, dall'altra parte.
> *Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della speranza», che
> secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine del 1948 dei 15.000
> italiani presenti nel dipartimento agricolo del Gers, ben il 95% era
> irregolare o clandestino».
> *Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri emigrati.
> *C'è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c'erano posto e lavoro per
> tutti!
> *Falso.
> Perfino l'immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel 1901, era
> pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s'aggiravano in pieno inverno
> per Montréal stendendo le mani ai passanti».
> Tutto dimenticato, tutto rimosso.
> *Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi giorni.
> *«Chi non lavora, sciò!»
> Anche quelli che erano a Rosarno dopo aver perso per primi il lavoro nelle
> fabbriche del Nord consentendo un'elasticità altrimenti più complicata e
> cercano di sopravvivere in attesa della ripresa?
> Sciò!
> Anche quelli che fanno lavori che i nostri ragazzi si rifiutano di fare?
> *Sciò!
> Anche quelli che lavorano in nero per un euro l'ora?
> Sciò!
> Mai come stavolta è chiaro come l'abbinamento clandestino = spacciatore è
> spesso un'indecente forzatura.
> *A parte il fatto che moltissimi a Rosarno avevano il permesso di soggiorno,
> c'è un solo spacciatore al mondo disposto a lavorare dall'alba alla notte
> per 18 euro, ad accatastarsi al gelo senza acqua e luce tra l'immondizia,a
> contendere gli avanzi ai topi?
> *Dice il rapporto Onu 2009 che chi lascia l'Africa per tentare la sortein
> Occidente vede in media «un incremento pari a 15 volte nel reddito » e «una
> diminuzione pari a 16 volte nella mortalità infantile» dei figli.
> *Questo è il punto.
> *Certo, non possiamo accogliere tutti. Ma proprio per questo, davanti al
> dolore di tanti uomini, ci vuole misura nell'usare le parole.
> Anche la parola «legalità».
> *Tanto più che, ricordava ieri mattina «La Gazzetta del Sud», l'Inps scheda
> come «braccianti agricoli metà dei disoccupati della Piana».
> Un andazzo comune a tutto il Sud: 26 falsi braccianti agricoli smascherati
> nel 2008 in Veneto, 146 in Lombardia, 26 mila in Campania, 14 mila in
> Sicilia, 16 mila in Puglia, 10 mila in Calabria.
> Dove secondo i giudici antimafia buona parte delle false cooperative
> agricole che poi magari usano i neri in nero sono legate alla 'ndrangheta..
> Dio sa come il nostro Paese abbia bisogno di rispetto della legge: ma quali
> sono le priorità della tolleranza zero?
> Gian Antonio Stella
> 11 gennaio 2010
> http://www.corriere.it/editoriali/10...3bdc92f8-fe78-...


Il problema è uno solo. IL SUD. anzi, la mentalità del SUD.
  #3  
Vecchio 11-01-2010, 13.37.41
pirex
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il dolore degli uomini

Chs wrote:
> On 11 Gen, 13:20, "pirex" <mok...@pakita.sus> wrote:
>> Il dolore degli uomini
>>> «Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent'anni fa lo

>> scrittore svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali
>> fossero così ostili agli immigrati italiani contro cui avevano
>> scatenato tre referendum.
>>> Ostilità antica.
>>> Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno.
>>> Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per

>> sottrarli nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini
>> di Zurigo.
>>> E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre

>> anni prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che
>> accusavano i nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare
>> loro il lavoro.
>>> L'abbiamo già vissuta questa storia, dall'altra parte.
>>> Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della

>> speranza», che secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine
>> del 1948 dei 15.000 italiani presenti nel dipartimento agricolo del
>> Gers, ben il 95% era irregolare o clandestino».
>>> Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri

>> emigrati.
>>> C'è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c'erano posto e

>> lavoro per tutti!
>>> Falso.
>>> Perfino l'immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel

>> 1901, era pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s'aggiravano
>> in pieno inverno per Montréal stendendo le mani ai passanti».
>>> Tutto dimenticato, tutto rimosso.
>>> Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi

>> giorni.
>>> «Chi non lavora, sciò!»
>>> Anche quelli che erano a Rosarno dopo aver perso per primi il lavoro

>> nelle fabbriche del Nord consentendo un'elasticità altrimenti più
>> complicata e cercano di sopravvivere in attesa della ripresa?
>>> Sciò!
>>> Anche quelli che fanno lavori che i nostri ragazzi si rifiutano di

>> fare?
>>> Sciò!
>>> Anche quelli che lavorano in nero per un euro l'ora?
>>> Sciò!
>>> Mai come stavolta è chiaro come l'abbinamento clandestino =

>> spacciatore è spesso un'indecente forzatura.
>>> A parte il fatto che moltissimi a Rosarno avevano il permesso di

>> soggiorno, c'è un solo spacciatore al mondo disposto a lavorare
>> dall'alba alla notte per 18 euro, ad accatastarsi al gelo senza
>> acqua e luce tra l'immondizia, a contendere gli avanzi ai topi?
>>> Dice il rapporto Onu 2009 che chi lascia l'Africa per tentare la

>> sorte in Occidente vede in media «un incremento pari a 15 volte nel
>> reddito » e «una diminuzione pari a 16 volte nella mortalità
>> infantile» dei figli.
>>> Questo è il punto.
>>> Certo, non possiamo accogliere tutti. Ma proprio per questo, davanti

>> al dolore di tanti uomini, ci vuole misura nell'usare le parole.
>>> Anche la parola «legalità».
>>> Tanto più che, ricordava ieri mattina «La Gazzetta del Sud», l'Inps

>> scheda come «braccianti agricoli metà dei disoccupati della Piana».
>>> Un andazzo comune a tutto il Sud: 26 falsi braccianti agricoli

>> smascherati nel 2008 in Veneto, 146 in Lombardia, 26 mila in
>> Campania, 14 mila in Sicilia, 16 mila in Puglia, 10 mila in Calabria.
>>> Dove secondo i giudici antimafia buona parte delle false cooperative

>> agricole che poi magari usano i neri in nero sono legate alla
>> 'ndrangheta.
>>> Dio sa come il nostro Paese abbia bisogno di rispetto della legge:

>> ma quali sono le priorità della tolleranza zero?
>>> Gian Antonio Stella

>> 11 gennaio 2010
>>> http://www.corriere.it/editoriali/10...3bdc92f8-fe78-...

> Il problema è uno solo. IL SUD. anzi, la mentalità del SUD.



Veramente il problema è la miseria.
Il tutto è aggravato dall'ignoranza di tanti di quelli che credono di
sapere.


 

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degli, dolore, uomini
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