UNICREDIT ALLA DERIVA(TI) - LA BANCA HVB (CONTROLLATA DA PIAZZA CORDUSIO)
AVREBBE APPLICATO COSTI OCCULTI PER 1 MLN ?! - LA SOMMA AVREBBE DOVUTO
ESSERE VERSATA AL COMUNE CHE HA AVVIATO IL PROCEDIMENTO DI AUTOTUTELA NON
PAGANDO LE RATE PERIODICHE ALLA BANCA DI PROFUMO .
Marcello Frisone per "il Sole 24 Ore"
Anche la vicenda dei derivati del Comune di Acqui Terme porta al sequestro
dei beni di una banca. Dopo il caso degli swap del capoluogo lombardo,
infatti, la Procura della Repubblica del municipio piemontese ha disposto il
sequestro di una somma di 1.200.000 euro presso la sede milanese della
Bayerische Hypo und Vereinsbank A.G. (Hvb, subentrata alla Ubm del gruppo
UniCredit ).
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dagli agenti della Guardia di
Finanza della tenenza di Acqui Terme nello scorso novembre, ma la notizia ha
avuto conferma in questi giorni, cioè soltanto dopo che è decorso il termine
per consentire a UniCredit di procedere all'impugnazione del provvedimento
cautelare.
La vicenda relativa agli "swap" dell'amministrazione comunale acquese prende
piede in Procura dopo la denuncia presentata il 24 ottobre 2008 da un gruppo
di cittadini riunitisi nel «Comitato Difesa Finanze Comunali» (Co.Di.Fi.Co.)
che a loro spese hanno evidenziato le "storture" presenti nei contratti
derivati stipulati tra il 2001 e il 2006 con Uni- Credit. Una girandola di
otto swap (adesso in essere sono rimasti tre derivati) che stanno portando
il municipio a una perdita potenziale di poco meno di un milione (su due dei
contratti, mentre il terzo swap ha un valore di mercato positivo).
Tra i punti contestati dalla Procura, che tra alcuni giorni potrebbe
ufficializzare il tutto, ci sarebbe l'esistenza di commissioni applicate e
non dichiarate da UniCredit al momento della sottoscrizione dei contratti di
968.238,15 euro. Insomma, la banca avrebbe applicato costi occulti per quasi
un milione di euro, somma che avrebbe dovuto invece essere versata nelle
casse del Comune.
Adesso, anche con la scelta di UniCredit di non procedere all'impugnazione
del provvedimento cautelare di sequestro della somma, si potrebbe aprire una
strada "giudiziaria" simile a quella percorsa dalla Procura di Milano nella
vicenda degli swap stipulati nel 2005 per l'importo monstre di 1,7 miliardi
(audizione dei funzionari di banca e comunali informati sui fatti con il
possibile rinvio a giudizio).
Ben altre cifre rispetto agli swap del comune di Acqui Terme, ma che
denotano una "strategia" nella vendita e sottoscrizione di questi prodotti:
la scommessa dei denari dei contribuenti nei mercati finanziari per ottenere
benefici immediati (grazie all'up front) a fronte di forti rischi di
maggiori oneri futuri per l'ente locale (il mark to market quasi sempre
negativo da pagare a scadenza).
Intanto, in sede civile il Comune di Acqui Terme non ha interrotto il
procedimento di autotutela: da aprile 2009 continua cioè a non pagare le
rate periodiche dovute a UniCredit nonostante la banca abbia minacciato di
procedere giudizialmente contro l'ente locale per il mancato versamento. La
procedura di autotutela, però, porterebbe all'annullamento degli swap ma
anche al rischio di dover tenere indenne la banca dai danni cagionati al
comune.
tol unicredit
wolf: non permette di accattare cv enertad per mancanza rating
ma vaffanculo unicredit del cazzo.....
a qualcuno compare la stessa dicitura ???
merci bien
ciao ne