Allarme rosso: é in arrivo la seconda ondata dello tsunami finanziario
di Matthias Chang
L'onda sta acquistando forza e potrebbe abbattersi tra il primo e il secondo
quarto del 2010
A partire dall'ultimo quadrimestre del 2008, si è scatenata una guerra
monetaria senza quartiere, tra le economie chiave a livello globale, e
durante questo scontro, anche quelle che prima non lo erano, si sono
trasformate in forze antagoniste, perché le differenze tra loro risultano
inconciliabili. Le sue conseguenze sull'economia mondiale saranno devastanti
e per le persone comuni, una disoccupazione di massa e una forte insicurezza
sociale saranno inevitabili.
I politici di questi paesi, che si trovano di fronte al collasso totale dell'architettura
finanziaria internazionale, hanno concluso che l'unica soluzione possibile
sia una massiccia "iniezione di denaro" per salvare le banche "troppo grandi
per fallire" e dare una boccata d'ossigeno alle loro economie in
depressione. Questo atteggiamento si riflette perfettamente nell'affermazione
di Bernanke, secondo la quale «il governo degli Stati Uniti possiede la
tecnologia, chiamata "capacità di emissione" (oppure oggi, la sua
equivalente elettronica), che ci permette di mettere in circolazione la
quantità di dollari che desideriamo, praticamente a costo zero".
Questo è il cuore del problema!
Le differenze inconciliabili
Circa due decenni fa, venne deciso, dalle elite finanziarie globali, che le
caratteristiche del sistema economico globale, fossero le seguenti:
1) Un sistema finanziario basato sugli strumenti derivati, controllato dalla
Federal Reserve, e dalle sue banche associate, situate nei paesi sviluppati;
2) La rilocalizzazione in Oriente, a discapito dell'Occidente, della
produzione di beni, in particolar modo in Cina e in India, per "alimentare"
le economie di quei paesi.
Venne basato l'intero sistema su un'unica base; cioè, sulla riserva di
moneta gestita dalla FED, la quale avrebbe guidato la crescita dell'economia
globale. Di fatto, questa è l'idea base dell'imperialismo economico. Una
volta appurata questa semplice verità, l'affermazione di Bernanke, «gli
Stati Uniti possono mettere in circolazione tutti i dollari che vogliono,
praticamente a costo zero», assume un altro aspetto. Ho parlato con
moltissimi economisti e quando ho chiesto loro quale fosse il cuore dell'attuale
crisi finanziaria, tutti mi hanno risposto all'unisono che «si tratta dello
squilibrio globale.l'Occidente consuma troppo; mentre, l'Oriente risparmia
troppo, senza consumare a sufficienza». Questo concetto appare chiaro se si
guarda all'enorme deficit nella bilancia commerciale degli Stati Uniti, da
una parte, e al gigantesco surplus della Cina, dall'altro.
Tutti citano questa massima, ripetendola all'infinito, come un mantra. Le
conclusioni del recente vertice APEC non sono state molto differenti.
Insieme a questo, un altro mantra viene recitato all'infinito: maggiore
liberalizzazione degli scambi commerciali tra le varie nazioni.
Si tratta di un'enorme bufala. Tutti i leaders dei principali paesi del
mondo sono corrotti fino al midollo, e per questo non hanno alcuna
intenzione di chiamare le cose col loro nome, e di smascherare le
contraddizioni insite nell'attuale sistema finanziario globale.
I tentativi di creare un sistema geopolitico multipolare sono inutili, se l'intero
sistema finanziario globale rimane basato sulla riserva monetaria unipolare
di dollari statunitensi. Questa è la vera contraddizione interna all'attuale
sistema, e i problemi che ne derivano non possono essere risolti con i
Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale, come
auspicato da diversi Paesi. Tale progetto è nato morto.
I leaders della Cina, del Giappone, e dei Paesi produttori di petrolio del
Medio Oriente maledicono continuamente l'attuale situazione; ma, non hanno
il coraggio di spiegare ai propri cittadini che sono stati truffati dagli
stregoni finanziari della FED, i quali agiscono secondo le direttive della
Goldman Sachs.
Ditemi quale leader politico ammetterebbe mai di aver svenduto la ricchezza
della propria nazione, in cambio di carta igienica? Così, la pantomima della
carta igienica spacciata per denaro continua.
Attualmente, ci troviamo in una situazione di tregua, nella guerra monetaria
globale, non molto diversa da quella in cui eravamo durante la Guerra
Fredda, tra i paesi della NATO e quelli del Patto di Varsavia. Entrambe le
parti in causa erano terrorizzate dalla MAD (Paura della Distruzione
Reciproca), figlia della minaccia di una guerra nucleare. I costi per
entrambi erano enormi e fu solo dopo che l'Unione Sovietica non fu più in
grado di sostenere i costi necessari a rappresentare un deterrente nucleare,
e finì in bancarotta, che l'equilibrio si spezzò a favore dei paesi della
NATO.
In realtà, si trattò di una vittoria di Pirro, per gli Stati Uniti e i loro
alleati. Quello che ha consentito loro di mantenere il predominio militare
ed economico sull'Unione Sovietica, è stato il diritto di stampare "moneta-
carta igienica", e l'accettazione da parte degli alleati di Washington del
dollaro come valuta di riserva globale.
Ma la domanda è: perché questi paesi hanno accettato lo status quo, durante
la Guerra Fredda?
La risposta è semplice! Sono tutti stati ingannati dalla propaganda che
diceva loro che senza la protezione del Grande Fratello, e della sua potenza
militare, sarebbero stati distrutti dalla minaccia comunista; così, sono
stati ammaliati dalla melodia suonata da Washington.
La grande domanda successiva è: come mai i cosiddetti paesi "liberati" dall'ex
alleato sovietico, sono saliti sul carro del vincitore?
La risposta è altrettanto semplice! Hanno tutti creduto all'illusione,
creata dalle grandi banche internazionali, con la Goldman Sachs in prima
linea, secondo la quale, scambiando le proprie merci e i propri servizi, in
cambio della "valuta di riserva-carta igienica" statunitense, si sarebbero
assicurati una ricchezza e una prosperità senza precedenti.
La mossa strategica più importante si è, però, svolta in Asia. Il Giappone,
dopo un decennio di recessione, a seguito dell'esplosione della bolla
immobiliare, non era in grado di competere al nuovo gioco, come era stato
previsto dagli strateghi finanziari della Goldman Sachs. La maggiore
beneficiaria di tale situazione fu la Cina. Il gruppo dirigente della
Goldman Sachs negoziò un accordo segreto con i leader cinesi, per il quale,
in cambio della maggiore iniezione di dollari e una gigantesca
rilocalizzazione di produzione di beni industriali, Pechino avrebbe
investito il suo consistente surplus finanziario in "valuta-carta igienica"
statunitense, in forma di fondi pensionistici e di altri strumenti del
debito americani.
Questa è stata la necessaria condizione per la creazione del casinò
finanziario globale, che ha portato il gioco a un livello superiore. Perché?
Il Nuovo Gioco
Gli strateghi finanziari della Goldman Sachs avevano un progetto ambizioso -
assumere il controllo del sistema finanziario mondiale. Lo strumento
utilizzato per ottenere questo enorme potere finanziario è stato il "Sistema
Bancario Ombra", che ha dato vita al mercato degli strumenti finanziari
derivati e la cartolarizzazione degli assetes, reali o virtuali. I guadagni
ottenuti in questa maniera furono enormi, stimabili in centinaia di trilioni
di dollari, e il modo in cui i mercati vennero trasformati fu possibile
solamente alzando il livello del gioco, in tutti i settori finanziari.
Il fatto è che esiste un fattore di debolezza insito in questo progetto - la
minaccia di inflazione, più precisamente dell'iperinflazione. Questa enorme
quantità di liquidità nel sistema, causa inevitabilmente la svalutazione
della riserva monetaria, e di conseguenza, fa crollare la fiducia nell'intero
sistema. Di qui, la necessità di ideare un metodo per tenere sotto controllo
l'inflazione dei prezzi e creare l'illusione che sia possibile continuare a
mantenere saldo il potere d'acquisto della "valuta- carta igienica" di
riserva. E' qui che entra in gioco Cina; una volta che essa è diventata la
"fabbrica del mondo", il problema è risolto. Quando per produrre una giacca
prima era necessario spendere 600 dollari, ora bastano meno di 100 dollari,
e un paio di scarpe meno di 5 dollari, i registi occulti conclusero che non
vi erano più ostacoli alla più grossa speculazione finanziaria della storia.
La Cina acconsentì allo scambio, avendo miliardi di bocche da sfamare e
centinaia di milioni di posti di lavoro da trovare, per far sì che il
sistema potesse reggere. La differenza è che Pechino è stata abbastanza
pragmatica da creare due "sistemi economici" - uno interno basato sullo yuan
e uno per le esportazioni basato sul dollaro - con la speranza che i
profitti e i benefici ottenuti dall'economia per l'esportazione avrebbe
permesso di trasformare il mercato interno, rendendo stabile, in modo che,
nel tempo, possa sostituire un'economia ormai totalmente dipendente dalle
esportazioni. Si trattò di un patto col diavolo; ma, in quel momento storico
non vi erano alternative concrete; soprattutto, dopo il collasso dell'Unione
Sovietica.
Il successivo livello del gioco
Il livello successivo del gioco coincise con la trasformazione della
"riserva monetaria- carta igienica" in realtà letteralmente virtuale -
attraverso un semplice click di un mouse dei computer delle banche
internazionali. I grandi capi della Goldman Sachs, e delle altre grandi
banche, erano ben contenti di lasciare il sistema precedente, degno di Las
Vegas, per sposarne uno degno della mafia, e trasformare i loro miliardi in
utili. Si trattò di una manovra finanziaria che andò ogni oltre ogni loro
più audace desiderio. Tra di loro si autodefiniscono anche i "Signori dell'Universo".
Creare un' enorme massa di debito fu il nuovo gioco, che permise a questi
signori di aumentare i loro guadagni di oltre 40 volte. Gli assets vennero
foraggiati da enormi quantità di liquidità. Il problema è che gli stregoni
finanziari hanno fallito nel calcolare, o forse hanno sottostimato, i
capitali necessari per partecipare a questo gioco. Hanno resuscitato l'ingegneria
finanziaria - la cartolarizzazione dei capitali. E quando i capitali reali
erano insufficienti, ne crearono dei virtuali. Molto presto, titoli tossici
vennero considerati come strumenti legittimi per partecipare al gioco, tanto
che diventò presto possibile utilizzarli, senza riuscire a risalire ai loro
originali creatori. Per un certo periodo sembrò che gli stregoni finanziari
avessero trovato il modo di finanziare adeguatamente il casinò finanziario
globale. Purtroppo, la giostra si è fermata e la bolla è esplosa! E come si
suol dire il resto è storia.
Il rimedio della Goldman Sachs
Quando le perdite sono calcolabili in trilioni di dollari, e quando i
capitali rimasti ammontano invece a milioni di dollari, si ha un enorme
problema - un buco nero finanziario.
Il rimedio preferito dai padroni della Goldman Sachs fu quello di creare un'altra
illusione - se le banche internazionali crollassero, causando il collasso
dell'attuale sistema finanziario, ci sarà una vera e propria Apocalisse.
Queste banche "troppo grandi per poter fallire" hanno avuto bisogno di
ingenti iniezioni di denaro virtuale per ricapitolarizzarsi e per far
scomparire i titoli tossici dai loro bilanci. Tutte le banche centrali dei
principali paesi sviluppati si sono accodati al coro della Goldman Sachs,
sostenendo qualunque teoria, pur di legittimare questo piano di salvataggio.
In sostanza, quello che è accaduto è un semplice trasferimento di denaro
dalla tasca sinistra a quella destra, con un'evidente torsione della realtà,
cioè sostenendo che erano le banche in realtà a salvare i governi dalla
crisi. La FED e le altre più importanti banche centrali, decisero di
prestare "denaro virtuale" a queste banche "troppo grandi per fallire", a
tasso zero, o quasi zero, ottenendo in cambio che questi istituti lo
depositassero presso i loro forzieri, a tassi concordati. Queste transazioni
avvengono, ovviamente, puramente sulla carta. Altri "prestiti" da parte
della FED e delle maggiori banche centrali (nuovamente a tasso zero, o quasi
zero) sono stati elargiti a fronte dei debiti pubblici dei vari stati, i
quali li hanno utilizzati da stimolo per rilanciare l'economia reale e
creare posti di lavoro, a fronte di una disoccupazione in continua crescita.
In sostanza, queste banche hanno prestato denaro, a costo zero, ai governi,
a fronte di tassi concordati in precedenza, senza alcun rischio. E' un
inganno! Non si tratta di denaro "reale"; bensì, di movimenti virtuali.
Quindi, quando la FED inietta nel sistema bancario trilioni di dollari, in
realtà, non fa altro che addebitare tale cifra sui conti che queste banche
"troppo grandi per fallire" hanno presso di essa. Quando questo sistema
viene applicato al commercio internazionale, lo stesso avviene per pagare le
merci che vengono prodotte in Cina, in Giappone, ecc. Per il resto del
mondo, quando si acquistano beni commerciati in dollari, quei paesi devono
produrre beni e servizi, venderli in cambio di dollari, allo scopo di poter
acquistare materie necessarie alle loro economie; quindi, devono produrre
beni concreti, per ottenere ciò di cui necessitano. Di contro, tutto quello
che gli Stati Uniti devono fare è creare denaro dal nulla e utilizzarlo per
pagare le loro importazioni. Washington può utilizzare tale strategia perché
ha una capacità militare tale da poter creare e rafforzare tale inganno.
Come affermato in precedenza, tale status quo è stato accettato
passivamente, specialmente durante la Guerra Fredda, e con qualche
riluttanza dopo il crollo dell'Unione Sovietica; ma con la previsione che
gli Stati Uniti sarebbero diventati i "consumatori finali del mondo". Questa
idea era di conforto a molti paesi produttori; infatti, coloro che avevano
venduto le loro merci agli Stati Uniti, sarebbero stati in grado di
utilizzare i dollari così guadagnati per comprare altri beni dagli altri
paesi, soprattutto per il fatto che l' 80% delle merci mondiali viene
commerciato in dollari, compreso il petrolio greggio, la linfa vitale del
sistema economico globale. Con gli Stati Uniti in bancarotta, e i loro
cittadini (i maggiori consumatori al mondo) incapaci di reperire ulteriore
denaro per acquistare beni di consumo dalla Cina, dal Giappone, e dal resto
del pianeta, la domanda di dollari è evaporata. Lo status di dollaro come
valuta di riserva mondiale, e, di conseguenza, la sua indispensabilità, è
stato seriamente messo in discussione.
La mano finale
Gli effetti dell'attuale crisi possono semplicemente essere così riassunti:
Un Paese in bancarotta (gli Stati Uniti) dovrebbe essere in grado di
utilizzare denaro creato dal nulla per pagare beni prodotti con sudore e
lacrime da parte dei cittadini dei paesi esportatori? Aggiungendo il danno
alla beffa, gli stessi dollari sono ora richiesti molto meno di prima;
quindi, qual è a questo punto il vantaggio di venire pagati con valuta che
si svaluta continuamente e a grande velocità?
D'altra parte, gli Stati Uniti stanno dicendo al mondo, specialmente ai
cinesi, che se non piace lo status quo, niente impedisce loro di vendere
agli altri paesi, accettando le loro valute; ma, se vogliono vendere i loro
beni agli statunitensi, devono per forza accettare la loro "valuta-carta
igienica", e il loro diritto a creare denaro dal nulla!
Si tratta della mano di poker definitiva, al termine della quale i perdenti
subiranno gravi perde e terribili conseguenze finanziarie. Ma chi ha in mano
le carte vincenti?
Sicuramente non gli Stati Uniti; ma, nemmeno la Cina le ha. Questa
situazione commerciale a livello internazionale non potrà durare ancora a
lungo; di conseguenza, qualunque carta, Washington o Pechino, mettano sul
tavolo, per godere di vantaggi strategici, qualunque risultato otterranno,
produrrà benefici solo sul breve periodo e sarà vano, in quanto, sul lungo
periodo non saranno in grado di risolvere positivamente le contraddizioni
sistemiche di fondo. Quando la sopravvivenza dell'intero sistema dipende
dalla disponibilità del credito (cioè, dalla possibilità di accumulare
sempre maggiori debiti) è solo una questione di tempo, prima che sia i
creditori che i debitori giungano alla conclusione inevitabile che quel
debito non potrà mai essere pagato; di conseguenza, se il creditore vuole
incassare comunque il suo avere, deve obbligatoriamente ricorrere a
strumenti drastici. Sarebbe curioso ritenere che gli Stati Uniti accettino
senza fare una piega di essere esclusi dalla partita. Quando arriveremo a
quel punto, la guerra mondiale sarà inevitabile, e gli schieramenti saranno:
USA- Gran Bretagna- Israele contro il resto del mondo.
Il preludio alla partita finale
L'economia statunitense entrerà in una spirale fuori controllo, nei prossimi
mesi, raggiungerà il punto critico alla fine del primo quadrimestre del
2010, per implodere nel secondo quadrimestre.
Le iniezioni da trilioni di dollari hanno mancato l'obiettivo di rilanciare
l'economia reale. Pur tenendo il paziente in vita, ci sono diversi segnali
che molti organi vitali stanno smettendo di funzionare. Ci sarà un'altra
ondata di sfratti e requisizioni di appartamenti e di attività commerciali,
tra dicembre di quest'anno e l'inizio del 2010; inoltre, le proprietà
espropriate nel 2009 faranno crollare il valore degli immobili, una volta
messe all'asta. I bilanci delle banche segneranno pesanti deficit, che i
"guadagni record" degli ultimi due quadrimestri del 2009 non riusciranno a
coprire.
Data questa situazione, la FED sarà in grato di continuare ad acquistare
titoli garantiti da mutui, allo scopo di sostenere i mercati? La FED ha già
speso trilioni di dollari per acquisire i mutui di Fannie Mae e di Freddie
Mac, senza acquirenti potenziali all'orizzonte. Al momento, il suo bilancio
contiene titoli "tossici", proprio come quelli delle banche "troppo grandi
per fallire", che ha salvato.
In questa situazione, non ha alcun senso affermare che il peggio è passato,
e che l'economia globale è sulla strada per uscire dal tunnel.
Il chiaro segnale che non stia andando tutto per il meglio, è rappresentato
dal recente discorso del presidente della Federal Reserve di New York,
William Dudley, tenuto a Princeton, nel New Jersey, nel corso del quale ha
affermato che la FED fronteggerà il rischio futuro di mancanzad i liquidità,
fornendo una "moratoria" per quelle aziende insolventi, che siano in grado
di esibire sufficienti garanzie.
Questo avvertimento, che è al contempo una rassicurazione, merita qualche
riflessione. Primo, è un'evidente contraddizione affermare che aziende
insolventi, con sufficienti garanzie, possano imbattersi in una crisi di
liquidità tale da aver bisogno del soccorso della FED; infatti, rappresenta
un'ammissione del fatto che le banche non sono sufficientemente
capitalizzate, e che quando la seconda ondata dello tsunami finanziario le
colpirà nuovamente, saranno incapaci di reagire.
Dudley ha anche affermato che «la banca centrale potrebbe trasformarsi nel
prestatore finale.(cosa che ridurrebbe) il rischio di diffusione del panico,
che colpisce gli istituti di credito, a causa dell'incertezza di ciò in cui
credono gli altri creditori».
Per tradurre "alla brutta" queste parole, sta dicendo che la FED si
adopererà per evitare nuovi episodi come il crollo della Bear Sterns, della
Lehman Bros. e della AIG; inoltre, significa che le altre grandi banche
sopravvissute sono in grossa difficoltà. E' altresì da rilevare che un'indagine
di Bloomberg riportava, a inizio novembre, che la Citigroup Inc. e la JP
Morgan Chase hanno attivi di cassa. La prima ha quasi raddoppiato la propria
liquidità di cassa, fino a 244,20 miliardi di dollari; per la seconda, la
cifra è di 453,60 miliardi. Tuttavia, nonostante questo aumento di
liquidità, da parte delle principali banche, la Federal Reserve di New York
ha dovuto rassicurare la comunità finanziaria, circa il fatto che sarà
pronta a iniettare liquidità in modo massiccio, per sostenere il sistema.
A questo punto, non dovrebbe sorprendere il fatto che il dollaro si stia
rapidamente svalutando.
Quando una moneta si svaluta, la volatilità dei mercati cresce; ma, i
guadagni non valgono i rischi, e coloro che sono ancora sul mercato,
verranno spazzati via durante il primo quadrimestre del 2010. Il tasso S&P è
effettivamente salito di oltre il 25%; ma, tale incremento è quasi
interamente dovuto alla salita del prezzo dell'oro. I guadagni sono rimasti
al di sotto dell'aumento del tasso di inflazione negli Stati Uniti; cioè, un
rendimento al netto dell'inflazione, al di sotto del 25%. Quando Meredith
Whitney osserva che «non capisco cosa stia succedendo sui mercati; tutto ciò
non ha senso, secondo me», questo significa che è il momento di uscire
rapidamente dai mercati.
In un rapporto, inviato ai propri clienti, la Societè Generale ha avvertito
che il debito pubblico sarà enorme, nei prossimi due anni - il 105% in Gran
Bretagna, il 125% negli USA e in Europa, e il 270% in Giappone. Il debito
globale raggiungerà l'impressionante cifra di 45 trilioni di dollari.
Ad un certo punto, questo debito dovrà essere ripagato. Come sarà possibile?
Se la strategia di Bernanke proseguirà, la soluzione sarà quella di stampare
ulteriore "valuta-carta igienica" per ripagarlo. Come risultato, la
svalutazione della moneta continuerà ad aumentare, e questo non farà altro
che alimentare ulteriormente le tensioni tra le economie antagoniste, e
quando i creditori saranno stanchi
"}M4Ud|t{" <ocean12@live.it> ha scritto nel messaggio
news:4b4272d9$0$708$5fc30a8@news.tiscali.it...
> http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=29708
> Allarme rosso: é in arrivo la seconda ondata dello tsunami finanziario
> di Matthias Chang
La parola d'ordine rimane sempre quella: "Ne prendo atto e mi adeguo"! ;-)
....in tal caso si dovrebbe rivedere tutto il conteggio ricominciando a
contare da qui: http://www.pianetagratis.it/servizi/...onde_a_b_c.GIF
Ed il prossimo ciclo avrebbe come obiettivo:
"Six Feet Under"
Penso che non ha scritto una sola volta robette tipo: secondo me, a mio
parere, è ragionevole credere che ecc.
Toni da veggente, quasi un dio che predica la parola. Cito:
- Quando arriveremo a quel punto, la guerra mondiale sarà inevitabile, e gli
schieramenti saranno:
USA- Gran Bretagna- Israele contro il resto del mondo.-
Nino , leggi questo articolo!
Boston TeaParty: Tentazione protezionismo
Perché bisogna difendere il libero scambio anche in tempi di recessione.
Evitando facili demagogie
...
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12-02-2009 18.17.15
Vostro parere su questo articolo
Actarus: Cosa ne pensate di questo articolo?Sono affermazioni sensate e
veritiere?Se è vero c'è da preoccuparsi......
Grazie
...