Un anno fa (21/10/2008) riportavo queste considerazioni
di Samuelson, ancora tanto attuali:
I sistemi di mercato privi di regole sono prima o poi destinati a implodere.
Chi è stato a innescare, a partire dal 2007, il tracollo del capitalismo di
Wall Street? All'origine troviamo il capitalismo libertario e all'insegna
del laissez-faire di Milton Friedman e Friedrich Hayek, cui è stata permessa
una crescita selvaggia e senza il rispetto di alcuna regola. E' questa la
causa principale delle tribolazioni odierne. Questi signori sono morti
entrambi, ma il loro lascito avvelenato sopravvive ancora oggi.
Non sono io a sostenere queste cose (certo, le condivido al 10%...): ma è il
premio Nobel Paul Samuelson.
Che continua:
Come fecero il presidente Roosevelt e Adolf Hitler a riportare i rispettivi
paesi alla soglia della piena occupazione nei sei anni dopo i fatti del '33?
Il grande trucco stava in una colossale spesa in deficit, che fece lievitare
il debito pubblico!
Chi sono i responsabili della deriva che, dal trend di stabilità e crescita
di metà anni '90, ci ha fatto scivolare nel caos odierno, destinato a
protrarsi ancora per chissà quanto?
1) George Bush, con le sue scelleratezze in ambito geopolitico.
2) Ronald Reagan: dopo la sua elezione nel 1980 l'America è diventata sempre
più una nazione di sperperatori di denaro a livello familiare, a livello di
corporation e a livello pubblico.
3) I piani di sgravi fiscali diretti esclusivamente a gente ricca, che
dall'America hanno contagiato anche l'Europa.
4) La scandalosa impennata delle remunerazioni dei top manager, che ha
compromesso la funzionalità dell'intero sistema di governance aziendale.
Gente per lo più incapace, che dopo aver affondato imprese e banche, se ne
sono andati per la loro strada, brindando alla manna di denaro intascata.
5) I nuovi mostri diabolici alla Frankestein dell'"ingegneria finanziaria".
Swap e derivati, nati per ridimensionare il rischio totale, cancellano
inevitabilmente qualsiasi principio di trasparenza. L'ingegneria finanziaria
consente di passare da un'esposizione pari a zero a un leverage 50 a 1. E
quando il rischio strutturale che ne risulta esplode, i Ceo e i direttori
finanziari dell'istituto di turno si fregano le mani e intascano montagne di
denaro. (Sottratto alla collettività, che quindi si impoverisce).
Il meltdown globale di questi giorni dovrebbe recare in bella vista le
parole MADE IN AMERICA. Le generazioni future impareranno a rabbrividire al
nome di Bush, Greenspan, ma anche dei banchieri (Pauson, segretario di stato
USA e Chief Executive Officier di Golman Sachs e, nel loro piccolo, Ciampi,
Prodi, Draghi....)
L'articolo cita Unicredit: sono convinto che le fusioni per dare dimensione
internazionale alle banche siano un male. Piccolo, o medio e locale è molto
meglio. Comunque, il governo non solo dovrebbe entrare con capitale statale
per garantire i depositi dei piccoli risparmiatori; ma dovrebbe anche
cacciare il management e nazionalizzare (non è una parolaccia!).
Ponendo tetti alle retribuzioni dei manager e abolendo bonus e stock option.
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PS: Per la cronaca, mio Nonno era Capitano di Fanteria nella Grande Guerra,
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Mirco: +++BERLUSCONI: DARO' NOTIZIA DONAZIONI MIA FAMIGLIA+++
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