Servono due parole per rispondere all'onorevole Cicchitto, che scambiando
l'aula di Montecitorio per un bivacco piduista si è permesso di accostare
il nome di Repubblica a quello dell'aggressore di Berlusconi in piazza
Duomo.
Il presidente Napolitano aveva appena invitato tutti, davanti alla gravità
dell'episodio di Milano, a fermare la pericolosa esasperazione della
polemica politica. E Berlusconi aveva ricevuto la solidarietà di amici e
avversari - da Fini a Casini a Bersani, a Repubblica naturalmente - nella
condanna senza riserve, da posizioni che sono e restano diverse, di un
gesto folle e criminale.
Ieri Cicchitto si è incaricato di ripristinare immediatamente il clima di
guerra, senza il quale l'anima più ideologica e rivoluzionaria (nel senso
di Licio Gelli, non di Mussolini) della destra non riesce a sopravvivere e
ad esprimersi. Per lui, la mano dell'aggressore di Berlusconi "è stata
armata da una spietata campagna di odio, il cui obiettivo è il
rovesciamento di un legittimo risultato elettorale". A condurre questa
campagna secondo Cicchitto è il network dell'odio composto dal gruppo
Repubblica-Espresso, dal Fatto, da Santoro, da Travaglio (definito in
Parlamento "terrorista mediatico") dal partito di Di Pietro e dai pubblici
ministeri che indagano su Berlusconi.
Poche ore dopo Cicchitto insieme con la Lega e con Tremonti è partito
all'assalto del presidente della Camera Fini, che si era permesso di
definire la scelta del governo di porre la fiducia sulla legge finanziaria
certo legittima, ma "deprecabile" perché impedisce all'aula di esprimersi
sulla manovra. Anche il ministro Bondi si è immediatamente accodato
all'attacco pubblico a Fini. Chi critica il governo, chi manifesta
un'opinione non conforme, sui giornali, in Parlamento o in televisione,
diventa un nemico del Paese, un avversario della sovranità popolare, un
fomentatore d'odio, e arma fisicamente la mano degli aggressori.
Cicchitto invece è un uomo delle istituzioni. Non sa concepire una via
repubblicana al berlusconismo, una declinazione costituzionale del potere,
una fisiologia democratica del rapporto tra governo e contropoteri, che
preveda un confronto anche duro con l'opposizione e con la stampa. Non
conosce il concetto laico di pubblica opinione, solo la raffigurazione
mistica del popolo che soppianta i cittadini, con la sacralità e il
sacrilegio dei sentimenti contrapposti di amore e odio che prendono il
posto del consenso e del dissenso, categorie politiche dell'Occidente, ma
non dell'Italia berlusconiana.
A questo avvelenatore di pozzi, piccolo imprenditore dell'odio ideologico
che attribuisce ad altri, dobbiamo soltanto ricordare quel che abbiamo
scritto domenica sera, quando uno squilibrato ha colpito il presidente del
Consiglio: nel discorso pubblico democratico la piena libertà di
Berlusconi di dispiegare le sue politiche e le sue idee (che difendiamo
senza riserve da ogni assalto violento) coincide con la nostra piena
libertà di criticarlo. Lo abbiamo fatto davanti alle sue contraddizioni
negli scandali estivi, davanti alle sue menzogne chiedendogliene conto
ogni giorno, davanti agli attacchi al nostro giornale e ai grandi media
stranieri, davanti agli insulti alla Consulta e al Quirinale, davanti al
progetto di squilibrare la Costituzione sovraordinando il suo potere per
liberarsi dagli istituti di garanzia. Cicchitto si rassicuri. Lo rifaremo,
appena le forzature ripartiranno, com'è inevitabile visto che servono a
sfuggire i giudici e la giustizia.
Chi scambia la critica per odio e il lavoro giornalistico per violenza è
soltanto un irresponsabile antidemocratico, mimetizzato dietro la
connivenza di chi tacendo acconsente. Chi poi vuole usare la debolezza
momentanea di Berlusconi colpito al volto e la solidarietà repubblicana
che è arrivata al leader per trarne un miserabile vantaggio politico, non
merita nemmeno una risposta. Stringere la mano al Premier ferito è
doveroso, condannare l'aggressione è obbligatorio, far passare le leggi ad
personam è impossibile. Tutto qui. Le mozioni vanno distinte dalle
emozioni. Il populismo non può pensare che uno choc emotivo centrifughi
tutto, il diritto, la costituzionalità, i doveri dell'opposizione.
Se Cicchitto pensa che questo momento delicato della vita repubblicana
possa imbavagliare Repubblica, annacquando il suo giornalismo, si sbaglia.
Il Paese, soprattutto nei momenti di confusione, si serve facendo ognuno
la sua parte. La nostra è quella di informare: soprattutto degli abusi del
potere, nell'interesse dei cittadini.
"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:4b28fb2c$0$34596$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> Ma ci rendiamo conto che questi personaggi* hanno preso in ostaggio
> la COSA PUBBLICA?
> Usano luoghi pubblici, e a spese del contribuente, per farsi largamente
> gli affari propri.
> Basta!
> *cicchitto, la repubblica e compagnia bella.
"Usano luoghi pubblici, e a spese del contribuente,
per farsi largamente gli affari propri".?????????
La Repubblica??????
ma che ti sei bevuto il cervello?
......
L'editoriale:
"I nostri giornali non fanno altro che registrare
fatti veri"
Il Gruppo Espresso querela Cicchitto
"Da lui affermazioni vergognose"
ROMA - "Il Gruppo Editoriale L'Espresso respinge con sdegno le
vergognose affermazioni con le quali l'On. Cicchitto accusa i giornali
del Gruppo" e annuncia di aver dato mandato di querelare il capogruppo
Pdl alla Camera.
A far reagire il gruppo editoriale le parole di Cicchitto quando
accusa l'Espresso "di utilizzare ogni mezzo, con prevalenza di quelli
illeciti, per scardinare gli attuali equilibri politici" e sostiene che
in tal modo: 2è evidente che ci si trova di fronte ad un nuovo tipo di
eversione".
"I giornali del Gruppo Espresso - prosegue il comunicato -
non fanno altro che registrare fatti veri e sottoporli all'attenzione
dei loro lettori, come è dovere di ogni servizio giornalistico che si
rispetti".
Per tutto questo il Gruppo Editoriale L'Espresso ha dato quindi
mandato al prof. Carlo Federico Grosso di querelare l'on.Cicchitto.
Il Wed, 16 Dec 2009 16:21:27 +0100, l'orsotoro® ha scritto:
> Ma ci rendiamo conto che questi personaggi* hanno preso in ostaggio la
> COSA PUBBLICA?
> Usano luoghi pubblici, e a spese del contribuente, per farsi largamente
> gli affari propri.
> Basta!
> *cicchitto, la repubblica e compagnia bella.
di questi, l'unico che usa luoghi pubblici (la Camera) e' Cicchitto. Ed
e' anche l'unico che pesa sulle spalle del contribuente, per via del suo
ricco stipendio.
Repubblica non usa la "cosa pubblica", visto che la compri solo se
proprio ci tieni.
--
sono superman, chi e' superman ? a me mi fa 'na pippa superman
"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:4b28fb2c$0$34596$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> Usano luoghi pubblici, e a spese del contribuente, per farsi largamente
> gli
> affari propri.
> Basta!
> *cicchitto, la repubblica e compagnia bella.
Eh???? la repubblica???? Ma è un quotidiano! Che c'entra con cicchitto.
Quest'ultimo stà solo cercando, con una manovra che definire penosa è dire
poco, di guadagnare qualche voto alle prossime elezioni sfruttando l'ondata
emotiva causata dalla tacchellata subita dal premier. E' arrivato a dare del
"terrorista mediatico" a Travaglio. Il discorso piu violento e incendiario
che abbia mai sentito al parlamento italiano negli ultimi 20 anni. Una
vergogna immonda.
NORTEL NETWORK
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14-01-2009 14.57.28
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Victor: Salve a tutti,
c'è qualcuno nel NG che ha acquisito in IPO (o
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Io ritengo di avere subito un grave danno da Fineco, in conseguenza della...