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Vecchio 12-12-2009, 11.07.33
Jack
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Messaggi: n/a
Predefinito QUELLO STRANO ARTICOLO DE IL GIORNALE CHE ATTACCA BANCHE E BANCHIERI E PUNTA ALL'ESCALATION

Frase chiave: "Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati
uccisi subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre
il dollaro in proprio". Signoraggio, messaggi trasversali, allusioni. Cosa
ne pensate?

(WSI) - Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a
tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i
debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di
Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico
e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l'unico
modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse
giunta l'ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle
incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico
potere?

Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande
maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che
viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati,
azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una
cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C'è stato
un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a
cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con
tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi
che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta
che adopera.

La Banca d'Italia non è per nulla la «Banca d'Italia», ossia la nostra,
degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali
inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito,
pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato
per il quale fabbricano il denaro.

Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di
«federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più
famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank
di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta
sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e
queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della
Banca centrale europea.

Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi
privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa
di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma,
come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.

Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci
adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni
fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto
«signoraggio», ossia sull'interesse che gli Stati pagano per avere «in
prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda
conseguenza: l'accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli
Stati.

Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia
le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori.
Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia
formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È
vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla
segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la
segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le
terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici
politici che hanno tentato di far saltare l'accordo con le banche e di cui
si parla come dei «caduti» per la moneta.

Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti
(questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver
firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.

Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e
consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo
da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che
esso diventi inestinguibile. È questo il momento.

Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto
e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse
oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché
le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano
affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il
sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme
conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile
convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la
loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.

Copyright © Il Giornale. All rights reserved

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Alt 12-12-2009, 11.07.33
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 12-12-2009, 13.07.25
doppio-massimo
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: QUELLO STRANO ARTICOLO DE IL GIORNALE CHE ATTACCA BANCHE EBANCHIERI E PUNTA ALL'ESCALATION

Il Sat, 12 Dec 2009 09:07:33 +0000, Jack ha scritto:

> Frase chiave: "Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono
> stati uccisi subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato
> a produrre il dollaro in proprio". Signoraggio, messaggi trasversali,
> allusioni. Cosa ne pensate?


che Robert Kennedy non ha mai firmato leggi, non essendo mai stato
presidente, e che questa svista pone la credibilita' dell'articolo alla
pari con la credibilita' media del giornale che l'ha pubblicato: nulla


--
sono superman, chi e' superman ? a me mi fa 'na pippa superman
  #3  
Vecchio 12-12-2009, 20.37.41
marco mussano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: QUELLO STRANO ARTICOLO DE IL GIORNALE CHE ATTACCA BANCHE E BANCHIERI E PUNTA ALL'ESCALATION

>>confermo quello che risponde a te doppio massimo e cioè che la credibilità
>>del Giornale è nulla (a parte bob kennedy che non ha firmato nulla c'è
>>recentemente
>>il caso di dino boffo).
>>non che abbia torto rispetto al signoraggio, ma come l'articolo afferma è
>>una notizia non segreta.
>>quello che rende non credibile il Giornale è che si mette a fare discorsi
>>che da ben prima facevano rizzo,bertinotti,ferrero ecc.
>>dal 2001 al 2006 non ha governato rifondazione comunista, ma forza italia;
>>orbene io non sentii mai da loro discorsi contro le banche, le
>>privatizzazioni, la
>>glo-ba-liz-za-zio-ne e quant'altro...anzi.
>>mi fa ridere quando qualcuno di questo newsgroup parla di entità sioniste
>>che si annidano dietro vari complotti e lasciano intendere che il governo
>>berlusconi
>>attuale si oppone a queste entità!
>>quando il II governo berlusconi fu il primo fra quelli europei ad andare
>>da bush ed offrigli alleanze per le guerre future-afghanistan, ma
>>sopratutto iraq!
>>pensi forse che queste entità sioniste niente niente abbiano avuto a che
>>fare con tali guerre!
>>la verità (a mio giudizio) è che ora è stato scaricato da questi poteri
>>forti, ma -ahimè- per il nostro paese non vuole farsi da parte!
>>concludo: anche saddam era alleato degli usa finchè nelle stanze dei
>>poteri forti non si è deciso di scaricarlo...perchè saddam voleva
>>sganciare il prezzo del
>>petrolio da quello del dollaro!
>>a quando sul Giornale la notizia che le adm non esistevano???
>>ciao marco.
>>"quando qualcuno parlerà male di noi è solo perchè noi glielo abbiamo
>>permesso,questo non farà altro che aumentare la nostra potenza"!


"Jack" <jack@j.uk> ha scritto nel messaggio
news3JUm.3330$4d.7053@twister2.libero.it...
> Frase chiave: "Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati
> uccisi subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a
> produrre il dollaro in proprio". Signoraggio, messaggi trasversali,
> allusioni. Cosa ne pensate?
> (WSI) - Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato
> a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i
> debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di
> Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito
> pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire.
> Giusto. Ma l'unico modo efficace per farli diminuire è finalmente
> riappropriarsene. Non è forse giunta l'ora, dopo tutto quanto abbiamo
> dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di
> sottrarci al loro macroscopico potere?
> Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande
> maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro
> che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati,
> azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca
> una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C'è
> stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli
> Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi
> prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito
> pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo
> paese per ogni moneta che adopera.
> La Banca d'Italia non è per nulla la «Banca d'Italia», ossia la nostra,
> degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali
> inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito,
> pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello
> Stato per il quale fabbricano il denaro.
> Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla
> di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune
> delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la
> Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre.
> Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali
> degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi,
> sono proprietarie della Banca centrale europea.
> Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi
> privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale,
> cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione
> afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.
> Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le
> voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni
> fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto
> «signoraggio», ossia sull'interesse che gli Stati pagano per avere «in
> prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda
> conseguenza: l'accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli
> Stati.
> Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili
> sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori.
> Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia
> formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio.
> È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla
> segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la
> segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per
> le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli
> eroici politici che hanno tentato di far saltare l'accordo con le banche e
> di cui si parla come dei «caduti» per la moneta.
> Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi,
> infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito
> dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro
> in proprio.
> Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e
> consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in
> modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria
> prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento.
> Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo
> alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le
> tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio
> perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non
> avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è
> evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle
> sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà
> difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso
> chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla
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allescalation, articolo, attacca, banche, banchieri, giornale, punta, strano
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