Il New York Times ha definito “da record” la ricostruzione abruzzese.
Sono salito alle case nuove, e ho trovato i vecchi amici. Forse è il fatto
che le case sorgono su una collina dal profilo dolce, forse è l’odore del
legno, forse era la giornata di sole, o il piacere di reincontrare persone
con cui hai condiviso qualcosa, ma tutto mi è sembrato avere un aspetto
bello. I racconti minuti delle esistenze riaccomodate tra quelle case
consegnate. Una signora, che aveva pianto, ad agosto, quando era tornata
dalla gita in Germania, e le avevo chiesto cosa avesse voluto dire
starsene qualche giorno lontano da questo piccolo mondo compulsivo di
tende e di ricordi, mi ha parlato, adesso, di “dolce normalità”. Un’altra
mi ha raccontato delle figlie che hanno infine una loro stanza, e il
computer. Uno mi ha raccontato che adesso dorme scostando le coperte
perché la casa è molto calda. Un altro mi ha detto che, per lui da solo, è
perfino troppo grande la casetta. Uno solo era triste, un anziano la cui
moglie è mancata da pochi giorni, una dei tanti anziani che se ne vanno
come se ne è andato il loro mondo, si lasciano andare alla prima malattia.
A una finestra spalancata al sole si è affacciata una signora che
conoscevo, e avessi avuto una macchina fotografica l’avrei fotografata,
sorridente nella cornice della finestra, perché ero abituato a vederla in
mezzo alle tende. Un gruppetto di anziani chiacchierava al sole,
scherzando sul piccolo trattore di un coetaneo che scendeva incongruo i
vialetti di asfalto. Sulla cima del colle le ultime case stanno per essere
finite, mancano solo i lampioni e i nomi delle vie. Tra le tante grane del
giovane sindaco, è forse l’unico divertimento: dare i nomi a una trentina
di nuove strade. Mi sono accordato per fare da testimonial a quelle che
saranno dedicate ad Almerigo Grilz, il cui passato politico impedisce
venga considerato dalle statistiche politicamente corrette il primo
giornalista italiano ucciso in un conflitto, in Africa, e ad Antonio
Russo, giornalista abruzzese, ucciso in Georgia per il suo impegno in
Cecenia. Insomma: Villa Sant’Angelo è un presepe sereno.
"Gobo" <dica@dica.com> ha scritto nel messaggio
news:hf5ob2$cgf$1@news.newsland.it...
> Il New York Times ha definito "da record" la ricostruzione
> abruzzese........
>>>..quelli non sanno che l'80% è,diviso tra caserme ed alberghi....fatevi
>>>sentire dagli aquilani...!!!
"Gobo" <dica@dica.com> ha scritto nel messaggio
news:hf5ob2$cgf$1@news.newsland.it...
> Il New York Times ha definito "da record" la ricostruzione abruzzese.
> Sono salito alle case nuove, e ho trovato i vecchi amici. Forse è il fatto
> che le case sorgono su una collina dal profilo dolce
Ti pagano.
Da buon abruzzese ti dico: " ti pagano" e se non ti pagano allora hai
l'anima nera come il carbon.
New York Times : Berlusconi is pushing tolerant Italians too far
Nomen Nescio: ROME — When the wife of Prime Minister Silvio Berlusconi took to the front
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apuo: Italy follows Argentina down road to ruin
By Desmond Lachman
Published: March 16 2006 21:14 | Last updated: March 16 2006 21:14
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