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Predefinito Risanamento evita il fallimento!

Risanamento evita il fallimento!
Risanamento ha comunicato che il tribunale di Milano ha rigettato la
richiesta di fallimento proposta dalla Procura di Milano e ha omologato gli
accordi di ristrutturazione

Edoardo Fagnani venerdì, 13 novembre 2009 - 12:15

Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente
che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti
che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali
gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i
gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società
emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma
semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di
reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle
notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute
della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle
emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene
analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o
commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come
sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione
di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:



Risanamento
Risanamento ha comunicato che il tribunale di Milano ha rigettato la
richiesta di fallimento proposta dalla Procura di Milano e ha omologato gli
accordi di ristrutturazione dei debiti sottoscritti dalla società
immobiliare e dalle controllate Milano Santa Giulia S.p.A., MSG Residenze
S.r.l., Tradital S.p.A., R.I. Investimenti S.r.l. e R.I. Rental S.p.A., da
una parte, e da IntesaSanpaolo, Unicredit Corporate Banking, Monte dei
Paschi di Siena, Banco Popolare, Popolare di Milano e Banca Italease,
dall'altra
parte. La procura di Milano ha deciso di non impugnare la decisione del
tribunale.
Secondo quanto scritto su La Repubblica di mercoledì 11 novembre le banche
si sono impegnate a mettere a disposizione di Risanamento 920 milioni di
euro, assecondando il piano dei consulenti del gruppo che punta a rimettere
in carreggiata la società entro il 2014. Ora servirà un attento monitoraggio
del piano, un'attività che sarà svolta da pubblici ministeri e banche.
Tuttavia, secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di mercoledì 11 novembre
resta ancora da risolvere il nodo delle attività immobiliari in pancia a
Risanamento, in particolare l'area Santa Giulia a Milano.

Risparmio tradito
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di giovedì 12 novembre le nuove
norme allo studio del governo sulla giustizia non dovrebbero avere effetti
devastanti sui processi in corso per il crack Parmalat e Cirio. I reati per
cui Calisto Tanzi e Sergio Cragnotti sono imputati (bancarotta fraudolenta)
prevedono una pena di 10 anni, superiore al limite di 9 anni indicato per la
revisione della normativa. Al contrario, il quotidiano finanziario, il
giorno seguente, ha precisato che potrebbero esserci rischi per il processo
che coinvolge gli istituti di credito accusati di aggiotaggio nel crack di
Parmalat, in quanto la richiesta di rinvio a giudizio è del 2005.

General Motors - Ford
Magna, Sberbank e General Motors sono ai ferri corti, dopo la decisione del
colosso automobilistico statunitense di non cedere Opel. Secondo quanto
riportato da alcune agenzie stampa, il consorzio Magna-Sberbank sarebbe
intenzionato a chiedere un rimborso a General Motors per la decisione di
sospendere la vendita di Opel.
Il sindacato di Opel ha dichiarato di voler vedere un business plan solido
fino al 2014 per l'azienda automobilistica tedesca prima di iniziare le
trattative con i vertici di General Motors sul futuro della controllata
europea.
MF di mercoledì 11 novembre ha scritto che il governo tedesco pretende la
restituzione del prestito da 1,5 miliardi di euro concesso a Opel dopo che
General Motors ha deciso di sospendere la vendita dell'azienda tedesca.
General Motors, invece, ha ribadito l'intenzione di servizi degli aiuti di
stato per rilanciare Opel. Intanto, secondo un'analisi condotta da Moody's,
il costo complessivo per la ristrutturazione di Opel ammonterebbe a 5,7
miliardi di euro e non 3 miliardi come stimato dal colosso di Detroit.
Il Sole 24 Ore di mercoledì 11 novembre ha riportato la notizia che Ford ha
lanciato un prestito obbligazionario denominato in euro, con scadenza nel
gennaio del 2014. L'ammontare del bond è stato determinato in 500 milioni di
euro, mentre la cedola è del 9,5%.
Sempre Il Sole 24 Ore di mercoledì 11 novembre ha intervistato Al Koch, il
manager che ha seguito il processo di ristrutturazione di General Motors
quando il colosso automobilistico si trovava nella fase di amministrazione
controllata. Secondo Koch General Motors sarebbe pronta al rilancio e al
ritorno all'utile.
I principali quotidiani di giovedì 12 novembre hanno riportato le
dichiarazioni del ministro dell'economia tedesca, che ha precisato che il
piano di rilancio di Opel costerà 3,3 miliardi di euro. Il politico ha
ribadito l'idea che lo sforzo finanziario maggiore dovrà arrivare da General
Motors. Intanto, il numero uno del colosso di Detroit ha promesso maggiore
autonomia alla controllata tedesca.

Tango Bond
Il Sole 24 Ore di domenica 8 novembre ha riportato la notizia che il governo
argentino presenterà a metà dicembre alla comunità finanziaria i dettagli
della nuova offerta di scambio rivolta ai possessori dei Tango Bond che non
avevano partecipato all'operazione lanciata nel 2005. Il governo
dell'Argentina
ha anticipato che le condizioni per i piccoli risparmiatori saranno migliori
rispetto a quelle riservate agli investitori istituzionali e agli hedge
funds. Tuttavia, le caratteristiche di questa offerta saranno peggiori
rispetto a quella del 2005. Il governo argentino ha ricordato che chi
aderirà alla nuova operazione non potrà procedere per vie legali contro la
Repubblica Argentina.

Lehman Brothers
Il Sole 24 Ore di sabato 7 novembre ha scritto che la prima stima delle
insinuazioni al passivo per il fallimento di Lehman Brothers presentate dai
risparmiatori italiani ammonta a circa 2 miliardi di euro. Il quotidiano ha
precisato che questa cifra potrebbe aumentare nei prossimi giorni, con la
registrazione delle ultime richieste arrivate entro il 2 novembre. Il Sole
24 Ore ha scritto che la registrazione più consistente è stata quella
promossa da IntesaSanpaolo, per un ammontare complessivo di 682 milioni di
euro. Il quotidiano finanziario ha precisato che questa cifra non comprende
solo l'esposizione diretta della banca in Lehman Brothers, ma anche quella
dei propri clienti, per i quali l'istituto ha presentato la domanda di
insinuazione al passivo.
Il Sole 24 Ore di martedì 10 novembre ha fornito un aggiornamento
sull'ammontare
delle insinuazioni al passivo per Lehman Brothers da parte dei risparmiatori
italiani. Le richieste complessive a oggi ammontano a 3,6 miliardi di euro.
Rispetto alla precedente cifra di 2 miliardi sono aggiunte le richieste
pervenute da Unicredit (552 milioni di euro), Fondiaria-Sai (470 milioni),
Generali (145 milioni) e UBI Banca (120 milioni). Il quotidiano ha scritto
che sono in corso alcune iniziative legali promosse dalle associazioni di
risparmiatori. In particolare, Il Sole 24 Ore segnala quella dell'Airlob.

Alitalia
Manutenzioni Aeronautiche, società controllata al 95,5% da Meridie, ha
ottenuto dall'antitrust l'ok per acquisire da Alitalia Servizi il 75% del
capitale di Atitech.
Il direttore finanziario di Alitalia ha dichiarato che il quarto trimestre
sarà peggiore di quello appena a concluso, in seguito alla stagionalità del
business aziendale. Secondo il manager i risultati saranno a metà strada tra
quelli del secondo e del terzo trimestre.
Il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, ha
comunicato che dalla cessione delle attività la compagnia prevede di
incassare 252 milioni di euro in contanti, una cifra superiore ai 163
milioni stimati in precedenza. Fantozzi ha precisato che la cessione di
Atitech è quasi completata, mentre è molto vicina quella di AMS. Il Sole 24
Ore di venerdì 13 novembre ha scritto che il valore dei terreni adiacenti
all'aeroporto di Roma Fiumicino è stato ridotto. Augusto fantozzi puntava a
incassare 73 milioni di euro dalla vendita di queste attività.

Parmalat
Parmalat ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un fatturato (a perimetro
e cambi costanti) di 2,87 miliardi di euro, in crescita dell'1,7% rispetto
allo stesso periodo dell'anno scorso. Il margine operativo lordo (a
perimetro e cambi costanti) è salito del 24,6% a 268,8 milioni di euro.
L'utile di gruppo è invece peggiorato da 638 milioni a 283,4 milioni di
euro, in seguito ai minori proventi derivanti dalle transazioni con le
banche. A fine settembre la posizione finanziaria netta era positiva per
1,08 miliardi di euro, in leggero peggioramento dagli 1,11 miliardi di euro
della fine del 2008. Il gruppo ha dichiarato che "anche le risultanze
preliminari del quarto trimestre ci permettono di prevedere ricavi netti in
crescita tra l'1% e il 2% e un margine operativo lordo pari a circa 350
milioni di euro". Il dato è superiore alla stima indicata in occasione della
semestrale, quando la previsione sull'Ebitda era compresa tra i 310 milioni
e i 320 milioni di euro. Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di sabato
7 novembre il numero uno di Parmalat, Enrico Bondi, continua a guardare con
interesse a possibili acquisizioni, in particolare nel segmento
dell'alimentazione
per i bambini.
Dopo la diffusione dei risultati trimestrali Banca Akros ha incrementato la
valutazione su Parmalat, portandola da 1,9 euro a 2,05 euro per azione. Il
giudizio resta "Hold" (mantenere). Evolution Sec., invece, ha migliorato il
rating sul gruppo alimentare, portandolo a "Neutrale". Gli esperti hanno
alzato il prezzo obiettivo da 1,5 euro a 2 euro, in quanto ritengono che le
nuove stime del management siano ancora troppo conservative.

It Holding
I Commissari Straordinari di It Holding hanno presentato al Ministro dello
Sviluppo Economico il programma del gruppo, comprensivo della Relazione
sulle cause di insolvenza. Nei prossimi giorni un estratto del Programma e
della Relazione sulle cause di insolvenza saranno resi pubblici, sentito il
Ministro dello Sviluppo Economico e secondo le modalità che saranno ritenute
idonee dal Giudice Delegato della Procedura.
Secondo quanto scritto su MF del 10 novembre, per It Holding si
prospetterebbe l'ipotesi spezzatino, dal momento che nessuna delle offerte
ricevute dai commissari dell'azienda non si riferisce all'intero gruppo.
Intanto, il Banco Popolare ha dato l'ok allo sblocco della linea di credito
da 30 milioni di euro scaduta nei giorni scorsi e alla concessione di un
nuovo finanziamento di pari importo.
Secondo quanto scritto su MF di giovedì 12 novembre il totale del passivo
del gruppo It Holding ammonterebbe a 1,15 miliardi di euro. Inoltre, nella
relazione presentata dai commissari straordinari dell'azienda al Ministero
dello sviluppo, è prevista la possibilità di creare una nuova società che
dovrebbe rilevare l'attivo delle compagnie del gruppo.

Safilo
Safilo ha chiuso i primi nove mesi del 2009 con ricavi per 774,7 milioni di
euro, in calo del 10,5% rispetto agli 865,7 milioni dello stesso periodo
dello scorso anno. Il margine operativo lordo si è dimezzato, scendendo da
101,8 milioni a 47,5 milioni di euro. Di conseguenza, la marginalità si è
ridotta dall'11,8% al 6,1%. La società ha chiuso il periodo in esame con una
perdita netta di oltre 186 milioni di euro, risultato che si confronta con
l'utile
di 14,5 milioni dello scorso anno. A fine settembre l'indebitamento netto
ammontava a 586,3 milioni di euro, rispetto ai 570 milioni di inizio anno.
Safilo ha ricordato che il piano di ricapitalizzazione è subordinato, tra
l'altro,
alla positiva conclusione, entro il 18 novembre 2009, dell'offerta di
acquisto da parte di HAL delle Obbligazioni Safilo 2013 in circolazione. La
società è stata informata da HAL che soltanto l'1,03% dei detentori di
Obbligazioni Safilo ha aderito all'offerta, oltre al 38,76% già vincolato in
vendita da alcuni obbligazionisti prima dell'avvio dell'offerta. Inoltre, la
società ha appreso che HAL non detiene al momento alcuna Obbligazione
Safilo. Di conseguenza non è possibile escludere che l'offerta non vada a
buon fine. In questo caso, l'intero piano di ricapitalizzazione potrebbe non
avere luogo e Safilo si troverebbe di nuovo a dover fronteggiare una
situazione di indebitamento particolarmente critica che determinerebbe, con
ogni probabilità, alla fine del 2009 l'incapacità di rispettare gli impegni
assunti nei confronti delle banche finanziatrici. I vertici di Safilo hanno
precisato che non saranno modificate le caratteristiche del bond.
Intanto, Exane ha peggiorato il giudizio sul titolo, portandolo ad
"Underperform" (farà peggio del mercato), mentre hanno confermato a 0,4 euro
il prezzo obiettivo.

Snia
Nel terzo trimestre dell'esercizio 2009 Snia ha registrato un utile netto
pari a 66,1 milioni di euro, rispetto ad una perdita per 3,4 milioni di euro
conseguita nell'analogo periodo dell'esercizio 2008. Tale risultato ha
beneficiato di componenti non ricorrenti legate al deconsolidamento di
Caffaro S.r.l. in amministrazione straordinaria per un ammontare netto
positivo pari a 67,3 milioni di euro.



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ma va.... !


 

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