ITALIA COME ARGENTINA: LEGGE SALVA-PREMIER, E' RIVOLTA. STOP AI PROCESSI
Due anni per grado, poi l'estinzione (LEGGI IL DECRETO IN PDF). Per
Berlusconi resterebbe in piedi solo il processo Mediatrade. Il Pd: "Daremo
battaglia, non discutiamo su leggi ad personam". Anm: "progetto devastante".
(WSI) - E' rivolta contro la riforma del processo breve. Il ddl è stato
depositato stamane dal gruppo Pdl al Senato; lo ha sottoscritto anche la
Lega. Composto da 3 articoli, prevede la prescrizione dei processi in corso
in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di
reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di
rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la
sentenza. Soddisfatto il ministro della Giustizia Angelino Alfano:
"Condivido lo spiriro e il senso della riforma, che va nella direzione
dell'accelerazione dei processi".
LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO LEGGE IN PDF
Ma fuori dagli ambienti del centrodestra il progetto - che ha come effetto
quello di "tagliare" non solo i processi del Cavaliere, ma anche molti altri
dibattimenti - provoca una vera e propria rivolta. In parlamento e tra le
toghe, mentre anche costituzionalisti di area di centrodestra, come Antonio
Baldassarre, esprimono i propri dubbi.
I magistrati: "Devastante". Durissima la reazione dell'Associazione
nazionale magistrati, che parla di "effetti devastanti sul funzionamento
della giustizia penale in Italia". "Gli unici processi che potranno essere
portati a termine - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati -
saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti
indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di
costituzionalità".
"Depenalizzazione di reati gravi". L'Anm preferisce non parlare di
"amnistia", ma di una "sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e
oggettiva gravità". Ed elenca tutti i reati destinati ad andare in
prescrizione: "abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari,
rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi
comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale,
intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di
prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti
in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione,
violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa
testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica,
maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino".
Bongiorno: "Stupisce l'esclusione del reato di clandestinità". Perplessità
anche da parte del presidente della commissione Giustizia della Camera
Giulia Bongiorno, "donna di fiducia" di Fini, che commenta: "Suscita un
certo stupore la scelta di includere nell'elenco dei reati di grave allarme
sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l'immigrazione clandestina che è
una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda".
Baldassarre e la Carta. Ad alimentare i dubbi sui profili di
incostituzionalità del provvedimento, anche le parole del presidente emerito
della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, ritenuto vicino alla destra,
che definisce il ddl sul processo breve "incostituzionale" e "imbarazzante".
E spiega, dicendosi "desolato innanzitutto come cittadino", che il
provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si
applica a "reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione" mentre
tra quelli esclusi ce ne sono alcuni "lievi".
Il Pd in trincea. Contro il provvedimento insorge anche il Pd. Anna
Finocchiaro, capogruppo dei senatori, dopo le interviste di rito con i
giornalisti, ha letteralmente sbattuto il testo del disegno di legge contro
il muro della sala stampa dicendo: "Il ddl non si applicherà per il furto
aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi
come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero".
Il provvedimento, secondo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, potrebbe
essere a rischio incostituzionalità. "Questo ddl è inaccettabile - ha detto,
a margine del congresso dei radicali - daremo battaglia. Se arriveremo alla
scontro non sarà responsabilità dell'opposizione". E sull'immunità
parlamentare ha tagliato corto: "Andiamo avanti così, come i gamberi".
Antonio Di Pietro annuncia che l'Italia dei valori è pronta a chiedere il
referendum contro la legge sul processo breve targata Pdl. "Il 5 dicembre
con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l'impegno a raccogliere le
firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro
gli interessi degli italiani. - dice Di Pietro - La legge proposta dice che
dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di
processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond
argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della
storia".
Il Pdl vuole anche il ritorno dell'immunità. Il presidente dei deputati del
Pdl Fabrizio Cicchitto fa sua l'iniziativa di riforma costituzionale per il
ripristino dell'immunità parlamentare presentata ieri da Margherita Boniver.
"Nel quadro della riforma della giustizia, che comprenderà anche interventi
costituzionali - sostiene il capogruppo Pdl - a nostro avviso va anche
aperta una riflessione sul tema dell'immunità parlamentare".
L'immunità parlamentare, ricorda Cicchitto, "era un tassello di un sistema
concepito per regolare in modo equilibrato i rapporti fra politica e
magistratura. Aver fatto saltare nel 1993 dalla Costituzione quel tassello
ha contribuito a mettere in crisi il delicato equilibrio fra politica e
magistratura. Oggi quell'equilibrio va ricostruito, meglio se nell'ambito di
una grande riforma costituzionale e di una globale riforma della giustizia".
Da Mills alla malasanità: ecco i processi a rischio
Il ddl, appe*na dovesse entrare in vigore, sopprimerebbe imme*diatamente le
imputazioni mosse a Berlusconi. Prescrivibili anche le cause per evasione
fiscale.
..
(WSI) - Una legge piena di contraddizioni e iniqui effetti collaterali.
Stabilisce priorità che sono l'esatto contrario di quelle dettate da un'altra
legge appena un anno fa. Strangola in culla i processi per gli omicidi
colposi in ospedale, ma garantisce tutto il tempo per giudicare un borseggio
sull'autobus. E chissà se i pazienti vittime del chirurgo della clinica
mila*nese Santa Rita apprezzeranno la «tutela» promessa loro dal disegno di
legge «misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei
pro*cessi ». Questa «tutela»: la spu*gna, tra pochi mesi, su tutte le 89
imputazioni di lesioni vo*lontarie ai pazienti e truffa mi*lionaria allo
Stato.
Effetto che si determinereb*be invece subito nel caso di Berlusconi con il
disegno di legge che, alla già esistente prescrizione dei reati, intende ora
affiancare anche la prescri*zione dei processi agli incensu*rati se la
sentenza di primo gra*do non arriva entro i 2 anni dalla richiesta di rinvio
a giudi*zio per reati con pene inferiori ai 10 anni nel massimo: appe*na
dovesse entrare in vigore, infatti, sopprimerebbe imme*diatamente le
imputazioni mosse a Berlusconi per frode fiscale nel processo sui diritti tv
Mediaset e per corruzione di testimone nel processo Mil*ls, dibattimenti
entrambi già ben oltre i 2 anni dalla richie*sta di rinvio a giudizio.
Ma quel genere di «tutela», come effetto collaterale tra le migliaia di
processi di primo grado non ancora a sentenza a distanza di 2 anni dalla
richie*sta di rinvio a giudizio, spegne*rebbe subito ad esempio an*che
quello all'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e al senatore Luigi
Grillo per l'aggiotaggio Antonveneta (re*ato che nel 2005 era punito con
meno di 10 anni). Chiude*rebbe il primo grado in corso alle grandi banche
internazio*nali imputate dell'aggiotaggio Parmalat a Milano (non il
pro*cesso per il crac a Parma, visto che la legge 'salva' le bancarot*te
fraudolente). Stronchereb*be dibattimenti su maxicorru*zioni, come le
tangenti delle in*chieste Enipower-Enelpower. Sarebbe implacabile con chi
truffa un 'gratta e sosta' da po*chi euro, ma sterilizzerebbe corpose truffe
allo Stato, come il processo alla clinica milane*se San Carlo per i falsi
rimbor*si spillati al servizio sanitario.
Tutti processi già finiti un minuto dopo l'entrata in vigo*re della legge,
che invece da*rebbe la mazzata finale nel prossimo maggio anche al pro*cesso
che imputa al presiden*te Mediaset Fedele Confalonie*ri e al deputato pdl
Alfredo Messina un favoreggiamento nel processo Hdc. La clessidra del ddl
fermerebbe già a luglio prossimo il processo Santa Ri*ta al chirurgo Brega
Massone, nella più che probabile man*canza per allora di una senten*za di
primo grado pur in un processo-lampo che più lam*po non si può (giudizio
imme*diato e quindi niente udienza preliminare, tre udienze alla settimana,
da mattina a sera). E il processo per i dossieraggi della Security
Telecom-Pirelli, che oggi è appena all'inizio del*l'udienza preliminare, tra
un anno sarà appena avviato in primo grado, e dunque sarà già prescritto per
quattro quin*ti delle imputazioni.
Nella lotteria, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato: Tavaroli ha
appena chiesto di patteggiare la pena sui dossier Telecom? Peggio per lui,
buon per i coimputati che invece po*tranno avvalersi della legge. Tanzi è da
poco stato condan*nato in primo grado a 10 anni per aggiotaggio Parmalat nel
processo alle persone fisiche? Che sfortuna, quella sentenza è arrivata a
tre anni dalla ri*chiesta di rinvio a giudizio, con le nuove norme Tanzi si
sarebbe salvato.
Paradossi. E contraddizioni a iosa. Non un secolo fa, ma ap*pena un anno fa,
il legislatore aveva imposto ai presidenti di Tribunale criteri di priorità
in base ai quali fissare i processi, e tra essi ad esempio un bina*rio
privilegiato per i processi ai recidivi: adesso, invece, lo stesso
legislatore fa l'esatto contrario, cioè scrive una leg*ge che costringerà i
Tribunali a rallentare i processi ai recidi*vi per dare priorità a quelli
agli incensurati, che altrimen*ti si prescriverebbero in appe*na due anni
dalla richiesta di rinvio a giudizio.
E se un anno fa in un'altra legge, uno dei tanti pacchetti sicurezza, il
le*gislatore aveva svilito la quali*tà di incensurato ai fini della
concessione delle attenuanti generiche, adesso invece la esalta al punto
tale da farne scaturire addirittura l'estinzio*ne del processo in mancanza
di una sentenza di primo gra*do nei fatali 2 anni. Questo an*che per tutti i
reati tributari de*gli evasori fiscali, per gli omici*di colposi dei medici,
per le truffe di ogni genere. Salvo pe*rò escludere dalla tagliola
tem*pistica della nuova legge una contravvenzione, quale il rea*to degli
immigrati clandestini. Beffa in vista, poi, per lo Sta*to che dovrà
restituire agli im*putati, i cui processi vengano prescritti, i soldi che in
quei procedimenti erano stati se*questrati. Ma beffa soprattutto per quei
coimputati di un me*desimo reato che, allo scocca*re dei 2 anni, vedranno l'impu*tato
incensurato farla franca con la prescrizione del proces*so, e l'imputato non
incensura*to continuare invece a essere giudicato e magari condanna*to.
>I presupposti per fare quella fine ci sono tutti.L'ingresso in europa e
>l'euro erano riusciti a bloccarla ma solo temporaneamente anche perchè il
>debito pubblico sta toccando il punto di non ritorno.
Top manager in rivolta per la legge anti-bonus ( incommentabile )
* Jack * ~14-7-1789~: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/manager-rivolta%20legge-anti-bonus.shtml?uuid=9055240e-16e7-11de-bbf5-a8e44cd1b89c&DocRulesView=Libero
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23-03-2009 17.22.38
legge Gasparri e il decreto salva Rete 4
EXPRESSYOURSELF: La proroga di poter trasmettere in analogico per Retequattro ha
sollevato in maniera clamorosa l’interrogativo su come un premier
possa decidere sul destino di una sua proprietà. Ma nella nuova...