VERGOGNOSO, si cerca di incolpare quattro carabinieri che hanno fatto un
grosso servizio ai laziali e romani tutti!!
Pero' pero' questo Marrazzo era pure regolare negli incontri....!!!!
Brenda e' 1,85 e di femminile ha ben poco...di maschile...bisognerebbe
chiederlo a Marrazzo...
Gli inquirenti: testimonianze sconvolgenti. Due a settimana
gli appuntamenti sessuali
GUIDO RUOTOLO
ROMA
Tra lunedì e martedì gli uomini del Ros agguantano il «corpo del reato», il
video dell'irruzione nell'appartamento di via Gradoli 96, e delle immagini
rubate di Piero Marrazzo e del trans, Natalie. Due copie, una negli uffici
dell'agenzia fotografica «Photo Masi» di Milano, l'altra nella redazione del
settimanale «Chi», diretto da Alfonso Signorini.
E' stata un'operazione lampo, decisa in quelle stesse ore perché il Ros
aveva segnali che l'acquirente era stato trovato, che quel video stava per
essere reso pubblico. Subito dopo, le quattro divise del disonore sono state
perquisite e interrogate. E' toccato poi al governatore Piero Marrazzo
raccontare la «sua» verità, e nella notte di mercoledì i quattro carabinieri
sono finiti nel carcere militare di Forte Boccea.
E' ancora troppo presto per avere certezze, per non porsi dubbi, domande,
interrogativi sull'«affaire» Marrazzo. Ma intanto, quanti sono i video
compromettenti? E' solo quello sequestrato a Milano? Quello che ritrae il
governatore in camicia? Di quel video ci sono due versioni. L'integrale, che
dura una quindicina di minuti, e il suo «promo», neppure due minuti. Ma uno
dei trans di via Gradoli, Brenda, secondo le testimonianze di altri trans,
raccontava che voleva vendere un video nel quale Marrazzo era ripreso con
due trans. E ieri Brenda è stata prelevata dal Ros nel suo appartamento di
via Due Ponti, per essere sentita: «Non ho mai avuto rapporti con Marrazzo,
si è visto da queste parti ma io non so niente».
E poi a Roma circolano voci su altri video che coinvolgono altri
parlamentari. Ma che sta succedendo? Le indagini sono in pieno svolgimento,
in queste ore vengono risentiti diversi trans che lavorano in via Gradoli,
nella zona Trionfale, al Flaminio, all'Acqua Acetosa. Testimonianze
«sconvolgenti», che raccontano - e in qualche misura devono essere
verificate - una frequentazione costante, almeno di un paio di volte a
settimana, di Marrazzo con diversi trans, uno di loro addirittura sarebbe
stato «stipendiato» dal governatore. Quanto spendeva, il governatore, per
queste relazioni private? A verbale, ha denunciato la «rapina» di 2.000 euro
e poi la «sparizione» dei 3.000 euro lasciati sul tavolo. Ma quanto doveva
sganciare per quel «rapporto mercenario» con Natalie? E quanto per gli altri
trans? E lo stipendiato quanto riceveva?
E' vero, potrebbero essere particolari pruriginosi, ma da un certo punto di
vista aiutano a capire il contesto, insomma a spiegare perché quei quattro
carabinieri della Compagnia Trionfale hanno fatto irruzione in via Gradoli.
Hanno avuto una soffiata dal pusher e pappone Rino Cafasso (deceduto a
settembre)? O da un trans?
Ma sono altre le domande che l'«affaire» Marrazzo pone. Perché quando si
tratta di immagini o di video che ritraggono in momenti imbarazzanti
personaggi importanti del mondo delle istituzioni, della politica, dello
spettacolo viene coinvolto sempre lo stesso circuito mediatico? Anche in
questo caso, i giornali o i periodici contattati in queste settimane, sono
gli stessi di Vallettopoli (ricordate Fabrizio Corona e Lele Mora?). Per
dirne una, colpisce che in questa storiaccia sia coinvolto Max Scarfone, il
fotografo che immortalò il portavoce del presidente del Consiglio Romano
Prodi, Silvio Sircana, mentre parlava (o guardava) dall'auto un trans.
Colpisce che la banda dei carabinieri infedeli della Compagnia di Trionfale
si è rivelata così sprovveduta: ha lasciato numeri di telefono (alla vittima
della rapina e dell'estorsione), ha incontrato giornalisti o emissari di
periodici, ha parlato al telefono con mediatori o con altri «malacarne». E'
vero, agli interlocutori non si presentavano come carabinieri, ma resta il
fatto, appunto, che alla fine sono stati intercettati.
Le quattro «mele marce» per motivi di lavoro conoscevano via Gradoli e il
mondo dei trans e della droga. Uno di loro, Luciano Simeone, alla fine di
agosto ha provato a contattare un possibile mediatore. Una strada senza
uscita. Un altro «infedele», Antonio Tamburrino, conosceva il fotografo Max
Scarfone. Che lo ha indirizzato all'agenzia milanese «Photo Masi». Gira il
video, come testimonia il direttore di «Libero», Maurizio Belpietro, che
vede il «promo» una decina di giorni fa. L'«industria» del ricatto cerca
disperatamente acquirenti. Quello che colpisce, in questa storiaccia, è che
anche nel mondo dei media l'«estorsione» viene presentata come uno «scoop».
Sarebbe grave se il Pd non ricandidasse Marrazzo alla presidenza della
Regione Lazio in base a questi episodi». Lo afferma Vladimir Luxuria,
transessuale già deputato di Rifondazione. «Vorrebbe dire che è un partito
bacchettone, un partito che dà ragione a chi usa il privato per distruggere
la gente».
"il grillo parlante" <chegguardi@afessemammete> ha scritto nel messaggio
news:4ae576af$0$819$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> VERGOGNOSO, si cerca di incolpare quattro carabinieri che hanno fatto un
> grosso servizio ai laziali e romani tutti!!
> Pero' pero' questo Marrazzo era pure regolare negli incontri....!!!!
> Brenda e' 1,85 e di femminile ha ben poco...di maschile...bisognerebbe
> chiederlo a Marrazzo...
> Gli inquirenti: testimonianze sconvolgenti. Due a settimana
> gli appuntamenti sessuali
> GUIDO RUOTOLO
> ROMA
> Tra lunedì e martedì gli uomini del Ros agguantano il «corpo del reato»,
il
> video dell'irruzione nell'appartamento di via Gradoli 96, e delle immagini
> rubate di Piero Marrazzo e del trans, Natalie. Due copie, una negli uffici
> dell'agenzia fotografica «Photo Masi» di Milano, l'altra nella redazione
del
> settimanale «Chi», diretto da Alfonso Signorini.
> E' stata un'operazione lampo, decisa in quelle stesse ore perché il Ros
> aveva segnali che l'acquirente era stato trovato, che quel video stava per
> essere reso pubblico. Subito dopo, le quattro divise del disonore sono
state
> perquisite e interrogate. E' toccato poi al governatore Piero Marrazzo
> raccontare la «sua» verità, e nella notte di mercoledì i quattro
carabinieri
> sono finiti nel carcere militare di Forte Boccea.
> E' ancora troppo presto per avere certezze, per non porsi dubbi, domande,
> interrogativi sull'«affaire» Marrazzo. Ma intanto, quanti sono i video
> compromettenti? E' solo quello sequestrato a Milano? Quello che ritrae il
> governatore in camicia? Di quel video ci sono due versioni. L'integrale,
che
> dura una quindicina di minuti, e il suo «promo», neppure due minuti. Ma
uno
> dei trans di via Gradoli, Brenda, secondo le testimonianze di altri trans,
> raccontava che voleva vendere un video nel quale Marrazzo era ripreso con
> due trans. E ieri Brenda è stata prelevata dal Ros nel suo appartamento di
> via Due Ponti, per essere sentita: «Non ho mai avuto rapporti con
Marrazzo,
> si è visto da queste parti ma io non so niente».
> E poi a Roma circolano voci su altri video che coinvolgono altri
> parlamentari. Ma che sta succedendo? Le indagini sono in pieno
svolgimento,
> in queste ore vengono risentiti diversi trans che lavorano in via Gradoli,
> nella zona Trionfale, al Flaminio, all'Acqua Acetosa. Testimonianze
> «sconvolgenti», che raccontano - e in qualche misura devono essere
> verificate - una frequentazione costante, almeno di un paio di volte a
> settimana, di Marrazzo con diversi trans, uno di loro addirittura sarebbe
> stato «stipendiato» dal governatore. Quanto spendeva, il governatore, per
> queste relazioni private? A verbale, ha denunciato la «rapina» di 2.000
euro
> e poi la «sparizione» dei 3.000 euro lasciati sul tavolo. Ma quanto doveva
> sganciare per quel «rapporto mercenario» con Natalie? E quanto per gli
altri
> trans? E lo stipendiato quanto riceveva?
> E' vero, potrebbero essere particolari pruriginosi, ma da un certo punto
di
> vista aiutano a capire il contesto, insomma a spiegare perché quei quattro
> carabinieri della Compagnia Trionfale hanno fatto irruzione in via
Gradoli.
> Hanno avuto una soffiata dal pusher e pappone Rino Cafasso (deceduto a
> settembre)? O da un trans?
> Ma sono altre le domande che l'«affaire» Marrazzo pone. Perché quando si
> tratta di immagini o di video che ritraggono in momenti imbarazzanti
> personaggi importanti del mondo delle istituzioni, della politica, dello
> spettacolo viene coinvolto sempre lo stesso circuito mediatico? Anche in
> questo caso, i giornali o i periodici contattati in queste settimane, sono
> gli stessi di Vallettopoli (ricordate Fabrizio Corona e Lele Mora?). Per
> dirne una, colpisce che in questa storiaccia sia coinvolto Max Scarfone,
il
> fotografo che immortalò il portavoce del presidente del Consiglio Romano
> Prodi, Silvio Sircana, mentre parlava (o guardava) dall'auto un trans.
> Colpisce che la banda dei carabinieri infedeli della Compagnia di
Trionfale
> si è rivelata così sprovveduta: ha lasciato numeri di telefono (alla
vittima
> della rapina e dell'estorsione), ha incontrato giornalisti o emissari di
> periodici, ha parlato al telefono con mediatori o con altri «malacarne».
E'
> vero, agli interlocutori non si presentavano come carabinieri, ma resta il
> fatto, appunto, che alla fine sono stati intercettati.
> Le quattro «mele marce» per motivi di lavoro conoscevano via Gradoli e il
> mondo dei trans e della droga. Uno di loro, Luciano Simeone, alla fine di
> agosto ha provato a contattare un possibile mediatore. Una strada senza
> uscita. Un altro «infedele», Antonio Tamburrino, conosceva il fotografo
Max
> Scarfone. Che lo ha indirizzato all'agenzia milanese «Photo Masi». Gira il
> video, come testimonia il direttore di «Libero», Maurizio Belpietro, che
> vede il «promo» una decina di giorni fa. L'«industria» del ricatto cerca
> disperatamente acquirenti. Quello che colpisce, in questa storiaccia, è
che
> anche nel mondo dei media l'«estorsione» viene presentata come uno
«scoop».
"il grillo parlante" <chegguardi@afessemammete> ha scritto nel messaggio
news:4ae576af$0$819$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> VERGOGNOSO, si cerca di incolpare quattro carabinieri che hanno fatto un
> grosso servizio ai laziali e romani tutti!!
> Pero' pero' questo Marrazzo era pure regolare negli incontri....!!!!
> Brenda e' 1,85 e di femminile ha ben poco...di maschile...bisognerebbe
> chiederlo a Marrazzo...
> Gli inquirenti: testimonianze sconvolgenti. Due a settimana
> gli appuntamenti sessuali
> GUIDO RUOTOLO
> ROMA
> Tra lunedì e martedì gli uomini del Ros agguantano il «corpo del reato»,
il
> video dell'irruzione nell'appartamento di via Gradoli 96, e delle immagini
> rubate di Piero Marrazzo e del trans, Natalie. Due copie, una negli uffici
> dell'agenzia fotografica «Photo Masi» di Milano, l'altra nella redazione
del
> settimanale «Chi», diretto da Alfonso Signorini.
> E' stata un'operazione lampo, decisa in quelle stesse ore perché il Ros
> aveva segnali che l'acquirente era stato trovato, che quel video stava per
> essere reso pubblico. Subito dopo, le quattro divise del disonore sono
state
> perquisite e interrogate. E' toccato poi al governatore Piero Marrazzo
> raccontare la «sua» verità, e nella notte di mercoledì i quattro
carabinieri
> sono finiti nel carcere militare di Forte Boccea.
> E' ancora troppo presto per avere certezze, per non porsi dubbi, domande,
> interrogativi sull'«affaire» Marrazzo. Ma intanto, quanti sono i video
> compromettenti? E' solo quello sequestrato a Milano? Quello che ritrae il
> governatore in camicia? Di quel video ci sono due versioni. L'integrale,
che
> dura una quindicina di minuti, e il suo «promo», neppure due minuti. Ma
uno
> dei trans di via Gradoli, Brenda, secondo le testimonianze di altri trans,
> raccontava che voleva vendere un video nel quale Marrazzo era ripreso con
> due trans. E ieri Brenda è stata prelevata dal Ros nel suo appartamento di
> via Due Ponti, per essere sentita: «Non ho mai avuto rapporti con
Marrazzo,
> si è visto da queste parti ma io non so niente».
> E poi a Roma circolano voci su altri video che coinvolgono altri
> parlamentari. Ma che sta succedendo? Le indagini sono in pieno
svolgimento,
> in queste ore vengono risentiti diversi trans che lavorano in via Gradoli,
> nella zona Trionfale, al Flaminio, all'Acqua Acetosa. Testimonianze
> «sconvolgenti», che raccontano - e in qualche misura devono essere
> verificate - una frequentazione costante, almeno di un paio di volte a
> settimana, di Marrazzo con diversi trans, uno di loro addirittura sarebbe
> stato «stipendiato» dal governatore. Quanto spendeva, il governatore, per
> queste relazioni private? A verbale, ha denunciato la «rapina» di 2.000
euro
> e poi la «sparizione» dei 3.000 euro lasciati sul tavolo. Ma quanto doveva
> sganciare per quel «rapporto mercenario» con Natalie? E quanto per gli
altri
> trans? E lo stipendiato quanto riceveva?
> E' vero, potrebbero essere particolari pruriginosi, ma da un certo punto
di
> vista aiutano a capire il contesto, insomma a spiegare perché quei quattro
> carabinieri della Compagnia Trionfale hanno fatto irruzione in via
Gradoli.
> Hanno avuto una soffiata dal pusher e pappone Rino Cafasso (deceduto a
> settembre)? O da un trans?
> Ma sono altre le domande che l'«affaire» Marrazzo pone. Perché quando si
> tratta di immagini o di video che ritraggono in momenti imbarazzanti
> personaggi importanti del mondo delle istituzioni, della politica, dello
> spettacolo viene coinvolto sempre lo stesso circuito mediatico? Anche in
> questo caso, i giornali o i periodici contattati in queste settimane, sono
> gli stessi di Vallettopoli (ricordate Fabrizio Corona e Lele Mora?). Per
> dirne una, colpisce che in questa storiaccia sia coinvolto Max Scarfone,
il
> fotografo che immortalò il portavoce del presidente del Consiglio Romano
> Prodi, Silvio Sircana, mentre parlava (o guardava) dall'auto un trans.
> Colpisce che la banda dei carabinieri infedeli della Compagnia di
Trionfale
> si è rivelata così sprovveduta: ha lasciato numeri di telefono (alla
vittima
> della rapina e dell'estorsione), ha incontrato giornalisti o emissari di
> periodici, ha parlato al telefono con mediatori o con altri «malacarne».
E'
> vero, agli interlocutori non si presentavano come carabinieri, ma resta il
> fatto, appunto, che alla fine sono stati intercettati.
> Le quattro «mele marce» per motivi di lavoro conoscevano via Gradoli e il
> mondo dei trans e della droga. Uno di loro, Luciano Simeone, alla fine di
> agosto ha provato a contattare un possibile mediatore. Una strada senza
> uscita. Un altro «infedele», Antonio Tamburrino, conosceva il fotografo
Max
> Scarfone. Che lo ha indirizzato all'agenzia milanese «Photo Masi». Gira il
> video, come testimonia il direttore di «Libero», Maurizio Belpietro, che
> vede il «promo» una decina di giorni fa. L'«industria» del ricatto cerca
> disperatamente acquirenti. Quello che colpisce, in questa storiaccia, è
che
> anche nel mondo dei media l'«estorsione» viene presentata come uno
«scoop».
[OT] Sapessi quanti culi ha visto il mio bidet
pirex: Sapessi quanti culi ha visto il mio bidet
Mettiamo il caso che foste invitati a una cena per questioni d'affari
importanti, e il vostro ospite per rompere il ghiaccio vi invitasse a fare
il...