> Il problema è che nelle facoltà di Ingegneria
> si passano ANNI (e non scherzo, vieni a
> Messina), a fare cose così:
> - Analisi I
> - Analisi II
> - Analisi III
> - Fisica Matematica
> - Teoria dei sistemi
> - Fisica Tecnica
> E uno se li fa volentieri.
> Quello che scopre, però, quando arriva sul mondo del
> lavoro, è che di tutte queste cose non frega nulla
> a nessuno.
> Si è creato un fossato tra le imprese ed il mondo
> dell'università, percui i laureati non sono idonei
> alle pretese del mondo del lavoro.
Quelle materie servono a dare la "forma mentis" alla persona. E aggiungo:
chi cazzo se ne frega se le aziende non le richiedono, vuol dire che sono
aziende che nonvalgono un cazzo. Pure al MIT si fanno queste cose, per
dire...
Eppoi diciamocelo: nessuno ti costringe a fare per 12 anni ingegneria...
> Guarda, la tua è un'opinione valida, ma da quel che sono le mie
> recenti esperienze, fortemente influenzata dallo stato del mercato del
> lavoro *italiano*.
> Da quel che ho visto, basta fare qualche passo fuori dall'Italia, e
> gli studi, se *seri*, vengono apprezzati tantissimo.
Questo e' verissimo, e l'ho constatato pure io di persona.
D'altra parte anche la fuga all'estero, a ben vedere, e' una non
soluzione, per tanti motivi. Per esempio non e' facendo fuggire i
migliori che il sistema universitario italiano puo' migliorare; e poi
anche la fuga all'estero spesso non e' appannaggio di tutti, nella
realta' (per motivi economici, in primis, e poi ci sono gli affetti e
via dicendo).
Peraltro quello che dicevi e' sacrosanto: in Italia il merito nel lavoro
e' praticamente *sempre* un fatto quasi geriatrico, ahime'. Ma questo
IMHO e' una proprio una causa, non un effetto del problema.
> Uno dei grossissimi problemi del Nord-est é insito proprio nel discorso
> che fai. Al giovane conveniva iniziare subito a guadagnare gli sghei,
> magari subito dopo le medie. E le aziende non facevano un minimo non di
> ricerca, ma di innovazione. E adesso pagano
> Ok ma nel caso di un giovane, prossimo dipendente di una qualche
> azienda, gli conviene fare l'università o no?
> Le aziende riconosceranno la sua professionalità?
> Il problema è che non vedo distinzione salariale fra diplomato e
> laureato, e nemmeno fra meritevole con il Non meritevole.....
> Se non conta + nulla, perchè tu sei uguali ad altri anche se il tuo
> rendimento non è uguale agli altri, conviene investire?
Sì che conviene: sarai sicuramente una persona migliore come minimo. Non un
buzzurro dalla terza media qualunque...come te, per dire!
Azz! Permettimi di approfittare e di chiederti delle informazioni. Sono
neolaureato in ingegneria informatica vecchio ordinamento (probabilmente mi
avrai letto su IDI), purtroppo ormai trentenne. Ero già quasi con le valigie
in mano, fortemente intenzionato a trasferirmi proprio nei Paesi Bassi, ma
un mio ragionamento mi ha frenato e mi ha fatto tornare sui miei passi,
lasciandomi a sguazzare nella melma degli annunci di stage sottopagati
italiani. Il mio ragionamento è il seguente:
"Mi sono appena laureato, per anni sono stato imbottito di sola matematica,
dunque non so fare niente, dunque come faccio ad avviarmi all'estero se non
posso competere con i laureati stranieri che saranno sicuramente dei mega
smanettoni galattici e oltretutto più giovani di me di 6 o 7 anni? Da
neolaureato ho assoluto bisogno di un minimo sindacale di formazione
pratica, tipo uno stage in cui qualcuno come prima lezione mi insegni ad
accendere il computer! Magari faccio un po' di formazione in Italia e solo
successivamente espatrierò.".
Alla luce della tua esperienza, il mio ragionamento è giusto o sbagliato?
Grazie.
--
"Dito" <d@d.it> ha scritto nel messaggio
news:Xns9C9B84FA65Fddit@193.70.192.192...
> Eppoi diciamocelo: nessuno ti costringe a fare per 12 anni ingegneria...
Allora, vediamo un minuto di chiarire questa
storia perchè poi io mi sono stancato di
vedere che si tira sempre un ballo sta cosa
per attaccarmi.
Se vai sul forum di etnavalley, e ti guardi
qualche curriculum di colleghi, scopri che
ci sono 110/110 e lode di Messina e
Catania che ci hanno messo 10/12 anni
proprio come me.
Non è colpa mia se in questa città ci sono
delle questioni strutturali che fanno esplodere
i tempi di laurea.
Aggiungici gli interventi chirurgici che abbiamo
avuto in famiglia in quel periodo, le cause, i
morti, tutto quello che ci è capitato, il tempo
necessario per sviluppare la mia tesi che è
stato di 2 anni, e magari si capisce come
mai sono esplosi i tempi di laurea in quel
modo.
Io avrei voluto laurearmi prima, ma purtroppo
non era possibile.
L'unico modo che avrei avuto era fare come
tanti colleghi, fregarmene di preparare bene
gli scritti e di studiare centinaia di formule
e dimostrazioni, ed andare agli esami a fare
scena muta e discorsi balbettanti.
Non l'ho mai voluto fare: ogni materia veniva
preparata nei minimi particolari, malgrado i
problemi familiari gravissimi che avevo, ed
è solo per questo motivo che i tempi di
laurea sono esplosi in quel modo.
In compenso mi sono preso la lode accademica.
Ora, cortesemente, potresti finirla di tirare
sempre in mezzo che mi sono laureato tardi ?
On 4 Ott, 20:08, "Pegasus" <non...@nowhere.com> wrote:
[...]
> Noi stiamo certificando il fallimento del sistema
> Italia.
> Ecco perchè i ragionamenti di Scimmiok mi fanno
> incazzare.
Incazzati quanto vuoi, ma il sistema Italia, soprattutto al Sud, E'
FALLITO.
Se poi ti va di mettere la testa sotto la sabbia e far finta di non
vedere, non ti lamentare che le cose ti vanno di merda.
On 5 Ott, 00:58, BArrYZ <Earlg...@Altern.org> wrote:
[...]
> D'altra parte anche la fuga all'estero, a ben vedere, e' una non
> soluzione, per tanti motivi.
Non è una soluzione ai problemi dell'Italia.
Ma è una soluzione ai problemi PERSONALI.
Se l'Italia non vuole risolvere i proprii problemi, cazzi di chi
resta.
On 5 Ott, 01:13, "Blind Guardian"
<chiedimi.l'indiri...@se.vuoi.scrivermi.in.privato > wrote:
[...]
> Alla luce della tua esperienza, il mio ragionamento è giusto o sbagliato?
> Grazie.
Ogni storia è diversa.
Comunque, io non sono partito alla ventura, né avevo intenzione di
andare specificamente nei Paesi Bassi.
Semplicemente, mi ero stufato del mio vecchio lavoro, avevo voglia di
cambiare e guadagnare di più, non ne potevo più nemmeno di tante
storture del paese, allora ho cominciato a cercare lavoro senza limiti
geografici... e alla fine, dopo due mesetti di campagna curriculum,
eccomi qui :-)
Dito ha scritto:
> Il /04 ott 2009/, *lucifero* ha scritto:
> Sì che conviene: sarai sicuramente una persona migliore come minimo. Non un
> buzzurro dalla terza media qualunque...come te, per dire!
Un laureato e' solo una persona piu' istruita ( e neanche sempre)
non migliore!
Detto cio' una istruzione migliore e' da preferire, anche se
NON produce persone migliori: Shit In, Shit Out
A.
> "Mi sono appena laureato, per anni sono stato imbottito di sola
matematica,
> dunque non so fare niente, dunque come faccio ad avviarmi all'estero se
non
> posso competere con i laureati stranieri che saranno sicuramente dei mega
> smanettoni galattici e oltretutto più giovani di me di 6 o 7 anni? Da
> neolaureato ho assoluto bisogno di un minimo sindacale di formazione
> pratica, tipo uno stage in cui qualcuno come prima lezione mi insegni ad
> accendere il computer! Magari faccio un po' di formazione in Italia e solo
> successivamente espatrierò.".
Nonostante la crisi abbia in effetti abbassato le offerte, ti posso dire
che
qua in uk di offerte ce ne son ancora un discreto numero, ed anche
interessanti. Non ho una conoscenza di prima mano per il mercato
neolaureati, ma ti posso dire che piu' o meno tutte le aziende grandi
hanno
programmi per l'inserimento di neoalureati senza esperienza, che son
tuttora
attivi ed assumono anche se meno di prima. La mia azienda, per esempio, ce
l'ha.
Sicuramente, un laureato con qualche esperienza ha piu' offerte e
migliori,
ma questo non implica che un neolaureato ne abbia 0.
Per come e' la situazione attuale, da quello che mi viene detto (le mie
esperienze personali a riguardon son vecchie di piu' di 5 anni...), mi
sembra che il panorama italiano sia nero, e ti consiglierei le esperienze
di
farle altrove, sempre che tu non abbia altri problemi (famiglia,
relazione,
etc) che ostacolano l'espatrio.
> >> "Ti stupirà sapere...".
> >> AH ECCO. APPUNTO.
> >> Io dico che c'è qualcosa che non quadra.
> > > Sigh, nostalgia di ng civili. Non ho capito il riferimento di cui sopra,
> > pero'.
> Il problema è che nelle facoltà di Ingegneria
> si passano ANNI (e non scherzo, vieni a
> Messina), a fare cose così:
Anche io son VO, anche io ho studiato quelle materie a Bologna, ed in
tutta
onesta' son contento di averlo fatto, Alcuni concetti, specie di fisica
tecnica, mi e' anche capitato di usarli. Continuo a non capire il
riferimento quotato sopra, scusa, prova a rispiegarmelo.
> Si è creato un fossato tra le imprese ed il mondo
> dell'università, percui i laureati non sono idonei
> alle pretese del mondo del lavoro.
> Ma non per colpa dei laureati. Per colpa del
> mondo del lavoro.
Anche delle universita' IMHO. Van cercate sinergie, e bisogna farlo in due.
Son d'accordo sul concetto che esprimi anche nella parte che ho tagliato,
ma, ripeto, non e' l'oggetto del thread.
> Il problema è che il sistema Italia non produce
> più posti di lavoro (quelli VERI però) per i
> nostri laureati.
> E' questo il problemino.
Vedi commento sopra. Il fatto che una laurea oggi abbia meno valore
effettivo IN ITALIA non vuol dire che questo sia vero in assoluto.
> > Curiosita': sei BlindGuardian? Perche' nel caso ti chiedero' conto di
una
> > frase..
> Assolutamente no.
> Manco lo conosco.
Ho visto, scemo io visto che nel thread e' scritto chiaramente che e' un
laureato dell'Universita' di Napoli. Scusa.
> Semplicemente, mi ero stufato del mio vecchio lavoro, avevo voglia di
> cambiare e guadagnare di più, non ne potevo più nemmeno di tante
> storture del paese, allora ho cominciato a cercare lavoro senza limiti
> geografici... e alla fine, dopo due mesetti di campagna curriculum,
> eccomi qui :-)
Eh ecco. La differenza è che quanto tu hai cercato lavoro all'estero, in
Italia lavoravi già.
> Se vuoi farlo, provaci.
> Se temi i rischi, beh, resta dove sei.
Per quanto mi riguarda, sono disposto anche a partire alla ventura e farmi
un mese in albergo in attesa di ricevere il sofi number. Ne faccio un
problema esclusivamente di formazione e di timore di non avere niente da
offrire se non una laurea considerata inutile e teorica.
--
"Dito" <d@d.it> ha scritto nel messaggio
news:Xns9C9BA38579E5ddit@193.70.192.192...
> Il /04 ott 2009/, *lucifero* ha scritto:
> Sì che conviene: sarai sicuramente una persona migliore come minimo. Non
> un
> buzzurro dalla terza media qualunque...come te, per dire!
per quanto buzzurro almeno non offendo....poi in base a cosa dici che sono
un buzzurro? per quanto modesto, credo di essere migliore di te senza dubbio
> Per come e' la situazione attuale, da quello che mi viene detto (le mie
> esperienze personali a riguardon son vecchie di piu' di 5 anni...), mi
> sembra che il panorama italiano sia nero, e ti consiglierei le esperienze
> di
> farle altrove, sempre che tu non abbia altri problemi (famiglia,
> relazione,
> etc) che ostacolano l'espatrio.
Fortunatamente, la mia famiglia ha compreso la situazione italiana ed è
compatta nel sostenere un mio eventuale espatrio. Ma dal punto di vista
pratico cosa dovrei fare? Andare sul posto per qualche tempo e rivolgermi
alle agenzie di lavoro in attesa di trovare un'occupazione?
--
On 5 okt, 12:54, "Blind Guardian"
<chiedimi.l'indiri...@se.vuoi.scrivermi.in.privato > wrote:
> "Shylock" <shylock1...@hotmail.it> ha scritto
> > Semplicemente, mi ero stufato del mio vecchio lavoro, avevo voglia di
> > cambiare e guadagnare di più, non ne potevo più nemmeno di tante
> > storture del paese, allora ho cominciato a cercare lavoro senza limiti
> > geografici... e alla fine, dopo due mesetti di campagna curriculum,
> > eccomi qui :-)
> Eh ecco. La differenza è che quanto tu hai cercato lavoro all'estero, in
> Italia lavoravi già.
Si`, ma ho cambiato quasi completamente settore, cominciando quasi da
zero (e non sono un'eccezione comunque qui).
Comunque, l'azienda ha valutato positivamente la mia esperienza
passata, considerandola come qualcosa di valore.
> Per quanto mi riguarda, sono disposto anche a partire alla ventura e farmi
> un mese in albergo in attesa di ricevere il sofi number. Ne faccio un
> problema esclusivamente di formazione e di timore di non avere niente da
> offrire se non una laurea considerata inutile e teorica.
Secondo me, prima ti conviene girare un po' per annunci su monster e
simili. I Paesi Bassi sono un bel posto per lavorare, ma non ti
autolimitare, potresti trovare lavoro in altri posti, magari anche
migliori!
In ogni caso, prova, se la tua formazione non gli va bene, non ti
prenderanno, se invece sei OK, ti chiamano!
> "Marco Minardi" <mmina83@yahoo.co.uk> ha scritto
> > Per come e' la situazione attuale, da quello che mi viene detto (le mie
> > esperienze personali a riguardon son vecchie di piu' di 5 anni...), mi
> > sembra che il panorama italiano sia nero, e ti consiglierei le
esperienze
> > di
> > farle altrove, sempre che tu non abbia altri problemi (famiglia,
> > relazione,
> > etc) che ostacolano l'espatrio.
> Fortunatamente, la mia famiglia ha compreso la situazione italiana ed è
> compatta nel sostenere un mio eventuale espatrio. Ma dal punto di vista
> pratico cosa dovrei fare? Andare sul posto per qualche tempo e rivolgermi
> alle agenzie di lavoro in attesa di trovare un'occupazione?
Dal mio punto di vista, ci son due livelli: personale e lavorativo.
Per quello lavorativo, ho visto per esperienza che e' possibile iniziare
il
processo anche in Italia: mandare il curriculum, usare un paio di motori
di
ricerca, contattare qualche agenzia di headhunters e passargli il profilo.
Anche siti di social network son molto utili: non crederai mai quanti
contatti ho avuto tramite Linkedin per esempio, che e' regolarmente
osservato dai suddetti headhunters.
Una volta che il processo parte, di solito la prima intervista si puo'
fare
via telefono, che e' anche un buon test della conoscenza della lingua, per
seconda ed eventuali successive, dovrai andare in loco. Se cerchi in una
grande citta'/paese europeo, la cosa e' organizzabile in pochi giorni e
poca
spesa via low cost e simili. Di solito, le spese in questa fase son cazzi
tuoi , mentre quasi tutte le ditte che mi contattarono mi offrivano un
congruo contributo trasloco assieme all'offerta di lavoro.
Sul piano personale, io se fossi in te una visita di qualche giorno nel
posto dove devi andare, a meno che gia' non lo conosci, la farei: ci devi
vivere, e devi essere almeno sicuro di poterci stare bene, anche se la
sicurezza 100% ovviamente non c'e'.
Per il resto, eviterei di preoccuparmi: anche trovar casa o simili, e' una
cosa che ti convien fare una volta che sei in loco, alloggiando per un po'
in una sistemazione provvisoria.
lucifero ha scritto:
> La domanda che mi pongo è : conviene far iscrivere un giovane
> all'università?
Leggi "padre ricco, padre povero" Kiyosaki
in parole povere lo studio, la formazione e l'esperienza non devono
essere visti nella prospettiva del dipendente, o in vista della
pensione, ma in vista di un possibile ed auspicabile futuro da
imprenditore. Le conoscenze, siano esse pratiche o teoriche, da studio o
da esperienza lavorativa, sono fondamentali per l'imprenditore. Per far
rendre al massimo la propria istruzione è necessario spenderla nel campo
dell'impresa personale, del rischio che paga, ed è meno rischioso se sai
cosa stai facendo, cioè se sei istruito.
valore fiscale della partecipazione
Piccola Parigi: Ho una partecipazione del 10% in una srl con c.s. di 1000, sottoscritta alla
costituzione della società.
Dopo x anni la società delibera un aumento di capitale gratuito, pari a 100,
girando le...
Fisco e Tasse
1
11-11-2005 19.08.32
Valore della Banca d'Italia
Piotry: In questi giorni si parla del valore della Banca d'Italia perchè, come
sapete, nel Decreto Legislativo in esame (che, per inciso, credo non
verrà mai approvato) lo stato dovrebbe rilevare le quote...
Investire
9
23-09-2005 14.32.36
Riscatto della laurea, a cosa serve??
culonea@gmail.com: Ciao a tutti, ripesco un vecchio post sul riscatto della laurea, a
parte le considerazioni di convenienza che sono soggettive, a cosa
serve riscattare gli anni di laurea?
Ho 25 anni, sto...