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  #1  
Vecchio 29-09-2009, 23.42.19
LoZioPuparo®
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Predefinito Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)

28 Settembre 2009

Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di
Franco Bechis)

Una bomba ad orologeria di 11 miliardi di euro. Pronta ad esplodere nel 2010
e a trasformarsi nella vera crisi del sistema bancario italiano.E' quanto
scrive il giornalista Franco Bechis sul quotidiano "Libero".


..........Luigi Zunino con la sua Risanamento finita in guai ben più grossi
dei 200 milioni di leasing, l'Aedes (300 milioni), il gruppo guidato dal
presidente del Siena Giovanni Lombardi Stronati.....


http://www.lungoparma.com/le_grandi_firme/51377.html







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  #2  
Vecchio 29-09-2009, 23.51.32
MarioItalia
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)




quando vi parlavo di Risanamento....



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Perchè la grande crisi immobiliare c'è anche in Italia
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  #3  
Vecchio 29-09-2009, 23.53.00
LoZioPuparo®
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)

È una bomba ad orologeria di 11 miliardi di euro. Pronta ad esplodere nel
2010 e a trasformarsi nella vera crisi del sistema bancario italiano.E'
quanto scrive il giornalista Franco Bechis sul quotidiano "Libero".
di Franco Bechis

È una bomba ad orologeria di 11 miliardi di euro. Pronta ad esplodere nel
2010 e a trasformarsi nella vera crisi del sistema bancario italiano. A
tanto ammontano, infatti, quelli che tecnicamente si chiamano “finanziamenti
bullet” in scadenza per l’anno prossimo. Si tratta di prestiti normalmente
della durata di 4-6 anni che durante quel periodo prevedono solo il rimborso
degli interessi maturati: il capitale viene restituito integralmente al
momento della scadenza.

Undici miliardi di euro sono una cifra assai alta per un anno solo, dovuta
al fatto che il 2005 è stato un anno boom di progetti da finanziare, di
speranze di crescita economica e di tassi comunque mediamente bassi. Il
problema è che gran parte dei progetti a cui erano legati quei finanziamenti
non solo non hanno avuto particolare sviluppo, ma nemmeno sono stati
cantierati. Tutto fermo a Roma dove il piano regolatore pensato da Walter
Veltroni prima di candidarsi a palazzo Chigi è stato fermato in extremis nel
2008 bloccando progetti e cantieri già finanziati dei vari Toti, Parnasi &
c. Quei bullet, imbullonati appunto alla scadenza del 2010, sono legati a
Firenze al gruppo Fusi (quasi un miliardo), a Milano al progetto City life
di riqualificazione della vecchia Fiera che arranca e anzi recentemente ha
segnalato la necessità di nuova finanza (1 miliardo anche qui). I cantieri
non ci sono, e il rischio che quei finanziamenti alla scadenza non possano
essere restituiti è assai alto.

È un tema all’attenzione della Banca di Italia che non nasconde le sue
preoccupazioni. Già il 29 maggio scorso il governatore Mario Draghi nelle
sue considerazioni annuali aveva spiegato: «Stanno aumentando rapidamente le
sofferenze e gli impieghi classificati come “incagliati”, cioè con
temporanee difficoltà di rimborso. L’esperienza precedente mostra che la
recessione continuerà a pesare sulla qualità del credito anche per due o tre
anni dopo l’inversione ciclica». I suoi tecnici nella relazione di
accompagnamento avevano fornito i dati del primo trimestre 2009, con un
aumento di oltre 5 miliardi di euro delle sofferenze nette nel sistema
bancario italiano e una previsione per fine anno di raggiungimento dell’1,6%
dei prestiti in essere. L’anno precedente questa percentuale era dell’uno
per cento.

Solo che nonostante i timori della vigilanza e questa mina pronta ad
esplodere sono assai pochi gli istituti di credito che si sono attrezzati al
peggio. Poche e non significative le svalutazioni, accompagnate dall’ostinazione
con cui ancora oggi i principali istituti di credito e le fondazioni che ne
sono azioniste rifiutano l’utilizzo dei salvagenti messi a disposizione dal
governo, come i cosiddetti Tremonti bonds. Qui la partita è tutta politica,
e lo dimostra anche l’ipotesi di aumento di capitale Unicredit che
Alessandro Profumo ha discusso la scorsa settimana con le fondazioni
emiliane: si cerca di dare fondo alle ultime risorse a disposizione per
evitare di consegnarsi teste e mani a Tremonti e comunque temendo il
contrappasso di una direzione politica del credito.

Questa battaglia si è riflessa anche nei conti dei principali istituti. Ci
sono ancora buoni utili in quasi tutte le semestrali, anche se in calo
rispetto al 2008: 322 milioni per Mps (522 l’anno prima), 937 milioni per
Unicredit (erano 2,96 l’anno precedente), un miliardo e 580 milioni per il
gruppo Intesa-Sanpaolo (contro i 3,1 del 2008). L’impressione – e bisogna
dire pure il timore – è che le banche italiane non abbiano tirato fuori,
come è accaduto già nel secondo semestre 2008 negli Usa e nel resto del
mondo, la spazzatura. Non abbiano fatto quella pulizia che – il caso
Risanamento (rischioso per Intesa anche grazie all’ultimo bridge concesso da
179 milioni di euro in assenza di garanzie che non erano più possibili)
esploso ora insegna – se rimandata non farà che acuire il problema. Così,
anche grazie a quegli 11 miliardi di finanziamenti a rischio restituzione,
la vera crisi del sistema bancario italiano potrebbe esplodere l’anno
prossimo, quando tutti gli altri si saranno messi alle spalle i guai.

C’è naturalmente qualcuno che pulizia ha fatto, come il Banco popolare e
soprattutto la sua controllata specializzata nel leasing che finì al centro
di uno scandalo finanziario e giudiziario. Grazie a una bad bank varata con
la consulenza di Mediobanca i circa 3,7 miliardi di contratti di leasing in
sofferenza in carico a Banca Italease verranno comunque “ripuliti”.
Risalgono tutti all’epoca in cui il dominus della banca era Massimo Faenza e
sono stati firmati prima che partisse l’inchiesta giudiziaria che due anni
fa decapitò il vertice della banca specializzata in leasing. Alla vigilia
del consolidamento di Banca Italease nel Banco popolare che la controlla si
è deciso di portare a sofferenza oltre 5 miliardi di euro di leasing
immobiliari. Di questi il 20 per cento è stato oggetto di specifiche
svalutazioni, dei restanti 3,7 miliardi la gran parte (2,7 circa) riguarda
solo 7 clienti: il gruppo Statuto – che con 1,2 miliardi di leasing concessi
a più società fa la parte del leone – e poi ancora con 400 milioni di
contratti, Danilo Coppola uno dei celebri furbetti del quartierino, Luigi
Zunino con la sua Risanamento finita in guai ben più grossi dei 200 milioni
di leasing, l’Aedes (300 milioni), il gruppo guidato dal presidente del
Siena Giovanni Lombardi Stronati, il commercialista Signori e con 150
milioni di euro il gruppo guidato da Luigi Carraro e Fabrizio Bevilacqua e
da cui per tempo era uscita Benedetta Geronzi. Tutti questi contratti,
portati a sofferenza perché le rate del leasing non sono state più
rimborsate verranno trasferiti in una società veicolo proprio per evitare al
Banco popolare il consolidamento anche di questa partita difficile da
digerire. La mancata restituzione delle rate in qualche caso è dovuta a
difficoltà finanziarie del cliente di Banca Italease, ma spesso (per i 7 big
come per altri clienti minori) alle cause che le controparti hanno intentato
alla stessa banca che Faenza guidava per i derivati sottoscritti che dopo un
primo periodo (in crescita di tassi) in cui avevano ampiamente ricompensato
gli interessi del leasing, hanno per la platea dei clienti rappresentato un
costo aggiuntivo rilevante che ha fatto lievitare le rate dovute spingendo
non pochi ad interrompere i pagamenti.


  #4  
Vecchio 29-09-2009, 23.56.45
LoZioPuparo®
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)

"MarioItalia" <ilmercato@lib.it> ha scritto nel messaggio
news:Ejvwm.72657$9f6.86923@twister1.libero.it...
> quando vi parlavo di Risanamento....



quando?


  #5  
Vecchio 30-09-2009, 00.07.38
MarioItalia
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)


"LoZioPuparo®" <ZioSignal@Tornato.it> ha scritto nel messaggio
news:xovwm.71244$1s6.5763@twister2.libero.it...
> "MarioItalia" <ilmercato@lib.it> ha scritto nel messaggio
> news:Ejvwm.72657$9f6.86923@twister1.libero.it...
>>>>> quando vi parlavo di Risanamento....

> quando?



ahi ahi ahi...
non leggi i miei post...


--
Perchè la grande crisi immobiliare c'è anche in Italia
http://datamaxy.altervista.org/index.php
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  #6  
Vecchio 30-09-2009, 00.22.57
LoZioPuparo®
Guest
 
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)

> ahi ahi ahi...
> non leggi i miei post...



se parli di titoli che non compro...

parla di aedes (o cell....) e vadrai come ti leggo

:-)



  #7  
Vecchio 30-09-2009, 07.38.33
mascheroni
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di Franco Bechis)

banche americane
lo stato di salute del sistema bancario è risorto a nuova giovinezza grazie
al cambiamento delle regole contabili che non obbligano più a iscrivere a
bilancio i titoli tossici a prezzi di mercato.

se si vanno ad analizzare i bilanci delle banche americane, come ha fatto l'economista
della Julius Bäer, si scopre che le sofferenze (il volume dei crediti per i
quali i debitori sono in forte ritardo nel pagamento degli interessi) stanno
crescendo molto più rapidamente degli accantonamenti. La conclusione è che
il volume delle perdite nascoste nei bilanci delle banche continua ad
aumentare. Ciò dovrebbe creare non poca apprensione, dato che secondo il
Fondo monetario internazionale il sistema bancario dovrà nei prossimi mesi
raccogliere circa 1.700 miliardi di dollari per rispettare i requisiti
minimi sui fondi propri.


  #8  
Vecchio 30-09-2009, 15.54.00
doppio.massimo
Guest
 
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Predefinito Re: Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le bancheitaliane (di Franco Bechis)

Il Tue, 29 Sep 2009 21:42:19 +0000, LoZioPuparo® ha scritto:

> 28 Settembre 2009
> Una bomba da 11 miliardi rischia di far saltare le banche italiane (di
> Franco Bechis)


cazzate, 11 Miliardi di Euro e' solo il doppio di quello che abbiamo
buttato via per Alitalia

--
sono superman, chi e' superman ? a me mi fa 'na pippa superman
 

Tags
banche, bechis, bomba, franco, italiane, miliardi, rischia, saltare
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